Zaia lancia l’idea di un nuovo documento per la pace: “Venezia e la Biennale parlino al mondo, la cultura non può tacere nei conflitti”

AGENZIA DIRE • 19 marzo 2026

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Nel 1987, quando a Venezia ci fu il G7, gli artisti della Biennale firmarono un documento sulla guerra in Iran-Iraq. Per Zaia sarebbe ora di rifare una cosa analoga


La Biennale di Venezia si faccia promotrice di uno statement di pace, un documento alto e condiviso, sottoscritto dagli artisti e affidato alla Biennale perché lo faccia vivere e lo porti al mondo. Sarebbe un gesto concreto, forte, all’altezza del tempo che stiamo vivendo e della missione universale di Venezia”. Lo propone il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, intervenendo nel giorno della presentazione del progetto di riqualificazione e conclusione dei lavori del Padiglione Centrale ai Giardini della Biennale.


“La Biennale riunisce 99 nazioni che esporranno, è uno dei più grandi luoghi al mondo di incontro tra popoli, culture e sensibilità diverse. Ringrazio il Presidente Pietrangelo Buttafuoco per l’eccezionale lavoro che sta portando avanti e per l’equilibrio che sta dimostrando in un passaggio storico non facile”, aggiunge Zaia.


“Fare cultura ai massimi livelli internazionali in una fase segnata da guerre, tensioni e lacerazioni globali richiede lucidità. Buttafuoco (ai ferri corti con il Governo per il ritorno della Russia, ndr) continui su questa strada, difendendo l’autonomia della Biennale e facendo in modo che la Biennale sia sempre più un luogo di dialogo”.

 Lo statement, “il documento che immagino prosegue Zaia non dev’essere un testo di circostanza, ma un appello autorevole, sottoscritto dagli artisti che arriveranno a Venezia, capace di dire al mondo che la cultura non può tacere mentre crescono i conflitti. Un documento che richiami il valore del dialogo e della diplomazia, il rifiuto della guerra come soluzione alle dispute fra nazioni. Può essere la Biennale, con il suo prestigio, a farsene portavoce di fronte al mondo”.


Esiste anche un precedente storico veneziano: lo statement a cui pensa Zaia “non sarebbe una forzatura. Venezia con la sua universalità di città cosmopolita, ha già dimostrato di saper essere città della diplomazia internazionale. Nel 1987 in occasione del G7 organizzato in Laguna, venne approvato un documento finale sulla guerra Iran-Iraq che richiamava la necessità di una soluzione negoziata del conflitto, con grande visione. Anche oggi Venezia deve tornare a parlare al mondo, con la forza del dialogo”.


Sulle recenti polemiche sulla partecipazione della Russia all’esposizione “voglio essere molto chiaro: da parte mia la condanna dell’aggressione russa all’Ucraina è netta e non ammette ambiguità. Ma altra cosa è pensare che la cultura debba rinunciare alla propria funzione storica, che è quella di mantenere aperti spazi di relazione proprio quando il mondo sembra scegliere soltanto la via del conflitto e delle armi. Non spetta alla Biennale giudicare, ma accogliere; favorire quei processi di dialogo, oltre ogni posizione di trincea, come l’arte e la cultura hanno dimostrato di saper fare”, osserva infine Zaia.



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Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 2 agosto 2026
"Oggi Leonardo Maria Del Vecchio ha fatto visita all'ex compagna Sara Soldati, ricoverata da ieri al San Raffaele. Soldati, alla richiesta del padre di portare la piccola Bianca a casa sua, ha replicato che non era il caso. Ha però specificato che l'uomo poteva andare a trovare la bimba nella casa di via Gabba, dove sarebbe stata con la nonna materna. Mentre erano in ospedale lui era d'accordo. Poi è uscito e, probabilmente consigliato da qualcuno, ha cambiato idea. Ma l'accordo c'era, un accordo verbale tra le parti. E a riprova di questo c'è l'e-mail inviata alle 15.12 dall'avvocato Eramo ai legali di Del Vecchio in cui glielo comunica". Così all'Adnkronos Annamaria Bernardini de Pace, avvocato della donna ricoverata, risponde alle accuse dei legali dell'imprenditore-editore riguardo agli ultimi sviluppi della controversia per l'affidamento della bambina. Il provvedimento del giudice ignorato "Del Vecchio ha rinunciato ad andare dalla figlia insistendo sul fatto che voleva portare la bambina a casa sua. Ma esiste una pronuncia del giudice che non si deve ignorare. C'è un provvedimento di collocamento esclusivo della bambina presso la madre fino al 10 agosto. Questo consente al padre di sentirla solo per pochi minuti al giorno in videochiamata. Videochiamata che lui, fino ad oggi, non ha mai fatto. Oggi avrebbe potuto passare alcune ore con la figlia invece di videochiamarla ma ha rinunciato, perché ha prevalso l'idea che deve 'vincere'. Ma si tratta della vita di una bambina, non c'è un avvocato che deve vincere ma un figlio". La ricostruzione del ricovero e la smentita sulla sicurezza della bambina Bernardini de Pace ricostruisce quindi quanto avvenuto nelle ultime ore. "Soldati si è sentita male in Sardegna. È stata visitata a Porto Cervo dove le hanno detto che era grave e doveva farsi curare in un ospedale più attrezzato. Io a quel punto mi sono attivata per farla ricoverare al San Raffaele di Milano. Qui mi sono premurata di trovarle non una stanza qualunque ma una suite dove potessero stare la mia assistita e la bambina insieme alla nonna. Questo perché, visto che Del Vecchio pretende che dovunque ci sia la figlia siano sempre presenti delle guardie di sicurezza, e non potendo la mia assistita in quelle condizioni occuparsi di trovare un servizio di sorveglianza, l'ospedale era il posto più sicuro dove farle passare la notte. Bianca non ha passato la notte in un trasportino come affermano i legali di Del Vecchio, ma in un lettino comodo tutto per lei. Lo ha potuto constatare lo stesso Del Vecchio quando oggi ha visto la bambina in ospedale. Poi, una volta predisposta la sicurezza, la piccola è stata portata a casa. Non solo: la bambina ha sempre avuto con sé tutte le sue cose. La mamma è venuta via dalla Sardegna con i soli vestitini e oggetti di Bianca". La replica sulla querela ai legali di Del Vecchio Quanto alla querela evocata da parte dei legali di Del Vecchio, Domenico Aiello e Daniela Missaglia, la legale lancia la sua contromossa. "Quando verificherò che è vero che mi hanno denunciato, risponderò con la difesa dell'avvocato Davide Steccanella, che è uno dei migliori avvocati che esistono in Italia.  Comunque non mi risulta che mi abbiano denunciato. Gli avvocati dovrebbero combattere ad armi pari e non cercando di abbattere gli avversari con le querele, un comportamento che trovo imbarazzante".
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Si è spento Mattia Maestri, il bambino di Coredo (Trento) che dal 2017 versava in uno stato vegetativo permanente. All'età di quattro anni, il piccolo aveva contratto una gravissima infezione da Escherichia coli (SEU) dopo aver consumato un formaggio a latte crudo contaminato. La notizia del decesso è stata comunicata dal padre, Giovanni Battista Maestri. In questi anni la famiglia ha trasformato il dramma in una battaglia civile. Il padre ha infatti fondato un’associazione per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sui rischi legati al consumo di prodotti caseari non pastorizzati in età pediatrica. La vicenda giudiziaria parallela si era conclusa con la condanna per lesioni colpose gravissime dei responsabili del caseificio sociale di Coredo. Si esprime il più profondo cordoglio alla famiglia Maestri. La scomparsa di Mattia rinnova l'urgenza di potenziare i controlli sulla filiera alimentare e di promuovere un'informazione trasparente per proteggere la salute dei consumatori più piccoli.
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Si registrano i primi parziali segni di ritorno alla normalità a Pozzuoli dopo la forte scossa di terremoto che ha colpito l'area dei Campi Flegrei. Le autorità locali comunicano che, a seguito del completamento delle verifiche strutturali urgenti, il porto di Pozzuoli è stato ufficialmente riaperto al traffico marittimo in data odierna. Permane invece una situazione critica per il tessuto economico e logistico della città: il mercato ittico resta chiuso. Lo stop prolungato della struttura sta provocando ingenti danni al commercio locale e alla filiera ittica della zona. Sul fronte dell'emergenza abitativa, la situazione rimane complessa con centinaia di cittadini costretti a lasciare le proprie abitazioni a causa dei danni e delle verifiche di inagibilità ancora in corso sugli edifici colpiti. Le istituzioni e i tecnici continuano a monitorare costantemente l'evoluzione del fenomeno bradisismico per garantire la sicurezza della popolazione.
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La giornata in ricordo dell'attentato del 1980 in cui persero la vita 85 persone e 200 feriti. Prima il corteo, poi il palco allestito in piazza Medaglie d'oro BOLOGNA – “Per noi è la più importante giornata nella storia della nostra città: il 2 agosto 1980 abbiamo perso 85 persone, ci sono stati oltre 200 feriti. E’ stata una giornata di morte, ma anche l’inizio della speranza, Bologna ha raccolto le sue maceria e da allora la nostra storia è cambiata”. Così il sindaco di Bologna Matteo Lepore, aprendo stamane la cerimonia per l’anniversario della strage incontrano i famigliari delle vittime nel cortile di Palazzo D’Accursio, presente anche il sottosegretario del Viminale Nicola Molteni. Per il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, “hanno fatto male i conti, sia i terroristi di 46 anni fa, sia quelli che oggi continuano con i depistaggi, perché i bolognesi sono ancora qui, ci sono ancora i familiari delle vittime, il Comune di Bologna e tante persone che amano questa città, proprio perché la partecipazione e la presenza nei momenti importanti è la nostra identità”. Ribadisce il concetto il primo cittadino, appena sceso dal palco del 2 agosto in stazione. Interpellato poi dai cronisti sul fatto che non sia arrivato ancora nessun messaggio per l’anniversario della strage dalla premier Giorgia Meloni, che e’ invece intervenuta prontamente altre volte per criticarlo, Lepore spegne ogni polemica: “Io credo che i bolognesi e i cittadini italiani abbiano tutti gli strumenti per poter giudicare e penso questo sia molto importante: nei momenti importanti del nostro paese come è stato l’ultimo referendum sulla Costituzione. Abbiamo visto che al di là delle false notizie, delle dichiarazioni di comodo, poi gli italiani amano la libertà e la democrazia”. “A differenza delle intenzioni di chi ha organizzato l’attentato, la nostra democrazia oggi è più forte. Il nostro corteo di oggi è uno dei pilastri più importanti della nostra democrazia”, ha aggiunto ancora Lepore, che prima di iniziare, tra i saluti di rito, ha chiesto anche un applauso alle forze dell’ordine “per cio’ che fanno per noi ogni giorno”. FAMIGLIA FAKIR IN CORTEO CON LE ISTITUZIONI Hanno sfilato anche i familiari di Abderrahim Fakir assieme al sindaco Matteo Lepore e alle istituzioni al corteo. Ci sono la nipote Yossra e la sorella, subito dietro il sindaco, il presidente della Regione, Michele de Pascale e il sottosegretario agli Interni, Nicola Molteni. Due ali di folla hanno accolto il passaggio del corteo, con applausi e grida di incitamento al sindaco, sotto scorta per aver ricevuto minacce on line. “Ci sono tantissime persone oggi in corteo: è una grande giornata di partecipazione democratica che fa bene al cuore e tiene unita la città”, ha detto lo stesso primo cittadino ai microfoni di E’tv. C’era anche la sindaca di Genova, Silvia Salis: in fascia tricolore, la prima cittadina di Genova sfila lungo il corteo. “È la prima volta che vengo ed era importante come sindaca di Genova essere qua e non abbiamo voluto mancare col nostro gonfalone”, spiega alla Dire, imboccando piazza Medaglie d’oro, dove è stato allestito il palco per la cerimonia di ricordo delle 85 vittime e degli oltre 200 feriti dell’attentato. “Possono sempre essere le 10.25 in questo paese, quindi non bisogna dimenticarsi di ricordare quello che è stato”, ha affermato Salis. SCHLEIN: “NON PERMETTEREMO SI RISCRIVA STORIA” A ricordare i 46 anni “dalla infame strage neofascista” c’è a Bologna anche la segretaria Pd Elly Schlein. “Vedo moltissimi sindaci e amministratori da tutta Italia. È una bella risposta”, dice Schlein arrivata nel cortile di palazzo D’Accursio per l’incontro coi famigliari. “Siamo e continueremo a essere a fianco dell’associazione dei familiari delle vittime che da 46 anni lottano per fare emergere tutta la verità e non consentiremo che si provi a riscrivere la storia. La storia che è fissata sulle sentenze ottenute anche in questi anni, grazie al lavoro dell’associazione dei familiari delle vittime, della Procura generale di Bologna, a cui dobbiamo tanta riconoscenza per essere arrivati fino in fondo nella richiesta di verità e giustizia anche nel processo sui mandanti”. La dem sottolinea che è “scritto in quelle sentenze che è stata una strage di matrice neofascista con un intento eversivo e portata avanti anche insieme ad apparati deviati. Ora bisogna che a partire da quelle sentenze che devono essere pubblicate e studiate a fondo, si prosegua nella ricerca della verità e negli approfondimenti necessari, come anche oggi hanno chiesto i familiari delle vittime”. I famigliari, sottolinea poi la segretaria, “hanno ragione anche a chiedere che ci siano tutte le risposte a loro dovute con la piena attuazione della legge sulle vittime. Quindi continueremo a insistere insieme a loro in questa direzione perché la verità è un diritto anzitutto dei familiari delle vittime, ma un diritto di tutte le cittadine e di tutti i cittadini italiani. Noi andremo avanti”. L’ASSOCIAZIONE DEI FAMIGLIARI DELLE VITTIME: “NON BASTA CHE PREMIER DICA ‘BUIA’, È PAGINA NERA NEOFASCISMO” “Da ogni presidente del Consiglio, ci aspettiamo un approccio rigoroso e onesto. Oltre a definire buia la strage del 2 agosto, va trovato il coraggio di dire non solo che è ‘buia’, ma che è qualcosa di più: che è la pagina più nera del neofascismo italiano e dei pezzi dello Stato che tradirono la Repubblica”. È il monito del presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna, Paolo Lambertini, nel suo primo discorso dal palco di piazza Medaglie d’oro, dopo aver preso il testimone da Paolo Bolognesi. “Un coraggio che deve trovare coerenza nei fatti. E tra i fatti va messo in evidenza il lavoro di desecretazione di tutti i documenti sullo stragismo e il terrorismo, Gladio e la P2. Prima Prodi, poi Renzi, poi Draghi hanno emanato direttive a questo scopo. Ed è iniziato un duro lavoro per attuarle, anche grazie all’attività del Comitato che da dieci anni, con fasi alterne, inciampi e conquiste, si impegna per rendere la documentazione accessibile a tutti”, ricorda Lambertini. “Molto è stato fatto, ma le criticità sono numerose: interi archivi sono scomparsi, come quello del ministero dei Trasporti che è stato il più coinvolto negli attentati degli anni ’80: treni, aerei, stazioni ferroviarie. Per questo è stata appena istituita una commissione di indagine amministrativa che dovrà fare chiarezza sul buco enorme nella documentazione dello stesso Ministero proprio per gli anni coevi alle stragi. Le carte non spariscono da sole”, scandisce. “E noi vogliamo che venga fatta chiarezza su questa enorme lacuna di una importante amministrazione dello Stato che ha l’obbligo di conservare al meglio i propri archivi”, conclude. “CONTINUI TENTATIVI DI REVISIONISMO” “Nonostante gli esiti giudiziari e i meticolosi accertamenti che le sentenze contengono, ancora oggi a 46 anni di distanza, assistiamo a continui tentativi di revisionismo e di disinformazione – ha ricordato – Paolo Lambertini, nel suo intervento dal palco. I tentativi di riscrivere la storia del 2 agosto “hanno come obiettivo quello di ‘normalizzare’, nel dibattito pubblico e nella società, le posizioni di stragisti quali Gilberto Cavallini. Come se si trattasse di detenuti comuni e non di eversori dell’ordine democratico. Come se lo stragismo fosse considerabile un reato qualsiasi, anziché un attentato alla nostra democrazia e alla libertà collettiva”, ha aggiunto Lambertini da piazza Medaglie d’oro. Ultimi in ordine di tempo, lo sciopero della fame e la maratona oratoria negli ultimi mesi per “sensibilizzare” l’opinione pubblica e le istituzioni sul tema della carcerazione in isolamento diurno di Cavallini sono “l’ennesima iniziativa pubblica di sostegno ad un esponente dello stragismo neofascista che ha trovato il solerte supporto di parlamentari, non solo della destra, e giornalisti. Tutti storici o giudici improvvisati, che continuano a negare le evidenze dei dati di realtà, emersi da decenni di inchieste della magistratura e dalla imponente mole di documenti raccolti’, ha sostenuto Lambertini.
Autore: Redazione 2 agosto 2026
Secondo grande test internazionale per la nuova Atalanta di Maurizio Sarri. Oggi, domenica 2 agosto 2026 alle ore 15:00, i nerazzurri scendono in campo allo stadio De Kuip di Rotterdam per affrontare gli olandesi del Feyenoord. Dopo il successo per 3-2 contro l'Arezzo, il tecnico toscano cerca nuove conferme tattiche e risposte importanti dal gruppo in vista dell'imminente inizio del campionato. Dove vedere la partita Il match sarà visibile in esclusiva in diretta streaming e on-demand su DAZN. Gli appassionati potranno seguire la sfida scaricando l'applicazione su smart TV, smartphone, tablet e console di gioco, oppure collegandosi al sito ufficiale tramite PC. Le probabili formazioni in campo Sarri si affida al suo collaudato 4-3-3 inserendo Raspadori e Scamacca nel tridente offensivo, mentre il Feyenoord risponde con il 4-2-3-1 guidato in panchina da Van Bronckhorst. [ 1 ] FEYENOORD (4-2-3-1): Ernst; Read, St Juste, Marmol, Vanhoutte; Kraaijeveld, Zechiel; Van Persie, Valente, Borges; Ferri. All. Van Bronckhorst ATALANTA (4-3-3): Carnesecchi; Bellanova, Scalvini, Djimsiti, Zappacosta; Ederson, de Roon, I. Sulemana; Cassa, Scamacca, Raspadori. All. Sarri
Autore: Redazione 2 agosto 2026
Il Presidente Usa, 'ora rapido accordo su Hormuz e stop minaccia nucleare' Il Presidente americano Donald Trump ha detto di aver "accettato di ritirare l'attacco" sull'Iran su richiesta di Teheran "e di altri Paesi del Medio Oriente" a patto che si arrivi "ad un rapido accordo" sulla "totale apertura dello Stretto di Hormuz e sulla fine della minaccia nucleare da parte dell'Iran".
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 2 agosto 2026
Massimiliano Allegri, tecnico del Napoli, è intervenuto sul palco di piazza del Plebiscito durante le grandi celebrazioni per i cento anni della società. Nel corso del suo discorso, l'allenatore ha voluto sottolineare il legame profondo che unisce la squadra alla comunità partenopea, definendo questo storico centenario come un patrimonio collettivo che appartiene a tutta la città e che unisce idealmente diverse generazioni di tifosi. La storia del club, ha ricordato il tecnico, racchiude in sé sia ricordi felici sia periodi più difficili vissuti sempre con una passione notevole.  Guardando al futuro, Allegri ha poi lanciato la sfida per i prossimi impegni, dichiarando che il prossimo grande festeggiamento in piazza dovrà coincidere con la conquista di un nuovo trofeo.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento ORE: 12.08 2 agosto 2026
Il Cessna della compagnia Aerodiana era decollato da Pisco verso il noto sito archeologico. Nessun superstite tra passeggeri ed equipaggio: si fa strada l'ipotesi del forte vento ROMA – Una grave tragedia aerea ha colpito il sud del Perù, costando la vita a tredici persone, tra cui sette turisti italiani. Un piccolo aereo da turismo è precipitato mentre era diretto verso il celebre sito archeologico delle Linee di Nazca. A bordo del velivolo si trovavano undici passeggeri, un pilota e una guida turistica. Oltre ai sette cittadini italiani, il bilancio delle vittime comprende due turisti spagnoli e due tedeschi, assieme ai membri dell’equipaggio locale. L’Ambasciata d’Italia a Lima si è subito attivata ed è in costante contatto con le autorità peruviane per seguire gli sviluppi della vicenda. “Profondo cordoglio per il tragico incidente aereo avvenuto in Perù, nel quale hanno perso la vita anche sette cittadini italiani. Ai loro cari rivolgo, a nome del Governo italiano e mio personale, la più sincera vicinanza in questo momento di immenso dolore”. Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni. LA DINAMICA DELLO SCHIANTO E L’IPOTESI MALTEMPO L’incidente è avvenuto intorno alle 13:00 locali di sabato (le 20:00 in Italia). Il velivolo era decollato da pochi minuti dall’aeroporto “Maria Reiche” di Pisco ed era diretto verso l’area di Nazca quando ha improvvisamente perso i contatti radio con gli addetti al controllo del traffico aereo. Le cause del disastro sono in fase di accertamento, ma la pista principale seguita dagli inquirenti riguarda le avverse condizioni meteorologiche. Nelle ore precedenti lo schianto, la regione è stata infatti investita da forti raffiche di vento che hanno causato la caduta di alberi, danni alle infrastrutture, incidenti stradali e la temporanea sospensione dei voli in diverse province dell’area. LE INDAGINI SUL CESSNA DELLA COMPAGNIA AERODIANA Il velivolo coinvolto è un Cessna Caravan appartenente alla compagnia turistica Aerodiana. Come confermato da César Martínez Elías, membro dei vigili del fuoco di Nazca, l’impatto con il suolo è stato violentissimo e non ha lasciato alcuna possibilità di scampo agli occupanti. L’ispettore della Direzione Generale dell’Aviazione Civile peruviana (Dgac), William Acosta, ha reso noto che esperti provenienti da Lima arriveranno sul luogo dell’incidente per condurre le indagini sul campo e chiarire le cause dell’impatto. IL TOUR SULLE FAMOSE LINEE DI NAZCA Il volo era stato organizzato per consentire ai turisti di effettuare una sorvolata panoramica sopra le Linee di Nazca, uno dei siti archeologici più celebri al mondo. Nell’area del deserto peruviano oltre 13mila linee tracciate sul terreno compongono circa 800 disegni, raffiguranti profili stilizzati di animali come la balena, il pappagallo, il colibrì, il condor, una lucertola di oltre 180 metri e un enorme ragno lungo circa 45 metri. Foto X Aletihad English
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 1 agosto 2026
I colori italiani brillano sul tetto d'Europa. La giubba della Scuderia Mistero di Giorgio Sandi firma un'impresa memorabile sulla pista francese di Enghien, conquistando il prestigioso Prix de Geneve grazie a un fantasmagorico Mellow Speed.  Il portacolori della scuderia italiana, figlio del campione Galius, ha messo in scena una prestazione da antologia cinematografica. Sapientemente gestito in allenamento da Nicolas Bazire e guidato in sulky dal leggendario Jean-Michel Bazire, il cavallo italiano ha ribaltato ogni pronostico della vigilia con una rimonta d'altri tempi. La corsa si è accesa nei 400 metri finali quando il favorito Golden Gio, dopo una risalita graduale all'esterno, ha sferrato l'attacco decisivo passando al comando. Ma la mossa strategica perfetta portava la firma di JMB: partito dalla penultima posizione, Mellow Speed si è agganciato alla schiena del leader per poi piazzare uno spunto finale di freschezza inarrivabile, che non ha lasciato scampo ai rivali. Numeri da capogiro e record in carriera Il successo nel Gruppo 3 francese non è solo una vittoria di prestigio, ma segna una pietra miliare cronometrica per il gioiello della Scuderia Mistero: Tempo record: 1.11.6 al chilometro, miglior prestazione cronometrica della carriera. La distanza: Un tempo strabiliante ottenuto sulla severa distanza selettiva dei 2875 metri. Palmarès in ascesa: Settimo trionfo su 16 corse disputate e muro dei 150.000 euro di premi vinti ampiamente superato. Mentre i rivali cedevano nel finale con Golden Gio superato anche da Mentor de Play e Magic Man, e Ginger Gio squalificato la Scuderia Mistero ha potuto celebrare il suo giorno più bello. Un pomeriggio d'oro per l'ippica italiana a Enghien, arricchito anche dall'ottimo secondo posto di Iceberg Bi nel Prix de Berlin. Il tricolore sventola alto in Francia: Mellow Speed e la Scuderia Mistero sono pronti a scrivere altre pagine di storia.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 1 agosto 2026
La 56^ edizione della Mostra Nazionale del Cavallo di Città di Castello si rinnova profondamente e riserva agli appassionati una grande sorpresa e un atteso ritorno. La novità più rilevante riguarda il calendario: per la prima volta, la storica manifestazione abbandona la tradizionale collocazione del secondo fine settimana di settembre per anticipare a sabato 29 e domenica 30 agosto 2026. Questo riposizionamento strategico nel panorama degli eventi equestri italiani nasce dall'esigenza di ottimizzare la macchina organizzativa e valorizzare appieno le potenzialità del parco comunale Alexander Langer, tracciando una nuova prospettiva di crescita per il futuro. Accanto alla svolta logistica, l'edizione 2026 segna il ritorno dell'evento più amato dal pubblico. Dopo un anno di stop, le notti altotiberine torneranno a popolarsi di magia grazie al gala equestre serale. Lo spettacolo, intitolato “Armonia”, vedrà la firma di Nico Belloni, regista e presentatore di caratura internazionale, che torna a esibirsi nella sua terra natale. Sia sabato 29 che domenica 30 agosto, a partire dalle ore 21.00, l’anfiteatro del Parco Langer diventerà il palcoscenico di un racconto che unisce uomo e animale. Attraverso il linguaggio universale del movimento, i migliori artisti del panorama equestre celebreranno un rapporto fondato sulla fiducia reciproca e sul rispetto della natura. Ogni quadro scenico dello show "Armonia" fonderà tecnica e poesia, offrendo agli spettatori un’esperienza emozionante e un invito a riscoprire la bellezza della collaborazione autentica con il cavallo.  La Mostra Nazionale del Cavallo si conferma così un appuntamento imperdibile per l'estate 2026, capace di coniugare la tradizione sportiva e culturale con l'alto livello dello spettacolo d'intrattenimento.
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