Tante amiche e un criceto

Anna Maria Rengo • 17 marzo 2026

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Nel suo primo romanzo Giuliana Scorsoni racconta, sul filo dell’autobiografia, la vicenda di una brillante professionista la cui vita viene sconvolta da un esame clinico “di troppo”. 

 

Un click di troppo sugli esami clinici da svolgere e la vita di Mery, avvocata sessantenne in procinto di partire per le vacanze estive nel suo luogo del cuore, viene centrifugata, per venticinque giorni, come quella di un criceto sulla sua ruota. Un’avventura che la vede protagonista indiscussa ma affiancata da una squadra di amiche che non le faranno mancare il loro sostegno e, perché no, anche tante risate e sorrisi.

Queste, in poche righe e senza svelare troppo della trama, è “La ruota del criceto” (edito da Bookabook), il romanzo d’esordio della giornalista e avvocata Giuliana Scorsoni che è pure un’ode all’amicizia e all’amore per se stessi, veri e propri valori fondanti dell’esistenza della neo scrittrice, anche e soprattutto dopo la vicenda, diciamolo pure molto autobiografica, che racconta nel libro.

Ma andiamo per ordine.


Ciao Mery, ops Giuliana! Chi ti conosce ritrova nella protagonista del tuo libro tantissimo di te. Ma c’è qualche differenza tra Mery e Giuliana?

“A essere sincera non c’è alcuna differenza tra Mery e Giuliana. Sia caratterialmente che come storia c’è una sovrapposizione e infatti molti mi dicono che quando leggono di Mery materializzano me davanti. È una cosa che mi fa molto piacere e che mi sono sentita ripetere da quasi tutti.”


Il tuo libro affronta, ritengo, tre temi fondamentali. Iniziamo dal primo: quello dell’amicizia al femminile. Che importanza e declinazione hanno per te e, in questo scenario al femminile, quale valore dai a quella con gli uomini? In altre parole, è possibile una vera amicizia tra un uomo e una donna?

“La mia esperienza al femminile è che, quando è reale, l’amicizia è qualcosa di profondo e indissolubile e io vi ho attinto a piene mani. Invece, non credo molto all’amicizia tra uomo e donna. Ci può essere conoscenza, rispetto ma, per quanto riguarda la mia personale esperienza di vita, non si tratta di amicizia. L’amicizia è un’altra cosa.”


Venendo al secondo tema del tuo libro, la vita ci riserva a volte delle pessime sorprese e, come accade a Mery, per una pura casualità ci fa salire su una ruota del criceto dove scopriamo la nostra fragilità. Quanto è importante scoprirla e cosa cambia da allora in poi?

“In realtà le mie fragilità le conoscevo già, anche prima di salire sulla ruota. Le ho sempre accettate e accolte, più che combatterle e dunque non mi è servita questa esperienza per diventarne consapevole. Ma quello che posso dire è che quando scendi dalla ruota dove sei salita, hai un’inversione nella scala dei tuoi valori e ti rendi conto di quali sono le cose veramente importanti nella vita e che prima forse avevi dato per scontate, tipo la salute. Ti rendi conto che ti rovinavi l’esistenza per dei piccoli e risolvibili problemi e che non dovresti fare condizionare dalle sciocchezze. Ecco, il salire su queste ruote ti porta a dare il giusto valore alle cose della vita.”


Terzo tema che si dipana lungo il tuo libro, quello della sanità, spesso vituperata in Italia. Mery che esperienza racconta?

“Quella che ho vissuto è una buona sanità, fatta di persone che si sono preoccupate per me, che hanno capito il mio stato d’animo, che hanno cercato di aiutarmi psicologicamente e di accelerare, dove era possibile, i tempi del mio percorso. Una buona sanitò, ripeto, anche se racconto di una nottata invernale e di una vecchina che chiede solo di morire in pace a casa sua e in quell’occasione un po’ di… diciamo indifferenza nei suoi confronti l’ho trovata.”


Al di là del contenuto del libro, la sua pubblicazione ha una sua storia a parte. Ce la vuoi raccontare?

“L’idea di scriverlo è nata di getto. Al ritorno delle vacanze, dopo che avevo ricevuto la bella notizia, mi sono accorta che quando raccontavo quello che mi era successo, le amiche ridevano non solo degli episodi ironici, ma di quelli che pensavo fossero una disgrazia. E quando chiedevo: ‘Ma che ridete?’, mi dicevano che era per il modo che avevo di raccontarli. E mi hanno anche detto: ‘Scrivine!’. Ho dato retta, ho iniziato a scrivere e mi è venuto semplice anche perché la trama c’era già. Mentre scrivevo ridevo e piangevo, in altri momenti ho provato commozione quando ho ricordato la morte dei miei genitori. È nato così! Poi ho mandato il testo a diversi editori ma, come noto, l’editoria è abbastanza ingolfata e infatti nessuno mi ha risposto. Allora mi è venuta in mente un’iniziativa di crowfounding di cui avevo scritto un articolo un anno prima. Ho chiamato l’autore che aveva pubblicato un libro in questo modo e mi ha assicurato che era stata un’esperienza bellissima, che non aveva tirato fuori un centesimo di tasca sua, che il processo di editing era stato bellissimo e la grafica pure, che era stato seguito come se fosse uno scrittore vero… e dunque mi sono detta: ‘Proviamoci’! Mi sono candidata con Bookabook e, era il 14 febbraio, mi è arrivata la risposta: accettavano di sponsorizzare la pubblicazione del mio romanzo, a patto che raccogliessi 200 prenotazioni delle future copie in 100 giorni. Beh.: ci sono riuscita in 12 giorni. Che grande gioia ed emozione: mai avrei pensato che ci fossero 200 pazzi che mi dessero fiducia acquistando il mio libro senza averne letto neanche una riga! Chissà, mi avrà aiutato san Valentino, non so, fatto sta che è stata una bellissima esperienza e continua a esserlo.”


L’AUTRICE - Avvocata civilista, da più di trenta anni, ha ricoperto diversi incarichi nelle istituzioni forensi; giornalista pubblicista da trenta, vive ed esercita le proprie attività a Terni. Nata a Marina di Massa agli inizi degli anni sessanta, dove ha svolto gli studi liceali, ha conseguito la Laurea in giurisprudenza presso l'Università di Pisa. Speaker radiofonica in una emittente locale ternana - Radio Antenna Musica - e conduttrice televisiva per programmi sportivi in emittenti private umbre - Canale 58, Umbria Viva -, dal 1990 al 2010. La sua passione calcistica l'ha vista calcare molti stadi di calcio italiani. Collaboratrice de "Il Messaggero", edizione Umbria. Al suo primo romanzo.

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La Procura di Vicenza ha iscritto nel registro degli indagati il giornalista Adriano Cappellari, ipotizzando che abbia interamente pianificato e simulato l'attentato dinamitardo avvenuto lo scorso 30 maggio davanti alla sua abitazione a Enego. L'inchiesta, inizialmente aperta per fare luce sull'esplosione che aveva danneggiato gli immobili confinanti, ha subìto una svolta clamorosa grazie agli accertamenti tecnici condotti dai Carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa. I militari sono riusciti a tracciare la provenienza dei materiali utilizzati per confezionare l'ordigno, scoprendo che le bombolette di gas, l'alcol e i liquidi infiammabili erano stati ordinati online e pagati direttamente dal cronista tramite una carta di credito a lui intestata. La Procura contesta ora a Cappellari i reati di incendio, calunnia, simulazione di reato continuata, procurato allarme e truffa ai danni di un ente pubblico. Secondo l'ipotesi investigativa, questo episodio presenta forti analogie con una serie di passati atti intimidatori denunciati dallo stesso Cappellari tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026, che includevano lettere anonime e minacce rivolte anche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a don Maurizio Patriciello. Proprio a causa di tali segnalazioni, lo Stato aveva attivato per il giornalista un dispositivo di protezione dedicato con scorta e auto dell'Arma dei Carabinieri, benefici che secondo gli inquirenti sarebbero stati ottenuti in modo illecito attraverso la messinscena.
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Esprimo la mia piena solidarietà al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, destinatario di una gravissima e inaccettabile intimidazione. Il richiamo agli anni più bui del terrorismo e alle Brigate Rosse è un fatto che va condannato con la massima fermezza, senza alcuna ambiguità". Con queste parole la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha condannato duramente la comparsa di una scritta shock contro il Guardasigilli nella Capitale. Il messaggio minatorio, che recita "Nordio ti metto dentro una R4", è apparso in via Portuense, a Roma, accompagnato dalla sigla "Br" e dalla stella a cinque punte. Un esplicito e macabro riferimento alla Renault 4 rossa in cui fu rinvenuto il corpo di Aldo Moro nel 1978. La scritta, tracciata con vernice rossa sul muro perimetrale di un edificio vicino all'ex ospedale Forlanini e a breve distanza da una caserma dei Carabinieri, è stata segnalata dai residenti.  I Carabinieri della Stazione di Villa Bonelli sono intervenuti sul posto per i rilievi. Sono attualmente in corso verifiche sulle telecamere di videosorveglianza della zona per individuare i responsabili. Al fianco del Guardasigilli si schiera anche l'Associazione Nazionale Magistrati (Anm), che ha espresso immediata vicinanza e solidarietà al ministro di fronte a questo grave atto intimidatorio.
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Il Premier polacco Donald Tusk ha convocato un "team di coordinamento con la partecipazione del ministro della Difesa e dei servizi competenti"  ROMA – “Un attacco missilistico russo su Radushne nella regione del Dnipro ha ucciso genitori e tre bambini. Altri due bambini sono stati estratti vivi dalle macerie. Era una casa ordinaria, ridotta in frantumi da un missile balistico…”. Lo scrive il presidente Volodymyr Zelensky su X dopo una nuova ondata di attacchi russi che hanno colpito l’Ucraina la scorsa notte. “Finora, in tutto il Paese, si contano otto vittime“, fa sapere il presidente, aggiungendo che “Decine di persone sono rimaste ferite e tutte stanno ricevendo le cure mediche necessarie. Sono mobilitati tutti i servizi competenti”. I raid hanno coinvolto “Kiev e la sua regione, così come le aree di Dnipro, Leopoli, Poltava, Kharkiv, Mykolaiv, Sumy, Vinnytsia, Cherkasy e Ivano-Frankivsk“. ZELENSKY SI RIVOLGE AI PARTNER PER I MISSILI BALISTICI: “RITARDI NELLE CONSEGNE PORTANO A QUESTO TIPO DI DISTRUZIONE” Nel resoconto fatto dal presidente si legge ancora: “Decine di abitazioni private, attività civili e infrastrutture sono state distrutte o danneggiate. Per questo attacco sono stati impiegati oltre 70 missili, una parte significativa dei quali balistici; sono stati utilizzati anche più di 280 droni d’attacco. Oltre 260 droni sono stati intercettati. La nostra aviazione da combattimento ha abbattuto un numero considerevole di missili da crociera e persino le squadre mobili di difesa sono riuscite a intercettarli. Data la carenza critica di missili per la difesa aerea da parte dei nostri partner, i nostri combattenti stanno compiendo imprese davvero incredibili, dimostrando un altissimo livello di professionalità. Si tratta di una competenza straordinaria che salva vite umane quando i missili per la difesa aerea non vengono forniti o le consegne subiscono ritardi”. Per questo Zelensky sottolinea che “Tutti i partner sanno come e con quali mezzi possono aiutare. Un’assistenza tardiva e i ritardi nella consegna di missili antibalistici portano a questo tipo di distruzione e a queste vittime a cui, purtroppo, assistiamo oggi. È importante sostenere la difesa della vita. Grazie a tutti coloro che stanno offrendo un aiuto concreto!”. VIOLATO LO SPAZIO AEREO POLACCO “ Nel corso dell’attacco missilistico di massa russo sull’Ucraina occidentale si è verificata una violazione dello spazio aereo polacco”. Lo scrive su X il premier della Polonia Donald Tusk. “Ho pertanto convocato il team di coordinamento con la partecipazione del ministro della Difesa e dei servizi competenti, che da molte ore stanno lavorando sul luogo dell’incidente e mi stanno fornendo sistematicamente informazioni su tutte le sue circostanze. Foto dal profilo X di Zelensky
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Il Presidente alla cerimonia del Ventaglio ha messo i puntini sulle "i" su moltissime questioni. In particolare sul rapporto con la politica: "Il Colle è estraneo alla vostra dialettica" ROMA – “È un vero piacere accogliervi al Quirinale per questo appuntamento annuale, nato – come tutti ben sappiamo – alla Camera dei deputati ed esteso, con la Repubblica, al Senato. Nelle Camere i rispettivi Presidenti sono organi di garanzia, ricoperti comunque da esponenti politici. Diversa è la posizione del Presidente della Repubblica, estraneo alla dialettica tra le forze politiche: diverso è quindi il carattere di questo incontro, nato, a suo tempo, con i quirinalisti come occasione di scambio di auguri per la pausa estiva e sostituito, ventiquattro anni fa, dalla cortese consegna del Ventaglio”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale con la stampa parlamentare, prima di lanciare un lunghissimo “monito” su moltissimi aspetti della vita pubblica del Paese. Come a voler mettere un punto prima delle ferie estive. Si registra una “complessa situazione nella vita della comunità internazionale, attraversata da incertezze imprevedibili fino a pochi anni addietro. Incertezze che provocano disorientamento quanto alle prospettive e inducono a interrogativi sull’affidabilità di punti di riferimento fino a poco tempo addietro avvertiti come dotati di chiarezza e di stabilità. Da parte di chi nutre senso di responsabilità, si avverte l’esigenza di salvaguardare il sistema multilaterale e, al fine di restituirgli solidità, di procedere a una sua riforma, che, ispirandosi alla realtà, lo doti di forme e di strumenti adeguati al mondo così com’è oggi e non com’era tra la fine degli anni quaranta e gli anni cinquanta del secolo scorso”. COLLE IMPARZIALE “Per quanto riguarda la vita politica interna del nostro Paese, voi tutti conoscete i limiti doverosi delle mie considerazioni. Questi limiti non rappresentano una costrizione: al contrario raffigurano una delle modalità del dovere di assicurare al Quirinale imparzialità ed estraneità alla legittima dialettica, tra le parti politiche”. “Naturalmente mi auguro costantemente che” la dialettica politica “si svolga nel reciproco rispetto; senza inopportuna aggressività verbale, spesso immotivata, e, a mio avviso, anche controproducente. Mi auguro che le tensioni elettorali – ancora, per la verità, piuttosto intempestive – non sottraggano attenzione ai problemi che riguardano la vita quotidiana dei nostri concittadini e non inducano ad alterare la realtà delle questioni”. “Non mi compete intervenire nelle dinamiche parlamentari e non intendo – com’è comprensibile – parlare di progetti legislativi che si trovano all’esame del Parlamento e che sarò chiamato a esaminare laddove mi pervengano”. PREOCCUPATEVI DELL’ASTENSIONE “Non nascondo, doverosamente, la preoccupazione – tante volte manifestata – per il crescente fenomeno della mancata partecipazione al voto. Fenomeno che, affrontando il tema elettorale, dovrebbe essere il punto di attenzione principale per tutte le parti politiche, al di sopra di qualsiasi altro aspetto”. “Non è mio compito progettare né esprimere giudizi su temi politici. Tra i miei compiti rientra, piuttosto, quello di indicare esigenze e di esortare alla riflessione, una riflessione che vada anche al di là del momento contingente”. Sono stati ricordati “alcuni argomenti del dibattito che si è sviluppato in questi giorni su temi politici, o per meglio dire, tra forze politiche. Io, ovviamente non vi entro: non ne sono e non intendo esserne partecipe. Mi limito a una considerazione che mi auguro induca a riflettere. In una società civilmente ordinata, rassicurante per i cittadini, i comportamenti individuali devono rispettare le regole comuni, quelle della legge. Se invece si capovolgesse questo principio e si pensasse che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso, non si rafforza la sicurezza ma si decide l’abdicazione dello Stato”. VAL DI SUSA “Quanto avvenuto – da ultimo – sabato in Val di Susa è inammissibile: sono chiamate in causa le basi stesse della convivenza democratica e non è accettabile alcuna esitazione né circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi. La violenza è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale. Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica. Vi si affianca un fenomeno più volte denunziato sulle pagine di diversi giornali e che richiede maggiore responsabile attenzione da parte di tutti, nella società e nella vita politica. Il fenomeno di una sorta di rifiuto sdegnato non di condividere ma di ascoltare le opinioni altrui: non ci si può sorprendere che ne derivi un clima di reciproca intolleranza, di avversione fanatica che contribuisce a seminare germi di violenza”. “Vi sono altri aspetti della vita dell’Italia che richiedono particolare attenzione: tra questi oggi intendo richiamare il doveroso, indispensabile contrasto alla violenza. Non è accettabile che si faccia strada la convinzione che, se le proprie posizioni risultano minoritarie all’interno della società, sia giustificabile il ricorso a forme di violenza, che aggrediscono le libere volontà democratiche del popolo italiano espresse attraverso le istituzioni previste dalla Costituzione. Una sorta di fai da te, di liberi tutti rispetto all’azione dei poteri pubblici, cioè comuni”. EUROPA PROTAGONISTA “Da diverse parti ci si attende una spinta protagonista provenga dall’Europa: lo ha auspicato chiaramente il Primo Ministro del Canada, Carney. Non è un caso che sussista quest’attesa perché l’Europa, in pochi anni, ponendo in comune impegni del presente e prospettive del futuro, è riuscita a trasformarsi, da continente lacerato per tanti secoli da contrasti e guerre sanguinose, nella più vasta area di pace e sviluppo comune. Area che non sorprende che attiri persone da ogni parte del mondo. L’Unione Europea non è inerte né silenziosa di fronte a quella invocazione di responsabilità, pur tra difficoltà di ogni genere, interne e, soprattutto, di origine esterna”. Vorrei sottolineare come prosegua lo sviluppo di sempre più sempre più numerosi accordi di libero scambio, conclusi o in corso di negoziato, con aree vaste di diversi continenti – dal Canada al Giappone, dall’America meridionale all’India, di intese con diversi altri paesi o aree che li raccolgono. Accordi e intese che inducono a collaborare e a impegnarsi in comune nella reciproca convenienza. Viene in tal modo presentato un messaggio alla comunità globale, un modello di relazioni internazionali alternativo alla pratica degli scontri commerciali o purtroppo militari, talvolta di guerra. Dall’Europa viene presentata una strada per la pace, contrapposta al tentativo di ritornare alla barbarie nella vita internazionale ripristinando la legge del più forte, peraltro, come si vede, di dubbia efficacia”. LA DIFESA COMUNE “Quanto all’esigenza di un’efficace difesa comune europea” è “evidente che la sua realizzazione non rappresenta una minaccia per nessuno, non mira alla guerra: al contrario è strumento per garantire la pace. Siamo di fronte a uno scenario crescente di conflitti che infiamma un arco di crisi che dal Mediterraneo coinvolge il Golfo, si affaccia sull’Oceano Indiano, vede la guerra nel cuore dell’Europa: per numero di Paesi coinvolti, di popoli sofferenti, difficile non coglierne la dimensione globale e le responsabilità che ne derivano”. CITA IL PAPA “Lei ha ricordato le parole con cui, riguardo all’epocale fenomeno delle migrazioni, Leone XIV ha richiamato le coscienze di chi, nel mondo, riveste responsabilità istituzionali. Personalmente ritengo indiscutibile – e condivido appieno – la considerazione del Pontefice della insuperabile necessità di accantonare la logica dell’emergenza – del tutto improduttiva, come risulta ormai senza ombra di dubbio – e di impegnarsi in interventi di strategia di governo del fenomeno. Strategia possibile e sostenibile. L’unica in grado di evitare l’altrimenti inevitabile destino alternativo: quello di subirne conseguenze disordinate e di cercare – vanamente – di tacitare le coscienze di fronte a quanto avviene”. LA RAI, I GIORNALISTI E L’AI “E’ auspicabile che, nell’attesa, si ponga finalmente riparo alla paralisi del sistema radio tv pubblico determinato dal blocco nel funzionamento della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi”. “Il Regolamento europeo sulla libertà dei media è entrato in vigore l’8 agosto del 2025 – un anno addietro – dettando regole, immediatamente applicabili, che riguardano – fra l’altro – le questioni della indipendenza editoriale, i contenuti delle grandi piattaforme digitali, il funzionamento indipendente dei media del servizio pubblico. Il ritardo, anche in Italia, per il pieno recepimento di indicazioni cui hanno contribuito gli stessi governi dell’Unione e i deputati al Parlamento Europeo, espressi dai diversi Paesi membri, appare difficilmente comprensibile. Il ruolo essenziale dell’informazione nei sistemi democratici, in particolare dei servizi pubblici, non può incontrare ambiguità”. “Ho segnalato più volte come libertà, informazione, democrazia, siano co-essenziali. I giornalisti sono testimoni dei fatti. Quando questo compito viene impedito od ostacolato, non si tratta di aggressioni a singoli professionisti bensì di un vulnus recato a tutti noi perché la libertà è un bene indivisibile. Come osserva il Rapporto della Commissione Europea sullo Stato di diritto, rivolgendosi a numerosi Paesi membri, tra cui l’Italia, va garantita ‘la libertà di stampa, tenendo conto delle norme europee sulla protezione dei giornalisti'”. “Cloni di notizie, prodotti artificialmente da macchine. Destinati a riprodursi all’infinito sul web, senza alcuna verifica, ancor più moltiplicati dagli strumenti di traduzione automatica dei testi: si può pensare che arricchiscano il panorama culturale e informativo? Di quali fatti sono testimonianza? Esiste forse informazione senza i giornalisti?L’informazione non è clone di sé stessa. Non è la caricatura della pecora Dolly”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale con la stampa parlamentare parlando dei rischi dell’ “utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nella generazione delle notizie”. “Nell’esperienza quotidiana, inoltre, iniziano ad accumularsi gli errori di risposte e di analisi fornite dagli strumenti di intelligenza artificiale. Anche da una informazione libera, indipendente, approfondita dipendono convinzioni e valori delle persone, l’esplicarsi della vita quotidiana. Ne dipende un valore prezioso che si chiama libertà. E’ un compito e una responsabilità per gli operatori dell’informazione”. I GIOVANI “E’ comprensibile e opportuno dedicare attenzione alle modalità e ai problemi connessi a chi arriva nel nostro Paese. Mi auguro che almeno una parte di questa attenzione sia riversata anche a chi parte: ai numerosi ia riversata anche a chi parte: ai numerosi nostri giovani che si trasferiscono all’estero non per scelta ma per necessità”.
Autore: AGENZIA DIRE In aggiornamento 30 luglio 2026
La minaccia, apparsa su un muro di via Portuense, riporta la tipica stella a cinque punte ROMA – “Nordio ti metto dentro una R4”. È la scritta apparsa questa mattina a Roma su un muro di via Portuense. La minaccia contro il ministro della Giustizia, firmata Br, è stata realizzata con la vernice rossa ed è accompagnata dalla tipica stella a cinque punte, simbolo delle Brigate Rosse. In corso indagini da parte dei Carabinieri.
Autore: Redazione In aggornamento 30 luglio 2026
Una drammatica ondata di incendi sta colpendo l'isola di Creta, costringendo le autorità locali a evacuare circa 8.000 persone durante la notte. Il rogo sta minacciando una nota località turistica nella prefettura di Rethymno. La vice governatrice della regione, Maria Lioni, ha confermato la gravità della situazione ai microfoni della televisione di stato Ert, sottolineando come le operazioni di spegnimento siano fortemente ostacolate dalle condizioni meteorologiche. Venti violentissimi, con raffiche che raggiungono i 10-11 gradi della scala Beaufort nella parte meridionale della prefettura, impediscono l'alzarsi in volo dei canair e degli elicotteri antincendio. Al momento, l'intero peso dei soccorsi grava sulle forze di terra. Sono circa 190 i vigili del fuoco impegnati sul campo, supportati da tutti i mezzi di terra messi a disposizione dalla Regione. Il vicedirettore regionale della Protezione Civile di Creta, G. Tsapakos, ha dichiarato ai media locali che il fronte del fuoco rimane estremamente esteso e attivo. Situazione migliore sul secondo fronte dell'isola, a Sitia, dove il rogo è stato quasi circoscritto sulla cima di una montagna e non minaccia i centri abitati. Si registra purtroppo il ferimento di un vigile del fuoco, trasportato in ospedale a causa di alcune ustioni. Le sue condizioni, secondo le prime informazioni, non sarebbero gravi. Le fiamme hanno inoltre danneggiato due veicoli di soccorso.
Autore: Redazione 30 luglio 2026
I mezzi circolavano senza targa e assicurazione grazie a false attestazioni all'importazione. Indagato un imprenditore palermitano per frode in commercio e falso. Una maxi-operazione della Guardia di Finanza ha portato al sequestro su tutto il territorio nazionale di migliaia di scooter elettrici illegali. I mezzi venivano commercializzati falsamente come biciclette elettriche a pedalata assistita, ma erano privi della marcatura CE, non conformi alle norme di sicurezza e pericolosi per la circolazione. Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Palmi, su delega della locale Procura della Repubblica, ed eseguito dai finanzieri del Comando Provinciale di Palermo. Nell'inchiesta sono indagati un imprenditore palermitano e una società (per la responsabilità amministrativa degli enti) con le accuse di frode in commercio e falso in atto pubblico. Blitz in tutta Italia L'operazione ha richiesto un massiccio dispiegamento di forze da parte delle Fiamme Gialle, che hanno esteso i controlli in diverse regioni tra cui: Calabria Campania Puglia Lombardia Sardegna Toscana I sequestri sono scattati direttamente all'interno dei magazzini di grossisti e rivenditori al dettaglio. I veicoli, importati dall'estero, aggiravano la normativa nazionale ed europea circolando di fatto senza la targa e l'assicurazione obbligatorie per legge. Un fenomeno dilagante Le indagini, condotte dal 1° Nucleo Operativo Metropolitano del Gruppo di Palermo, hanno fatto luce su un fenomeno commerciale illecito tanto diffuso quanto pericoloso per la sicurezza pubblica. I mezzi venivano proposti sul mercato con le sembianze di normali e-bike, ma nascondevano caratteristiche tecniche da veri e propri ciclomotori.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 30 luglio 2026
SICUREZZA E INNOVAZIONE: IL GOVERNO CHIARISCE L'USO DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER L'IDENTIFICAZIONE NATURALE In merito alle recenti dichiarazioni delle forze di opposizione (Pd-M5s) relative all'introduzione dei sistemi di riconoscimento facciale basati su Intelligenza Artificiale, fonti di governo intendono fare chiarezza sulla reale portata del provvedimento, smentendo categoricamente ogni ipotesi di "controllo di massa" o di violazione sistematica della privacy dei cittadini. L'esecutivo ribadisce che la tecnologia non viene introdotta per sorvegliare la popolazione, bensì per potenziare la sicurezza pubblica e velocizzare i processi di identificazione legati al contrasto della criminalità e del terrorismo. L'obiettivo primario è fornire alle forze dell'ordine strumenti moderni, precisi e in linea con i più alti standard tecnologici internazionali. In risposta alle sollecitazioni del Garante per la protezione dei dati personali, il governo conferma la massima apertura al dialogo e recepisce l'invito a inserire "più tutele" nel testo definitivo. L'adozione dell'IA avverrà nel pieno rispetto del Regolamento Europeo sull'Intelligenza Artificiale (AI Act), prevedendo: Autorizzazioni mirate: L'uso dei sistemi sarà limitato a contesti specifici e sotto stretto controllo dell'autorità giudiziaria. Supervisione umana: Nessuna decisione automatizzata sostituirà il giudizio e la responsabilità finale degli operatori di polizia. Trasparenza dei dati: I database saranno protetti da rigorosi protocolli di sicurezza per impedire qualsiasi abuso o fuga di informazioni. Le polemiche sollevate dalle opposizioni appaiono pertanto strumentali e rischiano di rallentare la modernizzazione di un comparto, quello della sicurezza, che richiede risposte immediate e strumenti efficaci per la tutela della collettività. Il governo proseguirà l'iter legislativo con responsabilità, bilanciando l'efficacia dell'azione di polizia con i diritti inviolabili dei cittadini.
Autore: Redazione 30 luglio 2026
Nuova escalation militare in Medio Oriente. Nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2026, l'aviazione degli Stati Uniti ha condotto una massiccia ondata di attacchi aerei contro obiettivi in Iran. L'agenzia di stampa iraniana Fars riferisce che un raid ha centrato un'abitazione nel quartiere di Chah Tangu, sull'isola di Qeshm. Il bilancio provvisorio è di tre vittime appartenenti allo stesso nucleo familiare: padre, madre e un figlio di due anni. Altri due bambini della coppia sono rimasti feriti. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha confermato la fine dell'operazione, definita come una "pesante ondata" di attacchi. Secondo la nota di Washington, l'azione militare rappresenta la risposta ai recenti tentativi di attacco iraniani contro le forze statunitensi stanziate nella regione.  Il Centcom non ha rilasciato dettagli specifici sui target colpiti o sull'entità dei danni causati.
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