Autore: AGENZIA DIRE
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20 luglio 2026
L'ex sindaco di Manchester, nuovo leader laburista, ha ricevuto l'incarico da Re Carlo III. Ecco cosa ha detto nel suo discorso alla Nazione ROMA – È Andy Burnham il nuovo primo ministro del Regno Unito, che va a prendere il posto di Keir Starmer , il leader laburista dimesso lo scorso 23 giugno. Dopo il discorso di commiato e la presentazione delle dimissioni di quest’ultimo da Re Carlo III , subito dopo il Reale ha ricevuto Burnham per il passaggio di consegne, affidandogli l’incarico di formare il nuovo governo. Dopodiché, l’ex sindaco di Manchester di 56 anni si è insediato al n. 10 di Downing Street, dove ha tenuto a sua volta un discorso alla Nazione. IL DISCORSO DEL NEOPREMIER: “SUBITO AL LAVORO PER INDUSTRIE, GIOVANI E SENZATETTO” “Porteremo avanti i più grandi cambiamenti con un nuovo modello politico ed economico di dieci anni “, “ovunque, in ogni strada e regione del Paese”, perché “tutto deve essere a disposizione dei cittadini, che devono ricominciare a respirare ” e “a credere nel paese”. Lo ha detto Andrew Burnham nel suo primo discorso da primo ministro del Regno Unito, il 59esimo nella storia del Paese. Il neopremier e leader laburista è giunto davanti il portoncino nero al n. 10 di ritorno da Buckingham Palace , dove lo hanno accolto i funzionari dell’ufficio di gabinetto insieme a una folla di sostenitori con applausi e strette di mano. Il successore di Keir Starmer ha ricevuto l’incarico ufficiale a formare il nuovo governo da parte di re Carlo III. All’incontro tra i due ha preso parte anche Marie-France van Heel , la consorte del 56enne Burnham. Iniziando il suo discorso, ha precisato: “Sono assolutamente consapevole di essere la sesta persona negli ultimi dieci anni ad assumere questo incarico, serve dunque una riflessione sulla determinazione politica: la mia generazione di politici deve iniziare ad affrontare le sfide del Regno Unito dimostrando al mondo che possiamo riacquisire la stabilità. So che le persone ne hanno abbastanza della politica: vi ascolto e sappiamo di non essere stati abbastanza bravi”. Il neopremier ha assicurato che affronterà la sfida “dell’industralizzazione” e poi: “cominceremo da domani aiutando i giovani a trovare lavoro, a studiare e ad avere sostegno per la salute mentale, costruendo poi nuovi alloggi popolari”. Burnham ha assicurato che col suo nuovo governo “Investiremo per il successo delle persone invece che pagare per il fallimento, e da subito darò le prime istruzioni per porre fine al fenomeno dei senzatetto”. Questo programma, ha garantito, terrà conto “degli impegni presi a livello internazionale”, infine l’appello: “Facciamo in modo che questo sia il momento in cui la Gran Bretagna ricomincia a credere: riportiamo la speranza”, ha concluso. IL PIANO DECENNALE PER LA GRAN BRETAGNA: L’AMBIZIONE DEL NEO PREMIER Già ieri al Times, Burnham aveva anticipato che da ora in poi intenderà “fare le cose in modo diverso ma- ha chiarito- non si può fare tutto dall’oggi al domani”, quindi ha detto che intende presentare “un piano decennale per la Gran Bretagna”: le riforme economiche saranno al centro del suo lavoro, che non durerà necessariamente un decennio ma guardano sicuramente lontano, per recuperare il gap che affonda le sue radici nella Brexit , l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea el 2016, che lo scorso 16 giugno ha compiuto i primi dieci anni. Da allora, il Pil ha perso fino a 8 punti percentuali mentre la sterlina ha perso il 10% del suo valore, riducendo così il potere d’acquisto delle famiglie e rallentando investimenti e crescita. Starmer, in carica da due anni, non è riuscito nella promessa di porre rimedio a tale divario. Questo, combinato a scandali, tensioni interne al partito e soprattutto l’ondata di voti persi per i laburisti alle amministrative di maggio, gli è costato la richiesta da tanti deputati del partito di lasciare l’incarico. OBIETTIVO: DARE ‘RESPIRO’ AI CITTADINI Ora, il quarto primo ministro dell’era Carlo III – Starmer e Burnham sono stati preceduti dai conservatori Rishi Sunak e Liz Truss – promette di riprendere il programma elettorale che consegnò la vittoria ai laburisti nelle legislative del 2024, ripartendo anche dal coinvolgimento pieno di “sindacati e del nostro movimento socialista”, senza però tralasciare “il mondo dell’imprenditoria”. Ma soprattutto, ricorrendo alla metafora ripetuta anche nel suo discorso di insediamento, il premier ha messo in chiaro di voler “dare respiro ai cittadini”, pressati dal carovita. Così come, tra i suoi piani, rientrerebbe anche l’annuncio di nuove trivellazioni di petrolio e gas nel Mare del Nord, anche se, come ha appreso l’emittente Bbc, potrebbe limitarsi a “sostenere le licenze esistenti piuttosto che rilasciarne di nuove”. Infine, ancora la Bbc fa sapere che all’ordine del giorno c’è “la riduzione del 20% delle imposte sulle attività commerciali per pub e locali di musica, finanziata da tasse più elevate sui magazzini utilizzati da aziende come Amazon”.