Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 08.28
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22 marzo 2026
Missili iraniani hanno colpito la base anglo-americana Diego Garcia nell'Oceano Indiano. Poche ore prima Israele e Stati Uniti avevano colpito l’impianto nucleare iraniano di Natanz IDF: “MISSILE IRANIANO A LUNGO RAGGIO È MINACCIA GLOBALE FINO ALL’EUROPA” Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno dichiarato che, per la prima volta dall’inizio dell’operazione ‘Leone Ruggente’, l’Iran ha lanciato un missile a lungo raggio con una gittata stimata fino a circa 4.000 chilometri. Secondo l’esercito israeliano, già durante la precedente operazione era emerso il timore che Teheran stesse lavorando allo sviluppo di vettori in grado di coprire distanze simili, potenzialmente capaci di raggiungere numerosi Paesi in Europa, Asia e Africa. All’epoca, però, le autorità iraniane avevano respinto queste accuse. L’IDF ribadisce ora che tale capacità rappresenterebbe una minaccia su scala globale, sostenendo che “missili con questa autonomia potrebbero arrivare fino a città come Berlino, Parigi e Roma“. MINISTRI ESTERI G7: “SOSTEGNO A PAESI PARTNER CONTRO ATTACCHI IRAN, REGIME SI FERMI” I ministri degli Esteri del G7 di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America, nonché l’Alto rappresentante dell’Unione europea, in una nota congiunta esprimono “il sostegno ai partner nella regione di fronte agli ingiustificabili attacchi compiuti dalla Repubblica Islamica dell’Iran e dai suoi alleati. Condanniamo con la massima fermezza gli irresponsabili attacchi del regime contro i civili e le infrastrutture civili, incluse le infrastrutture energetiche, in Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania e Iraq, in linea con la risoluzione 2817 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Gli attacchi ingiustificabili del regime iraniano contro questi Stati minacciano anche la sicurezza regionale e globale. Chiediamo la cessazione immediata e incondizionata di tutti gli attacchi da parte del regime iraniano”. “Riaffermiamo l’importanza di salvaguardare le rotte marittime e la sicurezza della navigazione, anche nello Stretto di Hormuz e in tutte le vie navigabili critiche associate, nonché la sicurezza delle catene di approvvigionamento e la stabilità dei mercati energetici”.