Attacco con drone nella base italiana di Ali Al Salem, in Kuwait. Crosetto: “Nessun riflesso sulla sicurezza”
Sedicesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Tutte le principali notizie della giornata.
Dopo l’attacco statunitense all’isola di Kharg, l’Iran ha minacciato ritorsioni contro i Paesi della regione (Emirati Arabi Uniti, Qatar e Arabia Saudita), puntando a colpire i porti degli Emirati e i terminal petroliferi dell’area. Donald Trump ha definito questi attacchi azioni “del tutto immotivate” e se ne è detto sorpreso. Quanto alla fine della guerra, il presidente americano ha detto di non essere ancora pronto ad un accordo. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (Rgc), intanto, ha annunciato il lancio della sua “cinquantesima ondata” di operazioni contro le basi statunitensi nella regione. Non solo. Ha anche minacciato apertamente il primo ministro israeliano Beanjamin Netanyahu.
ORE 19:15 – CROSETTO: “CON PERDITA VELIVOLO IN KUWAIT NO RIFLESSI SU SICUREZZA MILITARI”
“Questa mattina in Kuwait, presso la base di Al Salem, è stato colpito uno shelter al cui interno era ricoverato un velivolo da ricognizione a pilotaggio remoto della Task Force Air italiana. Tutto il personale militare italiano presente nella base era al sicuro e non è stato coinvolto nell’attacco. Dell’evento ho immediatamente informato il Presidente del Consiglio dei Ministri, i vicepresidenti del Consiglio e tutti i leader delle forze politiche, sia di maggioranza sia di opposizione, al fine di garantire la massima trasparenza e condivisione della situazione”. Così in una nota il ministro della Difesa Guido Crosetto.
“Insieme al Presidente del Consiglio e a tutto il Governo seguo con la massima attenzione l’evoluzione del quadro di sicurezza nell’area, in costante contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, con il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) e direttamente con i comandanti sul campo. La Difesa italiana svolge in quell’area un’importante attività di collaborazione con il Kuwait e, più in generale, con i Paesi del Golfo amici dell’Italia, nella missione nota come Italian National Contingent Command Air – Task Force Air Kuwait avviata già nel 2014 (un pilastro fondamentale del contributo italiano nell’ambito dell’operazione internazionale Prima Parthica/Inherent Resolve contro il Daesh) e in questo momento sta profondendo i massimi sforzi per favorire una de-escalation della situazione in atto. Già nei giorni scorsi il personale militare era stato ridotto, lasciando nella base esclusivamente quello essenziale. La perdita del velivolo non ha alcun riflesso sulla sicurezza dei nostri militari schierati nell’area“.
ORE 18:00 – UNIFIL: “I CASCHI BLU BERSAGLIATI DA COLPI DI ARMA DA FUOCO”. NESSUN FERITO
“Oggi, i caschi blu dell’Unifil sono stati bersagliati da colpi d’arma da fuoco, probabilmente da gruppi armati non statali, in tre diverse occasioni, mentre svolgevano pattugliamenti intorno alle loro basi di Yatar, Dayr Kifa e Qallawiyah”. Lo fa sapere Unifil, Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite, con un messaggio su Telegram.
“A Yatar, i colpi sono arrivati a soli cinque metri dai caschi blu. Negli altri due episodi, le fonti di fuoco si trovavano rispettivamente a circa 100 e 200 metri di distanza. Due pattuglie hanno risposto al fuoco per autodifesa e, dopo un breve scambio di colpi, hanno ripreso le loro attività programmate. Nessun militare è rimasto ferito“, assicurano.
“La presenza di armi non sotto il controllo statale nell’area di operazioni dell’Unifil costituisce una violazione della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza. È inaccettabile che i caschi blu impegnati in compiti sanciti dal Consiglio di Sicurezza siano presi di mira“, sottolinea Unifil.
“Ricordiamo con forza a tutti gli attori coinvolti i loro obblighi, ai sensi del diritto internazionale, di garantire la sicurezza del personale delle Nazioni Unite in ogni momento e di adottare tutte le misure necessarie per prevenire danni ai civili“, si legge nella nota. “Qualsiasi attacco contro i caschi blu dell’Unifil costituisce una grave violazione del diritto internazionale umanitario e della Risoluzione 1701 e può configurarsi come crimine di guerra”, conclude Unifil.
ORE 15:50 – TAJANI: “SU HORMUZ NO TRATTATIVE CON IRAN, AL LAVORO PER DE-ESCALATION”
“Non siamo coinvolti nello stretto di Hormuz, non è vero che eravamo in trattative con l’Iran e non è vero che stavamo inviando navi miliatari. Dobbiamo lavorare per una de-escalation”. Lo dice il ministro degli esteri, Antonio Tajani intervenuto a ‘Il diario della domenica’ su Rete4.
ORE 15:45 – TAJANI: “IN KUWAIT SOLDATI ITALIANI AL SICURO, NON CI FACCIAMO INTIMORIRE”
Quella attacata in Kuwait “era una base attaccata più volte dove era stato già ridotto il numero del personale. Con questo attacco non c’è stato nessun rischio per i nostri militari che sono al sicuro. Non è che ci facciamo intimorire perché arriva un drone ma dobbiamo mettere al sicuro il nostro personale”. Lo dice il ministro degli esteri, Antonio Tajani intervenuto a ‘Il diario della domenica’ su Rete4.
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