Grazia a Roggero, Nordio ha avviato l’istruttoria ma Mattarella frena e lo convoca al Colle
Il centrodestra lancia una raccolta firme per richiederla. Crosetto: "Quanto accaduto è ingiusto, incomprensibile". Ma la 'mossa' di fine giornata del Quirinale allontana l'ipotesi della concessione di clemenza al gioielliere
Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della Grazia in favore di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, accusato di aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo una rapina nel suo negozio e condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di detenzione. Lo fa sapere il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni.
Ma a fine giornata, il Quirinale ha inviaro una comunicazione ufficiale per far sapere dell’incontro avuto tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Oggetto della convocazione al Colle proprio l’iniziativa intrapresa poche ore prima dal Guardiasigilli su cui Mattarella ha gelato tutti i suoi entusiasmi. Semplicemente, gli ha ricordato che di fatto, la concessione della grazia è una prerogativa che non lo tocca.
MATTARELLA RICEVE NORDIO, PUNTUALIZZATI I LIMITI DELLA GRAZIA AL MINISTRO
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio al Quirinale il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al presidente della Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006. È quanto si legge in un comunicato del Colle.
Il colloquio avviene nel giorno in cui esplode il caso dell’avvio dell’istruttoria da parte del ministero della Giustizia per la grazia a Mario Roggero.
IL CENTRODESTRA AVEVA LANCIATO UNA PETIZIONE
I capigruppo alla Camera dei deputati di Fratelli d’Italia, Lega Salvini Premier, Forza Italia – Berlusconi Presidente – PPE e Noi moderati (Noi con l’Italia, Coraggio Italia, Udc e Italia al Centro) – Maie – Centro popolare e quelli al Senato della Repubblica di Fratelli d’Italia, Lega Salvini Premier – Partito Sardo d’Azione, Forza Italia – Berlusconi Presidente PPE e Civici d’Italia-UDC-Noi Moderati (Noi con l’Italia, Coraggio Italia, Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare avevano avviato già stamane la raccolta firme di tutti i parlamentari dei propri gruppi, e di tutti coloro che vorranno sottoscrivere, finalizzata a richiedere al Ministero di Grazia e Giustizia la grazia a Mario Roggero.
“Riteniamo che, al di là degli aspetti di natura giuridica, quanto avvenuto a Roggero meriti una risposta immediata finalizzata a garantire che non debba affrontare ciò che, anche in considerazione della sua età, diventerebbe una condanna all’ergastolo, insopportabile visto quanto avvenuto”, si legge.
SALVINI: TUTTO CENTRODESTRA CHIEDA GRAZIA
Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, questa mattina – a tal proposito – era nuovamente intervenuto sul caso: “Conto che la giustizia sia la giustizia con la G Maiuscola, non come quella che ieri ha mandato in galera un 72enne che per una vita ha lavorato e ha difeso se stesso, sua moglie e sua figlia dai rapinatori. Quella per me non è giustizia, e conto che l’intero centrodestra si faccia promotore della richiesta di grazia per Mario Roggero, perché dopo una vita di lavoro, passare anni in carcere a 72 anni dopo essere stato aggredito e rapinato non penso sia giusto”.
CROSETTO: “QUANTO ACCADUTO È INGIUSTO, INCOMPRENSIBILE, DIFFICILE DA ACCETTARE”
“Mario Roggero è in carcere. È stata applicata la legge? Probabilmente si. È giusto? Per me no“, ha commentato su X il ministro della Difesa Guido Crosetto. “La legge non è e non può essere sventolata per giustificare l’impossibilità di un magistrato ad analizzare i fatti nella loro totalità, a tenere conto di tutto, anche ciò che non è previsto sia da considerare. È la giurisprudenza, cioè la facoltà dei magistrati di poter interpretare la legge, magari al punto di innovarla. Ci hanno abituato da anni ad una giurisprudenza che interpreta le leggi al punto di stravolgerle. È stata una pratica molto in voga per portare avanti battaglie ideologiche o contro alcuni ‘nemici’. È una pratica che ha consentito di mandare in libertà dopo pochi anni anche assassini di servitori dello Stato, Carabinieri, Poliziotti. Per questo secondo me ciò che è accaduto a Mario Roggero è ingiusto, incomprensibile e anche difficile da accettare. Per questo penso vada esperita ogni possibilità perché possa tornare a casa”, ha concluso il ministro.
IN SENATO FOTO LEGA ‘LIBERO SUBITO’
Cartelli dei senatori della Lega per Mario Roggero. A fine seduta, dopo l’approvazione delle risoluzioni sulle pre intese sull’autonomia di 4 regioni, il senatore della Lega, Giorgio Bergesio ha preso parola per esprimere solidarietà a Roggero e chiederne la grazia. Al termine dell’intervento i senatori del Carroccio hanno quindi esposto cartelli con la sua immagine e la scritta ‘Libero subito’.
CIRIO CHIEDE LA GRAZIA IN CONSIGLIO REGIONALE
ll presidente della regione Piemonte, Alberto Cirio, ha presentato un ordine del giorno in consiglio regionale a sostegno del riconoscimento della grazia per Mario Roggero: “Mario Roggero è un cittadino piemontese, il Piemonte non lo lascia da solo ed è al fianco suo e della sua famiglia se vorranno avviare il percorso di richiesta della grazia. Non voglio entrare nel merito giuridico della sentenza perché ho massimo rispetto della magistratura che ha il compito di applicare le leggi. Credo però sia corretto e doveroso appellarsi all’istituto della grazia che è sancita dalla Costituzione e rappresenta il punto di equilibrio tra il rigore della legge e la compresione umana delle istituzioni. È un atto di perdono istituzionale da parte del massimo garante della Costituzione, ovvero il Presidente della Repubblica, per chi può aver sbagliato, ma ha certamente agito sotto l’effetto di un grave e pregresso turbamento emotivo e a difesa della sua famiglia. Questo è il caso di Mario Roggero”.
FRATOIANNI (AVS): PERICOLOSISSIMA IDEA DEL FARSI GIUSTIZIA DA SOLO
“Penso che le sentenze si rispettano e penso che in questo Paese ci siano leggi che regolano l’uso della forza. Questa idea, che peraltro Salvini spiattella da anni in giro, per cui è bella una società in cui ognuno si fa giustizia da solo, spara e porta armi a spasso come accade in altri Paesi, dove la conseguenza di questa cultura è sotto gli occhi di tutti, è un’idea pericolosissima. Questo non significa che su singoli casi non ci possano essere interventi”. Lo ha detto Nicola Fratoianni, leader di Avs, a margine di una conferenza stampa alla Camera, a proposito del caso Mario Roggero.
M5S: CENTRODESTRA VUOLE FAR WEST E LEGGE TAGLIONE
“Occhio per occhio, dente per dente: è la concezione della sicurezza e della legalità nel centrodestra. Anzi, secondo loro bisogna andare anche oltre la legge del taglione e per questo considerano innocente un cittadino che ha sparato, uccidendone due e ferendone un terzo, a tre rapinatori già in fuga e pronti a scappare con la macchina. La richiesta di grazia avanzata da Salvini e dalla Lega che suda freddo perché inseguita da Vannacci, è una vergognosa operazione di propaganda con cui si prova anche a trascinare sul ring il presidente della Repubblica“, hanno affermato i componenti M5S nelle commissioni Giustizia Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato.
“Il ministro Crosetto che, tanto per cambiare, dà la colpa ai magistrati evidentemente non ha capito nulla di quello che dovrebbe avergli insegnato il referendum- hanno proseguito-. I magistrati applicano la legge e, sì ministro Crosetto, la interpretano anche, consolidando la giurisprudenza contro cui lui stesso in passato si è tanto scagliato. Sul caso di Mario Roggero la legittima difesa, una norma aggiornata nel 2019 proprio per volere della Lega, non c’entra niente. Il gioielliere Roggero ha sparato colpi di pistola non per difendersi da una aggressione ma per colpire chi dopo aver rapinato il suo negozio si stava dando alla fuga. In uno stato di diritto la rapina va perseguita con il massimo della fermezza, e va soprattutto prevenuta con un presidio capillare del territorio, ma non si legittima alcuna forma di giustizia fai da te. Roggero aveva diritto ad avere giustizia e ad essere protetto dallo Stato. Non aveva diritto a farsi giustizia da solo, non poteva uccidere chi era ormai lontano dal negozio e stava scappando, in un caso come questo non si configura alcuna legittima difesa”.
“Nella logica del far west nessun cittadino si sentirà mai al sicuro e spariscono la legalità, lo Stato e la sicurezza. Salvini, Crosetto, Nordio e tutto il governo Meloni dicano ai cittadini dov’è la sicurezza che tanto sbandierano, dove sono le forze dell’ordine in più di cui ci sarebbe bisogno, dove sono le leggi nuove che contribuiscano a prevenire il crimine, non quelle che servono solo a fare propaganda e zittire il dissenso”, hanno concluso.
BONELLI (AVS): LE SENTENZE SI RISPETTANO
“Io ho l’abitudine di non commentare mai le sentenze. Tra l’altro è la sentenza di Cassazione, quindi il terzo grado di giudizio. Le sentenze si rispettano e certamente non sono io che devo dire a Mattarella, al Presidente della Repubblica, quello che deve fare”. Così Angelo Bonelli di Avs.

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