AUTOMOTIVE: UNA DONNA, UN'AUTO, UNA GUIDA 2026 L’INTERVISTA A ROBERTA ZERBI, CEO DI LANCIA: LA SUA STORIA E IL FUTURO DEL MARCHIO
Quante donne occupano oggi ruoli manageriali di alto livello nel mondo dell’Automotive? A mio giudizio, non si dovrebbe parlare di uomini o donne in ambito lavorativo solo in quanto tali, ma esclusivamente in termini di meritocrazia. Mettiamo quindi in evidenza le persone, superando il solito sessismo.
Ecco il ritratto di una donna che ha costruito una carriera d'eccellenza nel settore, come ci racconta in questa intervista rilasciata al nostro magazine. Roberta Zerbi è stata nominata Chief Executive Officer del marchio Lancia con effetto immediato, riportando a Emanuele Cappellano, Head of Enlarged Europe, European Brands and Stellantis Pro One.
Laureata alla LUISS Guido Carli di Roma e con un MBA alla Warwick Business School, Roberta Zerbi ha dedicato l’intera carriera al settore automobilistico, lavorando in Italia, Regno Unito, Francia e Belgio. Entrata in Ford nel 1998, è passata in Toyota nel 2006 e dal 2011 è in Fiat (poi Stellantis), dove ha ricoperto ruoli di vertice per Alfa Romeo e Jeep. Dopo aver guidato la rete Stellantis & You, approda oggi alla guida di Lancia.
«È un privilegio guidare un marchio che rappresenta l’essenza dell’eleganza italiana: bellezza funzionale, sportività e spirito pionieristico. Il mio obiettivo è preservare i valori unici di Lancia, accelerandone la trasformazione attraverso una gamma di prodotti innovativa», ha dichiarato Roberta Zerbi.
Nel suo nuovo ruolo, sarà responsabile dello sviluppo del marchio, consolidando il successo della Nuova Ypsilon e preparando il debutto di due nuovi modelli nei prossimi anni. Subentra a Luca Napolitano, nominato Head of Stellantis & You.
L'INTERVISTA
1) Com'è stato il suo primo giorno in Ford nel 1998 e come quello da CEO in Lancia?
«Mi chiede uno sforzo di memoria: parliamo di quasi 30 anni fa! Nel 1998 iniziai in Ford tramite MSX. Incontrai il mio primo capo, Piero Giardini, un grande coach di talenti. Eravamo solo cinque donne nel "field", inserite grazie a un programma di diversity promosso da Ford Europa. Ero consulente di zona per le officine in Emilia-Romagna. Era un mondo ancora fortemente maschile, e per certi versi maschilista, ma ricco di energia. Ricordo che percorsi 63.000 km solo il primo anno. Uno dei miei primi compiti fu chiedere di rimuovere i calendari con immagini inappropriate dalle officine: era un segnale culturale necessario.
Il mio primo giorno da CEO in Lancia è stato diverso: un ambiente che già conoscevo bene. È stata una giornata di ascolto. Ho chiesto a tutti: "Cosa significa Lancia per te oggi?". La risposta comune è stata: bellezza italiana, raffinata e mai appariscente. Lancia è grazia e grinta insieme».
2) Qual è stato il suo primo progetto alla guida di Lancia e quale direzione intende imprimere al brand? Il "Rinascimento Lancia" continuerà a far sognare il pubblico?
«Il Rinascimento Lancia è iniziato a fine 2024 con la Nuova Ypsilon, prima elettrica e poi mild hybrid. È stato il primo tassello di un rilancio industriale e di brand. Nel 2025 siamo tornati in mercati chiave come Francia e Spagna con un modello distributivo rinnovato. Sono poi arrivate le versioni sportive Ypsilon HF e l’annuncio del ritorno nei rally, perché l’audacia sportiva è nel nostro DNA.
Quest’anno il percorso continua con l’ampliamento della famiglia Ypsilon e l’arrivo del secondo modello a fine anno. È un progetto di lungo periodo, strutturato e coerente, che condivideremo presto con investitori e stakeholder».
3) Con il Gruppo Stellantis è cambiata la governance. Nel 2026, essere una donna leader è ancora una notizia?
«Non dovrebbe esserlo. In Stellantis oggi ci sono molte donne in ruoli apicali: Antonella Bruno guida l'Italia, Monica Borgi il legale in Europa e Monica Genovese gli acquisti globali. Il tema ancora aperto è la conciliazione tra vita professionale e familiare: è lì che spesso le donne sono costrette a fare un passo indietro. Servono più strumenti, supporto e la definitiva risoluzione del divario salariale (gender pay gap)».
4) Quando ha preso la patente, qual è stata la sua prima vettura?
«Ho preso la patente a 18 anni, ma guidavo già moto e motorini. La mia prima auto, a 22 anni, è stata una Volkswagen Polo con oltre 300.000 km: un simbolo di libertà totale. Da quando lavoro nel settore, guido vetture aziendali. La prima fu una Ford Escort; oggi il parco macchine di famiglia conta una Lancia Ypsilon, un'Alfa Romeo Stelvio, una Jeep Wrangler e due Fiat Panda 4x4. L’auto per me è autonomia e relazione».
5) L’Europa punta al Green Deal e alla transizione elettrica. Qual è la sua posizione e quale il futuro di Lancia?
«Per Lancia, come per Stellantis, il futuro è la decarbonizzazione, ma deve essere sostenibile e accessibile. Ridurre l’impatto ambientale è un obiettivo chiaro, ma la transizione va gestita con pragmatismo per garantire la libertà di movimento a tutti...»

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