Autore: AGENZiA DIRE Ultimo aggiornamento
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28 ottobre 2026
A metà scrutinio nessun blocco è accreditato della maggioranza assoluta. Sorpresa dei partiti arabi. Netanyahu esulta: "Abbiamo una maggioranza netta e decisiva" ROMA – Le elezioni in Israele, tutti gli aggiornamenti. ORE 6:05 – NETANYAHU: ABBIAMO LA MAGGIORANZA, ORA FORMARE UN GOVERNO FORTE “Il blocco della destra ha una maggioranza netta e decisiva tra i sionisti, tra gli ebrei e tra tutti coloro che sostengono lo Stato ebraico; questo è ciò che è emerso chiaramente”. Lo ha detto Benjamin Netanyahu, dopo le elezioni legislative di ieri in Israele. In un discorso di fronte ai suoi sostenitori, riuniti al quartier generale del partito Likud a Gerusalemme, il primo ministro ha parlato della prospettiva di dar vita a un nuovo esecutivo. “Ho detto, e lo ripeto, che dobbiamo formare un governo forte, nazionale e di destra”, le parole di Netanyahu. “È questo che dobbiamo fare”. Secondo il primo ministro, “è semplicemente vietato mettere in pericolo Israele e formare un governo che si regga sui partiti arabi antisionisti”. Partiti, ha detto Netanyahu, “che si oppongono alla nostra stessa esistenza, che considerano Hamas un’organizzazione benefica e che definiscono i nostri soldati criminali di guerra”. Il discorso del primo ministro è stato pubblicato in forma integrale dal Times of Israel e da altri quotidiani. “Grazie, grazie agli iscritti e agli attivisti del Likud”, ai membri di questa straordinaria lista del Likud”, ha esordito Netanyahu. “E grazie ai membri del governo”. “Con decisioni coraggiose, insieme a un popolo israeliano che ha tenuto duro e grazie ai nostri eroici soldati, abbiamo compiuto imprese straordinarie che hanno cambiato il volto del Medio Oriente”, ha detto il primo ministro, allargando lo sguardo alla regione e menzionando conflitti e raid degli ultimi anni. “Abbiamo eliminato Deif, Haniyeh, Sinwar, Nasrallah e Khamenei. Abbiamo creato zone di sicurezza in profondità nella Striscia di Gaza, in Libano e in Siria. Abbiamo rimosso una minaccia esistenziale imminente che incombeva su di noi, il pericolo di una distruzione immediata. Abbiamo colpito il regime iraniano e lo abbiamo portato sull’orlo del baratro”. Netanyahu ha continuato: “L’Iran è più debole che mai, Israele è più forte che mai. Grazie a voi. Grazie ai nostri eroici soldati. Grazie al nostro popolo, che non ha mai vacillato. Grazie alle decisioni coraggiose che abbiamo preso. Eppure, amici miei, eppure vi dico che non è ancora finita. Perché finché esisterà quel regime fanatico, un regime che ha scritto sul proprio vessillo, che ha definito come scopo stesso della propria esistenza la nostra distruzione, cercherà ancora di annientarci. Ed è in nostro potere, insieme al nostro straordinario amico, il presidente Trump, eliminare questa minaccia una volta per tutte”. Netanyahu ha intonato poi una canzone, dal titolo Al Tira Yisrael: “Non temere, Israele, non temere”. E ancora: “Amici, questo è solo l’inizio. Solo l’inizio. Siamo ancora in attesa dei risultati definitivi, che arriveranno nel corso del prossimo giorno o dei prossimi due giorni, se Dio vuole”. ORE 6:00 – LIKUD IN VANTAGGIO Con circa il 42% delle urne scrutinate, i risultati delle elezioni legislative in Israele assegnano 57 seggi al blocco favorevole al primo ministro Benjamin Netanyahu e 47 alla coalizione di opposizione, guidata dall’ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot. Le forze di matrice araba Hadash-Ta’al e Ra’am otterrebbero invece gli altri 16 seggi. Gli altri partiti sono al momento sotto la soglia di sbarramento del 3,25%. La prima forza tra queste è quella dei Reservisti, data al 2,7%. I risultati, diffusi dalla Commissione elettorale, cambieranno con il proseguire dello spoglio. ORE 00.37 ISRAELE, COMINCIATO SPOGLIO: LIKUD PRIMO PARTITO, POI YASHAR Al via in Israele lo spoglio delle schede dopo le legislative di ieri: dopo il conteggio di appena lo 0,6% dei voti espressi c’è in testa il Likud, il partito del primo ministro Benjamin Netanyahu. Secondo è invece Yashar, guidato dall’ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot. LEGGI ANCHE Exit Poll Israele: Alta affluenza (77.7%, record dal 1999) ma non c’è un vincitore I dati sono pubblicati e aggiornati dalla Commissione elettore. Per ora, stando alle primissime indicazioni, il Likud otterrebbe 35 seggi. Ventisei quelli per Yashar. A seguire, sopra la soglia di sbarramento del 3,25%, ci sono anche HaTzionut HaDatit, Beyachad, Otzma Yehudit, HaDemokratim, Yisrael Beiteinu e Shas. I dati sono del tutto parziali e non ancora rappresentativi a livello nazionale. Gli exit poll diffusi in serata hanno indicato che nessuna coalizione avrebbe da sola la maggioranza di 61 seggi alla Knesset. Fino a 18, sempre secondo le proiezioni, i mandati parlamentari che potrebbero essere conquistati da due liste arabo-israeliane. Gadi Eisenkot è in testa alle quotazioni di Polymarket sul prossimo primo ministro di Israele, con il 44,5%. Segue in seconda posizione l’attuale premier Benjamin Netanyahu, al 35%. Poi ci sono l’ex primo ministro Naftali Bennett, al 9%, e Avigdor Lieberman, al 2,2%. Le quotazioni, riportate dalla piattaforma americana di mercati predittivi, riflettono le aspettative degli utenti sull’esito della formazione del prossimo governo, non le intenzioni di voto. In Israele le trattative per la formazione di una maggioranza restano decisive, dopo che gli exit poll hanno indicato che nessuno dei due blocchi dispone dei numeri necessari per governare. Secondo gli exit poll del Canale 12, la Knesset si troverebbe in una situazione di stallo, con il blocco di Gadi Eisenkot che otterrebbe 52 seggi, quello di Netanyahu 50 e i partiti arabi 18. Nessuno dei due principali blocchi raggiunge i 61 seggi necessari per la maggioranza nel parlamento israeliano, composto da 120 seggi. EXIT POLL ISRAELE: NÉ NETANYAHU, NÉ EISENKOT HANNO I NUMERI Il Likud del primo ministro Benjamin Netanyahu è risultato primo partito nelle elezioni legislative di oggi, ma nessuno dei due principali schieramenti politici di Israele ha una via tracciata per arrivare a formare un governo. È quanto emerge anche dagli exit poll pubblicati dall’emittente pubblica Kan. Il vantaggio previsto per il Likud dopo la chiusura dei seggi, alle 22 locali, contraddice mesi di sondaggi che davano il partito in svantaggio rispetto a Yashar, la formazione guidata da Gadi Eisenkot. Secondo le proiezioni di Kan, il Likud otterrebbe ora 25 seggi sui 120 della Knesset, contro i 21 di Yashar. Nel complesso, tuttavia, il blocco anti-Netanyahu guidato da Eisenkot dovrebbe conquistare più seggi: 53 su 120, contro i 50 previsti per lo schieramento guidato da Netanyahu. Ai partiti arabi, contrari a Netanyahu ma non appartenenti al blocco di area sionista che si oppone al primo ministro, vengono attribuiti 17 seggi. L’exit poll indica quindi che entrambi gli schieramenti sono lontani dalla maggioranza di 61 seggi necessaria per formare un governo. Né Netanyahu né Eisenkot hanno dunque una via tracciata verso la formazione dell’esecutivo. Secondo Kan, la prova del Likud su Yashar rappresenta un risultato inatteso, dopo mesi di sondaggi che indicavano un andamento opposto. L’assenza di un vincitore netto, invece, era prevista. Entrambi gli schieramenti cercheranno ora di mettere insieme una coalizione. Netanyahu potrebbe avere la prima possibilità di formare un governo, in quanto dirigente del partito con il maggior numero di seggi. È tuttavia possibile che nessuno dei due campi riesca nell’impresa e che gli israeliani siano chiamati a tornare alle urne nel giro di pochi mesi. Uno scenario che ricorderebbe la crisi politica del periodo 2019-2022, quando in Israele si tennero cinque tornate elettorali. Differente però, questa volta, nel primo voto dopo gli assalti di Hamas del 7 ottobre 2023, il livello di partecipazione: su livelli record dal 1988, come conferma il 74,3% di affluenza registrato già due ore prima della chiusura dei seggi. I PARTITI ARABI ACCREDITATI FINO A 18 SEGGI Due cose evidenziano tutti gli exit poll diffusi alla chiusura delle urne in Israele: il fatto che come previsto nessuna coalizione avrà da sola in controllo della Knesset e il passo avanti dei partiti arabi, accredita ti addirittura di 18 seggi nel nuovo Parlamento. E’ la rilevazione di Channel 12 che “premia” maggiormente i partiti votati dagli arabo-israeliani (appunto 18 posti nella nuova Knesset). Il dato non si discosta però molto dagli altri, che attribuiscono tutti 17 o 16 posti alle formazioni politiche arabe. L’altro fil rouge è l’incapacità dei due schieramenti principali di ottenere la maggioranza, anche se Channel 14 accredita Benjamin Netanyahu e i suoi di 60 seggi, appena uno in meno della soglia necessaria per governare. Nelle altre rilevazioni l’attuale maggioranza fa un passo indietro, ottenendo 50 seggi in tre diversi exit poll, 53 e 55 in altri due. Il cosiddetto “blocco del cambiamento” di Gadi Eisenkot veleggia dai 43 seggi dell’exit poll meno favorevole, quello di Channel 14, ai 53 di altre due rilevazioni. In tutto, prevale in tre sondaggi su sei di quelli divulgati. LE REAZIONI EISENKOT: “NETANYAHU VERSO UNA BOCCIATURA TOTALE” Gli exit poll sulle elezioni legislative in Israele indicano “una bocciatura totale” per il primo ministro Benjamin Netanyahu: lo ha detto l’ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot, a capo della principale alleanza di opposizione. GOLAN (DEMOCRATICI): “IL POPOLO HA LICENZIATO NETANYAHU” Il popolo israeliano “ha espresso la sua voce, ha licenziato il governo Netanyahu”. Così Yair Golan, leader dei Democratici, alla luce degli exit poll in Israele. “Abbiamo ricevuto un’opportunità storica per formare un governo del cambiamento autentico in Israele e non intendiamo rinunciarvi. Rappresentiamo qui un pubblico immenso, che ha lottato nelle strade per 4 anni, che si è iscritto al partito e si è recato sul campo per convincere. Faremo tutto il possibile per garantire che un governo del genere si formi. Siamo pronti a lavorare con tutti i nostri partner, a colmare le divergenze e ad assumere le responsabilità”. YAIR LAPID: “SCONFITTA SCHIACCIANTE PER NEYANYAHU” Una “sconfitta schiacciante” per Netanyahu. Così Yair Lapid, ex capo del governo di Israele ed esponente di Beyachad, “Insieme”, ha commentato gli exit poll in una dichiarazione diffusa anche dalla stampa internazionale. SEGAL (ANALISTA): “BEN GVIR HA SPINTO GLI ARABI A VOTARE” Il ministro Itamar Ben Gvir, esponente della destra di Otzma Yehudit, “ha portato centinaia di migliaia di elettori alle urne. Non solo i suoi sostenitori, ma anche elettori arabi”. Questo il commento diffuso sui social dal giornalista e analista israeliano Amit Segal. ISRAELE, SA’AR (MINISTRO): “I FESTEGGIAMENTI DELLA SINISTRA PREMATURI” “I festeggiamenti della sinistra sono prematuri”: così il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar, esponente del partito Likud, sul social X.Il suo riferimento è alle proiezioni diffuse dopo le elezioni legislative di oggi in Israele. BEN GVIR: GOVERNO CON EISENKOT ERRORE TERRIBILE Un governo di unità nazionale con le forze politiche guidate da Gadi Eisenkot sarebbe “un errore terribile”: lo ha detto Itamar Ben Gvir, ministro per la Sicurezza di Israele a capo del partito di destra Otzma Yehudit. Un messaggio, il suo, rivolto anzitutto all’alleato e capo di governo Benjamin Netanyahu. Ben Gvir, riferisce il quotidiano Times of Israel, ha parlato ai propri sostenitori dopo gli exit poll delle elezioni di oggi. ·