Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 15.30
•
30 giugno 2026
Il conduttore di Report è intervenuto telefonicamente ad Agorà Estate: "Adesso aspettiamo gli sviluppi". Le indagini proseguono incessantemente al fine di svelare l'identità dei mandanti ROMA – Nelle prime ore della mattina, nelle province di Napoli e Avellino, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, coadiuvati dai militari dei Comandi Provinciali competenti per territorio, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale (3 in carcere e 1 agli arresti domiciliari), emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 4 persone per l’attentato dinamitardo ai danni del giornalista televisivo Sigfrido Ranucci, perpetrato la sera del 16 ottobre 2025, a Pomezia. Sono gravemente indiziate, a vario titolo, dei delitti di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso. MANTOVANO: AUSPICO SI FACCIA PASSO ANCHE VERSO MANDANTI Contestualmente all’esecuzione delle odierne misure restrittive, sono tuttora in corso numerose perquisizioni nei riguardi di ulteriori indagati, i quali potrebbero aver fornito l’esplosivo e garantito il supporto logistico al commando. Le indagini proseguono incessantemente al fine di svelare l’identità dei mandanti che hanno commissionato l’attentato. Un obiettivo che auspica sia raggiunto anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano: “Oltre che il ringraziamento all’autorità giudiziaria e alle forze di polizia, in particolare i Carabinieri che stanno conducendo le indagini, l’auspicio è che oltre ai presunti esecutori materiali, per i quali oggi c’è stata questa ordinanza di custodia cautelare, si faccia un passo anche nei confronti dei mandanti, perché tutto ciò che è contro la sicurezza dei cittadini, ma in particolare la sicurezza di chi svolge un’attività importante sul piano dell’informazione, deve essere chiarito nel modo più completo, senza lasciare zone d’ombra”. RANUCCI AD AGORÀ ESTATE: “GRAZIE AGLI INVESTIGATORI, CAPIRE SE CI SONO ALTRI LIVELLI” “Sapevo che sarebbe avvenuto qualcosa, ma ovviamente dalle indagini non è trapelato nulla. Adesso aspettiamo gli sviluppi. Ho voluto ringraziare personalmente il Nucleo investigativo dei Carabinieri e il dottor Carlo Villani, che mi aveva promesso che avrebbe chiuso le indagini ed è stato di parola. Adesso bisognerà capire i dettagli di tutta questa vicenda e capire se ci sono altri livelli”. Lo ha affermato il giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, raggiunto telefonicamente da “Agorà Estate”, la trasmissione in onda su Rai 3 e condotta da Giulia Di Stefano con Marco Carrara. “Da quello che ho capito c’è chi ha organizzato, chi è stato complice, chi ha fornito assistenza legale, chi ha provato a distruggere le SIM”, ha detto Ranucci, “Vedremo cosa accadrà ancora”. Se la mia vita è cambiata dopo l’attentato? “A parte che ero sotto scorta dal 2021, quindi non è che è cambiata molto. Potrebbe cambiare dal 3 luglio quando avrò l’udienza, la prima in sede di mediazione per la querela milionaria di Cipriani, che affronterò come ben sai senza tutela legale della Rai, ma questo non sarà un problema“, ha aggiunto Ranucci a Rainews 24. I NOMI DEI QUATTRO ARRESTATI E sono i profili social di Report a rendere noti i nomi dei quattro arrestati: “Si tratta di Antonio Passariello residente nel comune di Cicciano, in provincia di Napoli, Marika De Filippi, Saverio Mutone e Pellegrino D’Avino, tutti residenti nell’Avellinese”. FNSI PRONTA A COSTITUIRSI PARTE CIVILE La Federazione nazionale della Stampa italiana è pronta a costituirsi parte civile nell’eventuale processo a carico delle quattro persone arrestate per l’attentato a Sigfrido Ranucci. La Fnsi è consapevole che l’inchiesta non sia ancora terminata, ci auguriamo che quanto prima si possa arrivare a nuovi sviluppi ma anche all’individuazione dei mandanti e delle motivazioni del gesto contro il giornalista”. L’ATTENTATO L’ordigno venne fatto deflagrare davanti al cancello dell’abitazione del giornalista, provocando la distruzione delle sue due autovetture lì parcheggiate e danneggiando il muro perimetrale. L’esplosione, avvenuta in un contesto abitativo urbano, ha messo in gravissimo pericolo anche la pubblica incolumità, potendo determinare conseguenze ulteriormente devastanti, evitate solo per un caso fortuito. L’attività investigativa è stata particolarmente complessa e ha richiesto l’esame incrociato di tutti i sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, rilievi tecnico scientifici e l’esame di tutti i tabulati telefonici della vasta cella interessata, consentendo di ricostruire in modo minuzioso le fasi preparatorie, esecutive e successive dell’azione criminosa. LE INDAGINI I rilievi tecnico scientifici svolti dalla Sezione Rilievi e dalla Squadra Artificieri del Nucleo Investigativo di Roma e i successivi accertamenti del R.I.S. di Roma hanno dimostrato che l’ordigno era costituito da una carica detonante composta da “gelatina da cava”, materiale obsoleto ma dalla straordinaria capacità distruttiva, indicativo di una rete illecita di approvvigionamento di materiale esplodente. Una telecamera installata sulla S.S. 148 “Pontina”, a diversi chilometri di distanza dal luogo del delitto, ha poi permesso di individuare una Fiat 500 X, risultata noleggiata in Campania, e di tracciarne il viaggio di andata verso Roma e il repentino ritorno nelle ore immediatamente successive all’attentato. L’analisi dei tabulati di traffico telefonico e telematico è stata di assoluto rilievo per le indagini. I dati dei ripetitori hanno dimostrato che il percorso dei cellulari utilizzati dagli esecutori materiali era perfettamente sovrapponibile al tracciato della Fiat 500 X in viaggio dalla Campania a Torvaianica sia il giorno dell’attentato sia in precedenzaquando avevano effettuato un sopralluogo della zona. Il commando avrebbe agito su specifico mandato di terze persone, allo stato non identificate, come “favore” e dietro compenso economico. I mandanti si sono adoperati per garantire supporto per tutelare i presunti esecutori, fornendo fondi, schede telefoniche dedicate, assistenza legale e pianificando una loro eventuale fuga all’estero. Gli indagati hanno tentato in più occasioni di ostacolare le indagini effettuando bonifiche per cercare microspie, distruggendo schede SIM e concordando linee difensive omertose per dissimulare il loro coinvolgimento e coprire i mandanti. UNIRAI FIGEC: ARRESTI SEGNALE IMPORTANTE PER TUTELA PROFESSIONE E LEGALITÀ Il sindacato dei giornalisti UniRai Figec esprime “apprezzamento per l’importante operazione condotta dai Carabinieri e dalla Magistratura che ha portato all’arresto dei presunti responsabili dell’attentato dinamitardo ai danni del collega Sigfrido Ranucci. L’individuazione degli esecutori rappresenta un segnale importante nell’affermazione della legalità e nella tutela di chi esercita la professione giornalistica. Auspichiamo che il prosieguo delle indagini consenta di fare piena luce sull’accaduto e di individuare anche gli eventuali mandanti”. Il sindacato dei giornalisti Rai UniRai Figec rinnova “la propria vicinanza a Sigfrido Ranucci e ribadisce che ogni forma di intimidazione o violenza nei confronti dei giornalisti costituisce un attacco al diritto dei cittadini a essere informati e ai principi fondamentali della libertà di stampa”.