Scontri in Francia, Macron: Proviamo rabbia, nulla giustifica la violenza. Chi ha distrutto dovrà pagare Il discorso alla Nazione del presidente francese, dopo le violenze nelle città d Oltralpe.
ll capo dello Stato condanna fermamente i saccheggi e i danni alle città, assicurando che i responsabili pagheranno. Riconosciute le preoccupazioni dei cittadini sul caro vita, influenzato dalla crisi nel Golfo Persico.
Questa sera il Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron, si è rivolto alla nazione con un discorso solenne in seguito alle gravi violenze e alle devastazioni che hanno colpito la capitale e numerose città d’Oltralpe durante e dopo le manifestazioni degli ultimi giorni.
Nel suo intervento, Macron ha espresso a nome del Paese un profondo sentimento di "rabbia e vergogna", definendo insopportabile lo spettacolo delle strade devastate, dei negozi saccheggiati e degli edifici pubblici e municipali dati alle fiamme. Il Presidente ha voluto rivolgere un pensiero prioritario alle forze dell'ordine, ricordando il bilancio drammatico di centinaia di agenti di polizia rimasti feriti nel tentativo di arginare quella che ha definito come una "incredibile violenza".
Nessuna tolleranza per i professionisti del disordine
Il capo dello Stato ha tracciato una linea invalicabile tra il diritto al dissenso e l'illegalità: "Non c'è nulla che giustifichi le violenze e i danni provocati dai disordini" ha scandito Macron, assicurando alla cittadinanza che le istituzioni agiranno con fermezza e che "chi ha distrutto dovrà pagare".
Ascolto dei cittadini e lo scenario internazionale
Al contempo, il Presidente ha teso la mano alla stragrande maggioranza dei manifestanti pacifici, invitando l'opinione pubblica e le istituzioni a non fare di tutta l'erba un fascio. "Non dobbiamo mai confondere i manifestanti con coloro che hanno provocato distruzioni e saccheggi" ha avvertito. Macron ha riconosciuto la piena legittimità delle richieste sollevate da centinaia di migliaia di concittadini scesi in piazza per protestare contro il forte aumento del costo della vita e il prezzo dei carburanti.
Analizzando le cause della crisi economica, l'inquilino dell'Eliseo ha infine attribuito gran parte dei rincari energetici e inflazionistici agli sviluppi della guerra in corso nel Golfo Persico. Pur ribadendo la totale estraneità militare della Francia al conflitto, Macron ha ammesso che il Paese ne sta subendo pesantemente le ripercussioni economiche, concludendo che il governo condivide pienamente le preoccupazioni delle famiglie e lavorerà per rispondere alle loro necessità.

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