Crosetto: «Sulla proposta per il Libano, Usa e Israele ci rispettano»
FRV NEWS MAGAZINE • 16 luglio 2026
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha confermato che gli Stati Uniti e Israele rispettano la proposta italiana circa il futuro della presenza internazionale per il mantenimento della pace in Libano. La dichiarazione è stata rilasciata all'agenzia ANSA a seguito delle indiscrezioni giornalistiche secondo cui Washington e Tel Aviv starebbero convergendo sul piano presentato dall'Italia.
Punti chiave della dichiarazione
- Il commento: Un sintetico "Ci rispettano" con cui Crosetto ha risposto ai media.
- L'obiettivo della proposta: Definire la transizione e il futuro della missione internazionale di peacekeeping nell'area libanese.
- Il posizionamento internazionale: L'asse approvativo di Stati Uniti e Israele legittima il ruolo diplomatico e strategico dell'Italia nel Medio Oriente.

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Autore: AGENZIA DIRE
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16 luglio 2026
Le rivelazioni del vicepresidente degli Stati Uniti sui torbidi legami del finanziere pedofilo morto nel 2019 con i servizi segreti israeliani e cosa dice a riguardo un rapporto del Fbi ROMA – Jeffrey Epstein aveva legami con “il Mossad, la Cia o qualche altro organismo di spionaggio occulto”: lo ha confermato il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance. Protagonista dell’edizione di ieri del podcast ‘The Joe Rogan Experience’ del giornalista Joe Rogan, Vance ha ribadito: “Aveva chiaramente legami con i livelli più alti dell’intelligence americana e israeliana”. Il numero due della Casa Bianca interviene così su una delle svariate accuse che circondano il finanziere pedofilo , alla sbarra per abusi e traffico sessuale – anche minori – che nel 2019 è stato trovato morto nella sua cella nel carcere di New York in attesa del processo. GLI EPSTEIN FILE, DI COSA SI TRATTA Epstein è anche noto per i suoi rapporti con leader mondiali ed esponenti di massimo rilievo del mondo dell’imprenditoria e dello spettacolo, e perfino della ricerca scientifica. Sono ben trentottomila invece le volte in cui Donald Trump viene citato, direttamente o indirettamente, in oltre 5.600 file, un rapporto rimasto per molti verso oscuro e che ha suscitato un’ondata di critiche e accuse, a cui però non ha fatto seguito nessuna azione giudiziaria. Tuttavia, dopo che il dipartimento di Giustizia ha diffuso oltre tre milioni di file riguardanti l’inchiesta , lo scandalo ha alimentato il dibattito interno per settimane. Tra gli elementi su cui i giornalisti si sono concentrati ci sono i presunti legami tra Jeffrey Epstein e i servizi segreti di Israele, tra le principali nazioni alleate degli Stati Uniti e, in particolare, dell’attuale amministrazione Trump . Vance in merito ha ricordato che negli Epstein Files non c’è una prova che collega esplicitamente l’imprenditore al Mossad, e poi ha commentato: “Se un documento del genere esistesse, non esisterebbe nel 2026”. IL REPORT DELL’FBI: “EPSTEIN AGENTE DEL MOSSAD CORROTTO” Tra le prove che hanno spinto alcuni giornalisti ad ipotizzare tale collegamento, c’è un rapporto stilato nel 2020 dall‘Fbi che descrive Epstein “un agente del Mossad corrotto” e che quell’organismo lo avrebbe “addestrato come spia”. Sussistono poi diversi scambi di email con vertici israeliani, tra cui figurano l’ex ministro della Difesa ed ex premier Ehud Barak e il veterano del Mossad Yoni Koren. A quest’ultimo, evidenziano fonti di stampa, Epstein avrebbe pagato le cure per il cancro. Risulterebbero poi donazioni ad organizzazioni israeliane tra cui una legata direttamente all’esercito: gli ‘Amici delle Idf’. Nell’intervista Vance ha poi ammesso che l’amministrazione Trump “ha gestito malissimo la comunicazione relativa al caso Epstein” a gennaio scorso, chiarendo: “Se penso che il motivo sia perché stavamo cercando di nascondere qualcosa? No”.

Autore: AGENZIA DIRE
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16 luglio 2026
Il centrodestra lancia una raccolta firme per richiederla. Crosetto: "Quanto accaduto è ingiusto, incomprensibile". Ma la 'mossa' di fine giornata del Quirinale allontana l'ipotesi della concessione di clemenza al gioielliere Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della Grazia in favore di Mario Roggero , il gioielliere di Grinzane Cavour , in provincia di Cuneo, accusato di aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo una rapina nel suo negozio e condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di detenzione. Lo fa sapere il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni. Ma a fine giornata, il Quirinale ha inviaro una comunicazione ufficiale per far sapere dell’incontro avuto tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro della Giustizia Carlo Nordio . Oggetto della convocazione al Colle proprio l’iniziativa intrapresa poche ore prima dal Guardiasigilli su cui Mattarella ha gelato tutti i suoi entusiasmi. Semplicemente, gli ha ricordato che di fatto, la concessione della grazia è una prerogativa che non lo tocca. MATTARELLA RICEVE NORDIO, PUNTUALIZZATI I LIMITI DELLA GRAZIA AL MINISTRO Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio al Quirinale il ministro della Giustizia, Carlo Nordio , per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al presidente della Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006. È quanto si legge in un comunicato del Colle. Il colloquio avviene nel giorno in cui esplode il caso dell’avvio dell’istruttoria da parte del ministero della Giustizia per la grazia a Mario Roggero. IL CENTRODESTRA AVEVA LANCIATO UNA PETIZIONE I capigruppo alla Camera dei deputati di Fratelli d’Italia, Lega Salvini Premier, Forza Italia – Berlusconi Presidente – PPE e Noi moderati (Noi con l’Italia, Coraggio Italia, Udc e Italia al Centro) – Maie – Centro popolare e quelli al Senato della Repubblica di Fratelli d’Italia, Lega Salvini Premier – Partito Sardo d’Azione, Forza Italia – Berlusconi Presidente PPE e Civici d’Italia-UDC-Noi Moderati (Noi con l’Italia, Coraggio Italia, Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare avevano avviato già stamane la raccolta firme di tutti i parlamentari dei propri gruppi , e di tutti coloro che vorranno sottoscrivere, finalizzata a richiedere al Ministero di Grazia e Giustizia la grazia a Mario Roggero . “Riteniamo che, al di là degli aspetti di natura giuridica, quanto avvenuto a Roggero meriti una risposta immediata finalizzata a garantire che non debba affrontare ciò che, anche in considerazione della sua età, diventerebbe una condanna all’ergastolo , insopportabile visto quanto avvenuto”, si legge. SALVINI: TUTTO CENTRODESTRA CHIEDA GRAZIA Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, questa mattina – a tal proposito – era nuovamente intervenuto sul caso: “ Conto che la giustizia sia la giustizia con la G Maiuscola , non come quella che ieri ha mandato in galera un 72enne che per una vita ha lavorato e ha difeso se stesso, sua moglie e sua figlia dai rapinatori. Quella per me non è giustizia, e conto che l’intero centrodestra si faccia promotore della richiesta di grazia per Mario Roggero, perché dopo una vita di lavoro, passare anni in carcere a 72 anni dopo essere stato aggredito e rapinato non penso sia giusto”. CROSETTO: “QUANTO ACCADUTO È INGIUSTO, INCOMPRENSIBILE, DIFFICILE DA ACCETTARE” “Mario Roggero è in carcere. È stata applicata la legge? Probabilmente si. È giusto? Per me no “, ha commentato su X il ministro della Difesa Guido Crosetto. “La legge non è e non può essere sventolata per giustificare l’impossibilità di un magistrato ad analizzare i fatti nella loro totalità , a tenere conto di tutto, anche ciò che non è previsto sia da considerare. È la giurisprudenza, cioè la facoltà dei magistrati di poter interpretare la legge, magari al punto di innovarla. Ci hanno abituato da anni ad una giurisprudenza che interpreta le leggi al punto di stravolgerle . È stata una pratica molto in voga per portare avanti battaglie ideologiche o contro alcuni ‘nemici’. È una pratica che ha consentito di mandare in libertà dopo pochi anni anche assassini di servitori dello Stato, Carabinieri, Poliziotti. Per questo secondo me ciò che è accaduto a Mario Roggero è ingiusto, incomprensibile e anche difficile da accettare. Per questo penso vada esperita ogni possibilità perché possa tornare a casa”, ha concluso il ministro. IN SENATO FOTO LEGA ‘LIBERO SUBITO’ Cartelli dei senatori della Lega per Mario Roggero. A fine seduta, dopo l’approvazione delle risoluzioni sulle pre intese sull’autonomia di 4 regioni, il senatore della Lega, Giorgio Bergesio ha preso parola per esprimere solidarietà a Roggero e chiederne la grazia. Al termine dell’intervento i senatori del Carroccio hanno quindi esposto cartelli con la sua immagine e la scritta ‘Libero subito’. CIRIO CHIEDE LA GRAZIA IN CONSIGLIO REGIONALE ll presidente della regione Piemonte, Alberto Cirio, ha presentato un ordine del giorno in consiglio regionale a sostegno del riconoscimento della grazia per Mario Roggero: “ Mario Roggero è un cittadino piemontese, il Piemonte non lo lascia da solo ed è al fianco suo e della sua famiglia se vorranno avviare il percorso di richiesta della grazia. Non voglio entrare nel merito giuridico della sentenza perché ho massimo rispetto della magistratura che ha il compito di applicare le leggi . Credo però sia corretto e doveroso appellarsi all’istituto della grazia che è sancita dalla Costituzione e rappresenta il punto di equilibrio tra il rigore della legge e la compresione umana delle istituzioni. È un atto di perdono istituzionale da parte del massimo garante della Costituzione, ovvero il Presidente della Repubblica, per chi può aver sbagliato, ma ha certamente agito sotto l’effetto di un grave e pregresso turbamento emotivo e a difesa della sua famiglia . Questo è il caso di Mario Roggero”. FRATOIANNI (AVS): PERICOLOSISSIMA IDEA DEL FARSI GIUSTIZIA DA SOLO “Penso che le sentenze si rispettano e penso che in questo Paese ci siano leggi che regolano l’uso della forza. Questa idea, che peraltro Salvini spiattella da anni in giro, per cui è bella una società in cui ognuno si fa giustizia da solo, spara e porta armi a spasso come accade in altri Paesi, dove la conseguenza di questa cultura è sotto gli occhi di tutti, è un’idea pericolosissima. Questo non significa che su singoli casi non ci possano essere interventi”. Lo ha detto Nicola Fratoianni, leader di Avs, a margine di una conferenza stampa alla Camera, a proposito del caso Mario Roggero. M5S: CENTRODESTRA VUOLE FAR WEST E LEGGE TAGLIONE “Occhio per occhio, dente per dente: è la concezione della sicurezza e della legalità nel centrodestra. Anzi, secondo loro bisogna andare anche oltre la legge del taglione e per questo considerano innocente un cittadino che ha sparato, uccidendone due e ferendone un terzo, a tre rapinatori già in fuga e pronti a scappare con la macchina. La richiesta di grazia avanzata da Salvini e dalla Lega che suda freddo perché inseguita da Vannacci, è una vergognosa operazione di propaganda con cui si prova anche a trascinare sul ring il presidente della Repubblica “, hanno affermato i componenti M5S nelle commissioni Giustizia Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato. “ Il ministro Crosetto che, tanto per cambiare, dà la colpa ai magistrati evidentemente non ha capito nulla di quello che dovrebbe avergli insegnato il referendum- hanno proseguito-. I magistrati applicano la legge e, sì ministro Crosetto, la interpretano anche, consolidando la giurisprudenza contro cui lui stesso in passato si è tanto scagliato. Sul caso di Mario Roggero la legittima difesa, una norma aggiornata nel 2019 proprio per volere della Lega, non c’entra niente. Il gioielliere Roggero ha sparato colpi di pistola non per difendersi da una aggressione ma per colpire chi dopo aver rapinato il suo negozio si stava dando alla fuga . In uno stato di diritto la rapina va perseguita con il massimo della fermezza, e va soprattutto prevenuta con un presidio capillare del territorio, ma non si legittima alcuna forma di giustizia fai da te. Roggero aveva diritto ad avere giustizia e ad essere protetto dallo Stato. Non aveva diritto a farsi giustizia da solo, non poteva uccidere chi era ormai lontano dal negozio e stava scappando, in un caso come questo non si configura alcuna legittima difesa”. “ Nella logica del far west nessun cittadino si sentirà mai al sicuro e spariscono la legalità, lo Stato e la sicurezza . Salvini, Crosetto, Nordio e tutto il governo Meloni dicano ai cittadini dov’è la sicurezza che tanto sbandierano, dove sono le forze dell’ordine in più di cui ci sarebbe bisogno, dove sono le leggi nuove che contribuiscano a prevenire il crimine, non quelle che servono solo a fare propaganda e zittire il dissenso”, hanno concluso. BONELLI (AVS): LE SENTENZE SI RISPETTANO “Io ho l’abitudine di non commentare mai le sentenze. Tra l’altro è la sentenza di Cassazione, quindi il terzo grado di giudizio. Le sentenze si rispettano e certamente non sono io che devo dire a Mattarella, al Presidente della Repubblica, quello che deve fare”. Così Angelo Bonelli di Avs.

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16 luglio 2026
Dal paddock al joypad: i modelli gaming e gli esport stanno ringiovanendo l’ippica nel mondo. Oggi il lancio ufficiale di Full Stride. Il mondo dell'ippica vive oggi una svolta storica che segna il definitivo punto di incontro tra tradizione sportiva e innovazione digitale. L'attesa per un videogioco moderno dedicato alle corse dei cavalli è ufficialmente terminata: debutta oggi sul mercato Full Stride, il nuovo titolo sviluppato da Blue Bullet che promette di rivoluzionare il settore degli esport ippici. Il ponte generazionale: dal digital all'ippodromo Mesi fa, l'ampio dibattito sollevato dai lettori di Grande Ippica Italiana in merito ai modelli gaming ha confermato una verità fondamentale: intercettare l’attenzione delle nuove generazioni è una sfida esistenziale per il futuro di questo sport. Oggi, il gaming e gli esport si consolidano come il ponte ideale per questo ringiovanimento. Attraverso gameplay immersivi, simulatori realistici e leghe digitali, l’ippica si trasforma in un’esperienza accessibile a chiunque e ovunque. Collezionismo, gestione strategica e competizione permettono ai videogiocatori di non essere più semplici spettatori, ma di diventare protagonisti assoluti del circuito. In sella con Full Stride: le caratteristiche del gioco A differenza dei classici titoli manageriali che focalizzano l'attenzione sui ruoli di proprietario o allenatore, Full Stride introduce una dinamica rivoluzionaria: · Gameplay in prima persona: il giocatore scende in pista direttamente nei panni del fantino. · Realismo tattico: il motore di gioco premia la capacità di valutare il ritmo della corsa. · Gestione della posizione: posizionarsi correttamente nello steccato diventa decisivo per la vittoria. · Scelta del tempo: il tempismo nel lanciare l’attacco finale determina il successo sul traguardo. Il lancio di Full Stride risponde concretamente alla richiesta della community globale, da anni in attesa di un prodotto moderno in grado di riprodurre fedelmente l’adrenalina e le emozioni profonde di una vera corsa ippica.

Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Fonte Ufficio stampa FISE
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16 luglio 2026
La Federazione Italiana Sport Equestri ha ufficializzato la composizione del Team Italia di salto ostacoli per il Campionato del Mondo che si terrà ad Aquisgrana, in Germania, dal 17 al 23 agosto. Su indicazione del Selezionatore Tecnico sono stati convocati i seguenti binomi: Piergiorgio Bucci con Hantano Emanuele Camilli con Chacareno PS carabiniere scelto Giacomo Casadei con Marbella du Chabli 1° aviere scelto Giampiero Garofalo con Querido van't Ruytershof graduato aiutante Giulia Martinengo Marquet con Delta del'Isle Riserva: Riccardo Pisani con Chacco's Lawito La delegazione azzurra sarà completata dalla Capo Missione Elisa Solerio, dal Capo Equipe Marco Bergomi, dal Selezionatore Tecnico Stefano Cesaretto e dal veterinario Ugo Carrozzo. I FEI World Championships Aachen 2026, per le discipline di Salto Ostacoli, Dressage, Para Dressage, Concorso Completo di Equitazione, Volteggio e Attacchi, sono in calendario dal 10 al 23 agosto prossimi. Per il salto ostacoli il Campionato del Mondo si svolgerà con questo calendario: 17.08 - Horse Inspection 18.08 - Warm Up 19.08 - Prima prova – Qualifica a squadre e individuale 20.08 - Seconda prova – Finale a squadre e qualifica individuale – prima manche 21.08 - Seconda prova – Finale a squadre e qualifica individuale – seconda manche 21.08 - Cerimonia consegna medaglie a squadre 23.08 - Terza prova – Finale individuale 23.08 - Cerimonia consegna medaglie individuali

Autore: FRV NEWS MAGAZINE
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16 luglio 2026
La Commissione europea ha calato l'asso per blindare le esportazioni italiane negli Stati Uniti. È stata infatti presentata a Washington la lista ufficiale con centinaia di prodotti d'eccellenza per i quali l'UE chiede l'azzeramento del super-dazio del 15% previsto dall'accordo di Turnberry. Una mossa strategica fondata sulla reciprocità, dato che Bruxelles ha già azzerato le tariffe doganali sui beni industriali e agroalimentari statunitensi lo scorso 1° luglio. Per il tessuto produttivo italiano, l'accoglimento di questa proposta rappresenta un salvagente vitale. Il mercato USA è il primo sbocco extra-UE per il cibo, il vino e la tecnologia italiana: l'applicazione delle aliquote tariffarie standard eviterebbe una stangata miliardaria sulle nostre imprese. Il piano di salvataggio europeo si concentra sui pilastri dell'export italiano: Agroalimentare: scudo sui prodotti simbolo Vino e Spumanti: Esenzione totale per bloccare il rincaro delle bottiglie italiane nei ristoranti e nei negozi americani. Formaggi e Salumi: Tutela diretta per il pecorino e gli insaccati, scongiurando il crollo delle vendite nei supermercati USA. Olio e Pasta: Difesa della dieta mediterranea con lo stop ai dazi su olio d'oliva, olive, pasta e tartufi. Alcolici: Protezione estesa a grappe, liquori e distillati nazionali. Meccanica e Tecnologia: difesa della manifattura Macchine Agricole: Agevolazioni per i costruttori italiani, leader mondiali nella fornitura di trattori e attrezzature per i campi. Automazione: Salvaguardia per i produttori di robot industriali e apparecchiature elettriche. Semiconduttori: Copertura per le aziende della filiera dei microchip e della chimica fine. Sanitario: un mercato ad alto valore Dispositivi Medici: Tutela per il comparto biomedicale italiano (tavoli operatori, kit diagnostici, fili di sutura e medicazioni). Il destino di migliaia di contratti commerciali e la competitività del Made in Italy oltreoceano dipendono ora dalla risposta delle autorità commerciali degli Stati Uniti.

Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 15.00
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16 luglio 2026
L'edificio era in fase di ristrutturazione ROMA – Un quarto del palazzo del Tribunale di Bolzano è crollato questa mattina intorno alle 6. Stando a quanto riporta altoadige.it, a crollare sarebbe stato il solaio della parte centrale. L’edificio era in fase di ristrutturazione . Sul posto sono giunti i Vigili del Fuoco che stanno eseguendo le prime rilevazioni. Non ci sarebbero vittime ma un’addetta a delle pulizie è stata leggermente ferita. La Procura di Bolzano ha aperto un fascicolo d’inchiesta. BORTOLOTTI: POSSIAMO PARLARE DI MIRACOLO A Rainews, la Presidente del Tribunale Francesca Bortolotti ha dichiarato: “Al momento del crollo all’interno del Palazzo di Giustizia erano presenti solo tre persone – tre addetti alle pulizie – solo una è rimasta lievemente graffiata ma possiamo parlare di miracolo, poteva essere una tragedia” . ANM: CROLLO IN TRIBUNALE ENNESIMO ALLARME, A RISCHIO LAVORATORI “Esprimiamo profonda preoccupazione per il crollo verificatosi questa mattina all’interno del Palazzo di Giustizia di Bolzano, nell’area interessata dai lavori di ristrutturazione. Solo l’orario in cui si è verificato il cedimento, le 6 del mattino, ha impedito che le conseguenze fossero ben più gravi. La nostra vicinanza va al personale del Tribunale e alle maestranze impegnate nel cantiere. Quanto accaduto a Bolzano questa mattina non può essere considerato un episodio isolato”. Così in una nota la Giunta Esecutiva Centrale dell’Anm. “È l’ennesimo allarme – aggiunge -sul drammatico stato in cui versa l’edilizia giudiziaria italiana. Troppi palazzi di giustizia presentano da anni gravi criticità strutturali che mettono a rischio la sicurezza di magistrati, personale amministrativo, avvocati e cittadini. Denunciamo con fermezza da tempo questa situazione, per questo abbiamo consegnato al Governo un dossier fotografico con oltre 500 immagini che documentano le condizioni di degrado di numerosi uffici giudiziari. Quel dossier non può più restare senza risposta come finora accaduto. È incomprensibile che si continui a discutere dell’apertura o della riapertura di piccoli tribunali quando lo Stato non è ancora in grado di garantire condizioni di sicurezza e dignità negli uffici giudiziari già esistenti. Le priorità devono essere chiare: prima si mettano in sicurezza le strutture in cui ogni giorno si amministra la giustizia, destinando risorse immediate e adeguate all’edilizia giudiziaria. Ogni scelta diversa rappresenta una grave inversione delle priorità. La sicurezza di chi lavora e di chi accede ai palazzi di giustizia non può essere affidata alla casualità. Ogni ulteriore ritardo rischia di trasformare un’emergenza annunciata in una tragedia”.

Autore: FRV NEWS MAGAZINE
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16 luglio 2026
I rioni storici di Roma celebrano l’ottantacinquesimo compleanno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Giovedì 23 luglio, alle ore 18:00, Piazza Santi Apostoli ospiterà un omaggio pubblico per festeggiare il Capo dello Stato. L’iniziativa è ideata dall’architetto Cesare Esposito, storico promotore della rievocazione del miracolo della neve. Il programma prevede l'Inno alla Gioia eseguito dalla Banda della Scuola popolare di musica di Testaccio insieme al Coro dei Bambini Pedagogisti, seguito dall'Inno d'Italia cantato dalla soprano Olga Kopeikina e da un reading poetico a più voci. L'organizzatore ha espresso profonda gratitudine per il coraggio e la carica che il Presidente trasmette alle nuove generazioni, invitando la cittadinanza e la Fanfara dei Carabinieri a unirsi all'evento. Questo tributo rinnova una storica tradizione di riconoscenza dei rioni romani verso i Capi dello Stato, che in passato ha già omaggiato Sandro Pertini e Giorgio Napolitano.

Autore: FRV NEWS MAGAZINE
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16 luglio 2026
Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, è tornato a chiedere con fermezza l’estradizione dell'ex brigatista Alessio Casimirri, rifugiato in Nicaragua. La presa di posizione avviene in un contesto di grave tensione geopolitica, segnato dalla decisione del governo di Managua di interrompere le relazioni diplomatiche con l'Italia. Durante una riunione del Partito Popolare Europeo (PPE) a Madrid, il Vicepresidente del Consiglio ha ricordato la figura dello statista Aldo Moro, assassinato dalle Brigate Rosse nel 1978. Tajani ha denunciato la condotta del Nicaragua, che continua a garantire asilo e protezione a Casimirri, condannato in via definitiva in Italia a sei ergastoli per l'agguato di via Fani e l'omicidio di Moro. La posizione della Farnesina In una nota ufficiale, il Ministero degli Affari Esteri ha ribadito le linee guida dell'azione italiana: Rispetto della legalità: L'Italia fonda la sua politica estera sul diritto internazionale e sulla difesa dei valori democratici. Nessun oblio per le vittime: Il Governo italiano non dimentica le vittime del terrorismo e pretende che i responsabili ne rispondano davanti alla legge. Richiesta internazionale: L'istanza di estradizione è supportata anche da una specifica risoluzione del Parlamento Europeo. "L'Italia continuerà a chiedere che Casimirri risponda davanti alla giustizia italiana per i reati di cui è stato riconosciuto colpevole. Il Nicaragua continua a dare asilo a un pericoloso latitante, rifiutando i principi di giustizia e legalità." dichiara Antonio Tajani, Ministro degli Affari Esteri) L'Italia si dichiara disposta al confronto bilaterale con tutti i Paesi, ma non intende arretrare sulla tutela della memoria storica e sul dovere di assicurare alla giustizia i responsabili di gravissimi reati contro lo Stato.

Autore: AGENZIA DIRE
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16 luglio 2026
La sentenza per la strage del 2018. L'ex Ad di Autostrade sta già scontando 6 anni per il bus di Avellino. 5 anni all'ex direttore della vigilanza del Mit Coletta ROMA – Venti minuti di lettura per emettere la sentenza di primo grado sul crollo del Ponte Morandi, avvenuto il 14 luglio 2018 causando la morte di 43 persone. Dodici anni a Giovanni Castellucci , amministratore delegato di Autostrade per l’Italia all’epoca dei fatti, contro i 18 anni e 6 mesi richiesti dai pm. Castellucci è stato giudicato colpevole di crollo colposo e omicidio stradale. Sono 181 gli anni di condanna, contro i 400 complessivi richiesti dai pm , a 32 dei 57 imputati del crollo del ponte Morandi, compresi i 12 anni a Giovanni Castellucci. Castellucci sta già scontando una condanna definitiva a 6 anni nel carcere milanese di Opera per la strage del bus di Avellino . Sono 25 le persone assolte. I reati più gravi contestati sono crollo colposo, omicidio colposo e omicidio stradale. La seconda pena più grave è per Michele Donferri Mitelli, condannato a 11 anni reclusione , ex numero tre di Aspi. Per Mauro Colerra, ex direttore di vigilanza sulle concessioni autostradali del ministero dei Trasporti, gli anni di reclusione sono cinque . Aula gremita, con un centinaio di giornalisti italiani e stranieri per ascoltare la prima sentenza emessa dopo anni di lavoro dei giudici, 283 udienze e 280 testimoni ascoltati. Presenti anche i familiari delle vittime, in gran parte riuniti nel Comitato parenti vittime del crollo del Ponte Morandi, la sindaca di Genova Silvia Salis (il Comune di Genova si è costituito parte civile) e il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari. “Una giornata dal peso storico ed emotivo enorme per la città di Genova e una sentenza attesa da tempo”, dichiara Salis. “Il mio pensiero- continua- va alle vittime, ai parenti delle vittime, il mio ringraziamento va all’enorme lavoro della magistratura. Una giornata dovuta per tutto quello che è successo. Una giornata dovuta alle vittime e alla città di Genova”. A chi le chiede un commento sui 12 anni a Castellucci, la sindaca risponde: “Non si commentano le condanne . Abbiamo ascoltato la sentenza e credo che la sindaca di Genova non potesse mancare”. Poi un augurio: “Quello che da amministratrice pubblica posso sperare- dichiara- è la consapevolezza che non si possa agire solo dopo le tragedie. Serve una programmazione e serve pensare che la messa in sicurezza del paese non è un aspetto su cui risparmiare, ma una cosa necessaria, indispensabile per non trovarci a vivere giornate come queste”. LE REAZIONI POLITICHE “La sentenza sul crollo del Ponte Morandi squarcia definitivamente il velo delle ipocrisie. Accerta responsabilità personali per azioni e omissioni che hanno consentito, per anni, il mancato adempimento degli obblighi di manutenzione da parte di Autostrade, mentre la sicurezza veniva colpevolmente relegata in secondo piano”. Così i parlamentari Pd Valentina Ghio, Alberto Pandolfo, Luca Pastorino, Lorenzo Basso. “Le scuse pronunciate pochi giorni prima della sentenza sono arrivate davvero fuori tempo massimo. Come parlamentari continueremo a vigilare sull’operato di tutti i soggetti chiamati a garantire controlli efficaci e una manutenzione adeguata delle infrastrutture, perché tragedie come quella del Ponte Morandi non si ripetano mai più”, aggiungono. “Ora la giustizia proseguirà il suo corso, ma questa sentenza rappresenta già un passaggio fondamentale nel percorso di verità e giustizia che i familiari delle 43 vittime attendevano da troppo tempo”, concludono. Ai parlamentari dem si unisce il capogruppo Pd in Regione Liguria, Armando Sanna: “La sentenza sul crollo del Ponte Morandi chiude un lungo percorso giudiziario e definisce finalmente responsabilità, nomi, cognomi e pene. Dopo quasi otto anni, la giustizia ha fatto il suo corso. Era giusto che fosse così”, scandisce. “Ma nessuna decisione potrà restituire ciò che è stato perduto il 14 agosto 2018, né cancellare il dolore di chi da allora convive con un’assenza che durerà per sempre. Oggi il nostro pensiero va innanzitutto alle 43 vittime, ai loro familiari e a una città che da quel giorno porta una ferita ancora aperta”, prosegue. “Questa sentenza rappresenta una pagina importante per il nostro Paese, ma il ricordo di quanto accaduto nella tragedia del Ponte Morandi deve continuare a tradursi in un impegno concreto”, conclude Sanna.

Autore: FRV NEWS MAGAZINE Pier Paolo Pinto
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16 luglio 2026
Il Decreto Lavoro 2026 segna una svolta storica per il mercato del lavoro italiano. Non si tratta di una semplice riforma normativa, ma di una rivoluzione culturale che ridisegna il rapporto tra salario, produttività e organizzazione. Al centro di questo cambiamento epocale ci sono le tesi e le proposte strategiche che UNICOOP ha elaborato e promosso con lungimiranza negli ultimi mesi. Il modello UNICOOP diventa legge: oltre il salario minimo La riforma recepisce l'innovativa visione di UNICOOP sulla tutela salariale. Il salario minimo resta il pilastro fondamentale e inderogabile del sistema, ma la vera novità è l'adozione del Trattamento Economico Complessivo (TEC) come vero parametro di riferimento. Grazie al decisivo impulso di UNICOOP , la qualità del lavoro non si misura più solo sulla busta paga immediata, ma sull'intero valore economico riconosciuto al lavoratore. Questo include: Welfare contrattuale strutturato Previdenza complementare potenziata Formazione continua certificata Premi collettivi di risultato Questi elementi, come da sempre sostenuto da UNICOOP , non sostituiscono i minimi retributivi, ma ne amplificano il valore reale per i lavoratori. Produttività e retribuzioni: una strategia integrata La riforma abbatte finalmente i vecchi schemi assistenziali. Per la prima volta, il tema salariale viene agganciato stabilmente a una strategia di crescita della produttività aziendale. L'architettura del Decreto Lavoro fa propria l'impostazione di UNICOOP : rafforzare il legame tra la qualità dell'organizzazione e la crescita dei compensi. Fattori chiave come la digitalizzazione, il miglioramento dei processi e la misurazione del valore aggiunto diventano leve essenziali per sostenere l'aumento dei salari nel tempo, in particolare nei comparti più strategici del Paese. Dalle idee ai fatti: la nuova sfida di UNICOOP Con l'approvazione del Decreto si chiude la fase politica e si apre quella operativa. La vera sfida per UNICOOP diventa ora l'applicazione pratica della riforma. L'associazione è già in prima linea per accompagnare le imprese e i lavoratori in questa transizione, trasformando i principi della legge in contratti moderni, competitivi e orientati al futuro.




