Almeno otto milioni di americani alla manifestazioni 'No Kings' contro Trump Lo riferiscono gli organizzatori
Il movimento nazionale “No Kings” annuncia oggi il successo storico della giornata di mobilitazione svoltasi sabato 28 marzo. In quella che è stata definita la più grande manifestazione di dissenso civile degli ultimi anni, almeno 8 milioni di cittadini hanno invaso le strade di oltre 3.300 città in tutti gli Stati Uniti, inclusi i distretti degli stati conservatori.
Secondo i dati raccolti dal coordinamento organizzativo e confermati dalle principali agenzie di stampa internazionali (Ansa, AP, Reuters), l’affluenza ha registrato un incremento di 1,6 milioni di partecipanti rispetto alle manifestazioni dello scorso ottobre, segnando un punto di svolta nella resistenza civile alle attuali politiche federali.
Il focus della protesta: Immigrazione e Diritti Umani
Il cuore della protesta è stata la ferma opposizione alla politica aggressiva di controllo dell’immigrazione dell’amministrazione Trump. I manifestanti hanno chiesto la fine immediata dell’escalation operativa dell’ICE (U.S. Immigration and Customs Enforcement) e un ritorno ai principi democratici di accoglienza e giustizia.
L’evento centrale in Minnesota con Bruce Springsteen
Il Minnesota si è confermato l’epicentro del movimento. Sul prato del Campidoglio a St. Paul, migliaia di persone si sono riunite per celebrare la resistenza dello Stato contro l’aumento degli agenti federali sul territorio.
L’evento è stato suggellato dalla partecipazione di Bruce Springsteen, che ha offerto una performance acustica di “Streets of Minneapolis”, brano dedicato alla memoria di Renee Good e Alex Pretti, vittime di scontri mortali con agenti federali.
“Il dolore per queste vite spezzate è immenso, ma la determinazione dei cittadini del Minnesota nel resistere alle politiche dell’ICE è oggi un faro di speranza per l’intera nazione,” ha dichiarato Springsteen dal palco di St. Paul.
Obiettivi futuri
Il movimento “No Kings” ribadisce che la mobilitazione non si fermerà fino a quando non verranno garantite tutele reali per le comunità di immigrati e una revisione profonda delle procedure di intervento federale. La partecipazione massiccia in stati tradizionalmente conservatori dimostra che la richiesta di giustizia attraversa ogni confine politico.
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