L’Iran si scusa con i paesi vicini: “Non vi attaccheremo più, se non ci attaccherete”. Trump rilancia: “Ora colpiremo persone che prima non erano obiettivi”
Ma il presidente Pezeshkian ha detto anche che la "richiesta" di una resa incondizionata è un “sogno che dovrebbero portare con sé nella tomba". Intanto gli attacchi continuano su entrambi i fronti. Colpito anche l'aeroporto Mehrabad
La guerra in Medio Oriente entra nella seconda settimana, mentre dalla Casa Bianca fanno sapere che serviranno dalle 4 alle 6 settimane per portare a casa gli obiettivi prefissati (qualsiasi essi siano). Israele rivendica una nuova ondata di attacchi in Iran, mentre Teheran risponde colpendo obiettivi americani e israeliani nella regione. Ormai è la routine operativa di questi giorni. Mentre anche l’Arabia Saudita alza il tono, invitando l’Iran a non “sbagliare i conti”.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato in un discorso rivolto alla nazione di volersi scusare con i Paesi vicini. Ha affermato che il consiglio direttivo ad interim dell’Iran ha approvato che non verranno effettuati attacchi o attacchi missilistici contro i paesi vicini, a meno che un attacco contro l’Iran non provenga da quei Paesi. Stando alle sue dichiarazioni, rilanciate da Press Tv e da altri media locali, la decisione è stata presa ieri dal consiglio direttivo ad interim della Repubblica islamica costituito dopo l’assassinio dell’ayatollah Ali Khamenei.
Nello stesso discorso però Pezeshkian ha detto anche che la “richiesta” di Trump di una resa incondizionata dell’Iran è un “sogno che dovrebbero portare con sé nella tomba”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha risposto più o meno a stretto giro, prendendosi il merito di delle scuse. In un post su Truth Social, ha affermato che l’Iran si è “arreso ai suoi vicini del Medio Oriente e ha promesso che non sparerà più contro di loro”, sostenendo che ciò è stato possibile solo “grazie all’incessante attacco degli Stati Uniti e di Israele”.
“L’Iran, che è stato colpito a morte, si è scusato e si è arreso ai suoi vicini mediorientali, promettendo che non gli sparerà più. Questa promessa è stata fatta solo a causa dell’incessante attacco di Stati Uniti e Israele. Stavano cercando di prendere il controllo e governare il Medio Oriente. È la prima volta che l’Iran perde, in migliaia di anni, contro i paesi mediorientali circostanti. Hanno detto: “Grazie, Presidente Trump”. Io ho detto: “Prego!”. L’Iran non è più il “Bullo del Medio Oriente”, è invece “IL PERDENTE DEL MEDIO ORIENTE”, e lo sarà per molti decenni fino a quando non si arrenderà o, più probabilmente, crollerà completamente! Oggi l’Iran sarà colpito duramente! Sono seriamente in considerazione per la distruzione completa e la morte certa, a causa del cattivo comportamento dell’Iran, aree e gruppi di persone che fino a questo momento non erano stati presi in considerazione come obiettivi“.
Intanto continuano gli attacchi su più fronti. Secondo quanto dichiarato dall’esercito israeliano, oltre 80 caccia dell’aeronautica hanno colpito infrastrutture militari considerate “chiave” a Teheran e nell’Iran centrale. Tra i bersagli indicati dalle Forze di difesa israeliane c’è anche l’università militare Imam Hossein del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica, nella capitale iraniana, struttura utilizzata – secondo Tel Aviv – per l’addestramento degli ufficiali dei Pasdaran e per attività di coordinamento operativo.
Nella stessa operazione sarebbero stati presi di mira depositi di missili balistici, infrastrutture sotterranee di comando missilistico e siti di lancio situati tra l’Iran occidentale e quello centrale. Obiettivi che, secondo la versione israeliana diffusa su X, erano destinati ad attacchi contro Israele. “Questi attacchi riducono la capacità del regime iraniano di colpire i civili israeliani”, ha fatto sapere l’esercito, aggiungendo che sabato mattina sono stati lanciati nuovi raid “su larga scala” contro obiettivi a Teheran.
E’ stato colpito anche l’aeroporto Mehrabad, nella zona ovest di Teheran, uno dei due aeroporti internazionali della città, il più trafficato. L’aeroporto di Mehrabad è un punto di riferimento storico di Teheran: è stato il primo aeroporto della capitale iraniana, inaugurato nel 1938, e fino al 2007 è stato anche l’aeroporto internazionale di Teheran. La compagnia aerea nazionale iraniana, IranAir, ha la sua sede centrale all’aeroporto, così come l’Organizzazione per l’Aviazione Civile.
Dall’altra parte del fronte, Teheran conferma di aver reagito. L’esercito iraniano ha annunciato che la marina ha lanciato una massiccia ondata di droni contro Israele e contro basi statunitensi negli Emirati Arabi Uniti e in Kuwait.
“La Marina iraniana ha colpito le basi americane e i territori occupati con una massiccia ondata di attacchi con droni”, si legge in un comunicato diffuso dall’agenzia ufficiale Irna. Tra gli obiettivi indicati figurano la base di Al Minhad negli Emirati Arabi Uniti, un’altra installazione militare in Kuwait e una “struttura strategica” in Israele.
Nel frattempo anche l’Arabia Saudita osserva con crescente nervosismo. Il ministro della Difesa, il principe Khalid bin Salman, ha invitato l’Iran a “evitare errori di calcolo” dopo il lancio di missili e droni contro il regno. Il ministero della Difesa saudita aveva già dichiarato di aver intercettato diversi missili diretti contro una base aerea che ospita personale militare statunitense, oltre a droni puntati contro un importante giacimento petrolifero. Almeno due attacchi, secondo Riyadh, hanno preso di mira questa settimana la raffineria di Ras Tanura, uno dei nodi energetici più sensibili del Paese.
Dopo un incontro con il capo delle forze armate pakistane, il principe Khalid ha ribadito la posizione saudita con un messaggio su X: “Abbiamo sottolineato che tali azioni compromettono la sicurezza e la stabilità regionale e abbiamo espresso la speranza che la parte iraniana agisca con saggezza ed eviti errori di calcolo”.
Recent Posts

















