Il Comitato Pattern si riunisce a Roma in questi giorni. Una scelta importante venire in un paese che ormai e solo un membro a latere, senza poteri decisionali del Comitato. Gli handicapper di Irlanda
Il Comitato Pattern si riunisce a Roma in questi giorni. Una scelta importante venire in un
paese che ormai e solo un membro a latere, senza poteri decisionali del Comitato. Gli
handicapper di Irlanda, Regno Unito, Francia e Germania si riuniscono ogni anno per
valutare le corse di gruppo, stabilire promozioni e retrocessioni in base ai rating delle corse
e decidere il calendario.
Il Comitato Pattern nasce agli inizi degli hanno 80 per armonizzare il calendario europeo,
rendere le corse di selezioni piu’ competitive e valutare la qualità’ in base ai rating. Per
stabilire il valore di una corsa viene valutato il rating dei primi quattro arrivati e viene fatta la
media. Sotto un certo livello si rischia la retrocessione se poter tre anni non viene raggiunto
un punteggio minimo stabilito.
Il potere degli handicapper, tutti molto bravi, e’ enorme; le loro decisioni possono influenzare
la carriera di un futuro stallone almeno agli inizi, aumentando il valore economico e lo stesso
discorso vale per una potenziale fattrice.
Il problema che si pone oggi dopo 40 anni e passa dalla sua istituzione e se questo
Comitato Pattern in un mondo ippico completamente cambiato ha ancora un senso nell’
usare regole vetuste di valutazione. Il numero delle corse milionarie e’ cresciuto a dismisura,
negli anni 80-90 non c’erano le corse ricchissime di Dubai, il Carnival forse era nella mente
dello sceicco, l’Arabia Saudita era un paese lontano dal circuito internazionale, oggi attrae
tra qualche giorno cavalli dal tutto il mondo per i suoi ricchissimi premi basti pensare alla
Saudi Cup. E non c’erano i due milioni della Spada dell'Emiro in Qatar con ricco contorno,
non c'era la serie invernale delle corse in Bahrain e neanche ul milione offerto da Abu Dhabi
questo fine settimana. L’Australia non aveva i premi di oggi ed ad inizio anni 90 il meeting di
dicembre ad Honk Kong era agli albori.
Insomma per i cavalli buoni ci sono fior di opportunità, questo proliferare di corse ricche
rende il nostro sport più popolare nel mondo ma spesso penalizza la competitività e
soprattutto e’ come un killer per certi paesi che non hanno la forza economica, la base di
allevatori e di proprietari degli inglesi ed irlandesi., La Francia vede qualche gruppo1 a
rischio, la Germania pure, in Italia c’e’ stato il tracollo.
Servirebbe una svolta, un cambiamento radicale per permettere all’ ippica di rimanere
attraente in ogni paese europeo con un lunga tradizione alle spalle.
Ed allora abbiamo fatto un sogno ad occhi aperti: proviamo ad immaginare una champion
league delle corse.
Ogni paese propone oltre alle classiche, ghinee, oaks e derby tutti di gruppo 1, altre 3-4
corse di gruppo 1. In Italia potrebbero essere Milano,Jockey Club, Roma e Presidente della
Repubblica, gruppo 1 intoccabili. Poi un'altra serie di corse di gruppo 2-3 e listed che
potrebbero essere variate in base ai risultati, stabilendo comunque un quantitativo minimo.
Per partecipare al circuito deve essere stabilito un montepremi che non può andare al di
sotto di una certa cifra, deve esserci una garanzia sul pagamento del premio ed un impianto
adeguato. Se vuoi giocare in champions league devi possedere certi requisiti.
Questa formula permette ad ogni nazione di avere i suoi Gran Premi, sarebbe uno stimolo
per proprietari ed allevatori ad investire, porterebbe entusiasmo ed interesse mediatico.
Il mondo ippico sempre molto ingessato e’ pronto ad una svolta del genere? Tutti gli enti,
soprattutto quelli dei paesi all’avanguardia nel settore studiano nuove forme di attrazione per
le nuove generazioni di proprietari, allevatori e scommettitori.
E’ ora di inventare qualcosa di nuovo. Agli handicappers riuniti a Roma i nostri auguri di
buon lavoro.

Recent Posts














