Agricoltura: Lollobrigida, portiamo prodotti lattiero-caseari nelle scuole per educare alla sana alimentazione

FRV NEWS MAGAZINE - Fonte ufficio stampa Masaf • 2 luglio 2026

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Il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha pubblicato il decreto relativo al programma per l'anno scolastico 2026–2027, un'iniziativa che riporta latte, yogurt e formaggi di alta qualità nelle scuole primarie italiane per promuovere corretti stili alimentari e far comprendere ai più giovani il valore delle produzioni agroalimentari nazionali.


Il piano vanta una dotazione finanziaria di sei milioni e duecentomila euro stanziati dall'Unione Europea e sostiene la distribuzione completamente gratuita di prodotti lattiero-caseari di qualità certificata, biologici e a indicazione geografica protetta. Accanto alla distribuzione dei prodotti, il programma prevede l'attivazione di laboratori sensoriali, giochi educativi e soluzioni attente alla sostenibilità ambientale, stimolando nei bambini una maggiore consapevolezza sull'importanza di una dieta equilibrata e riducendo al minimo gli sprechi.


Il Ministro Francesco Lollobrigida ha commentato la pubblicazione del bando sottolineando che si tratta del quarto bando del programma da quando è alla guida del ministero.


 Il ministro ha ribadito come lo Stato abbia il dovere di offrire ai più giovani le conoscenze necessarie per una sana alimentazione, ricordando che i prodotti lattiero-caseari sono elementi essenziali della dieta mediterranea e della cucina italiana, recentemente riconosciuta patrimonio dell'Umanità.

 Attrappo il gioco e la scoperta nei laboratori, gli alunni apprenderanno le basi di uno stile di vita sano, configurando questo investimento come uno strumento per accrescere il benessere immediato dei piccoli e per fare del cibo di qualità la medicina del futuro.



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CESVI: CATASTROFE 5 VOLTE PEGGIORE TERREMOTO MYANMAR “La catastrofe del terremoto in Venezuela ha una scala di gravità enorme. Per dimensione dell’impatto, vulnerabilità della popolazione coinvolta e urgenza dei bisogni che stiamo rilevando siamo di fronte a un’emergenza che appare cinque o sei volte più grave rispetto al terremoto che ha colpito il Myanmar lo scorso anno. Si parla di più di 40mila dispersi, tra cui numerosi bambini”. L’allarme arriva da Stefano Piziali, direttore generale di Cesvi, l’organizzazione umanitaria che fin dalle primissime ore successive al terremoto si è attivata in risposta all’emergenza che ha colpito il Venezuela, avviando una Valutazione Rapida dei Bisogni per comprendere l’impatto umanitario della catastrofe e identificare le necessità più urgenti delle comunità colpite. “Le persone che incontriamo hanno perso tutto in pochi secondi: la casa, i propri beni, la sicurezza di una routine, in molti casi anche i propri familiari. Oggi molte famiglie dormono ancora all’aperto, in strada, nelle scuole, nelle chiese o in spazi improvvisati che non garantiscono condizioni minime di protezione, igiene e privacy. La paura non è finita: ogni scossa di assestamento riapre il trauma e rende ancora più difficile capire se e quando sarà possibile tornare a casa”, aggiunge Marcelo Garcia Dalla Costa, head of International Programmes di Cesvi, arrivato a Caracas per coordinare l’emergenza. “Vediamo tanti bambini arrivare nei centri di raccolta da soli” continua Garcia Dalla Costa. “Un bambino solo, in un contesto come questo, è esposto a rischi enormi. Servono ripari, cibo, acqua pulita, ma anche protezione e tutela, soprattutto nelle zone più remote e ancora non pienamente raggiunte dai soccorsi. È per questo che nei prossimi giorni continueremo ad allargare le aree del nostro intervento, cercando di raggiungere i luoghi più distanti e meno accessibili”. Secondo Unhcr, quasi una persona sfollata su due vive per strada o in accampamenti di fortuna allestiti in spazi pubblici, chiese e scuole, spesso senza standard minimi di protezione, privacy, igiene e comfort di base. Dopo le due forti scosse iniziali, sono state registrate centinaia di scosse di assestamento, che continuano ad alimentare paura e instabilità tra la popolazione. Nell’area di El Juncita, Cesvi prevede di raggiungere oltre 560 persone, dove risultano colpiti in particolare donne e bambini. L’intervento prevede la distribuzione di kit di emergenza, alimentari, igienici, inclusi articoli per l’igiene mestruale, kit per la cucina e beni non alimentari. Anche nell’area di Carayaca sono stati colpiti soprattutto donne e bambini. Attraverso il suo intervento Cesvi raggiungerà qui oltre 110 persone con la distribuzione di kit alimentari, kit igienici, acqua sicura e kit per ripari destinati alle abitazioni crollate o danneggiate. Altre 500 famiglie saranno raggiunte in questi giorni attraverso la distribuzione di kit per fornire un riparo immediato e per le abitazioni danneggiate, in altre aree nei dintorni di Caracas, tra le più colpite e povere. Particolare attenzione sarà dedicata ai bambini e alle bambine, tra i più esposti alle conseguenze dell’emergenza. Lo sfollamento, la perdita della casa, la paura delle nuove scosse e l’interruzione della routine quotidiana possono avere un impatto profondo sul loro benessere. Per questo Cesvi sta avviando anche interventi di protezione dell’infanzia, creazione di spazi sicuri e attività di supporto psicologico per bambini, nelle comunità in cui si effettuano distribuzioni.
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Un fitto lancio di missili balistici e droni colpisce la capitale ucraina e altre quattro regioni. Il bilancio del sindaco Klitschko registra oltre trenta feriti e gravi crolli strutturali nei quartieri residenziali. La nota del ministero della Difesa russo diffusa dalla Tass ROMA – La città di Kiev è stata teatro nella notte di un massiccio attacco aereo combinato, condotto tramite l’impiego di missili balistici e droni. Secondo l’ultimo bilancio diffuso su Telegram dal sindaco della capitale ucraina, Vitali Klitschko, e dai responsabili dell’amministrazione militare locale, si registrano al momento dieci vittime e almeno trentaquattro feriti, la quasi totalità dei quali è stata trasferita d’urgenza nei reparti ospedalieri cittadini a causa dei crolli e degli incendi registrati in diverse aree urbane. Foto X MaxOsint Intel LA VERSIONE DI MOSCA: ATTACCO DI RITORSIONE SU CINQUE REGIONI Sul fronte opposto, la posizione ufficiale del Cremlino è stata resa nota dal ministero della Difesa russo tramite un comunicato rilanciato dall’agenzia di stampa statale Tass. Mosca ha confermato l’esecuzione del raid a lungo raggio, definendolo un massiccio attacco di ritorsione contro quelli che ha qualificato come attacchi terroristici ucraini diretti verso strutture civili situate all’interno del territorio della Federazione Russa. Secondo la nota del ministero della Difesa, l’operazione è stata condotta utilizzando armamenti di alta precisione lanciati da postazioni terrestri e navali, integrati dall’uso di veicoli aerei non guidati. I target designati dall’alto comando russo comprendevano aziende del settore militare-industriale, nodi della rete infrastrutturale energetica e depositi di carburante posizionati a Kiev e nella sua provincia. Il ministero ha inoltre specificato che i bombardamenti hanno preso di mira le infrastrutture degli aeroporti militari situati non solo nella regione della capitale, ma anche nei distretti strategici di Dnepropetrovsk, Poltava, Cherkassy e Chernigov. I CROLLI NEGLI EDIFICI ABITATIVI E I CIVILI INTRAPPOLATI I riscontri sul campo forniti dai servizi di emergenza ucraini descrivono invece una serie di impatti e cadute di detriti che hanno danneggiato sensibilmente il tessuto civile e abitativo della città. Nel distretto di Darnytskyi si è registrato il parziale crollo di un condominio di nove piani, dove l’esplosione ha sventrato la struttura tra il primo e il sesto piano, costringendo i vigili del fuoco a lunghe manovre per evacuare i residenti rimasti bloccati nelle proprie abitazioni. Danni significativi e roghi correlati alla caduta di frammenti metallici hanno coinvolto anche i quartieri di Desnianskyi, Svyatoshynskyi, Holosiivskyi e Pecherskyi, provocando incendi sui tetti di alcuni grattacieli e all’interno di diverse case private. COINVOLTI I SERVIZI DI PRONTO SOCCORSO E LE STRUTTURE COMMERCIALI Il monitoraggio degli effetti del raid ha evidenziato il coinvolgimento di presidi sanitari e attività commerciali nel centro cittadino. Nel distretto di Shevchenkivskyi, i frammenti di un vettore intercettato hanno colpito la sede di una sotto-stazione del servizio di pronto soccorso locale, provocando il ferimento di cinque operatori sanitari, tra medici e autisti, uno dei quali si trova attualmente in condizioni critiche. Nella medesima area centrale è stato documentato l’incendio di un mercato rionale e del tetto di una struttura alberghiera. Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza da parte della protezione civile ucraina sono proseguite fino alle prime luci del mattino, concentrandosi in particolare nel distretto di Obolonskyi, dove i vigili del fuoco hanno dovuto circoscrivere un esteso rogo divampato in alcuni magazzini e complessi logistici. Mentre le autorità municipali mantengono attive le procedure di allerta, i rilievi tecnici sul campo proseguono nel tentativo di stabilire l’esatta entità delle distruzioni.
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