BLOCCHI DEI TIR, URSO ALLA CAMERA: "IL VIMINALE STA IDENTIFICANDO I RESPONSABILI PER RIMUOVERE I PRESIDI"
In merito alla grave situazione dei blocchi stradali attuati dagli autotrasportatori nelle regioni del Mezzogiorno, il Governo fa il punto sulle misure di sicurezza e sulle risorse economiche messe in campo per porre fine ai disagi.
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è intervenuto direttamente durante il question time alla Camera dei Deputati, confermando che le forze dell'ordine hanno avviato le procedure di identificazione dei manifestanti per procedere alla rimozione coatta dei presidi. Il Ministro Urso ha sollevato la questione legale, ricordando che il blocco mirato ai soli mezzi pesanti configura a tutti gli effetti il reato penale di blocco stradale.
In parallelo all'azione di controllo, l'esecutivo si muove sul fronte economico. Il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, ha confermato lo sblocco immediato dei fondi destinati al comparto dell'autotrasporto, pari a un miliardo di euro. “I fondi sono disponibili già da oggi,” ha dichiarato Rixi, rivolgendo un fermo appello ai comitati spontanei e alle associazioni affinché vengano smobilitati i blocchi e venga tutelato il tessuto produttivo del Paese.
I principali disagi sul territorio nazionale:
- Autostrade paralizzate: Si registrano criticità insostenibili e chiusure forzate sugli snodi nevralgici dell'A1 e dell'A30 Caserta-Salerno.
- Aeroporti senza carburante: Massima allerta in Calabria, dove gli scali di Crotone e Reggio Calabria sono rimasti temporaneamente privi di carburante avio.
- Corsa alle scorte: Si segnalano lunghe file ai distributori di benzina a Cassino e scaffali vuoti nei supermercati della Campania a causa della psicosi da rifornimento.
- Imprese al collasso: Gli industriali di Campania e Puglia denunciano danni incalcolabili per le aziende locali, ormai prive di materie prime e impossibilitate a spedire i prodotti finiti.
Il Governo ribadisce che la tutela della mobilità dei cittadini, della sicurezza pubblica e della continuità della catena di approvvigionamento restano priorità assolute e non negoziabili.

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