Scuola, Meloni sulle proteste: "Manifestazioni fatto bello per la democrazia, ma ferma condanna alla violenza"
Al termine del Consiglio Europeo a Bruxelles, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sulle accese mobilitazioni studentesche e sindacali che oggi hanno interessato i principali centri italiani in occasione dello sciopero nazionale della scuola.
Pur riconoscendo il valore della partecipazione democratica, la premier ha espresso una netta e ferma condanna nei confronti dei disordini e degli atti di guerriglia urbana registrati durante i cortei, in particolare a Roma e a Torino.
"Le manifestazioni degli studenti sono un fatto bello, perché dimostrano voglia di partecipare, ma senza violenza" ha dichiarato la presidente Meloni, ricordando la propria passata esperienza personale nella militanza giovanile. "Sono sempre contenta quando c’è la mobilitazione, penso sempre che sia un fatto bello nella democrazia che le persone vogliano dire la loro. Cosa diversa è la violenza, cosa diversa sono le bombe carta, cosa diversa è aggredire le forze dell'ordine. Su questo dobbiamo essere molto chiari".
La giornata di sciopero, indetta per rivendicare salari più equi per docenti e dirigenti e dare voce alle proteste degli studenti nell'ambito del "No Meloni day", ha visto l'attivazione di massicci dispositivi di sicurezza. Nonostante ciò, si sono verificati momenti di forte tensione, culminati con il lancio di petardi contro il Ministero dell'Istruzione a Roma e cariche di alleggerimento a Torino, dove si contano tre minorenni arrestati e circa 50 identificati. Ulteriori disordini e fermi sono stati segnalati anche nelle città di Genova, Treviso e Verona.
Il Governo ribadisce la totale apertura al dialogo con il mondo della scuola e al confronto democratico, ponendo tuttavia come limite invalicabile il rispetto della legalità e l'incolumità delle forze dell'ordine e dei cittadini.

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