Alessandro Cochi: "Il mio primo anno alla guida del Coni Lazio tra passione e nodi politici"
A un anno esatto dalla sua elezione, Alessandro Cochi, Presidente del Coni Lazio, traccia un bilancio schietto e approfondito del suo mandato. Con la competenza tecnica e la trasparenza che lo contraddistinguono, Cochi racconta la sfida di dirigere lo sport in una regione complessa e variegata come il Lazio, chiedendo alla politica sportiva e non di restituire la giusta dignità a un ruolo territoriale fondamentale, simboleggiato da quello scudetto tricolore con i cinque cerchi che evoca rispetto, pace e universalità.
Un anno di sfide: "Abbiamo macinato chilometri"
"È stato un anno impegnativo, a tratti difficile, ma ricco di soddisfazioni", esordisce Cochi. Per lui lo sport è un mondo di appartenenza da sempre: "Migliorare il Coni Lazio è una sfida che abbiamo affrontato con determinazione. In questi 365 giorni, insieme a una Giunta di grande profilo e all’intero Consiglio, abbiamo lavorato senza sosta per dare visibilità allo sport regionale".
Il nodo dell'autonomia e il valore della base
Nonostante l'entusiasmo, emerge una riflessione critica sulla riforma nazionale: "Lavorare così non è facile. I comitati regionali oggi hanno poca autonomia, il che sminuisce un ruolo che avrebbe bisogno di linfa e margini di manovra". Cochi sottolinea come il successo olimpico nasca sempre dalla base: "Senza i giusti fondi alle piccole e grandi società del territorio, diventa difficile seguirle come meriterebbero. Spesso dobbiamo ricorrere a fantasia e ingegno per far sopravvivere lo sport di base".
La ricetta per il futuro: Impianti e Formazione
Per Cochi è necessario un cambio di rotta: "Bisogna restituire ai comitati territoriali la capacità di programmazione e di investimento. Oggi il controllo economico è accentrato nei ministeri e in Sport e Salute, ma il Coni Territorio resta il brand più riconosciuto dai cittadini". Il Presidente auspica un ruolo più attivo nella progettazione dell'impiantistica sportiva, non solo nell'omologazione, e annuncia il rilancio della Scuola dello Sport regionale per formare dirigenti e tecnici di alta qualità.
Calcio e Stadi: "Servono modelli identitari"
Sulla crisi del calcio giovanile, Cochi è netto: "Mancano i ricambi generazionali. Dovremmo importare i modelli di successo di tennis, nuoto e pallavolo". Riguardo agli stadi di proprietà a Roma, lamenta le lungaggini burocratiche: "Siamo in ritardo rispetto all'Europa. Auspico che i progetti di Roma e Lazio si concretizzino, ma non devono essere 'cattedrali nel deserto': devono essere strutture polifunzionali che coinvolgano tutte le discipline".
Niente politica, solo Sport (e un sogno per il 2027)
A chi ipotizza un suo ritorno in politica attiva al Comune di Roma, Cochi risponde chiaramente: "Ho già dato. Il mio obiettivo oggi è occuparmi di sport a tempo pieno, valorizzando le eccellenze del Lazio in sinergia con il Coni Nazionale guidato da Luciano Buonfiglio".
Guardando avanti, il Presidente punta sull'inclusione, sulla collaborazione con il Comitato Paralimpico e lancia un'importante sfida: "Stiamo lavorando per portare, per la prima volta, il Trofeo Coni nel Lazio nel 2027. È un progetto ambizioso, una delle tante sfide per continuare a tenere alto il nome dello sport italiano".

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