Un F-15 americano abbattuto in Iran. Trump: “Potremmo riaprire lo Stretto facilmente, ma abbiamo bisogno di più tempo”
Trentacinquesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Javad Zarif, l'ex ministro degli esteri iraniano fino al 2021, ha proposto un piano di pace sulla rivista statunitense Foreign Affairs
Guerra in Medio Oriente, giorno 35. Il copione è sempre più o meno lo stesso: Trump colpisce, si vanta e poi minaccia. L’Iran risponde senza arretrare di un centimetro. Intanto ieri Macron ha attaccato duramente il presidente americano, definendolo di fatto “poco serio”. Tutti gli aggiornamenti.
14:30 – TRUMP: POTREMMO APRIRE LO STRETTO FACILMENTE, MA….
Ora Donald Trump dice che gli Stati Uniti potrebbero riaprire “facilmente” lo stretto di Hormuz, ma hanno bisogno di “più tempo”. Su Truth Social, il Presidente Usa scrive (testuale compreso di maiuscole): “Con un po’ più di tempo, possiamo facilmente APRIRE LO STRETTO DI HORMUZ, PRENDERE IL PETROLIO E FARE UNA FORTUNA. SAREBBE UN “GUSHER” PER IL MONDO???”.
La parola “gusher” viene dal linguaggio petrolifero e indica un pozzo petrolifero da cui il petrolio sgorga in grande quantità senza bisogno di pompe. Insomma, sarebbe “una manna”.
12:30 – L’AEREO AMERICANO ABBATTUTO DALL’IRAN SAREBBE UN F-15
I media iraniani stanno pubblicando le foto dei resti del jet statunitense che l’Iran dice di aver abbattuto. Stando alle foto, per esperti non si trarrebbe di un F-35, ma di un F-15.
12:00 – I PASDARAN FANNO COMBATTERE SOLDATI-BAMBINIAmnesty International ha denunciato che le autorità iraniane stanno calpestando i diritti dei bambini e commettendo una grave violazione del diritto internazionale umanitario equivalente a un crimine di guerra, attraverso il reclutamento e la mobilitazione di bambini, anche di soli 12 anni, in una campagna militare diretta dai Guardiani della rivoluzione. Come informa l’organizzazione in una nota, il 26 marzo Rahim Nadali, vicecomandante dei Guardiani della rivoluzione dell’area metropolitana della capitale Teheran, ha annunciato una campagna di reclutamento chiamata ‘Combattenti per la difesa della madrepatria dell’Iran’, precisando che era “aperta a volontari” a partire dai 12 anni di età e incoraggiando a registrarsi presso le basi dei paramilitari basij nelle moschee della capitale.
Testimonianze oculari e filmati verificati da Amnesty hanno fornito prove sul dispiegamento di bambini soldato ai posti di blocco dei Guardiani della rivoluzione e tra le loro pattuglie, armati anche con fucili d’assalto Ak47.
Recent Posts















