Dazi, Trump minaccia Macron: “Avrà il 200% su vini e champagne”

AGENZIA DIRE aggiornamento: ore 13:27 • 20 gennaio 2026

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Le parole di Trump dopo la decisione del presidente francese di non aderire al "Board of Peace" per la ricostruzione della Striscia di Gaza

Dopo la decisione di Emmanuel Macron di non aderire al “Board of Peace” per la ricostruzione della Striscia di Gaza, il presidente statunitense Donald Trump ha commentato, parlando ai giornalisti: “Beh, nessuno lo vuole, perché lascerà l’incarico molto presto, quindi va bene così”. Poi ha aggiunto: “Applicherò dazi del 200% sui suoi vini e champagne e lui si unirà” al board, “ma non è obbligato a farlo”.

Sul suo social Truth, Trump aveva postato poi uno screenshot di un messaggio che gli era stato inviato dal presidente francese. “Amico mio, siamo totalmente d’accordo sulla Siria. Possiamo fare grandi cose sull’Iran. Non capisco cosa stai facendo sulla Groenlandia”, si legge nel messaggio. “Posso organizzare una riunione del G7 dopo Davos a Parigi giovedì pomeriggio. Posso invitare a margine ucraini, danesi, siriani e russi”. E ancora: “Ceniamo insieme a Parigi giovedì prima che torni negli Stati Uniti”. La presidenza francese ha confermato l’autenticità del messaggio.

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Autore: AGENZIA DIRE 5 febbraio 2026
La somiglianza con la premier aveva innescato un acceso dibattito e un afflusso di visitatori non legato a motivazioni religiose È stato rimosso l’affresco nella basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma, che raffigurava un volto somigliante a quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’immagine, emersa dopo un recente restauro, aveva attirato curiosità e polemiche. IL VICARIATO: “SI PROCEDA AL RIPRISTINO TRATTI ORIGINARI VOLTO” In una nota, il Vicariato di Roma ha “preso atto che l’opera presentava fisionomie non conformi all’iconografia originale e al contesto sacro. In piena sintonia con il Parroco, ha chiesto che, previo coordinamento e autorizzazione della proprietà (Fondo Edifici di Culto) e della Soprintendenza, si provveda al ripristino dei tratti originari del volto, nell’esclusivo interesse della tutela del luogo di culto e della sua funzione spirituale”. Il Vicariato rinnova inoltre il proprio impegno nella “valorizzazione del patrimonio artistico ecclesiale, sempre attraverso una leale e costante collaborazione con le istituzioni dello Stato preposte alla tutela”, conclude la nota.
Autore: Redazione 5 febbraio 2026
La difficile gestazione del pacchetto sicurezza entra nelle sue ore decisive, tra limature tecniche, confronti nella maggioranza e un dialogo costante con il Quirinale. Il Consiglio dei ministri, previsto inizialmente nella giornata di oggi e poi rinviato al pomeriggio d domani - ufficialmente per consentire al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi di intervenire in Senato sulle comunicazioni relative ai fatti di Torino -, arriva al termine di un percorso ancora segnato da aggiustamenti dell'ultima ora. Il testo resta infatti al centro di un negoziato tecnico serrato, con alcuni nodi irrisolti. Nel pomeriggio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo il colloquio con il primo ministro ceco Andrej Babiš, avrebbe incontrato il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini per fare il punto sulle misure e sulle questioni ancora aperte. Un incontro confermato in ambienti leghisti, che segnala come il baricentro del confronto resti saldamente interno alla maggioranza. In parallelo, prosegue il canale di interlocuzione con il Colle. In mattinata il sottosegretario Alfredo Mantovano è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell'ambito di un confronto sulle norme più sensibili, che ha già portato a correzioni e contribuito al rinvio tecnico del Cdm. L'impianto del pacchetto, atteso domani all'esame del Consiglio dei ministri, si articola in due testi distinti: un decreto-legge per le misure considerate urgenti e un disegno di legge destinato a un iter parlamentare più lungo. Nel Dl confluiranno gli interventi immediatamente operativi in materia di ordine pubblico e sicurezza urbana: dal fermo preventivo in vista delle manifestazioni, alla stretta sulla vendita di armi bianche ai minori; allo scudo penale per gli operatori delle forze dell'ordine - esteso anche ad altre categorie lavorative, tra cui medici o giornalisti, come ampliamento della legittima difesa -, anche se rimarrebbero le perplessità del Quirinale sul rischio di creare una trattamento speciale per alcune categorie, escludendo la generalità dei cittadini in caso di legittima difesa. Previsto poi il rafforzamento delle zone rosse urbane e dei Daspo, fino all'introduzione di un illecito specifico per chi fugge all'alt delle forze di polizia in modo pericoloso. Restano invece fuori dal decreto le norme più controverse. È definitivamente accantonata la previsione della cauzione per le manifestazioni, fortemente voluta dalla Lega ma osteggiata da Fratelli d'Italia e Forza Italia e oggetto di rilievi di natura costituzionale. Salvini ha riconosciuto che la misura non rientrerà nel decreto per l'assenza dei requisiti di necessità e urgenza, ribadendo però l'obiettivo di portarla a compimento entro la fine della legislatura. Nel disegno di legge dovrebbero invece trovare spazio le misure di carattere strutturale: dall'inasprimento delle pene per alcuni reati contro il patrimonio, alle norme sulla criminalità giovanile (queste ultime potrebbero rientrare anche nel Dl) e sulla responsabilizzazione dei genitori dei minori coinvolti in atti di delinquenza, fino al capitolo più delicato sui flussi migratori. È su questo terreno che si sarebbero concentrate alcune delle perplessità più significative del Quirinale. In particolare sulle espulsioni, rispetto alle quali il Colle avrebbe chiesto garanzie adeguate in termini di possibilità di impugnazione dei provvedimenti. Quanto al fermo preventivo, i tecnici del Quirinale avrebbero invece sollevato due ordini di rilievi: da un lato la durata del trattenimento, fissata in 12 ore; dall'altro la necessità di ancorare la misura a presupposti chiari e puntuali di pericolosità, evitando formulazioni troppo ampie. Secondo quanto riferito da fonti di governo, che definiscono "positivo" il confronto con il Colle più alto, non è escluso che il capitolo migranti possa essere ulteriormente spacchettato, con la presentazione di un nuovo disegno di legge dedicato esclusivamente al tema. "Abbiamo fatto un lavoro molto ragionevole e molto equilibrato, altrimenti prenderemo atto dei rilievi fatti", ha detto il ministro Piantedosi lasciando il Senato, sintetizzando il clima che accompagna la vigilia del Cdm. Un equilibrio ancora in costruzione, che spiega perché il pacchetto sicurezza arrivi al traguardo solo dopo una gestazione più complessa del previsto. (di Antonio Atte)
Autore: FRV News Magazine 4 febbraio 2026
Luca Zaia inaugura la sua nuova sfida comunicativa con il lancio de "Il Fienile", un videopodcast ideato e prodotto in collaborazione con Shado (media company di H-Farm). Ambientato in uno studio che reinterpreta il calore e la tradizione del fienile veneto all’interno del campus di Roncade, il format nasce per offrire uno spazio di riflessione autentica, lontano dalla frenesia quotidiana. Per il debutto di questo percorso di narrazione, il Presidente della Regione Veneto ha scelto un ospite d'eccezione: Giovanni Malagò, Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026. L'incontro mette a confronto i due uomini che, più di ogni altro, hanno fortemente voluto e lottato per portare le Olimpiadi invernali in Italia, sulle Dolomiti e a Milano. La conversazione non si limita ai protocolli ufficiali, ma scava nei retroscena inediti della candidatura. Zaia e Malagò svelano al pubblico l'intreccio di visione strategica e determinazione che ha trasformato un'idea ambiziosa in una responsabilità verso i territori. "Milano-Cortina 2026 non è solo un evento: è una storia che merita di essere raccontata bene" ha dichiarato Zaia, sottolineando come dietro i grandi traguardi ci siano spesso incontri decisivi e confidenze nate in luoghi sicuri, proprio come il fienile di una volta. La puntata, disponibile da oggi sul canale YouTube ufficiale e attraverso pillole social su Instagram, Facebook e TikTok, segna l'inizio di un appuntamento bisettimanale che vedrà alternarsi storie d'ispirazione, temi etici e grandi testimonianze di respiro nazionale e internazionale. In allegato 1 puntata il Fienile di Luca Zaia
Autore: Di Pierbattista Patrizia 4 febbraio 2026
Roma ci accoglie in una mattinata di gennaio 2026, sospesa tra il freddo pungente e una pioggia sottile che lucida i sampietrini. Siamo a pochi giorni dalla chiusura ufficiale del Giubileo 2025, un evento che ha ridisegnato i flussi della Capitale e dell'intero Paese. In questo scenario di bilanci e nuove prospettive, incontriamo nella sede istituzionale la Dott.ssa Marina Lalli, Presidente di Federturismo Confindustria. Imprenditrice pugliese d'istanza a Roma, la Presidente Lalli ci riceve con la cortesia di chi conosce profondamente l’arte dell’accoglienza. La nostra conversazione non è solo un’analisi dei numeri straordinari che il settore sta registrando, ma un viaggio nel "biglietto da visita" dell'Italia nel mondo. I Numeri del Successo: Un’Italia da Record Sotto la guida della Presidente Lalli, i dati del Centro Studi Federturismo parlano chiaro: il turismo è tornato a essere la colonna portante del nostro PIL, con un contributo che sfiora il 10% e oltre 4 milioni di occupati. «Il 2025 ha confermato un trend entusiasmante», ci spiega la Presidente, evidenziando una spesa dei viaggiatori stranieri cresciuta a doppia cifra. Non sono stati solo i grandi eventi religiosi a trainare il settore: l'Italia è oggi la meta d'elezione per i grandi concerti, gli eventi sportivi e per nicchie ad alto valore aggiunto come il turismo del golf e il settore Luxury, che ha visto un incremento dei posti letto a 5 stelle del 13%. Oltre i Numeri: Il Volto della Leadership Incontrare Marina Lalli significa scoprire una donna che coniuga una solida formazione giuridica (laurea alla LUISS Guido Carli) con una visione internazionale, maturata tra Washington e Basilea. Dal 2005 guida le Terme di Margherita di Savoia, portando l’eccellenza del benessere pugliese nel panorama nazionale. La sua è una leadership che guarda al futuro: «Oggi il 70% delle prenotazioni avviene online», sottolinea, ponendo l'accento sulla digitalizzazione e sulla sfida imprescindibile della sostenibilità (Green). Il turismo non è più solo una struttura alberghiera, ma un’esperienza che attraversa i mille borghi italiani, le strade panoramiche e le eccellenze enogastronomiche. Le Sfide di Domani Cosa resterà dopo le luci del Giubileo? Per Marina Lalli la strada è tracciata: investire sulla qualità e sulla resilienza del sistema Italia di fronte al cambio climatico e all'inflazione. Il ruolo di Federturismo resta cruciale nel rappresentare l'intera filiera — dai tour operator agli stabilimenti balneari — garantendo che l'Italia continui a essere visitata "con il sorriso", indipendentemente dai grandi calendari liturgici. Ci congediamo con la consapevolezza che il turismo italiano è in mani sicure: quelle di una donna che ha saputo trasformare i dati in strategia e l'accoglienza in una missione industriale.
Autore: FRV News Magazine 4 febbraio 2026
l Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF) ha pubblicato il Decreto Direttoriale n. 54090 del 04/02/2026, modificando il Calendario Nazionale Corse Ippiche 2026 a seguito dell'indisponibilità dell'Ippodromo di Trieste e in attesa di decisioni per Taranto. Le principali variazioni includono lo spostamento di giornate di corsa da Trieste a Treviso e Padova, l'anticipo dei Gran Premi Triossi e Carena a Roma, e la riallocazione di alcune corse di Taranto a Casarano Modifiche riguardano anche eventi a Napoli e Montecatini, e una rimodulazione del calendario ostacoli a Pisa e Merano per evitare concomitanze internazionali, in linea con le direttive UET . Gli stanziamenti economici ordinari complessivi restano invariati, con trasferimenti di fondi verso gli ippodromi che acquisiscono giornate di corsa . In allegato il decreto.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento: ore 16:06 4 febbraio 2026
Lo ha detto il ministro dell’Interno, intervenuto al Senato dopo gli scontri di Torino. L’obiettivo, ha spiegato, è dotare lo Stato di strumenti in grado di 'giocare d'anticipo' “È arrivato il momento di stabilire una chiara demarcazione: da una parte chi vuole isolare i violenti, dall’altra chi vuole lasciarli liberi di infiltrarsi e inquinare manifestazioni che potrebbero e dovrebbero essere del tutto pacifiche e legittime, nell’interesse di chi le organizza e di chi vi partecipa. Serve una norma che consenta un vero ed efficace intervento preventivo”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenuto al Senato dopo gli scontri di Torino. L’obiettivo, ha spiegato, è dotare lo Stato di strumenti in grado di ‘giocare d’anticipo’, impedendo l’azione di chi è già noto per comportamenti violenti. “Per arginarli ci vuole un fermo preventivo. Il Governo intende introdurre una misura che va proprio in questa direzione: impedire a chi è noto per comportamenti violenti di infiltrarsi e colpire”. Un percorso che, secondo il ministro, deve vedere il contributo responsabile di tutte le componenti istituzionali, politiche e sociali. “GRAVI E STRUMENTALI ACCUSE ALLE FORZE DELL’ORDINE” Il titolare del Viminale ha quindi respinto con fermezza le critiche rivolte alla gestione degli scontri. “Su alcuni organi di stampa, ho sentito ipotizzare una gestione impreparata dell’ordine pubblico o addirittura un uso eccessivo della forza. Respingo queste ipotesi con la massima decisione”. Una difesa che, ha chiarito, non riguarda la figura del ministro, ma “il lavoro e la professionalità di decine e centinaia di prefetti, questori e dirigenti di polizia, che hanno operato anche a rischio della propria incolumità”.
Autore: AGENZIA DIRE aggiornamento ore 15:41 4 febbraio 2026
Angelo Francesco Simionato potrà presto uscire dal carcere e scontare la pena detentiva a casa. Fuori anche Matteo Campaner e Pietro Desideri, a cui spetterà l’obbligo di firma. Tutti e tre i partecipanti alla manifestazione di Torino di sabato scorso , finiti in manette dopo i violenti disordini e scontri contro gli agenti di polizia, in definitiva escono dal carcere Lorusso e Cutugno. Lo ha deciso oggi, mercoledì 4 febbraio, il Gip Irene Giani, nell’udienza di convalida dell’arresto.  SALVINI: “GIÀ A PIEDE LIBERO, VERGOGNA” “Già a piede libero. Vergogna. Votare SÌ al referendum sulla Giustizia è un dovere morale”. È il commento a caldo sui social del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, che accompagna la notizia della scarcerazione dei tre arrestati per gli scontri pro-Askatasuna. COSA HANNO FATTO Le accuse per Simionato, il 22 enne della provincia di Grosseto, sono di concorso in lesioni e rapina: c’era anche lui nel gruppetto di aggressori dell’agente Alessandro Calista. Anche se dai video del pestaggio non emergerebbe un suo ruolo attivo nelle violenze contro il poliziotto, sarebbe stato proprio Simionato a sottrargli il casco e lo scudo protettivo. Gli aggressori materiali restano ancora ignoti: proseguono le indagini e l’esame dei filmati che riprendono le violenze, così come la raccolta di testimonianze degli agenti presenti nelle vicinanze nel momento del pestaggio. Devono invece rispondere di resistenza e violenza a pubblico ufficiale sia Campaner, 35enne di Grugliasco, sia Desideri, torinese di 31 anni, che hanno partecipato al lancio di pietre e bottiglie verso le forze dell’ordine. “UNA GUERRIGLIA URBANA PREORDINATA E ORGANIZZATA” Per il Gip Giani, quella avvenuta sabato 31 gennaio a Torino è stata una vera e propria “guerriglia urbana“, scaturita da “un’azione evidentemente preordinata e organizzata” da parte di una frangia dei manifestanti pro Askatasuna. Lo riportano i testi delle ordinanze relative alla posizione dei tre arrestati. Nei documenti la giudice ha anche fatto riferimento alla “brutale aggressione” subita da una troupe di giornalisti.
Autore: Redazione 4 febbraio 2026
Intervenendo ai microfoni di RTL 102.5, il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha delineato la visione del Governo per le prossime Olimpiadi invernali, sottolineando come l'evento sia ormai pronto a passare dalla fase organizzativa a quella dell'emozione collettiva. Il Ministro ha confermato cifre da record: attesi almeno due milioni di spettatori nei luoghi di gara e oltre due miliardi di telespettatori in tutto il mondo. Il cuore pulsante dell'evento sarà lo stadio di San Siro, teatro di una cerimonia d'apertura definita "universale", capace di rappresentare l'arte e la cultura italiana senza nasconderne le sfide, ma celebrandone l'ingegno. Una delle novità principali riguarda il riconoscimento del team dietro l'atleta. Grazie a una collaborazione con il Poligrafico e Zecca dello Stato, ogni medagliato potrà premiare quattro figure chiave del proprio percorso (allenatori, mental coach o familiari) con medaglie ufficiali, per valorizzare il merito collettivo dello sport. Sulla questione dei costi, Abodi ha respinto le critiche: "Le Olimpiadi sono per tutte le tasche", equiparando il prezzo medio dei biglietti a quello di una partita di calcio. Ha inoltre minimizzato le polemiche sulla partecipazione del cantante Ghali, ribadendo che il palco olimpico segue regole condivise con il CIO e la Fondazione Milano Cortina 2026. Il Ministro ha richiamato il valore della Tregua Olimpica, definendo "disumane" le continue aggressioni al popolo ucraino e auspicando che i Giochi siano un segnale di pace. Infine, ha collegato gli episodi di violenza negli stadi alla necessità di una "alfabetizzazione culturale", ribadendo che lo sport deve essere uno strumento preventivo contro la criminalità giovanile e il disagio sociale, come dimostrato dai progetti di rigenerazione nelle periferie.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 4 febbraio 2026
In merito alla sospensione delle attività presso l’Ippodromo Montebello e alla revoca del riconoscimento ministeriale per il 2026, Nordest Ippodromi S.p.a. rompe il silenzio. Non si tratta di un disimpegno, ma di una manovra di salvataggio d'emergenza resa inevitabile da un sistema non più sostenibile. La Società intende chiarire i punti cardine di una decisione drastica ma necessaria: L’insostenibilità dei costi: L’attuale congiuntura economica ha reso la gestione del Montebello un onere non più procrastinabile. La struttura, penalizzata da una logistica decentrata, ha perso competitività rispetto agli standard nazionali, registrando un crollo verticale del rapporto tra cavalli partenti e scommesse. Il fallimento delle trattative: Per anni la Società ha sostenuto il comparto con canoni agevolati e utenze incluse. Tuttavia, di fronte alla necessità vitale di rinegoziare tali condizioni, il muro opposto dalle controparti ha reso impossibile ogni prosecuzione. Non si può gestire un impianto in perdita sistematica senza una reale collaborazione degli operatori. Lo scudo di Treviso: La sospensione non è un abbandono. Con senso di responsabilità, Nordest Ippodromi ha ottenuto la riallocazione delle giornate di corsa presso l’impianto di Treviso, garantendo così il montepremi e la continuità lavorativa per tutti i professionisti del Friuli-Venezia Giulia. Nessun addio definitivo: La revoca per il 2026 è la conseguenza tecnica di un fermo necessario, ma la porta non è chiusa. La ripresa delle attività a Trieste è possibile, ma a una sola condizione: uno sforzo corale e concreto tra Azienda, operatori e Istituzioni. Senza un nuovo patto di sostenibilità, l'ippica locale non ha futuro. Nordest Ippodromi S.p.a. continuerà a vigilare affinché il patrimonio sportivo regionale non venga disperso, in attesa che si creino le basi per un rilancio reale e non puramente sussidiato.
Autore: FRV News Magazine 4 febbraio 2026
Importante vittoria legale per la Società Modenese per Esposizioni, Fiere e Corse di Cavalli. Il TAR del Lazio (Sezione Quarta Quater) ha accolto il ricorso presentato dalla società che gestisce lo storico ippodromo "La Ghirlandina", ordinando al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) di garantire il pieno accesso a tutti i documenti relativi alla classificazione degli ippodromi per l’anno 2025. Al centro della disputa vi è il metodo AHP (Analytic Hierarchy Process), il modello scientifico utilizzato dal Ministero per determinare i punteggi degli impianti italiani. La Società Modenese, aveva contestato il diniego del Ministero a fornire i dettagli dei calcoli che hanno portato l’ippodromo di Modena al 13° posto in graduatoria. Con questa sentenza, il TAR ha stabilito che la trasparenza amministrativa prevale sulla riservatezza tecnica rivendicata dal Ministero. Il MASAF sarà ora obbligato a rendere pubblici: I verbali integrali delle riunioni degli esperti; Le matrici di confronto compilate individualmente dai commissari; I test di coerenza che validano il processo logico dei punteggi. La decisione del tribunale amministrativo rappresenta un punto di svolta per l'intero comparto ippico nazionale. La classificazione non è infatti un mero esercizio statistico, ma il motore che decide la ripartizione dei fondi pubblici. L'accesso agli atti ora ottenuto fornirà nuovi elementi probatori per contestare nel merito una graduatoria ritenuta penalizzante e priva di motivazioni oggettive verificabili. Si allegata sentenza atti tar lazio
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