Autore: AGENZIA DIRE
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19 agosto 2026
L'ex (amatissimo) Ministro della Difesa epurato lancia la sfida elettorale al Presidente, nonostante la legge marziale e la guerra in corso ROMA – Nove minuti che scuotono Kiev, senza droni, missili o bombe. È la durata del videomessaggio con cui l’ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov, licenziato di recente, ha lanciato la sfida politica a Volodymyr Zelensky : elezioni presidenziali, subito, nonostante la guerra in corso. Il politico, il cui improvviso allontanamento il mese scorso aveva già scatenato ondate di proteste nella capitale, reclama un cambio di passo, va “ripristinato un processo democratico completo anche nel mezzo di una guerra prolungata”. “ La democrazia non può essere tenuta in ostaggio dalla Russia. Combattiamo proprio perché vogliamo rimanere uno stato europeo libero”, ha detto Fedorov nel suo intervento. Senza mai nominare esplicitamente Zelensky, l’ex ministro ha lasciato intendere che l’attuale leadership è incapace di contrastare efficacemente la corruzione. “Le persone non possono vivere all’infinito in uno stato in cui non capiscono perché vengono prese certe decisioni. Perché alcune riforme vanno avanti mentre altre vengono bloccate”. “È particolarmente pericoloso quando nella società si diffonde la convinzione che il criterio principale per una nomina non sia la professionalità, i risultati o la capacità di trasformare il Paese, bensì la lealtà personale al sistema”. Le elezioni in Ucraina restano sospese dall’imposizione della legge marziale, decretata all’inizio dell’invasione russa. Il mandato quinquennale di Zelensky si è formalmente concluso nel maggio 2024 . Lo stesso presidente americano Donald Trump aveva in passato sollecitato Kiev a indire nuove elezioni, sebbene i rapporti tra i due leader, un tempo tesi, si siano progressivamente distesi nell’ultimo anno, complice la tenuta ucraina sul campo di battaglia. Fedorov, 35 anni, aveva guidato il ministero del Digitale dal 2019 fino a gennaio, diventando protagonista dell’adozione massiccia dei droni nella strategia bellica ucraina, prima di assumere brevemente, fino a luglio, l’incarico di ministro della Difesa . La sua uscita di scena è arrivata improvvisamente, nell’ambito di un rimpasto di governo, dopo un contrasto con il comandante militare, il generale Oleksandr Syrskyi. Ne erano seguite proteste di piazza che avevano portato al licenziamento dello stesso Syrskyi, ma senza alcun segnale di un possibile reintegro per Fedorov. Proprio martedì, Zelensky ha formalizzato la nomina di Yevhen Khmara, fino a quel momento ministro della Difesa ad interim, come titolare definitivo dell’incarico che dovrà ora ricevere il via libera del parlamento ucraino. Secondo un sondaggio condotto a inizio mese, riportato dal Guardian, l’ex ministro si posizionerebbe terzo al primo turno delle presidenziali con il 13,1% dei consensi, alle spalle di Zelensky (22,3%) e dell’ex capo delle forze armate, oggi ambasciatore ucraino nel Regno Unito, Valerii Zaluzhnyi (21,4%). Ma lo stesso sondaggio, realizzato dal Centro Socis per la ricerca sociale, rivela un dato ancora più significativo: al ballottaggio, secondo il sistema elettorale a due turni in vigore in Ucraina, Zelensky risulterebbe sconfitto sia da Fedorov che da Zaluzhnyi. Resta comunque un nodo logistico tutt’altro che semplice da sciogliere: un’eventuale tornata elettorale dovrebbe fare i conti con milioni di cittadini esiliati o sfollati dall’inizio della guerra , oltre un milione di persone impegnate nelle forze armate – molte delle quali schierate in prima linea – e circa un quinto del territorio nazionale attualmente sotto occupazione russa.