Strage di Crans Montana: l’Italia insorge e richiama l'Ambasciatore. Berna gela Roma "LA POLITICA NON INTERFERISCA CON LA GIUSTIZIA"
È scontro frontale sull'asse Roma-Berna dopo la scarcerazione di Moretti, l'indagato chiave al centro di una delicata inchiesta internazionale. La decisione dei giudici elvetici ha innescato una reazione a catena che rischia di compromettere i rapporti bilaterali tra i due Paesi.
Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha disposto il richiamo immediato a Roma dell’ambasciatore italiano per consultazioni, una mossa diplomatica di estrema gravità. "L'inchiesta svizzera fa acqua da tutte le parti.
Esiste un rischio fuga concreto e imminente: non possiamo restare a guardare mentre anni di indagini vengono vanificati", ha dichiarato Tajani. Da Palazzo Chigi arriva una nota di fuoco: "L'Italia è indignata".
La risposta del Governo svizzero non si è fatta attendere ed è stata improntata alla massima fermezza istituzionale. Il consigliere federale Guy Parmelin ha respinto fermamente le critiche italiane: "Comprendiamo l'indignazione, ma la politica non deve interferire con la giustizia. La Svizzera ha procedure diverse che garantiscono l'indipendenza dei magistrati e queste vanno rispettate" Consiglio Federale Svizzero.
Mentre fonti investigative confermano che Moretti ha già lasciato il carcere, il Viminale e il Ministero della Giustizia stanno valutando contromisure urgenti. In Italia cresce il timore che l'indagato possa lasciare il territorio elvetico, nonostante il divieto di espatrio imposto dai giudici di Berna.

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