Vertice intergovernativo Meloni-Merz. La premier: “L’Europa decida se essere protagonista del suo destino” e “Italia-Germania più vicine che mai”

AGENZIA DIRE Aggiornamento 16.40 • 23 gennaio 2026

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I due leader hanno firmato un accordo di cooperazione rafforzata, ribadito il "forte legame transatlantico tra Ue e Stati Uniti", ma invocato al rispetto "dell'integrità territoriale"

“Italia e Germania sono oggi più vicine che mai. Questo è una buona notizia per i nostri popoli e l’Europa nel suo complesso”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle dichiarazioni congiunte alla stampa con il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, rilasciate in occasione del vertice intergovernativo Italia-Germania. “Qualche osservatore ha detto che il 2026 sarà l’anno di Italia e Germania. Intendiamo mettercela tutta. Italia e Germania decidono di rafforzare il partenariato a ogni livello. L’amicizia tra i due Paesi è strategica”, ha poi aggiunto la presidente del Consiglio.

L’INTESA PER UNA “COOPERAZIONE RAFFORZATA”

Italia e Germania ribadiscono l’impegno, “come Alleati della NATO”, nella “priorità strategica di mantenere una credibile deterrenza e difesa contro tutte le minacce alla sicurezza euro-atlantica, rafforzando al contempo il pilastro europeo dell’Alleanza e rimanendo uniti nel nostro sostegno all’Ucraina nella sua difesa contro l’aggressione russa”. È uno dei passaggi dell’accordo sulla cooperazione rafforzata in materia di sicurezza, difesa e resilienza, firmato dalla premier italiana, Giorgia Meloni, e dal Cancelliere tedesco Friedrich Merz, in occasione del vertice intergovernativo Italia-Germania.

“Italia e Germania sono alleati della NATO e partner strategici europei. Alla luce del deterioramento del contesto di sicurezza causato dalla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e delle attuali sfide ai valori, alla sicurezza e agli interessi europei, poste da un numero crescente di attori, intendiamo rafforzare il nostro dialogo regolare a tutti i livelli”, prosegue il piano.

“Intendiamo coordinarci più strettamente sulle politiche chiave, già nelle fasi iniziali, e attuare progetti concreti in settori specifici. Il nostro obiettivo principale è proteggere la pace e la stabilità in Europa e mantenere l’architettura di sicurezza euro-atlantica“, si legge ancora.


  MELONI-MERZ: “COOPERAZIONE PER ARMONIZZARE E RIDURRE TARIFFE GAS”


“Collaboreremo sui mercati energetici europei, elettricità, gas e idrogeno, compresa la promozione dell’armonizzazione delle tariffe transfrontaliere nel settore del gas e la riduzione dei prezzi dell’energia”. È uno dei passaggi del piano di azione congiunto firmato dalla premier italiana, Giorgia Meloni, e dal Cancelliere tedesco Friedrich Merz, in occasione del vertice intergovernativo Italia-Germania.“Alla luce dell’attuale situazione geopolitica e della necessità di prevenire e rispondere a potenziali interruzioni dell’approvvigionamento di gas, collaboreremo sui gasdotti e idrogeno tra Italia e Germania (via Austria e/o Svizzera), e in particolare sul “Corridoio Sud H2 [Corridoio Sud dell’idrogeno]” che collega le regioni meridionali di Italia e Germania con il Nord Africa e la regione MENA, favorendo la produzione di energia rinnovabile, gas e idrogeno”, si legge ancora.

MELONI-MERZ: “NO A USO UNILATERALE DI MISURE COMMERCIALI”


“Ci opponiamo all’uso unilaterale di misure commerciali e all’impatto delle politiche non di mercato che perturbano il commercio globale”, continua il piano.

“Lavoreremo per il successo della 14esima Conferenza Ministeriale di Yaoundé nel marzo 2026, nonché per la stipula di solidi accordi commerciali bilaterali e regionali, a sostegno della diversificazione e della resilienza delle nostre economie, tenendo pienamente conto del potenziale e delle esigenze di tutti i settori economici, al fine di salvaguardare i nostri standard di prodotto e rispettare la parità di condizioni con i nostri partner, anche in ambito agricolo. Ciò include la rapida entrata in vigore degli accordi con il MERCOSUR e il Messico, nonché la finalizzazione di accordi con partner importanti nell’Indo-Pacifico”, si legge ancora.

MELONI-MERZ: “PROGETTI CONGIUNTI IN AFRICA CONTRO IMMIGRAZIONE IRREGOLARE”

Italia e Germania “riconoscono l’importanza strategica di collaborare con l’Africa in quanto continente vicino all’Europa, per perseguire un partenariato reciprocamente vantaggioso per libertà, pace e sicurezza. A tale proposito, entrambe le parti esplorano la possibilità di progetti congiunti nel continente, anche nell’ambito del Piano Mattei e del Processo di Roma, con l’obiettivo specifico di combattere le cause profonde dell’immigrazione irregolare e del terrorismo“.

MELONI-MERZ: “AGGRESSIONE RUSSA A UCRAINA MINACCIA PER UE”

L’attuale guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina è “una chiara violazione del diritto internazionale. Minaccia l’Unione Europea in quanto tale. L’aggressione russa contro i popoli pacifici vicini deve essere scoraggiata a lungo termine. Finché non sarà raggiunta una pace giusta, chiediamo e continueremo a fornire un sostegno risoluto all’Ucraina”.

Per questo, si legge nel piano di azione, “crediamo fermamente che sia necessario rafforzare il pilastro europeo all’interno della NATO e rafforzare la nostra deterrenza e difesa, anche a causa della minaccia diretta che la Russia rappresenta per la sicurezza euro-atlantica”.

MELONI-MERZ: “SOSTEGNO A PIANO USA PER FINE CONFLITTO GAZA”


“Nel nostro dialogo, coordineremo strettamente i nostri attuali sforzi in risposta alla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, comprese le sanzioni, il sostegno alla resilienza e alla ricostruzione dell’Ucraina e alle iniziative volte a raggiungere una pace giusta, nonché il sostegno all’attuazione del Piano statunitense per porre fine al conflitto a Gaza, con l’obiettivo di alleviare le sofferenze della popolazione civile e aprire la strada a una soluzione a due Stati”, prosegue il piano.

“Il nostro dialogo strutturato si concentrerà anche sul Medio Oriente, compresa la regione del Golfo e la Penisola Arabica, il Nord Africa, in particolare la Libia, il Sahel, il Corno d’Africa, il Mediterraneo orientale, i Balcani occidentali, la Cina e l’Indo-Pacifico e l’Artico, nonché sulle relazioni esterne dell’UE con i nostri principali partner”, si legge ancora.

MELONI-MERZ: “SERVE POLITICA SPAZIALE EUROPEA FORTE


“Siamo uniti nella nostra visione di una politica spaziale europea forte, autonoma e strategicamente coerente– si legge ancora nel piano-. Qualsiasi iniziativa dell’UE deve rispettare i Trattati e i principi di sussidiarietà e proporzionalità, e coopereremo in tal senso”.

“Rafforzeremo il nostro coordinamento sulle attività e le politiche spaziali– prosegue- comprese le dimensioni della sicurezza e della difesa, l’economia spaziale, la ricerca e sviluppo, anche nel quadro dei programmi dell’UE e dell’ESA. Faciliteremo lo scambio regolare tra le nostre industrie spaziali, le start-up e le PMI interessate. Allo stesso tempo, seguiremo e condivideremo congiuntamente informazioni e valutazioni sullo sviluppo dell’attore industriale “Bromo” perseguito da Airbus, Thales Alenia Space e Leonardo”.Vertice intergovernativo Meloni-Merz. La premier: “L’Europa decida se essere protagonista del suo destino” e “Italia-Germania più vicine che mai”


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Il numero uno al mondo punta allo storico bis dopo Madrid. Seguono Zverev (9,00) e il rientrante Djokovic (12). Derby possibile con Berrettini già al terzo turno.  Con l’apertura dell’83esima edizione degli Internazionali d’Italia, gli occhi del mondo sono puntati sul Foro Italico e, soprattutto, su Jannik Sinner. Dopo il record storico del quinto Masters 1000 consecutivo conquistato alla Caja Magica di Madrid, l’altoatesino punta ora a spezzare un digiuno italiano che dura da mezzo secolo, quando Adriano Panatta sollevò il trofeo nel 1976. Secondo gli esperti di Sisal.it, il dominio di Sinner è netto: la vittoria del titolo in casa è quotata a 1,50. A favorire il pronostico, oltre allo stato di forma eccezionale dell’azzurro, pesano l’assenza del rivale storico Carlos Alcaraz e la solidità mostrata nelle ultime settimane. GLI AVVERSARI Il primo inseguitore nel tabellone delle quote è Alexander Zverev, la cui vittoria è fissata a 9,00. Il tedesco cercherà il riscatto dopo la finale persa proprio contro Sinner a Madrid. Grande attesa anche per il ritorno di Novak Djokovic: il fuoriclasse serbo, al rientro dopo un lungo stop per infortunio, vede il suo successo quotato a 12. GLI ALTRI AZZURRI Il tennis italiano si presenta a Roma con una pattuglia agguerrita: Lorenzo Musetti: Semifinalista uscente, la sua vittoria è data a 20. Flavio Cobolli: Il giovane romano, in grande ascesa, è quotato a 50. Matteo Berrettini: Attesa per il "padrone di casa", il cui cammino potrebbe però incrociarsi con quello di Sinner in un infuocato derby azzurro già al terzo turno. Un suo trionfo finale pagherebbe 100 volte la posta. L’83esima edizione si preannuncia come una delle più attese della storia recente, con l’Italia che sogna di vedere il proprio numero uno sul gradino più alto del podio capitolino.
Autore: AGENZIA DIRE 5 maggio 2026
I Cobas Scuola hanno indetto lo sciopero generale delle scuole di ogni ordine e grado per le intere giornate del 6 e 7 maggio con i seguenti obiettivi: Contro le prove Invalsi. Il 6 e 7 maggio nella scuola Primaria vengono somministrate le prove Invalsi; scioperando, si potrà impedire lo svolgimento di questi quiz inutili e dannosi che non hanno determinato sviluppi positivi nel sistema educativo; non misurano competenze poiché sono costituite da test decontestualizzati a risposta chiusa o aperta univoca; la valutazione delle competenze richiede strumenti specifici; hanno diffuso nelle scuole la pratica del /teaching to test/, sottraendo tempo e attenzione alla didattica attiva. Recupero di almeno il 30% del potere d’acquisto di docenti ed Ata. Negli ultimi 30 anni, il potere d’acquisto di docenti ed Ata si è ridotto di circa il 30%. Gli aumenti del 6% nel contratto-miseria appena firmato non solo non compensano il forte calo dei salari, ma sono lontanissimi pure dal coprire l’inflazione del 14,8% dell’ultimo triennio. Questa continua perdita svaluta la funzione educativa, impoverendo le condizioni di vita di docenti e Ata. La qualità dell’istruzione dipende anche dal riconoscimento economico dei suoi protagonisti. – Ritiro della riforma dei Tecnici. La riduzione, riporta la nota, da 5 a 4 anni di studio negli Istituti Tecnici comporterebbe la compressione dei programmi e l’abbassamento della qualità, l’aumento delle ore e dei carichi di lavoro e di studio per docenti e studenti, la drastica perdita di posti di lavoro, l’aumento delle diseguaglianze educative perché colpirebbe maggiormente gli studenti più “fragili” per i quali l’istruzione è l’unico motore di crescita. Per docenti ed Ata pensione come l’ultimo stipendio e in età compatibile con un lavoro gravoso e usurante. No al Fondo Espero e al silenzio-assenso. È necessario aumentare le risorse per le pensioni, garantendole pari all’ultimo stipendio e a un’età compatibile con la fatica fisica e psicologica del lavoro docente ed Ata. Il Fondo Espero è un’inaccettabile privatizzazione della previdenza, per giunta usando il liberticida silenzio-assenso per i neo-assunti. Assunzione su tutti i posti disponibili e ripristino del ‘doppio canale’ per eliminare il precariato. Più di 200.000 docenti e Ata da decenni vivono nell’instabilità cronica, privi di continuità didattica e di tutele, il che danneggia la qualità dell’insegnamento e la continuità educativa. Occorre assumere ‘in ruolo’ su tutti i posti vacanti e disponibili in organico, con procedure trasparenti e ripristinando il ‘doppio canale’. Ruolo unico docenti. La frammentazione degli insegnanti in ruoli e contratti differenziati ha creato disuguaglianze ingiustificate, prosegue la nota. Il ruolo unico docente, dall’Infanzia alla scuola secondaria di secondo grado, intende riconoscere la natura unitaria della funzione docente. L’insegnamento, pur con le sue specificità, è fondato sulla medesima finalità educativa e formativa: dunque, con il ruolo unico, verrebbero superate le disparità contrattuali e di carriera. No alle Indicazioni Nazionali 2025. Sono indicazioni fortemente ideologiche, aggiunge la nota, intrise di nazionalismo e retorica, che usano la “valorizzazione dei talenti” per una selezione classista, per costruire l’egemonia politico-culturale della destra con l’ossessione identitaria e occidentalista, soprattutto nell’insegnamento della storia, e con l’autoritarismo che le attraversa e che vieta (o limita) la didattica su sessualità ed affettività anche alle medie e alle superiori.
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