Scomparsa di Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord

FRV NEWS MAGAZINE • 19 marzo 2026

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 Con profondo cordoglio si annuncia la scomparsa di Umberto Bossi, avvenuta in data odierna presso l’ospedale di Varese all’età di 84 anni.


Fondatore della Lega Nord e figura iconica della politica italiana, Umberto Bossi ha rappresentato per oltre quarant’anni la voce delle istanze autonomiste e federaliste del Paese.

 Con la sua azione politica, ha trasformato radicalmente il panorama istituzionale italiano, portando per la prima volta i temi del territorio e della decentralizzazione al centro dell'agenda nazionale.


Uomo di straordinaria passione e tenacia, il "Senatùr" lascia un vuoto incolmabile non solo nella sua famiglia e tra i militanti che lo hanno seguito sin dagli esordi di Gemonio, ma nell'intera storia della Repubblica.


Le sue condizioni di salute, già fragili, hanno subito un peggioramento nelle ultime ore, portandolo a spegnersi circondato dall'affetto dei suoi cari nella città che lo ha visto protagonista di storiche battaglie.



Nelle prossime ore verranno rese note le informazioni relative alla camera ardente e alle esequie.



Recent Posts

Autore: AGENZIA DIRE 19 marzo 2026
ZAIA: “CIAO UMBERTO, TUTTA L’ITALIA DEVE DIRGLI GRAZIE” “Ciao Umberto”. Lo scrive sui social Luca Zaia. “Non è il Nord che deve dire grazie a Umberto Bossi ma tutto il Paese”, ha scritto poi Zaia in una nota. “Senza il suo contributo di visione, realismo e capacità politica, la storia repubblicana sarebbe stata molto differente, priva di un grande interprete della necessità di dare risposte alle istanze dei cittadini delle regioni settentrionali e con esse soluzioni a tutta la società italiana. Nella sua grande abilità è certamente ricorso anche a gesti eclatanti, come ha quando ha proclamato la secessione del Nord, ma lo ha fatto sempre con l’intento di fissare un punto all’interno del quale l’obbiettivo rimaneva sempre e soltanto il federalismo. Politicamente è stato un padre straordinario per tutti noi, gli siamo profondamente grati”. Per Zaia “se la politica ha dovuto affrontare una ‘questione settentrionale’, in buona parte è stato merito della voce roca di Umberto che ne è stato il megafono. Se oggi in Italia c’è una coscienza federalista diffusa, a cominciare da quella che si identifica nell’autonomia differenziata, è merito dell’impegno di chi come Bossi ha visto più lontano di altri“.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 19 marzo 2026
"Vicina alla famiglia e alla sua comunità" Umberto Bossi, con la sua passione politica, ha segnato una fase importante della storia italiana e ha dato un fondamentale apporto alla formazione del primo centrodestra. In questo momento di grande dolore, sono vicina alla famiglia e alla sua comunità politica". Così su X la premier Giorgia Meloni.
Autore: AGENZIA DIRE 19 marzo 2026
Nel 1987, quando a Venezia ci fu il G7, gli artisti della Biennale firmarono un documento sulla guerra in Iran-Iraq. Per Zaia sarebbe ora di rifare una cosa analoga La Biennale di Venezia si faccia promotrice di uno statement di pace, un documento alto e condiviso, sottoscritto dagli artisti e affidato alla Biennale perché lo faccia vivere e lo porti al mondo. Sarebbe un gesto concreto, forte, all’altezza del tempo che stiamo vivendo e della missione universale di Venezia”. Lo propone il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, intervenendo nel giorno della presentazione del progetto di riqualificazione e conclusione dei lavori del Padiglione Centrale ai Giardini della Biennale. “La Biennale riunisce 99 nazioni che esporranno, è uno dei più grandi luoghi al mondo di incontro tra popoli, culture e sensibilità diverse. Ringrazio il Presidente Pietrangelo Buttafuoco per l’eccezionale lavoro che sta portando avanti e per l’equilibrio che sta dimostrando in un passaggio storico non facile”, aggiunge Zaia. “Fare cultura ai massimi livelli internazionali in una fase segnata da guerre, tensioni e lacerazioni globali richiede lucidità. Buttafuoco (ai ferri corti con il Governo per il ritorno della Russia, ndr) continui su questa strada, difendendo l’autonomia della Biennale e facendo in modo che la Biennale sia sempre più un luogo di dialogo”. Lo statement, “il documento che immagino prosegue Zaia non dev’essere un testo di circostanza, ma un appello autorevole, sottoscritto dagli artisti che arriveranno a Venezia, capace di dire al mondo che la cultura non può tacere mentre crescono i conflitti. Un documento che richiami il valore del dialogo e della diplomazia, il rifiuto della guerra come soluzione alle dispute fra nazioni. Può essere la Biennale, con il suo prestigio, a farsene portavoce di fronte al mondo”. Esiste anche un precedente storico veneziano: lo statement a cui pensa Zaia “non sarebbe una forzatura. Venezia con la sua universalità di città cosmopolita, ha già dimostrato di saper essere città della diplomazia internazionale. Nel 1987 in occasione del G7 organizzato in Laguna, venne approvato un documento finale sulla guerra Iran-Iraq che richiamava la necessità di una soluzione negoziata del conflitto, con grande visione. Anche oggi Venezia deve tornare a parlare al mondo, con la forza del dialogo”. Sulle recenti polemiche sulla partecipazione della Russia all’esposizione “voglio essere molto chiaro: da parte mia la condanna dell’aggressione russa all’Ucraina è netta e non ammette ambiguità. Ma altra cosa è pensare che la cultura debba rinunciare alla propria funzione storica, che è quella di mantenere aperti spazi di relazione proprio quando il mondo sembra scegliere soltanto la via del conflitto e delle armi. Non spetta alla Biennale giudicare, ma accogliere; favorire quei processi di dialogo, oltre ogni posizione di trincea, come l’arte e la cultura hanno dimostrato di saper fare”, osserva infine Zaia. 
Autore: FRV NEWS MAGAZINE Francesca Romana Nucci 19 marzo 2026
Al Parco della Pace, la Confederazione CIWAS insieme alle Istituzioni per promuovere le "Palestre della Salute". Screening gratuiti e attività fisica per tutti i cittadini. La salute passa dal movimento e dalla sinergia tra istituzioni e professionisti. Il 21 e 22 marzo, presso il Parco della Pace di Roma, si terrà la quarta edizione della “Giornata Nazionale del Movimento per la Salute”, evento centrale nella strategia di CIWAS (Confederazione Italiana Wellness e Attività Sportiva) per integrare lo sport nel sistema sanitario regionale. L’iniziativa, promossa insieme al Polo della Salute e al Consiglio Regionale del Lazio, trasformerà la sede istituzionale in un centro di prevenzione attiva a supporto del progetto PALESTRE DELLA SALUTE. Il ruolo di CIWAS: lo sport come farmaco L’evento rappresenta il culmine di un dialogo strutturato tra il mondo del fitness e le istituzioni, volto a riconoscere palestre e piscine come presidi sanitari di prossimità. “ Sinergie come questa dimostrano quanto sia fondamentale costruire un dialogo realmente strutturato tra le Istituzioni e la fitta rete di Palestre, Piscine e Centri Sportivi. Quando SPORT E ISTITUZIONI parlano la stessa lingua, il beneficio ricade direttamente sul cittadino. Con le Palestre della Salute, portiamo l'attività fisica fuori dal perimetro del tempo libero e la inseriamo nel percorso di cura e prevenzione. CIWAS è orgogliosa di guidare questo cambiamento culturale che trasforma il movimento in un investimento per la sanità pubblica.”dichiara Andrea Pambianchi, Presidente Ciwas . Programma e Partner Durante il weekend, i cittadini potranno usufruire di screening sanitari gratuiti, consulenze sportive e donazioni di sangue, grazie alla collaborazione con Asl Roma 3, i Municipi XI e XII e gli ordini professionali. Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, ha espresso il suo plauso per l'iniziativa: “Un'iniziativa a cui teniamo molto, che coniuga salute, sport e sociale. Ringrazio CIWAS e il Presidente Andrea Pambianchi per l'impegno costante: diffondere la cultura della prevenzione significa generare benessere reale per le persone.” DETTAGLI EVENTO Organizzatore: CIWAS & Polo della Salute Date: Sabato 21 e Domenica 22 Marzo 2026 Luogo: Parco della Pace (Consiglio Regionale del Lazio), Roma Accesso: Gratuito e aperto a tutta la cittadinanza
Autore: AGENZIA DIRE ORE: 15.55 19 marzo 2026
"Ad aprile cominceremo i lavori per sistemare e riqualificare le piste. Una manutenzione necessaria per la condizione disastrosa che abbiamo trovato e che impedisce anche gli allenamenti dei cavalli. E siamo pronti ad assumere, tramite Zetema, i lavoratori che oggi sono in cassaintegrazione". Lo dichiara in una nota Alessandro Onorato,assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale. "Dopo il rifiuto di Marsicana, che aveva vinto il bandoprovvisorio, e in attesa della verifica della società Caroli, che era arrivata seconda alla gara pubblica, con grande senso di responsabilità e generosità quest'Amministrazione si sta assumendo un compito che non spetterebbe a un Comune spiega Onorato. Con un lavoro enorme del Dipartimento Sport, che ringrazio, insieme alla società in house Zetema, stiamo infatti facendo il massimo per far ripartire un impianto da oltre 130 ettari dove nessuno, per oltre vent'anni, ci ha mai messo mano". "Ripristineremo legalità e trasparenza, con tariffe chiare econtratti da rispettare per tutti. Non ci saranno zone d'ombra conclude Onorato. E, dopo aver concluso il censimento nei giorni scorsi, sfrutteremo queste settimane per arrivare pronti a settembre se dovessimo organizzare noi le corse. Chiunque è del settore sa che organizzare le corse in pochi mesi è un miracolo, considerato lo stato nel quale c'è stato lasciato l'impianto: manutenzione inesistente, piste da rifare, staccionate rimosse, impianto di irrigazione manomesso e la sala regia e scommesse smantellata. L'elenco sarebbe ancora lungo: è persino scomparso il complesso telecomando per l'accensione delle torri faro, che era stato censito a fine dicembre dai tecnici del Dipartimento Sport".
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 19 marzo 2026
"Dire che il governo italiano condanna l'attacco degli Stati Uniti all'Iran? Anche quello è uno scenario pericoloso, e lo sarebbe per voi, non per gli americani". Con queste parole la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha risposto con fermezza alle critiche delle opposizioni sulla postura diplomatica dell'Italia nelle ultime ore di altissima tensione in Medio Oriente. La Premier ha rivendicato una linea improntata al realismo e alla tutela degli interessi nazionali, respingendo l'accusa di eccessiva prudenza o "vigliaccheria" diplomatica verso l'alleato statunitense. "Nella mia posizione di Presidente del Consiglio ha aggiunto Meloni il mio primo dovere è garantire la sicurezza degli italiani, dei nostri militari impegnati nelle missioni di pace e dei nostri assetti strategici. Non si tratta di mancanza di coraggio, ma di responsabilità verso la nazione." Secondo la Premier, una condanna formale e precipitosa verso Washington non solo incrinerebbe i rapporti con il principale alleato storico, ma esporrebbe l'Italia a potenziali ritorsioni e instabilità in un momento in cui l'equilibrio globale è già estremamente fragile. "Il governo lavora per la de-escalation, ma non lo fa con i proclami che mettono a rischio il Paese", ha concluso la Presidente.
Autore: AGENZIA DIRE Aggiornamento 19 marzo 2026
Secondo gli inquirenti avrebbero modificato la cartella clinica del bimbo morto dopo il trapianto di cuore. Richiesta per loro anche la sospensione dall'esercizio della professione medica Nuovi sviluppi sul caso del piccolo Domenico Caliendo , il bimbo di due anni e mezzo morto dopo un trapianto del cuore fallito e due mesi di coma all’ospedale Monaldi di Napoli, sulla cui vicenda si è aperta un’indagine per fare chiarezza su eventuali responsabilità dello staff medico e sanitario che si è occupato dell’intervento. DI COSA SONO ACCUSATI La procura di Napol i contesta ora una nuova accusa – il reato di falso – a due dei sette medici dell’ospedale Monaldi già indagati per la morte del bambino: secondo i pm avrebbero infatti modificato la sua cartella clinica. Gli interessati dalla nuova accusa sono il primario che ha eseguito il trapianto, il cardiochirurgo Guido Oppido, e la cardiochirurga, secondo operatore, Emma Bergonzoni. Per entrambi è stata chiesta al Gip una misura interdittiva della sospensione dall’esercizio della professione medica e, secondo quanto si è appreso, verranno ascoltati a fine mese. I DUBBI SUGLI ORARI Dovranno chiarire in particolare le modifiche agli orari di arrivo del cuore del donatore, da Bolzano a Napoli, e dell’inizio dell’espianto dell’organo dal petto del piccolo Domenico: punti su cui si stanno concentrando gli approfondimenti degli inquirenti e che non sarebbero stati confermati dalle testimonianze di alcuni sanitari presenti in sala operatoria. Ai due medici viene già contestato il reato di omicidio colposo in concorso.
Autore: AGENZAI DIRE ore: 14.09 19 marzo 2026
Il Presidente della Repubblica in Spagna, nella lectio magistralis all'Università di Salamanca un appello all'Ue: "Ritrovi l'ambizione del 1951, è indispensabile per la pace" L’Europa “si desti”. Da un’aula universitaria spagnola il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lancia uno sferzante appello al cuore dei leader dell’Ue e dell’Europa in generale affinché, per una volta, dicano “no”, all’unisono, seguendo lo spirito e “l’ambizione” dei padri fondatori dell’Unione. L’occasione è la cerimonia di consegna dell’onorificenza accademica di Dottore Honoris Causa conferita dall’Università di Salamanca al Capo dello Stato. La cerimonia si tiene nella Sala Paraninfo delle Scuole Minori, sede storica dell’Università, alla presenza di Sua Maestà il Re di Spagna, Felipe VI. Con il Re Felipe VI Mattarella ha avuto prima un incontro. “TOCCA ALL’EUROPA SAPERE DIRE ‘NO'” “L’ordine internazionale è per sua natura dinamico. Nuovi protagonisti si affacciano, nuove sfide si presentano. Cosa può fare l’Europa a fronte della recessione del modello cooperativo multilaterale nella gestione dei rapporti tra gli Stati? Accettare che esso venga soppiantato da una visione contrattualista fondata sulla competizione? Tocca all’Europa saper dire di no. Dire di no all’ampliamento dei conflitti, a una perenne instabilità con la moltiplicazione dei fronti di crisi, come dimostrano le drammatiche vicende che, a partire dal sanguinoso attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023, vedono oggi Iran, Libano, l’intera regione mediorientale e del Golfo al centro di un arco di crisi di cui non si intravede lo sbocco, con gravissime conseguenze sulle popolazioni”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella lectio magistralis all’Università di Salamanca, in Spagna, dopo che gli è stato conferita l’onorificenza accademica di Dottore honoris causa. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella lectio magistralis all’Università di Salamanca, in Spagna, dopo che gli è stato conferita l’onorificenza accademica di Dottore honoris causa. “IL SOVRANISMO ASSOLUTO È INSOFFERENTE ALLE REGOLE INTERNAZIONALI” “La frequenza di violazioni sistematiche dei diritti umani, favorite dal tentativo di rendere marginali le Nazioni Unite, affievolisce l’efficacia dell’ordine internazionale e dei suoi principi. Una condizione che ha finito per favorire l’attuale controtendenza, rispetto allo spirito di San Francisco, e che vede il riemergere di una insofferenza crescente rispetto alle regole pattuite e agli impegni che ne derivano, liberamente sottoscritti dagli Stati. Questo avviene in nome di un presunto sovranismo assoluto” Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella lectio magistralis all’Università di Salamanca, in Spagna, dopo che gli è stato conferita l’onorificenza accademica di Dottore honoris causa. “RITROVARE L’AMBIZIONE DEI LEADER DEL 1951, L’EUROPA È INDISPENSABILE PER LA PACE” “Dobbiamo ritrovare l’ambizione dei leader che, nel 1951, nel preambolo del Trattato della Comunità del carbone e dell’acciaio, posero queste parole: ‘Convinti che il contributo che un’Europa organizzata e viva può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche’. Un’Europa dunque nucleo indispensabile per il mantenimento di quelle relazioni pacifiche che sei anni prima la Carta di San Francisco aveva messo al centro della missione identitaria delle Nazioni Unite. Un’Organizzazione che nasceva per sottrarre ai singoli Stati – non importa quanto potenti – le decisioni fondamentali su pace e sicurezza, immaginando così una nuova stagione del diritto internazionale fondata su tre pilastri: il divieto dell’uso della forza; il principio di sovrana eguaglianza degli Stati; la promozione universale dei diritti umani. In cui pace e diritti umani non costituiscono ambiti distinti, bensì dimensioni complementari di un progetto normativo volto a superare la logica del sistema westfaliano”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella lectio magistralis all’Università di Salamanca, in Spagna, dopo che gli è stato conferita l’onorificenza accademica di Dottore honoris causa”. “LA VIOLAZIONE SISTEMATICA DELLA CARTA ONU PORTA ALLA TERRA DI NESSUNO” “La sistematica inosservanza, quando non la aperta violazione della Carta delle Nazioni Unite, l’abbandono delle organizzazioni settoriali operative del sistema onusiano, lo smantellamento del sistema del controllo degli armamenti, la delegittimazione delle Corti, sono tutti fenomeni che vanno nella medesima sconfortante direzione. Ne deriva un vuoto, una arbitraria ‘terra di nessuno’, ambito per ingiustificate scorrerie – in una sorta di rincorsa a rinnovate conquiste, espansioni commerciali, creazione di presunte fasce e aree di sicurezza, con un processo che va a gravare pesantemente sui Paesi e sui popoli piu’ poveri e meno fortunati”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella lectio magistralis all’Università di Salamanca. “ DALL’INVOLUZIONE DEL SISTEMA MULTILATERALE SOLO ESCALATION “ “Accade così che, in opposizione a quanto si afferma necessario per l’ordinata vita delle singole comunità nazionali, si assista alla delegittimazione delle corti internazionali e dei loro giudici, negando il valore del diritto internazionale, rimuovendo la storica scelta di civiltà di predisporre autorità preposte a verificarne il rispetto e a sanzionarne le violazioni. Osserviamo l’involuzione del sistema multilaterale di controllo degli armamenti e delle relative misure di fiducia reciproca, faticosamente costruite nel periodo della Guerra Fredda e dalla fase successiva alla caduta dell’impero sovietico. Stiamo assistendo a un progressivo indebolimento fatto di sospensioni, ritiri, mancati rinnovi. Un fenomeno che comporta non soltanto una perdita di strumenti di trasparenza, ma anche una trasformazione del regime giuridico internazionale in materia di sicurezza, con conseguenze rilevanti sul piano della prevedibilità strategica e della prevenzione delle escalation”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella lectio magistralis all’Università di Salamanca, in Spagna, dopo che gli è stato conferita l’onorificenza accademica di Dottore honoris causa. “Trattati paralizzati o rimossi negli ultimi anni: non rileva soltanto la cessazione degli obblighi contrattuali, ma la perdita di meccanismi che per decenni avevano fatto crescere la reciproca comprensione e garantito stabilità, ha aggiunto.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 19 marzo 2026
Domenica 22 marzo, l’Ippodromo Sant’Artemio apre ufficialmente le porte alla stagione primaverile. Nordest Ippodromi propone un pomeriggio ricco di appuntamenti che fonde l’eccellenza del trotto italiano con la prima edizione della Festa di Primavera, un evento pensato per le famiglie, gli appassionati d’arte e gli amanti dell’artigianato locale. LA FESTA DI PRIMAVERA: UNA GALLERIA A CIELO APERTO Dalle ore 14:00 alle 19:00, il parterre dell’ippodromo ospiterà oltre 40 espositori. I visitatori potranno passeggiare tra stand dedicati al benessere, al florovivaismo e all'oggettistica per la casa. Non mancherà un’area dedicata alle eccellenze enogastronomiche pasquali, con una selezione di uova di cioccolato, focacce e colombe artigianali. ARTE E SOLIDARIETÀ Il programma culturale vede protagonista l’artista Letterio Riso, che oltre a esporre le sue celebri opere a tema ippico, realizzerà un dipinto en plein air durante il pomeriggio. Il valore sociale dell'evento è confermato dalla presenza della sezione trevigiana di AIDO e dell’associazione Matite Colorate, che curerà l’intrattenimento dedicato ai bambini, rendendo la giornata accessibile e divertente per i più piccoli. IL GRAN PREMIO GIORGIO JEGHER: SFIDA TECNICA SUI 1000 METRI L’eccellenza sportiva è rappresentata dall’edizione 2026 del Gran Premio Giorgio Jegher. La storica corsa si sposta quest’anno da Trieste a Treviso, trasformandosi in un avvincente "super handicap" sulla pista da 1.000 metri. Sotto il profilo tecnico, l’attenzione è rivolta allo start, dove i riflettori sono puntati su Eminem Font. Il cavallo, già protagonista nelle grandi classiche come il Derby 2023 e l’Orsi Mangelli, si presenta come il soggetto di maggior classe, nonostante una meccanica complessa che renderà lo svolgimento della corsa tutto da seguire. INFO E ORARI Data: Domenica 22 Marzo Orario: Dalle ore 14:00 Luogo: Ippodromo S. Artemio, Treviso Ingresso: Gratuito
Autore: Anna Maria Rengo 19 marzo 2026
Nella raccolta di racconti “Ultima notte a Riccione” Marco Canonico conduce il lettore in un viaggio nelle emozioni umane, narrando storie di vite sfiorate e comunque protese verso il futuro. Sapienti pennellate di parole, a fissare sulla carta paesaggi marini crepuscolari, viaggi in treno tra speranze ed evasioni, incontri effimeri che si desidera, forse, prolungare. La raccolta di racconti “Ultima notte a Riccione” (Tevere edizioni) di Marco Canonico sorprende il lettore per il suo stile tanto semplice quanto curato, come del resto è necessario quando ci si cimenta con un genere letterario che per molti, compresa chi scrive, è complesso e sfaccettato. Come condensare in poche decine di pagine una storia, come far sì che il lettore si affezioni ai protagonisti e alla trama, come dare unitarietà al testo complessivo? Sono interrogativi che si pongono con ancora maggiore vigore quando le pagine del singolo racconti non sono decine, ma tre o quattro, massimo cinque, come nel libro di Marco. E allora si arriva a chiedersi se le domande siano ben poste, se la logica del racconto breve, la sua bellezza e capacità di catturare il lettore non debbano essere cercate in altro. Queste le premesse del primo quesito per Marco: cosa ti ha spinto a prediligere il racconto breve e quali potenzialità e sfide gli riconosci? “Ho scelto il genere del racconto, e in particolare del racconto breve, perché credo fermamente che ‘non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi’. Per me, la scrittura non deve necessariamente dipanarsi in trame elaborate per colpire nel segno; al contrario, preferisco operare come un fotografo che cerca di cogliere l’istante prima che la luce cambi. La sfida più grande è stata proprio quella di rinunciare agli ampi spazi descrittivi per concentrarmi sull’essenziale, lasciando emergere il ‘non detto’ e il ‘fuori campo’. Prediligo questa forma perché permette di caricare di un immenso peso simbolico i dettagli minimi e i gesti quotidiani, come una sigaretta condivisa o un dialogo interrotto. La potenzialità che riconosco al racconto breve è la sua capacità di generare un’eco: è un’opera che si legge d’un fiato ma che deve continuare a risuonare a lungo nel lettore, proprio come certe notti che sembrano finite e invece ti restano addosso.” Qual è il filo che cuce assieme questi tuoi racconti e li dispone nell’ordine del libro? “Il filo che cuce insieme queste storie è una sospensione costante, un limbo esistenziale in cui i confini geografici, affettivi ed esistenziali si fanno porosi e sfumati. Ho disposto i racconti per creare una coralità di vite sfiorate, quasi tutte colte in quel tempo di passaggio tra i venti e i trent’anni. L’ordine non è casuale: volevo che il lettore attraversasse una sequenza di ‘fughe progettate e mai del tutto realizzate’ e di ‘ritorni’. C’è un tema sotterraneo, quasi filosofico, che unisce tutto: il divertissement. Le notti in discoteca o i drink sui marciapiedi non sono solo svago, ma tentativi di distrarsi dal senso profondo del vuoto e dalla vertigine della propria esistenza.” I tuoi racconti sono una geografia dell’animo umano, cristallizzato in momenti fuggenti ma che segnano una svolta tra un passato e un futuro, ma anche una geografia di tanti luoghi italiani. Cosa c’è di autobiografico in questi racconti e quanti dei tuoi luoghi del cuore vi sono rappresentati? “Sebbene nel libro specifichi che ogni riferimento sia frutto di una rielaborazione fantastica per dare veridicità ai racconti, è innegabile che vi sia una forte componente autobiografica legata alle atmosfere. I luoghi rappresentati sono la mia geografia del cuore: 1) La Milano estiva, pigra e ribollente di caldo. 2) La provincia industriale e notturna, fatta di discoteche, autogrill al neon e bar alla stazione. 3) I viali di Rimini e Riccione fuori stagione, quando l’odore della crema solare lascia spazio al silenzio e alla salsedine. 4) I paesaggi della Pianura Padana, con le sue atmosfere sospese e la sua nebbia. Questi spazi non sono semplici sfondi, ma riflettono l’inquietudine dei personaggi: un’Italia marginale, mai ‘da cartolina’, che somiglia alle borgate pasoliniane traslate in un tempo postmoderno.” Tra le pagine del tuo libro serpeggia una nostalgia che pare, per così dire, strutturale, connessa all’essere umano, e che si associa però anche a una tensione verso il futuro e verso il cambiamento. Quanto questa nostalgia e questa tensione verso il futuro raccontano di te? “La nostalgia che attraversa le pagine è effettivamente strutturale. Per me, è la ‘sostanza dei ricordi che sfumano’ e dei desideri che non trovano mai del tutto compimento. Racconta molto di me questa sensazione di essere sempre sul punto di perdere qualcosa, di vivere in un eterno presente che però è già gravato dal peso del passato. Al tempo stesso, c’è una tensione verso il futuro che si manifesta spesso come desiderio di fuga. Molti dei miei protagonisti sognano di ‘uscire da quel cerchio’, di rompere la routine delle scelte mancate. Questa dialettica tra il restare e il voler partire rispecchia la mia visione della vita a trent’anni: un momento in cui tutto sembra possibile, ma spesso ci si ritrova a ‘girare in tondo’.” La tua vita è profondamente caratterizzata dall’amore per la scrittura e la lettura. Quando e dove è nato questo amore e che cosa suggeriresti a chi, magari un insegnante o un genitore, vuole insegnare a qualcuno come provare lo stesso amore? “Il mio amore per la parola è nato dalla frequentazione di ‘maestri’ che hanno saputo raccontare il dolore lucido e la bellezza del quotidiano: Cesare Pavese, con la sua capacità di isolare l’attimo, e la grande letteratura americana di Raymond Carver o Richard Ford, da cui ho ereditato l’attenzione per i dettagli minimi. A chi desidera insegnare questo amore, suggerirei di non cercare ‘redenzioni facili’ o trame spettacolari, ma di educare allo sguardo preciso e partecipe. Direi a un genitore o a un insegnante di spingere i ragazzi a osservare ciò che resta sullo sfondo, l’invisibile. Bisognerebbe insegnare che scrivere e leggere non serve a evadere dalla realtà, ma a immergersi nel ‘fuori campo’ della vita, imparando a dare valore anche a un silenzio o a una partenza non annunciata.” L’AUTORE - Marco Canonico è nato a Perugia il 22 aprile 1995. Laureato in Lettere classiche è grande amante del greco, del latino e di tutta la letteratura italiana. La sua opera prima è una raccolta di racconti dal titolo Le rivolte di Amore, pubblicata nel 2019. Sempre lo stesso anno si approccia alla poesia con la silloge Allucinazione, per poi proseguire con Oltre lo specchio, Fiorirò nel fuoco e Curiosa luce. Ha scritto anche saggi letterari.
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