Crans-Montana, svolta per "Le Constellation": l'ex bar diventa uno spazio per i giovani e un memoriale

Redazione • 27 giugno 2026

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A cinque mesi dalla tragedia di Capodanno a Crans-Montana, il futuro del locale "Le Constellation" prende una direzione definitiva nel segno del rispetto e del ricambio generazionale. Christophe Darbellay, presidente del governo vallesano, ha confermato ufficialmente al quotidiano Le Temps che la struttura non riaprirà mai più come bar, ma verrà interamente riconvertita in un centro dedicato ai giovani e alle loro attività.

Oltre a dare una nuova funzione sociale all'edificio, l'area ospiterà un memoriale istituzionale progettato per essere sereno, accessibile e dignitoso. Lo spazio nascerà con il triplice obiettivo di rendere omaggio a chi ha perso la vita, sostenere i feriti e ringraziare i soccorritori che si sono spesi durante l'emergenza. Il primo momento ufficiale di raccoglimento collettivo sul sito è già stato fissato per il prossimo 1° gennaio, in occasione del primo anniversario della tragedia.


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Autore: REDAZIONE 27 giugno 2026
Finisce nel modo più rumoroso e inaspettato il matrimonio dell'anno della televisione italiana: Amadeus lascia ufficialmente Warner Bros. Discovery con ben due stagioni di anticipo. La notizia, arrivata come un fulmine a ciel sereno nel pieno dell'estate e in contemporanea con i Mondiali di calcio, è stata ufficializzata da una nota che sancisce la risoluzione consensuale e immediata del contratto quadriennale. A determinare la clamorosa rottura è stato il verdetto insindacabile degli ascolti sul canale Nove. Il biennio televisivo del conduttore si chiude con un bilancio pesantemente sotto le aspettative della vigilia, affondato dallo share deludente dei programmi di punta nell'access prime-time e in prima serata. Nonostante l'enorme sforzo economico e produttivo del gruppo Discovery, l'investimento non ha generato il travaso di pubblico sperato dopo gli anni d'oro di Sanremo. L'uscita anticipata sconvolge totalmente gli equilibri del mercato televisivo italiano e scatena la corsa al toto-nomi per il futuro del conduttore. Se da un lato l'amico di sempre Fiorello spinge pubblicamente per un ritorno in Rai, da Viale Mazzini i vertici blindano le porte respingendo ogni ipotesi di dietrofront, complici palinsesti autunnali già interamente definiti.  Resta aperta la suggestione di un clamoroso inserimento di Mediaset, anche se l'ipotesi più accreditata nelle ultime ore porta a un periodo di pausa forzata e strategica.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE Francesca Romana Nucci 27 giugno 2026
'Abbiamo fatto la storia con la nostra coerenza e la buona proposta' FDI, ARIANNA MELONI A ETNA TRICOLORE: "SIAMO NOI LA DESTRA CORAGGIOSA CHE NON TRADISCE. ABBIAMO FATTO LA STORIA CON LA NOSTRA COERENZA" "Noi siamo la destra: coraggiosa, libera e che non tradisce. Abbiamo fatto la storia con la nostra coerenza e la buona proposta". Con queste parole Arianna Meloni, capo della segreteria politica di Fratelli d'Italia, ha aperto ieri sera la giornata inaugurale di "Etna Tricolore", la kermesse del partito in corso a Zafferana Etnea, in provincia di Catania. Nel corso del suo intervento, la dirigente nazionale ha rivendicato con forza il percorso politico di Fratelli d'Italia, sottolineando come la linearità e la fedeltà ai propri valori abbiano guidato il partito dalle sue origini fino alla guida del Paese. Un posizionamento chiaro, volto a riaffermare l'identità e la leadership della forza politica all'interno dello scenario nazionale e della coalizione di governo. Arianna Meloni ha poi risposto con decisione alle recenti polemiche e alle ricostruzioni giornalistiche, liquidandole come puro "gossip" da retroscena. L'esponente di FDI ha rimarcato che l'azione del partito resta unicamente focalizzata sul lavoro concreto, sul radicamento territoriale e sul dare risposte efficaci ai bisogni dei cittadini.  La manifestazione "Etna Tricolore" prosegue nelle giornate odierne con tavoli tematici e dibattiti volti a consolidare la proposta politica del partito sul territorio siciliano e nazionale.
Autore: AGENZIA DIRE 27 giugno 2026
Sono 32 le squadre che si sfideranno a eliminazione diretta. Ecco quali saranno le prime in campo ROMA – Il Mondiale di calcio entra nel vivo. Dopo la fase a gironi, che ha eliminato 16 Nazionali, si comincia da domenica con quella a eliminazione diretta. Sono 32 le squadre (le prime due classificate di ciascuno dei dodici gironi e le otto migliori terze) che si sfideranno nei 16esimi di finale. Di seguito il programma delle gare: Domenica 28 giugno Ore 21.00 Sudafrica-Canada Lunedì 29 giugno: 19.00 Brasile-Giappone; 22.30 Germania-Paraguay. Martedì 30 giugno 3.00 Olanda-Marocco; 19.00 Costa d’Avorio-Norvegia; 23.00 Francia-Svezia. Mercoledì 1 luglio 3.00 Messico-Terza classificata gironi C/E/F/H/I; 18.00 Vincitrice Girone L-Terza classificata gironi E/H/I/J/K; 22.00 Belgio-Terza classificata gironi A/E/H/I/J. Giovedì 2 luglio 2.00 Stati Uniti-Bosnia-Erzegovina; 21.00 Spagna-Seconda classificata girone J. Venerdì 3 luglio 1.00 Seconda classificata girone K-Seconda classificata girone L; 5.00 Svizzera-Terza classificata gironi E/F/G/I/J; 20.00 Australia-Egitto. Sabato 4 luglio 00.00 Argentina-Capo Verde; 03.30 Vincitrice girone K-Terza classificata gironi D/E/I/J/L.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 27 giugno 2026
Ottant'anni e non sentirli. Vespa festeggia oggi un traguardo straordinario, confermandosi il simbolo indiscusso della mobilità, del genio e dello stile italiano nel mondo. Da quel lontano 1946, lo scooter della Piaggio ha superato la sua natura di semplice mezzo di trasporto, trasformandosi in una leggenda su due ruote che ha unito intere generazioni nei cinque continenti. Com'è nato il mito: dall'aeronautica alla strada Tutto ha inizio il 23 aprile 1946, quando a Firenze viene depositato il brevetto di un veicolo totalmente nuovo. L'Italia è ferma, ferita dalla guerra, e c'è bisogno di rimettere in moto il Paese con un mezzo economico e accessibile a tutti. Enrico Piaggio intuisce questa necessità e si affida a Corradino D’Ascanio, un ingegnere aeronautico che le moto, in realtà, non le sopportava. Proprio per questo D’Ascanio progetta qualcosa di mai visto: ruota di scorta, cambio al manubrio, una scocca protettiva che non sporca i vestiti e una sella comoda. Quando Enrico Piaggio la vede e ne ascolta il motore, esclama: "Sembra una vespa!". È la nascita di un'icona. Un successo globale tra cinema e design Il successo è immediato e travolgente. Vespa diventa sinonimo di libertà, di emancipazione e di rinascita economica. Negli anni '50, Hollywood si innamora delle sue linee: il film Vacanze Romane, con Audrey Hepburn e Gregory Peck, la consacra nell'immaginario collettivo globale. Da quel momento la Vespa non è più solo una moto, ma uno stile di vita. Piace agli artisti, ai giovani e ai designer, tanto da conquistare un posto d'onore nel prestigioso museo MoMA di New York. Ottant'anni di futuro elettrico e sostenibile Oggi, con oltre 19 milioni di esemplari venduti nel mondo, Vespa non ha alcuna intenzione di fermarsi. Ha saputo cambiare pelle e motori, passando dalle storiche miscele alle tecnologie ecologiche di ultima generazione, fino ad arrivare alla gamma elettrica. A ottant'anni dal primo disegno, Vespa continua a guidare il futuro delle nostre città con la stessa eleganza e la stessa voglia di libertà di quel primo giorno di primavera del 1946.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 27 giugno 2026
La strage di Ustica rimane un segno incancellabile nella storia della Repubblica». Con queste parole il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha commemorato il 46° anniversario del disastro aereo del 27 giugno 1980, costato la vita a 81 persone. Il Capo dello Stato ha sottolineato l'importanza del percorso investigativo svolto finora, evidenziando che «dalla ricerca della verità sono emersi risultati significativi». Tuttavia, il Presidente ha ribadito la necessità di non interrompere gli sforzi per fare piena luce sulle dinamiche del tragico evento: «Ricomporre quanto accaduto è un dovere irrinunciabile per le istituzioni». Il messaggio riafferma l'impegno dello Stato nel rispondere alla domanda di giustizia dei familiari delle vittime e dell'intera opinione pubblica, definendo la trasparenza storica e giudiziale come un pilastro fondamentale della memoria democratica del Paese.
Autore: AGENZIA DIRE 27 giugno 2026
A Roma sterminata una famiglia di origine bengalese, ferito ma salvo il figlio maggiore di 20 anni. Tuttora ricercato il killer, sarebbe un amico di famiglia. Ecco cosa si sa (in aggiornamento) ROMA –Alicia, 8 anni, è stata trovata in una pozza di sangue, sotto il letto, insieme ai suoi genitori, Kamal e Arzu Udiu, di 38 e 39 anni. Una famiglia è stata sterminata, ieri sera, venerdì 26 giugno, nell’appartamento in cui viveva, al primo piano di una palazzina a Casalotti, alla periferia ovest di Roma. TRE VITTIME E UN FERITO, L’UNICO SOPRAVVISSUTO AL MASSACRO Ieri notte dei droni hanno iniziato a perlustrare la zona, alla ricerca dell’autore della strage, di cui tuttora si sono perse le tracce. La polizia indaga sul triplice omicidio di via Montiglio in cui vi è un unico sopravvissuto: un giovane 20enne, figlio maggiore della coppia uccisa che si trova tuttora ricoverato all’ospedale Policlinico Gemelli, per le ferite riportate nella colluttazione con il killer, da cui è riuscito miracolosamente a fuggire. Non sarebbe in pericolo di vita. Le vittime sono tutte di nazionalità bengalese. Arzu, il capofamiglia, era in Italia da quindici anni e lavorava in un supermercato in zona Boccea. La moglie e la bambina invece lo avevano raggiunto da un paio d’anni. Ad allertare la polizia sono stati i vicini di casa che alle 22 circa di ieri notte hanno sentito prima le grida lancinanti arrivare dall’abitazione e quindi visto fuggire una persona in strada. Quindi sul posto sono arrivate anche le ambulanze del 118, ma per le vittime purtroppo non c’era più nulla da fare. Mentre hanno potuto soccorrere Onion, ferito ma sopravvissuto, e lo hanno portato in ospedale. Il giovane già ieri sera sarebbe stato sentito dai poliziotti. L’AGGRESSIONE–STRAGE In via Montiglio, sul posto, gli investigatori della Squadra mobile e gli specialisti della Scientifica che si sono ritrovati di fronte ad un vero e proprio massacro. Secondo le prime ricostruzioni, l’assassino, dopo aver ucciso a coltellate i due coniugi e la bambina, li avrebbe nascosti sotto al letto. Poi avrebbe provato a eliminare le tracce, iniziando a ripulire gli ambienti insanguinati. Nel frattempo però sarebbe rientrato in casa il ragazzo che avrebbe provato a sua volta ad eliminare, proprio perché lo aveva colto sul fatto e, molto probabilmente, riconosciuto. Tra i due sarebbe iniziata una violenta colluttazione, ma Onion è riuscito a liberarsi e a fuggire dall’edificio gridando e chiedendo aiuto. A quel punto il killer si è dato alla fuga ed è tuttora ricercato. Sarebbe un amico di famiglia. “HO VISTO CHE PULIVA IL SANGUE”. POI LA FUGA “Mi ha ucciso tutta la famiglia. Sono arrivato a casa e ho visto lui che puliva il sangue. C’era sangue ovunque. Ha ammazzato tutti”: sono le grida sconvolte del ragazzo sopravvissuto, unico testimone della strage, riferite dai vicini della via che lo hanno aiutato e hanno chiamato i soccorsi. Alcuni testimoni avrebbero riferito di aver visto fuggire l’aggressore di corsa dal palazzo e hanno descritto i suoi abiti (una maglietta azzurra), la carnagione scura, i dettagli (indossava dei guanti). UNA MANNAIA L’ARMA DEL DELITTO Si ipotizza che le vittime conoscessero chi le ha uccise e che proprio per questo gli avrebbero aperto la porta. Le ricerche del killer sono proseguite per tutta la notte, anche nella zona boschiva che circonda Casalotti attraverso anche droni con telecamere a infrarossi. Si pensa che l’uomo ricercato potrebbe essersi già allontanata dalla Capitale o che possa essere stato aiutato a nascondersi. Dopo diverse ore di ricerche è stata ritrovata l’arma del delitto: una mannaia. IL POSSIBILE MOVENTE Gli investigatori sono al lavoro per ricostruire la dinamica e il possibile movente degli omicidi, tuttora sconosciuto. Non si esclude nessuna pista, al vaglio potrebbe esserci anche l’ipotesi del racket dei mini market della zona. Si attende un nuovo colloquio degli inquirenti con il figlio sopravvissuto per avere ulteriori possibili chiarimenti. È lui, suo malgrado, il testimone chiave del massacro della sua famiglia.
Autore: Redazione 27 giugno 2026
Nella notte tra il 26 e il 27 giugno 2026, le Forze di Difesa dell'Ucraina hanno condotto un'operazione mirata in profondità nel territorio russo, colpendo con successo lo stabilimento industriale della difesa "Titan-Barrikady" situato nella città di Volgograd. L'azione è stata eseguita impiegando i nuovi missili a lungo raggio di fabbricazione ucraina FP-5 Flamingo. L'impatto dei vettori ha innescato un vasto incendio all'interno del perimetro della struttura, confermato da rilevazioni visive e fonti locali. Lo stabilimento Titan-Barrikady costituisce un asset strategico primario per l'apparato bellico della Federazione Russa, essendo attivamente impiegato nella produzione di sistemi di artiglieria, equipaggiamenti militari specializzati e componenti per i lanciatori di missili utilizzati nell'aggressione contro il territorio ucraino. Il Presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha rivendicato ufficialmente l'operazione definendo ogni impianto della difesa russa che supporta il conflitto un "bersaglio legittimo". Il Capo dello Stato ha espresso la propria gratitudine ai militari per la precisione dell'intervento e ai tecnici del comparto industriale ucraino per lo sviluppo di capacità balistiche a lungo raggio autonome. L'operazione punta a ridurre il potenziale offensivo nemico e a colpire direttamente le catene di approvvigionamento logistico e militare del Paese aggressore.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 27 giugno 2026
Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha diffuso il testo ufficiale dell'accordo che segna una svolta diplomatica ed epocale in Medio Oriente. Israele e Libano hanno formalizzato la chiara intenzione di porre fine in modo definitivo al conflitto che li divide, impegnandosi a concludere formalmente qualsiasi stato di guerra in corso tra le due nazioni. Nel primo punto del documento congiunto si afferma il diritto inalienabile di ciascuno Stato ad esistere in pace, riflettendo il reciproco desiderio di vivere in sicurezza come Paesi sovrani e confinanti. Entrambe le nazioni hanno inoltre confermato la volontà di risolvere ogni questione futura esclusivamente attraverso negoziati bilaterali diretti, potendo contare sulla mediazione e sul costante sostegno degli Stati Uniti.
Autore: AGENZIA DIRE 27 giugno 2026
Giuseppe Colaianni e Francesca Mannina sono le prime due vittime italo-venezuelane identificate del sisma del 24 giugno scorso. Entrambi avevano origini siciliane ROMA – Mentre il Venezuela continua a registrare nuove scosse di terremoto- l’ultima di magnitudo 4,9, ha coinvolto il centro del Paese, nello stato di Aragua, intorno alle 2 (dell’ora italiana)- proseguono le disperate ricerche dei dispersi e il recupero dei corpi sotto le macerie, ormai a 48 ore dai crolli. Il bilancio ufficiale resta fermo ai numeri dati ieri sera, giovedì 26 giugno, da Jorge Rodríguez, presidente dell’Assemblea nazionale: 920 vittime, 3.360 feriti e 172 persone ancora intrappolate sotto le macerie. Oltre 50mila i dispersi. Tra le vittime accertate ne figurano 3 con cittadinanza italiana. A confermarlo il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nell’edizione di Uno Mattina di oggi, sabato 26 giugno. LE VITTIME ITALO-VENEZUELANE “La situazione è purtroppo drammatica e provvisoria”, ha descritto il Vicepremier e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in collegamento da Dubrovnik. Per quanto riguarda il bilancio di vittime con cittadinanza italiana “abbiamo la conferma che sono tre deceduti- ha confermato Tajani- quattro feriti e circa 42 dispersi”. “Con una comunità composta da 150.000 persone, più quelli non registrati all’aereo, temiamo che possano esserci altri problemi per i nostri connazionali”, ha aggiunto Tajani. LE VITTIME ITALIANE NOTE: GIUSEPPE COLAIANNI E FRANCESCA MANNINA Dopo la notizia di ieri della morte di Giuseppe Colaianni, cittadino italo-venezuelano nato a Caracas nel 1970 e deceduto in seguito al crollo della sua abitazione a La Guaira, una delle zone più colpite dal terremoto, stamane è arrivata la conferma del ritrovamento del corpo senza vita di Francesca Mannina, 42 anni, italo-venezuelana. Giuseppe Colaianni, 55 anni, era originario di Calascibetta, in provincia di Enna ed era sposata con una donna venezuelana che l’uomo è riuscito a mettere in salvo prima di restare vittima del crollo delle macerie La coppia ha due figli, che vivono a Firenze e in Francia. Colaianni lavorava in una ditta di logistica. Era tornato in Venezuela da pochi mesi, dopo aver trascorso due anni vicino alla figlia che studia in Francia. La famiglia di Francesca Mannina, 42 anni, italo-venezuelana, è originaria di Balestrate, in provincia di Palermo. La donna è stata ritrovata morta ieri sera alle 22.30, ora italiana, sotto le macerie del palazzo crollato nel sisma del 24 giugno. Laureata in commercio internazionale, Francesca lavorava con il marito nel settore alimentare, nella macelleria di famiglia. Non avevano figli. Il compagno Roberto è riuscito a salvarsi, lei purtroppo non ce l’ha fatta a fuggire in tempo, prima del crollo. Sarebbe stata ritrovata questa notte dal fratello Pedro, che dal 24 giugno l’ha cercata scavando sotto le macerie del residence Pin High a La Guaira. GLI AIUTI DALL’ITALIA Nelle prime ore della giornata, è arrivato in Venezuela il primo volo umanitario urgente dell‘Aeronautica Militare che era partito da Pratica di Mare. Lo ha reso noto il ministero della Difesa su X. La missione ha trasportato un team di soccorso italiano, con Vigili del fuoco, operatori dei servizi sanitari regionali, personale della Protezione civile e dell’Unità di crisi della Farnesina e materiale sanitario per aiutare il Paese sudamericano dopo il grave terremoto. Nel frattempo è pronto a partire un secondo velivolo, sempre dell’Aeronautica Militare per il trasporto di ulteriore personale e squadre specializzate Leggi anche
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 26 giugno 2026
L’attesa è finita. Domani sera l’Ippodromo del Garigliano si trasformerà nella capitale europea del trotto, ospitando eccezionalmente lo storico Gran Premio Freccia d’Europa (Gruppo 1, 165.000 €, metri 1600). La prestigiosa classica, nata ad Agnano nel 1953, trova quest'anno una nuova e suggestiva cornice a Santi Cosma e Damiano per un "Super Saturday" che promette di entrare nella storia della pista. Un cartellone straordinario di nove corse che, oltre alla Freccia, vedrà scendere in pista i campioni del Gran Premio Unione Europea e del Gran Premio Unione Europea Filly. L'inizio del convegno è fissato per le ore 19:30, con il clou della Freccia d'Europa previsto per le 22:25. I dodici leoni dietro le ali dell'autostart Il campo partenti del Freccia d’Europa è un mix esplosivo di qualità, forma e strategia, con il team di Alessandro Gocciadoro nel ruolo di grande catalizzatore grazie a ben sette effettivi in pista. · La prima fila e i velocisti: Alrajah One (1), con Roberto Vecchione, sfrutterà lo steccato per blindare la corda. Subito al suo fianco la regolarità di Ernesto Spritz (2) e la velocità iniziale di Denver Gio (3) e Fil Ek (4). Attenzione massima a Funny Gio (5): la recorder del Lotteria avrà in sulky lo stesso Gocciadoro e punta dritta al bersaglio grosso. Più complessi i compiti tattici per Dali Prav (6) e Dany Capar (7). · Le insidie della seconda fila: Dovranno superare l'ostacolo del numero d'avvio i soggetti più attesi. Finalmente Par (8) aprirà la seconda linea. Fari puntati sulla freschissima vincitrice del GP della Repubblica, Follia d’Esi (9) con Marco Stefani. Il passista d'acciaio Always Ek (10), forte dei suoi 31 successi in carriera, si affida alle mani di Antonio Di Nardo per risalire dalla seconda fila. Accanto a lui, il redivivo Bleff Dipa (11) con Enrico Bellei, a caccia di uno storico tris nella corsa. Chiude lo schieramento l'estremo outsider Click Bait (12). Non solo Freccia: il programma della serata Il convegno non si esaurisce con la prova internazionale. I tre anni e i quattro anni indigeni avranno i loro riflettori puntati sul GP Unione Europea e sul GP Unione Europea Filly, garantendo una sfilata continua di campioni e genealogie di primissimo ordine. Il pubblico delle grandi occasioni è atteso sulle tribune del Garigliano per una notte di mezza estate ad altissima intensità sportiva.
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