CYBERSECURITY: IN FRANCIA HACKERATE CELLE FRIGO CON IL SANGUE, L'ITALIA ALZA LE DIFESE
Rischi di azioni eclatanti per sistemi industriali vulnerabili. L'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) chiede "urgenti misure di sicurezza" per la catena del freddo e i sistemi di telecontrollo.
Si allarga pericolosamente il perimetro della minaccia cibernetica in Europa. Dopo i recenti attacchi ai sistemi della grande distribuzione, l'ultimo gravissimo episodio ha preso di mira le infrastrutture sanitarie in Francia. Nelle scorse ore, un gruppo di hacker è riuscito a violare i sistemi informatici di tre sedi regionali d'oltralpe, manomettendo la temperatura delle celle frigorifere adibite alla conservazione delle sacche di sangue e plasma, portandola improvvisamente da -30 a ben 110 gradi. Il Ministero della Salute francese ha rassicurato l'opinione pubblica confermando che l'azione non ha prodotto alcuna ripercussione sanitaria, ma l'evento ha fatto scattare immediatamente l'allarme rosso a livello internazionale.
La reazione immediata dell'Italia
Il riverbero dell'attacco francese si è fatto sentire subito in Italia, dove le autorità competenti hanno attivato le massime procedure di prevenzione:
- Centro Nazionale Sangue (CNS): Ha inviato una circolare urgente a tutte le strutture trasfusionali italiane, invitandole a mantenere la massima allerta, intensificare le verifiche manuali e automatiche delle temperature e adeguare i protocolli di sicurezza per prevenire i rischi emergenti.
- Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN): Ha diramato una pressante raccomandazione rivolta a tutti i soggetti pubblici e privati. L'appello impone di adottare con la massima urgenza misure di verifica e mitigazione su tutte le tecnologie che gestiscono la catena del freddo, nonché sui sistemi di telecontrollo e supervisione industriale (SCADA).
La pista geopolitica e le rivendicazioni
Nel frattempo, sul dark web è apparsa una rivendicazione formale da parte dei noti gruppi hacker filorussi Noname057(16) e Z-Pentest (quest'ultima già nota agli esperti per i suoi legami con il GRU, l'intelligence militare russa). Nel loro manifesto, i pirati informatici minacciano di estendere l'offensiva contro altre infrastrutture critiche europee, menzionando esplicitamente:
- Acquedotti e reti idriche
- Centrali elettriche e reti di distribuzione energetica
- Impianti industriali e siti di stoccaggio alimentare
Gli inquirenti mantengono al momento un forte scetticismo sull'effettiva paternità dell'attacco da parte dei due gruppi, poiché la rivendicazione si basa su elementi già ampiamente disponibili su fonti aperte. Ciononostante, il livello di attenzione resta ai massimi storici per il rischio concreto di azioni dimostrative ed eclatanti mirate a sfruttare le vulnerabilità dei sistemi di telecontrollo industriale del Paese.

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