Vinitaly 2026: l’Umbria ha inaugurato ieri il nuovo Padiglione D nel segno degli “Stili di Vite”
Ha preso il via ufficialmente ieri, domenica 12 aprile, la partecipazione della Regione Umbria alla 58ª edizione del Vinitaly. Il taglio del nastro, avvenuto alle ore 12:00 nel cuore del nuovo Padiglione D di Veronafiere, segna l’inizio di una presenza regionale profondamente rinnovata, che posiziona l’Umbria in un’area strategica accanto ai grandi player del settore vitivinicolo internazionale.
Un investimento strategico per il territorio
L’inaugurazione è stata presieduta dalla Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, insieme all'Assessora alle Politiche Agricole, Simona Meloni. Con un investimento complessivo di circa 4 milioni di euro, la Regione ha puntato su uno spazio espositivo moderno e funzionale di oltre mille metri quadrati. Il nuovo concept, sintetizzato nel claim “Umbria, Stili di Vite”, non celebra solo l’eccellenza del calice, ma promuove l’intero ecosistema umbro: arte, paesaggio, accoglienza e qualità del vivere.
I numeri della collettiva regionale
Sotto il coordinamento di Umbria Top Wines, lo stand regionale ospita quest'anno 45 cantine d'eccellenza, cui si aggiungono numerose aziende presenti con spazi indipendenti. Il programma della fiera prevede oltre 40 appuntamenti, tra masterclass tecniche, blind tasting e focus divulgativi curati dal Distretto del Vino Umbro di Qualità e dalle Strade del Vino dell’Umbria.
Il programma di oggi: l'omaggio ai pionieri
Dopo il successo dell’evento inaugurale e del "Fuori Salone" a Palazzo Verità Poeta, la giornata odierna, lunedì 13 aprile, è dedicata alla memoria dei "Grandi Pionieri" dell'enologia regionale. Un momento di riflessione per onorare figure iconiche come Arnaldo Caprai, Maria Grazia Lungarotti, Leonardo Zanchi e Luigi Barberani, che hanno reso i vini umbri protagonisti sui mercati mondiali.
Dichiarazione della Presidente Stefania Proietti:
"Abbiamo tagliato un nastro che rappresenta il futuro della nostra terra. Essere nel Padiglione D significa rivendicare il ruolo centrale dell'Umbria nel panorama vinicolo globale. Il vino è il nostro miglior ambasciatore, capace di raccontare la nostra storia e di trainare un turismo esperienziale di altissimo profilo".
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