CASO BIRMINGHAM: LA FAMIGLIA SI RIUNISCE IN ITALIA. L’APPELLO DELLA ZIA RACHAEL: "BASTA DEPRIVAZIONE GENITORIALE, I BAMBINI TORNINO A CASA"
La vicenda dei tre bambini australiani allontanati dalla loro casa di Palmoli segna un punto di svolta con l’arrivo in Italia di Rachael Birmingham, sorella di Catherine, giunta all’aeroporto di Fiumicino insieme alla madre per sostenere la battaglia legale e affettiva della famiglia.
Ai microfoni di "Dentro la notizia" (Canale 5), Rachael ha espresso il profondo dolore della famiglia: «Siamo qui perché i bambini non stanno bene, mia sorella non sta bene. Chiediamo agli italiani, che amiamo, di aiutarci a riunirli. Il nostro unico desiderio è che tornino a vivere con i genitori».
IL RISCHIO PER I MINORI
L'istanza di riunificazione non è solo un desiderio affettivo, ma una necessità clinica. Secondo la relazione della ASL Lanciano Vasto Chieti, lo stato di deprivazione genitoriale a cui sono sottoposti i piccoli (una bambina di 8 anni e due gemelli di 6) sta causando danni psicologici che solo il ritorno alla quotidianità con il padre e la madre può mitigare.
LE CRITICITÀ LEGALI
Nonostante il Tribunale per i minorenni dell’Aquila abbia disposto il collocamento in casa-famiglia, la difesa e i familiari pongono l'accento sul "superiore interesse dei minori", come indicato anche dai documenti del Garante Nazionale per l’Infanzia. La permanenza in una struttura protetta viene vista come una misura estrema che rischia di compromettere il benessere a lungo termine dei bambini.
«Restiamo perplessi davanti alla posizione dei servizi sociali», dichiarano le fonti vicine alla famiglia. «In questo momento ogni sforzo dovrebbe essere teso a una riunificazione virtuosa, accompagnando i genitori anziché isolarli dai figli».
La famiglia Birmingham-Trevallion resta in attesa di nuove decisioni dalle autorità competenti, con la speranza che il supporto internazionale e le evidenze mediche portino a una rapida risoluzione del caso.

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