USA-UCRAINA: È ROTTURA TOTALE. TRUMP REVOCA LE SANZIONI ALLA RUSSIA, KIEV SOTTO LE BOMBE ABBANDONA I NEGOZIATI A MIAMI
Si assiste a una drammatica frattura diplomatica tra l’amministrazione statunitense e il governo ucraino. La decisione di Washington di revocare le sanzioni sul diesel russo ha innescato una gravissima crisi bilaterale, culminata con l'interruzione prematura dei colloqui strategici in corso a Miami.
Il ricatto sull'intelligence e lo strappo a Miami
Secondo fonti qualificate, gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner hanno minacciato formalmente la delegazione ucraina di interrompere la condivisione delle informazioni di intelligence strategica. La condizione posta dagli Stati Uniti per non tagliare il flusso di dati sensibili è l'immediato stop dei raid di Kiev contro le raffinerie di petrolio sul territorio della Federazione Russa. Di fronte a questo ultimatum e in aperta contestazione con la linea diplomatica americana, il team negoziale ucraino ha deciso di abbandonare anzitempo il vertice in Florida, che avrebbe dovuto durare due giorni.
La reazione di Zelensky e il massacro di Zaporizhzhia
Dura e immediata la reazione del Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha correlato la revoca delle sanzioni all'escalation militare russa sul campo. Nelle stesse ore dell'accordo tra Trump e Putin, le forze russe hanno sganciato cinque bombe guidate su edifici residenziali a Zaporizhzhia. Il bilancio provvisorio è drammatico: almeno 15 civili uccisi, tra cui tre bambini, che portano il computo delle vittime a oltre 80 morti in appena quarantotto ore.
"Oggi la Russia ha espresso il suo ringraziamento per la revoca delle sanzioni lanciando bombe sulle città", ha denunciato Zelensky. "Qualsiasi allentamento della pressione economica viene interpretato dal Cremlino come un via libera a continuare il massacro". Kiev lancia inoltre l'allarme sull'inasprimento degli attacchi ibridi di Mosca che stanno prendendo direttamente di mira i membri dell'Unione Europea e gli alleati della NATO.
La sponda del Cremlino a Washington
Mentre l'asse tra Kiev e Washington vacilla, Mosca capitalizza il momento geopolitico. Il Cremlino ha infatti accolto con favore l'apertura americana, definendo "comprensibili e sensate" alcune delle proposte di de-escalation avanzate dagli Stati Uniti.
L'Ucraina ribadisce che la sicurezza internazionale e la tenuta democratica dell'Europa non possono essere oggetto di baratti economici, e che il ripristino immediato delle sanzioni e del supporto di intelligence restano condizioni imprescindibili per la difesa dello Stato di diritto.

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