Capitale del mare 2026: the winner is…Ravenna. Il sindaco Barattoni: “Una grande opportunità”
Alla città un finanziamento di un milione di euro per realizzare il programma di attività che ha accompagnato la candidatura. Domani la presentazione del dossier
È Ravenna la capitale del mare 2026: il suo dossier ha superato quelli delle 54 città marittime concorrenti. La proclamazione è avvenuta nella Sala monumentale della presidenza del Consiglio dei ministri a Roma. “La proposta progettuale del Comune di Ravenna si è distinta per la coerenza agli obiettivi del bando, per il programma di dettaglio che valorizza la candidatura, nonché per lo strumento di governance e gli indicatori di performance definiti, che rendono i risultati attesi estremamente credibili e gli indicatori economici compatibili con il successo del progetto nell’arco dell’anno di riferimento.
Per questi motivi, in conformità alle finalità del bando ministeriale e ai relativi chiarimenti interpretativi, esaminate tutte le proposte pervenute, la Giuria, all’unanimità, ha designato la città di Ravenna quale Capitale del Mare 2026″. È quanto si legge nelle motivazioni della giuria che oggi ha proclamato Ravenna Capitale del Mare 2026. Al comune vincitore sarà riconosciuto un finanziamento di un milione di euro per realizzare il programma di attività presentato nella candidatura.
IL MINISTRO MUSUMECI: “CONGRATULAZIONI A RAVENNA MA A VINCERE È L’ITALIA”
“Questa iniziativa è nata per rendere competitivo il valore di una comunità nel suo rapporto con il mare- ha ricordato il ministro Nello Musumeci– il governo ha posto al centro del suo programma la valorizzazione del mare, questo significa avviare una interlocuzione seria, concreta, diretta con le comunità che vivono il mare”.
“Abbiamo 8 mila km di coste lungo le quali ci sono città di mare e città con il mare, credo sia necessario superare questo divario attraverso un approccio diverso alla cultura del mare, del mare non possiamo occuparci solo da maggio a settembre. L’Italia, per la maggioranza degli italiani, è ancora una nazione terragna, nonostante gli 8 mila km di costa, con il mare dobbiamo avere un rapporto nuovo e diverso, il mare chiede poco, dona tanto e offre opportunità di lavoro, di crescita, di sviluppo. La capitale del mare, complimenti e congratulazioni a Ravenna, è una gara che può stimolare progetti, creatività, sfide e credo che alla fine a vincere sia l’Italia”, conclude Musumeci.
DE PASCALE: “CHANCE PER IL PORTO E LA BLUE ECONOMY“
La designazione di Ravenna Capitale italiana del mare 2026 “è un riconoscimento importante, non solo per la città, ma per tutta l’Emilia-Romagna, che valorizza una storia e una vocazione profondamente legate al mare e che rafforza il ruolo di Ravenna nel sistema marittimo nazionale”. E che è una chance in più per rafforzare il porto e l’economia blu.
Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale già sindaco della città, saluta la notizia con grande soddisfazione la notizia, ricordando che “Ravenna è uno dei grandi porti italiani e uno dei principali punti di riferimento dell’economia del mare nel nostro Paese”. Attorno al porto, infatti, “si è sviluppato negli anni un sistema fatto di imprese, lavoro, logistica, industria, energia e turismo, che rende questa città uno snodo strategico per l’Adriatico e per il sistema produttivo nazionale. È una realtà che ha saputo costruire nel tempo una forte identità marittima, capace di tenere insieme tradizione, capacità industriale e innovazione”.
Il percorso che ha portato al risultato è stato sostenuto dalla Regione “anche attraverso numerosi progetti” e ora la designazione riconosce il ruolo della città “lo proietta ancora di più su scala nazionale- sottolinea de Pascale-. Saremo al fianco di Ravenna perché questa occasione diventi un’altra opportunità per rafforzare ulteriormente il porto, sostenere le filiere dell’economia del mare e valorizzare il lavoro e le competenze che qui si sono sviluppate negli anni. Un percorso che riguarda Ravenna ma che parla all’intero sistema marittimo dell’Emilia-Romagna e dell’Adriatico”, conclude.
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