UCRAINA-RUSSIA: COLLOQUI A SAN PIETROBURGO APRONO LO SPIRAGLIO PER I NEGOZIATI A NOVEMBRE. TRUMP OTTIMISTA: "VICINI ALLA FINE DELLA GUERRA"
Mosca esprime disponibilità per un vertice trilaterale a metà novembre ad Abu Dhabi. Zelensky propone il congelamento della linea del fronte come primo passo verso il cessate il fuoco. Segnale di distensione con il rilascio del cittadino statunitense Stephen Hubbard.
Si registrano significativi e concreti segnali di apertura sul fronte diplomatico per una risoluzione del conflitto tra Russia e Ucraina. A seguito di un cruciale vertice di oltre tre ore svoltosi a San Pietroburgo tra il Presidente russo Vladimir Putin e l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff, si profila la possibilità di riprendere i negoziati trilaterali con il coinvolgimento di Kiev già a partire dalla metà del prossimo mese di novembre. La sede individuata per i prossimi incontri a livello tecnico dovrebbe essere Abu Dhabi.
All’incontro di San Pietroburgo hanno preso parte anche il consigliere per la politica estera del Cremlino Yuri Ushakov e il rappresentante per gli investimenti esteri Kirill Dmitriev, con la partecipazione da remoto di Jared Kushner. Ushakov ha definito il colloquio approfondito e costruttivo, sottolineando come le parti si stiano muovendo verso un possibile avvicinamento alla fine delle ostilità.
A conferma del clima di parziale distensione, Mosca ha disposto il rilascio del cittadino americano Stephen Hubbard, l'insegnante detenuto in Russia dal 2022.
Forte ottimismo è stato espresso dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha commentato positivamente gli ultimi sviluppi: "Ci stiamo avvicinando alla fine della guerra di Putin contro l'Ucraina. Forse non siamo mai stati così vicini come adesso".
Sul fronte ucraino, il Presidente Volodymyr Zelensky – a seguito di recenti consultazioni a Oslo precedenti al vertice russo – ha formalizzato la proposta di "congelare" l'attuale linea del fronte, configurandola come il necessario primo passo per il raggiungimento di un cessate il fuoco stabile.
Nonostante l'importante sblocco del canale diplomatico per i tavoli tecnici di novembre, permangono nodi complessi legati alle condizioni a lungo termine per una pace duratura, in particolare per quanto concerne lo status dei territori contesi e le strutturali garanzie di sicurezza richieste dalle parti

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