Banche, la Lega a Fi: “Basta no, chiederemo un contributo sul modello spagnolo”. Salvini: “La maggiornaza dirà di sì”
Il Carroccio è già al lavoro su un documento da presentare in Aula
ROMA – Tra il pubblico presente all’evento ‘A tua difesa – Verso la finanziaria 2027’ organizzato dalla Lega, composto da amministratori, militanti e rappresentanti dei territori, cresce l’insofferenza verso i continui “no” di alcuni alleati di governo, che rischiano di rallentare riforme e misure attese da famiglie e imprese. In particolare, fanno presente fonti del partito, viene giudicata incomprensibile la contrarietà di Forza Italia a un contributo da parte delle banche, a fronte di oltre 50 miliardi di utili: un contributo del 5% potrebbe garantire tra i 2 e i 3 miliardi di euro di risorse da destinare al sostegno di famiglie e imprese e al rafforzamento della sicurezza. La Lega è già al lavoro su un documento da presentare in Aula sul contributo delle banche, prendendo come riferimento anche il precedente spagnolo.
SALVINI: CONTRIBUTO STRUTTURALE E DEFINITIVO, MAGGIORANZA DIRÀ DI SÌ
“Le banche. Ci siamo accorti che, la sinistra ovviamente dice di no a tutto, ma anche in maggioranza ogni tanto c’è qualcuno che invece di accelerare prova a rallentare. Sono assolutamente convinto che anche al tavolo di maggioranza gli alleati di fronte ai numeri non potranno che dire di sì a un contributo da parte delle imprese più ricche d’Italia. Non una tantum, non straordinario, ma un contributo sulla differenza degli interessi e sulle commissioni che crescono di anno in anno mentre chiudono gli sportelli e vengono lasciati a casa gli impiegati. Un contributo delle banche sulla differenza degli interessi che prendono e che danno e sulle commissioni che deve essere strutturale e definitivo. Parlo delle grandi banche, le prime dieci grandi banche”. Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, chiudendo il primo giorno della convention del partito ‘A tua difesa – Verso la Finanziaria 2027’, in programma oggi e domani a Roma.
“Le banche italiane l’anno scorso hanno fatto 47,5 miliardi di utili. Bravi, ma sono in un libero mercato come le altre imprese? No, perché se qualcosa va male c’è la garanzia dello Stato, se va bene ci sono i dividenti e i super bonus per i manager. Non siamo punitivi o sovietici, figurati se in Lega ci può essere qualcuno che ha nostalgie sovietiche. Tutt’altro. Ma in un momento di difficoltà economica chi più ha più deve dare, ma non con la patrimoniale come quel genio della Schlein che andrebbe a espropriare i soldi ai soliti che pagano. Non mi ameranno e spero che non mi chiuderanno il conto corrente, ma se quest’anno invece di fare 50 miliardi di euro di utili si accontentassero di 47, sarebbe un dramma? Con quei soldi fai parecchie cose”, ha concluso.

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