Il corpo non dimentica

Anna Maria Rengo • 6 febbraio 2026

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La scrittrice Sara Durantini esplora i temi del desiderio, del consenso e della memoria, descrivendo il percorso, non privo di ostacoli e di cadute, per giungere a una identità femminile dal profondo significato e valore.

 

In un’Italia dei primi anni duemila, scandita da rivendicazioni identitarie e cambiamenti sociali non ancora compiuti un quarto di secolo dopo, una giovane donna si affaccia al mondo, interrogandosi sul potere o sulla debolezza del corpo, coltivando un legame sempre più forte con la scrittura. Sono i due temi che si intrecciano, non casualmente, in “Questo mio corpo”, il nuovo libro (Dalia edizioni) con cui la scrittrice Sara Durantini torna a interrogare le coscienze, non solo femminili, e a porsi una sfida, quella che in queste pagine definisce come la più grande: “Imparare a esistere senza bisogno di conferme, imparare a riconoscersi senza dipendere dallo sguardo altrui. Essere per sé stessi”.


Il tuo libro, che si indovina essere largamente autobiografico, può essere definito un romanzo di formazione?

“Credo che le categorie siano importanti poiché aiutano chi legge una storia, ne orientano fortemente la lettura ma credo anche che, appunto, servano soprattutto a chi legge e a chi fa critica letteraria, più che a chi scrive. Il romanzo di formazione, nella sua accezione classica, racconta un percorso che conduce a una qualche forma di approdo o di riconciliazione. Questo mio corpo nasce, invece, da un movimento interno, da un attraversamento molto personale e nel farlo non c’era, da parte mia, la volontà di narrare un percorso esemplare o rassicurante. Se poi alcuni lettori o critici vorranno leggere il libro come un romanzo di formazione, sarà una loro interpretazione legittima e che rispetto. Io ho raccontato semplicemente un momento di vita e nel farlo, volevo svelare qualcosa, portare alla luce degli aspetti vissuti in prima persona ma calati in un preciso contesto storico, sociale e politico. C’erano cose di cui sentivo davvero l’urgenza di parlare, soprattutto a partire dal corpo femminile, il corpo delle donne in relazione a un contesto storico che riguarda i primi anni del nuovo millennio e che, tristemente, resta per molti versi attuale (la questione del consenso sessuale, che nel libro è raccontata a partire dall’esperienza della protagonista, attraversa infatti anche la storia politica e giuridica del nostro Paese e mostra come, ad oggi, il problema non sia affatto risolto, e forse nemmeno realmente trasformato). Non solo. Racconto anche del corpo in relazione con l’Altro, in termini di incontro, sessuale e sentimentale, ma anche di desiderio, di riconoscimento e di rapporti di potere, una lotta continua che investe tanto il genere quanto la classe sociale. Il corpo è tuttora molto importante per me perché è l’involucro che ci tiene ancorati a questa esistenza terrena, quello con cui veniamo al mondo, che poi può cambiare, e che si lega, inesorabilmente, alla nostra lingua madre.”

 

 

Tema centrale del libro, come si evince anche dal titolo, è il corpo, con particolare riferimento a quello femminile. Un corpo che, come scrivi in più punti anche se con parole diverse, è il depositario di una memoria involontaria, di una realtà che non può essere cancellata. In che modo il corpo assume questo ruolo, anche doloroso, di custode e come si fa a padroneggiarlo anziché esserne padroneggiate?

“Nel libro il corpo diventa custode perché è il primo luogo in cui le cose accadono e restano, prima ancora che la mente riesca a raccontarle, gli eventi si annidano nella carne. In questo modo il corpo diventa custode di una memoria che procede per strati. In Questo mio corpo questa custodia è anche dolorosa perché riguarda un corpo femminile esposto a un apprendistato continuo (lo sguardo altrui, il giudizio, la disponibilità presunta), calato in un sistema in cui il consenso è spesso confuso con l’adattamento e il desiderio con il dovere. È qui che l’esperienza individuale si apre a una dimensione politica: i primi anni duemila fanno da sfondo alla storia, ma la domanda sul consenso attraversa il tempo e resta, ancora oggi, senza una risposta definitiva. Per quanto riguarda il modo di padroneggiare il corpo, beh… è una delle sfide più difficili. E credo che la chiave sia da rintracciare nel riconoscimento degli eventi, nel dare un nome alle cose che accadono (ad esempio: distinguere ciò che è desiderio da ciò che è bisogno di approvazione, ciò che è scelta da ciò che è stato interiorizzato come inevitabile). In questo senso, la parola, la scrittura, servono proprio a questo: a rendere leggibile ciò che nel corpo è rimasto a lungo muto. Questo percorso non può essere disgiunto dal contesto dal momento che il corpo non ricorda mai nel vuoto ma è sempre calato in una rete di rapporti di potere, in una storia sociale e politica che incide sul genere, sulla classe, sul linguaggio stesso. Per questo mi interessava restituire al corpo una cornice più ampia, che lo sottraesse all’idea di essere un problema privato o una colpa personale (tra l’altro solo femminile).”

 

 

Quanto è centrale per te il tema dell’identità femminile? Ci sono altre identità alle quali aspiri o nelle quali ti riconosci?

“Il tema dell’identità femminile è centrale, nel senso che mi interessa come processo, come campo di tensioni, e non come etichetta in cui riconoscersi una volta per tutte. In Questo mio corpo l’identità femminile emerge attraverso il corpo, il desiderio, il linguaggio, i rapporti di potere. Si tratta di qualcosa che si costruisce e si mette continuamente in discussione. Allo stesso tempo, non penso all’identità femminile come un recinto. Scrivere da una posizione situata, appunto quella di una donna, in un certo contesto storico e sociale, significa interrogare quella posizione per capire come dialoga con altre differenze: la classe sociale, il capitale culturale, l’accesso alla parola, la possibilità o meno di essere ascoltate. Per quanto riguarda altre identità: direi che più che riconoscermi in altre identità definite, mi riconosco in alcune posture, come l’essere in divenire, il non aderire completamente alle aspettative, il restare in una zona aperta che si auto-interroga continuamente. Mi interessa l’idea di non essere fissata in una definizione, ma di potermi muovere (nel corpo, nel linguaggio, nel desiderio) senza che una sola identità esaurisca chi sono.”

 

Nel tuo percorso di crescita è evidente il ruolo che hanno avuto alcune scrittrici francesi. Come le vostre strade si sono incrociate e continuano a farlo?

“Alcune scrittrici francesi sono entrate nel mio percorso in momenti diversi e in modi diversi rappresentando delle voci capaci di aprire possibilità. Colette è stata forse la prima, ero molto giovane quando l’ho letta per la prima volta ma ricordo perfettamente la precisione sensuale e insieme lucidissima della materia letteraria trattata (con lei il tema materno così come quello del corpo e dell’emancipazione, sono fortemente interconnessi). Con Marguerite Duras l’incontro è stato più perturbante, ma io avevo anche un’altra età e la sua scrittura mi ha totalmente pervasa. Nello stesso periodo ho conosciuto la scrittura di Annie Ernaux e alcuni suoi libri, letti in un momento particolare della mia vita, così intenso, intimo e al tempo stesso mutevole, hanno inciso nel mio modo di guardare il mondo e di pensare la scrittura. Il suo modo di raccontare, muovendosi sul filo sottilissimo tra esperienza individuale e storia collettiva, ha risposto a domande che mi portavo dietro da tempo (dal momento che provengo anche da un ambiente sociale molto simile, quello dei dominanti, e riesco a capire quello che racconta in termini di tradimento e vergogna dell’essere transfuga). Scrivere la prima biografia italiana a lei dedicata e incontrarla a casa sua, un anno prima del Nobel, ha rappresentato per me una conferma che riguarda quella forma di onestà nei confronti dell’esperienza, propria e collettiva, che può diventare postura, un modo di stare nella scrittura e nella vita.”

 

Il tuo stile di scrittura è inconfondibile, incisivo, nitido e al contempo pudico. A quali modelli di scrittura ti sei ispirata?

“Prima di qualsiasi modello, c’è per me una necessità che è quella di dire le cose nel modo più preciso possibile, senza compiacimento e senza esposizione inutile. Dire a qualsiasi costo anche quando so per certo che quelle parole potrebbero far male. Quanto alle voci che mi hanno ispirata e che continuano ad aprire delle porte direi che Annie Ernaux è stata fondamentale, non solo per ciò che racconta, ma per ciò che rende possibile. La sua scrittura ha aperto uno spazio in cui l’esperienza individuale, e soprattutto quella dei corpi (femminili) e delle vite considerate marginali, può diventare racconto collettivo, narrazione politica. Ho sempre avuto bisogno di scritture che nascessero da questa idea, quella di rendere possibili altre storie, che autorizzassero a prendere parola a partire da una posizione sociale, di genere, di classe. È una letteratura che parla da un luogo preciso e proprio per questo riesce a toccare qualcosa che va oltre il singolo vissuto. Altre voci che, nel tempo, mi hanno indicato una traiettoria: Alba de Céspedes, Marie Cardinal, Marguerite Yourcenar, Anaïs Nin, Nathalie Léger, Sylvia Plath, Simone de Beauvoir, Virginia Woolf, Melissa Febos, Deborah Levy...”

 

Nonostante le difficoltà e il dolore nel gestire “la cosa”, si può dire che il romanzo si concluda in maniera positiva? Come si può far sì che tutto sia appena iniziato?

“Rispondo con le parole che ho messo in esergo, tratte proprio da Memoria di ragazza di Annie Ernaux: ‘...quello che conta non è ciò che succede, è ciò che si fa di quel che succede’. Se c’è un punto di arrivo, è proprio questo.”


L’AUTRICE Sara Durantini è nata a San Martino Dall’Argine (Mantova) nel 1984. È autrice della prima biografia italiana dedicata alla Premio Nobel per la Letteratura Annie Ernaux, “Annie Ernaux. Ritratto di una vita” (deiMerangoli editrice, 2022). Ha esordito nel 2007 e l’anno precedente ha vinto il Premio Tondelli con il racconto lungo “L’odore del fieno”. Di recente ha pubblicato “L’evento della scrittura. Sull’autobiografia in Colette, Marguerite Duras, Annie Ernaux” (13lab editore 2021), “Ritratto in pianura” (Ticinum editore 2024). Per Dalia editore ha durato il romanzo corale “La terra inesplorata delle donne” (2023) e “Pampaluna” (2024) con cui ha vinto il Premio di scrittura femminile Il Paese delle Donne.



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Il Cremlino ha respinto ufficialmente la proposta di pace avanzata dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che prevedeva l'istituzione di una zona economica franca gestita da Paesi terzi. Nonostante il fermo rifiuto di Mosca, si registrano intensi movimenti sul fronte diplomatico internazionale. Nella capitale russa si sono concentrate oggi due cruciali missioni estere. Da un lato, il ministro degli Esteri vaticano, Mons. Paul Richard Gallagher, ha incontrato il capo della diplomazia russa Sergey Lavrov per riaffermare che "la guerra deve finire", offrendo il sostegno diplomatico e la mediazione della Santa Sede per creare uno spazio di dialogo. Parallelamente, si segnala la presenza a Mosca del direttore della CIA, John Ratcliffe, giunto in Russia con una missione non annunciata ma tracciata dai radar internazionali. Ratcliffe è arrivato a bordo di un volo militare statunitense decollato dalla base di Andrews, con scalo a Riga, per poi atterrare allo scalo di Vnukovo. Fonti diplomatiche e funzionari statunitensi hanno successivamente confermato la visita, dopo che sul web sono circolate le immagini del convoglio diplomatico americano scortato dalla polizia russa verso il Cremlino.  Al centro dei colloqui, oltre allo stallo nei negoziati sul conflitto ucraino, figurano anche le tensioni in Medio Oriente. La visita coincide infatti con il recente annuncio di severe sanzioni economiche statunitensi contro l'Iran, destinate a colpire anche i partner commerciali di Teheran, tra cui la stessa Federazione Russa.
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Spettacolo e dominio assoluto per l'Italia del nuoto ai XX Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. La delegazione azzurra ha chiuso il programma giornaliero in vasca confermandosi leader indiscussa della competizione, capace di fare propria quasi la metà dei podi complessivi messi in palio finora. L'ultimo acuto della giornata porta la firma di Matteo Diodato, che ha conquistato una splendida medaglia d'oro nei 1500 metri stile libero uomini. Nella stessa gara, l'ottima prestazione di squadra è stata sigillata dal bronzo di Ivan Giovannoni, a dimostrazione della solidità del mezzofondo italiano. Il bilancio complessivo delle gare odierne per i colori azzurri è straordinario: ben 16 medaglie totali, suddivise in 6 ori, 6 argenti e 4 bronzi. Questo bottino proietta l'Italia a quota 51 medaglie conquistate sulle 105 assegnate dall'inizio delle competizioni in vasca, una percentuale record pari al 48,5%. Un risultato storico che certifica la qualità, la profondità e lo straordinario stato di forma di tutto il movimento natatorio nazionale.
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TERNI – Sabato 12 settembre 2026, alle ore 18:30, i riflettori della Sala 2 alla Cioccolateria Calvani si accenderanno su un appuntamento letterario d'eccezione: "Terni città creativa: la parola alle donne". Un evento che vede in prima linea Anna Maria Rengo, stimata giornalista e firma responsabile de "L’angolo del libro" di Frvnewsmagazine.com. L 'incontro celebrerà la forza della scrittura al femminile attraverso un dialogo a tre voci. Insieme ad Anna Maria Rengo, il pubblico potrà scoprire i percorsi di altre due apprezzate autrici del territorio, Alessandra D’Egidio e Cinzia Proietti, per un pomeriggio dedicato agli sguardi unici e profondi sulla complessità del mondo contemporaneo. La curatrice della nostra rubrica letteraria, Anna Maria Rengo – che oltre all'attività giornalistica cura la collana poetica "Quante storie" per Bertoni Editore – porterà al dibattito la sua profonda sensibilità artistica. Durante l'incontro condividerà con i lettori la genesi della sua silloge poetica "Il resto è solo ragione" (2025) e i dettagli del suo romanzo "Testarda come una...". Il programma del pomeriggio culturale vedrà anche gli interventi di: • Alessandra D’Egidio: attiva nel settore culturale ternano e legata a Bertoni Editore, autrice di "La vita che mi ha scelto" (2021) e "Due meno due. Una storia di amicizia e di rinascita" (2025). Co-autrice di "Anche se non sto gridando" (Dalia editrice, 2025), svelerà in anteprima la sua nuova opera di imminente pubblicazione. • Cinzia Proietti: insegnante, musicista e musicoterapeuta. Presenterà l'ultima fatica letteraria "Muti legami" (Bertoni Editore, 2026), oltre ai precedenti successi come "diSEGNI diVERSI" (2021), "Il sapore delle sorbe" (2025) e la co-scrittura in "Anche se non sto gridando". L'appuntamento, a ingresso libero, rappresenta un momento imperdibile per tutta la comunità di lettori di Frvnewsmagazine.com, per i giornalisti e per i cittadini desiderosi di vivere da vicino il panorama culturale locale. Dettagli dell'evento: Data: Sabato 12 settembre 2026 Ora: 18:30 Luogo: Cioccolateria Calvani, Sala 2 – Terni Per informazioni Redazione@ Frvnewsmagazine.com
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Disponibile la guida completa di Skuola.net per studenti e famiglie: dai nuovi programmi per le classi prime alla linea dura su smartphone e voto in condotta. Il mondo della scuola si appresta a vivere una profonda trasformazione in vista del rientro in aula per l'anno scolastico 2026/2027. Il portale Skuola.net ha pubblicato oggi una guida dettagliata per orientare studenti e famiglie tra le numerose innovazioni didattiche e strutturali che entreranno in vigore nei prossimi mesi. La rivoluzione didattica: IA e Nuove Indicazioni Nazionali La principale novità sul fronte dell'insegnamento è il debutto ufficiale dell’Intelligenza Artificiale nella didattica, affiancato dall'entrata in vigore graduale delle Nuove Indicazioni Nazionali (Decreto Ministeriale 221/2025). Questo aggiornamento dei programmi di studio sostituirà i vecchi testi del 2012 e coinvolgerà inizialmente la scuola dell’Infanzia, le classi prime della scuola primaria e le prime classi della scuola secondaria di primo grado (medie). Sicurezza, supporto e consenso Il nuovo anno scolastico mette al centro il benessere e la sicurezza degli studenti con l'introduzione dello psicologo gratuito on-demand. Sul fronte della sicurezza, l'istituzione di controlli con il metal detector monitorerà i contesti scolastici ritenuti più a rischio. Novità anche per le attività extra-curriculari: per i progetti di educazione sessuale sarà d'ora in poi obbligatorio il consenso informato da parte dei genitori. Confermata la linea dura su smartphone e condotta Accanto alle novità, il ministero conferma le rigide misure introdotte lo scorso anno. Resta in vigore il divieto assoluto di utilizzo degli smartphone in classe per ogni ordine e grado, esteso anche alle attività prettamente didattiche. Si rinnova inoltre la stretta sul voto in condotta alle medie e alle superiori, con le sospensioni di lunga durata che vedranno gli studenti impegnati in attività obbligatorie di volontariato e cittadinanza solidale.
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“In gara anche un quarto grande operatore europeo. Troveremo una soluzione con la massima collaborazione istituzionale” Importanti novità sul futuro dell'ex Ilva. La gara internazionale per il polo siderurgico si arricchisce di un nuovo player di peso, portando a quattro i contendenti principali. A darne l'annuncio è il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenuto oggi a Rimini in occasione del Meeting di Comunione e Liberazione, durante il panel dedicato a "L'Italia delle imprese: radici e visione internazionale". "Alla gara internazionale in corso si è presentata una cordata italiana piuttosto significativa che si affianca a Jindal e Flacks", ha dichiarato il Ministro Urso. "A questi si è aggiunto, proprio in queste ore, un quarto grande operatore europeo". Il titolare del MIMIT ha voluto sottolineare l'importanza strategica dell'acciaieria non solo per l'economia nazionale, ma per l'intero scacchiere continentale: "Noi crediamo all'industria primaria. Senza l'industria primaria, non solo non c'è l'industria europea, non c'è la libertà e l'indipendenza dell'Europa". Il Ministro ha infine ribadito l'impegno totale del Governo per raggiungere una svolta positiva, fondata sul dialogo e sulla sinergia tra i diversi livelli dello Stato: "Con la massima collaborazione istituzionale troveremo una soluzione".
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento ORE: 14.49 25 agosto 2026
La risposta cinese non si è fatta attendere: Sanzioni unilaterali illegali, adotteremo le misure necessario per salvaguardarci". L'Iran: "Noi sappiamo come giocare. La nostra difesa non è più così difensiva" ROMA – Teheran non arretra di un centimetro. Di fronte all’inasprimento delle sanzioni statunitensi, che secondo gli americani mirano a recidere il filo vitale dell’economia iraniana, l’Iran promette battaglia. La grammatica della guerra convenzionale in termini d’affari. Le nuove misure, presentate lunedì dal segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent , minacciano l’estromissione dal sistema finanziario basato sul dollaro per i paesi che continueranno a commerciare con la Repubblica islamica – anche se Washington si è per ora astenuta dall’imporre le sanzioni più severe, senza rivelare né i paesi presi di mira né i tempi di entrata in vigore delle restrizioni. Il Dipartimento del Tesoro ha comunque annunciato sanzioni contro 60 tra individui, entità e navi, sebbene l’elenco non includa alcuna delle istituzioni finanziarie cinesi sospettate di agevolare il commercio petrolifero iraniano. Il ministro dell’Economia iraniano Ali Madanizadeh ha detto che “siamo pienamente preparati alle sanzioni statunitensi”. Parlando alla televisione di stato, ha aggiunto toni ben più bellicosi: “ Naturalmente, i nemici intendono lanciare un attacco terroristico economico contro di noi, ma anche noi abbiamo i nostri strumenti e sappiamo come giocare . La nostra difesa non è più così difensiva; i nemici dovrebbero aspettare un attacco.” Il ministro ha inoltre sottolineato che né la Cina né la Russia hanno “accettato” le nuove misure americane, prevedendo che altri paesi si opporranno a loro volta alla campagna di pressione. Ancora più esplicita la minaccia arrivata dalle forze armate iraniane. Il generale di brigata Hossein Mohebbi, portavoce del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, ha promesso duri colpi agli interessi vitali e ai punti strategici energetici degli Stati Uniti qualora le infrastrutture iraniane dovessero essere minacciate. ANCHE LA CINA PRENDE POSIZIONE A sua volta anche la Cina denuncia che le misure Usa sarebbero illegali, e avverte che adotterà “tutte le misure necessarie” per proteggere i propri interessi nazionali. La Cina acquista circa l’80% delle esportazioni petrolifere iraniane e ha già sfidato i precedenti tentativi degli Stati Uniti di limitare il flusso di entrate verso il regime di Teheran. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha dichiarato: “ La cooperazione tra Cina e Iran si è sempre svolta nel rispetto del diritto internazionale e non dovrebbe essere ostacolata o interrotta”. “La Cina ha già affermato più volte di opporsi fermamente alle sanzioni unilaterali illegali. La Cina adotterà tutte le misure necessarie per salvaguardare con fermezza i propri diritti e interessi”.
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