domenica 18 gennaio torna la Mostra Scambio Ornitologica al Centro Fiere Crispino

Redazione • 15 gennaio 2026

Share this article

Domenica 18 gennaio 2026, il Centro Fiere Crispino di Frosinone ospita l'attesa Mostra Scambio Ornitologica. Organizzato dall’Associazione Ornitologica Bellator Frusino (A.O.B.F.), l'evento si svolgerà dalle ore 08:30 alle 14:00 ed è pensato come una giornata imperdibile per le famiglie e gli appassionati di natura.


Un'esperienza unica per famiglie e bambini

La fiera di Crispino si distingue per la sua atmosfera accogliente, trasformandosi in una vera "fattoria didattica" a misura di bambino. I più piccoli potranno ammirare da vicino una straordinaria varietà di specie:

  • Volatili colorati: Dai pappagalli esotici (come i parrocchetti dal collare, inseparabili e amazzoni) ai piccoli diamantini e canarini di ogni sfumatura.
  • Animali da cortile e non solo: Galline nane e Moroseta dal piumaggio soffice, conigli di diverse razze, papere, colombe, e persino asini e maialini.
  • Piccoli amici acquatici: Tartarughe di terra e di acqua e pesciolini colorati.
  • 

A differenza delle esposizioni tradizionali, la fiera di Crispino offre un'unicità data dal mix tra passione ornitologica e tradizione locale:

In concomitanza con la fiera, è spesso possibile degustare e acquistare prodotti gastronomici del territorio a km zero, garantendo una spesa genuina per tutta la famiglia.

I neofiti e i bambini curiosi possono interagire con allevatori esperti pronti a spiegare le abitudini degli animali e come prendersene cura nel rispetto della natura.

Oltre agli animali vivi, sono presenti stand di articoli zootecnici, antiquariato e prodotti per la cura delle piante, rendendo la passeggiata interessante per ogni componente della famiglia.



Recent Posts

Autore: FRV NEWS MAGAZINE Francesca Romana Nucci 9 maggio 2026
Presentato a Roma il nuovo film di Maurizio Matteo Merli. Una storia di amicizia, seconde possibilità e passione per il golf che segna l'esordio da protagonista per l'ex gieffino. Non è mai troppo tardi per cambiare rotta e ritrovare se stessi. È questo il cuore pulsante di "Il tempo è ancora nostro", l’opera cinematografica diretta da Maurizio Matteo Merli che ha debuttato ufficialmente sul grande schermo lo scorso 7 maggio. La cornice romana ha ospitato il lancio di una pellicola che promette di emozionare, mettendo al centro un’insolita ma potente metafora della vita: il golf. Un debutto atteso L’attenzione dei riflettori è tutta per Ascanio Pacelli. Conosciuto dal grande pubblico per il suo percorso televisivo e la sua solida carriera nel mondo del golf professionistico, Pacelli affronta qui la sua sfida più ambiziosa, vestendo i panni del protagonista. La sua interpretazione non è solo una prova d'attore, ma un ponte tra la sua realtà quotidiana e la finzione scenica, portando sul set una naturalezza e una competenza tecnica che rendono le sequenze sul green estremamente realistiche. La trama: oltre la sfida sportiva Il film racconta l’incontro tra due mondi apparentemente opposti che trovano un punto di contatto attraverso lo sport. Non si tratta solo di buche e swing, ma di un viaggio interiore. Accanto a Pacelli, il cast vede la partecipazione di nomi di rilievo come Mirko Frezza, Andrea Roncato e Miguel Gobbo Diaz, che contribuiscono a creare un mosaico di personaggi autentici, ognuno alle prese con i propri fallimenti e la voglia di rivalsa. "Il tempo è ancora nostro" non è solo un "film sportivo". È un inno alla pazienza e alla resilienza. In un mondo che corre veloce, il golf impone un ritmo diverso, fatto di concentrazione e rispetto per l'avversario e per la natura. Perché vederlo La regia di Merli riesce a catturare l'estetica dei campi da golf trasformandoli in spazi dell'anima. Il film parla a chiunque abbia mai pensato di aver "perso il treno", ricordandoci che il tempo non è un nemico, ma una risorsa che possiamo ancora reclamare.  Disponibile nelle sale cinematografiche, il film rappresenta una scelta ideale per chi cerca una narrazione italiana fresca, capace di unire il fascino di uno sport d'élite alla profondità dei sentimenti più popolari e genuini.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 9 maggio 2026
In un libro e in lettere inedite, le verità di Arthur Miller sul perché fallì il matrimonio tra la diva e l'intellettuale In occasione del centenario della nascita di Marilyn Monroe (1926-2026), il mondo celebra l'icona intramontabile con una serie di eventi senza precedenti che promettono di svelare l’anima più autentica e privata della diva di A qualcuno piace caldo. L’ASTA DEGLI EFFETTI PERSONALI La città di Los Angeles tornerà a essere il palcoscenico di Marilyn. Le principali case d'asta internazionali hanno annunciato vendite straordinarie per il mese di giugno 2026: 1° Giugno: In concomitanza con il compleanno della diva, Heritage Auctions batterà all'asta la collezione "The Timeless Image", includendo documenti e oggetti mai visti prima provenienti dalla cerchia ristretta dei suoi amici più cari. 4 Giugno: Julien’s Auctions, presso il Peninsula Beverly Hills, darà il via all’evento "100 Years of Marilyn". Tra i lotti più attesi figurano abiti di scena iconici, ma soprattutto cimeli personali che rivelano il "dietro le quinte" della sua complessa personalità. LE RIVELAZIONI DI ARTHUR MILLER Parallelamente alle aste, un nuovo caso letterario scuote l'opinione pubblica. La pubblicazione di un libro contenente lettere e trascrizioni inedite di Arthur Miller getta una nuova luce sulla tormentata relazione tra la Monroe e il drammaturgo. I documenti documentano la parabola di un amore nato come un incontro intellettuale e romantico folgorante, ma trasformatosi rapidamente in un legame difficile e doloroso. Le parole di Miller offrono, per la prima volta, una prospettiva cruda e senza filtri sulle fragilità di Marilyn e sulle incompatibilità che portarono al fallimento del loro matrimonio, descrivendo un quotidiano segnato da sofferenza e incomprensioni reciproche.  UN’ICONA SENZA TEMPO A cento anni dalla sua nascita, Marilyn Monroe non smette di affascinare. Tra oggetti intimi messi all'incanto e confessioni postume, il 2026 si conferma l'anno della riscoperta della donna oltre il mito, rivelando una Marilyn "senza filtri" che continua a parlare al cuore del pubblico mondiale.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 9 maggio 2026
Si è tenuto ieri, presso la prestigiosa cornice della Triennale di Milano, l’intervento della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, all’evento istituzionale di Confagricoltura intitolato "L’Agricoltura, il Futuro". Il valore del settore nel contesto globale. Nel suo discorso, la Premier ha affrontato con pragmatismo le difficoltà che caratterizzano l'attuale fase storica: "Viviamo tempi non semplici, particolarmente per chi produce, ma state sicuri che non lo sono neanche per chi governa ". Meloni ha voluto così sottolineare la piena consapevolezza dell'esecutivo riguardo ai sacrifici del comparto agricolo, pilastro insostituibile del sistema Italia. Trasformare le certezze in pilastri Analizzando l'instabilità degli scenari internazionali, la Presidente ha lanciato un messaggio di stabilità e visione: "Sono tempi molto imprevedibili, ma in momenti come questo le poche certezze che si hanno devono diventare più importanti". L’obiettivo dichiarato è quello di consolidare il settore agricolo come certezza strategica su cui costruire il futuro economico e la sicurezza alimentare della Nazione.  Un'alleanza strategica La partecipazione del Capo del Governo all'evento milanese riafferma la centralità dell'agricoltura nell'agenda politica italiana. Il binomio tra tradizione produttiva e proiezione verso il futuro è stato indicato come la chiave per affrontare le transizioni in corso, garantendo supporto diretto a chi lavora la terra e genera valore per il Paese.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 9 maggio 2026
È il giorno più atteso agli Internazionali BNL d’Italia 2026. Oggi, sabato 9 maggio, Jannik Sinner fa il suo debutto ufficiale sulla terra rossa di casa. Il campione azzurro, attuale numero 1 del ranking ATP, scenderà in campo per il match di secondo turno contro l’austriaco Sebastian Ofner. L’appuntamento è fissato sul Campo Centrale, dove Sinner sarà il protagonista assoluto della sessione serale: l'inizio del match è previsto non prima delle ore 19:00
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 9 maggio 2026
Dopo il trionfo di Paul Magnier nella frazione inaugurale, la carovana resta in Bulgaria per una tappa di 221 km tra i monti Balcani. Jonathan Milan atteso al riscatto dopo il quarto posto di ieri. Sabato 9 maggio 2026 :Il Giro d’Italia 2026 entra nel vivo con la sua seconda frazione. Dopo il debutto di ieri che ha visto il francese Paul Magnier (Soudal Quick-Step) conquistare la prima Maglia Rosa in volata, la corsa prosegue oggi con la Burgas-Veliko Tarnovo, una tappa che metterà a dura prova il gruppo per chilometraggio e altimetria. IL PERCORSO: LA SFIDA DEI BALCANI Con i suoi 221 chilometri, la frazione odierna si qualifica come la più lunga di tutta l’edizione 2026. Se la prima parte di gara si preannuncia pianeggiante e ideale per gestire le energie, la fase centrale sarà caratterizzata dal passaggio sui monti Balcani. I ciclisti dovranno affrontare tre ascese significative: Byala, Vratnik e Lyaskovets. Quest’ultima, situata a ridosso del traguardo, rappresenta il punto nevralgico della corsa: 3 km con una pendenza media del 7,5%. Un finale tecnico, caratterizzato da ulteriori strappi con punte al 9%, anticiperà il rettilineo finale pianeggiante di Veliko Tarnovo. I PROTAGONISTI Riflettori puntati su Paul Magnier, chiamato a difendere il primato in classifica generale. Grande attesa anche per l’azzurro Jonathan Milan (Lidl-Trek), arrivato quarto nella giornata di ieri e pronto a dare battaglia su un finale che premia i velocisti resistenti. Da tenere d'occhio anche Tobias Lund Andresen ed Ethan Vernon, rispettivamente secondo e terzo sul podio di ieri. PROGRAMMA E COPERTURA TELEVISIVA La partenza ufficiale della tappa è fissata per le ore 12:05, mentre l'arrivo a Veliko Tarnovo è stimato per le ore 16:59. Gli appassionati potranno seguire la corsa in diretta integrale attraverso i seguenti canali: TV (in chiaro): Rai Sport HD (fase iniziale) e Rai 2 (fase finale e arrivo). Streaming: RaiPlay (gratuito).
Autore: AGENZIA DIRE 9 maggio 2026
Il rapimento, rivendicato dalle Brigate Rosse, aprì uno dei momenti più bui degli anni di piombo, segnati da terrorismo e divisioni politiche Oggi l’Italia si ferma per ricordare una delle pagine più drammatiche e dolorose della storia repubblicana: il ritrovamento del corpo di Aldo Moro, avvenuto il 9 maggio 1978, in via Caetani a Roma, nel portabagagli di una Renault 4 rossa. Il presidente della Dc è stato sequestrato il 16 marzo precedente in via Fani, durante un agguato nel quale morirono i cinque uomini della sua scorta. Un rapimento, rivendicato dalle Brigate Rosse, che aprì uno dei momenti più bui degli anni di piombo, segnati da terrorismo e divisioni politiche.  LEGGI ANCHE: Roma, Mattarella in via Caetani per il 47esimo anniversario del ritrovamento del corpo di Aldo Moro L’agenzia Ansa battè la notizia del ritrovamento di un corpo in via Caetani, una traversa di via delle Botteghe Oscure alle 13.59 del 9 maggio. La conferma che si trattasse del corpo di Aldo Moro arrivò nel giro di un quarto d’ora. E la foto del suo cadavere chiuso nel bagagliaio della Renault (rubata sei mesi prima), scattata in esclusiva per l’Ansa dal fotografo Rolando Fava, fece il giro del mondo. In breve tempo una folla di gente accorse in via Caetani. Moro era stato ucciso quella stessa mattina, forse nel covo delle Br, forse davanti alla Renault. Le ultime perizie hanno sostenuto che sia stato colpito mentre era in piedi, forse guardando in faccia i suoi sicari. Le indagini e il processo hanno ricostruito che a sparare furono in due, Mario Moretti e Germano Maccari. Utilizzarono una pistola Walther PPK calibro 9 (che però si inceppò) e poi una Skorpion, con cui Maccari avrebbe finito il presidente della Dc. I colpi sono stati nove. LA TELEFONATA Il ritrovamento del corpo di Aldo Moro avvenne perchè il brigatista Valerio Morucci chiamò l’assistente di Moro, Franco Tritto. “Sono delle Brigate Rosse, ha capito? Non posso stare molto al telefono”, le parole di Morucci. Che senza giri di parole dice a Tritto di andare a comunicare alla famiglia, “di persona”, dove trovare “il corpo di Aldo Moro”, dice ad un commosso Tritto. “Adempiamo ultime volontà del presidente comunicando famiglia dove trovare il suo corpo”, dice ancora Morucci. LA PRIGIONIA Durante i 55 giorni di prigionia, il presidente della Dc viene sottoposto a lunghi interrogatori da parte del brigatista Mario Moretti e per ogni argomento Moro scriveva di proprio pugno un ‘verbale’ sui fogli quadrettati riempiendo diversi blocchi. Questi documenti, scritti personalmente da Moro e poi dattiloscritti dalle BR durante la prigionia costituirono il cosiddetto Memoriale Moro. Per liberarlo, le Br chiesero la scarcerazione di alcuni ‘compagni’. Lo Stato non volle entrare in trattativa con i terroristi. CHI ERA ALDO MORO Nel mondo della politica Aldo Moro è stato tutto: accademico e giurista, segretario politico e presidente del consiglio nazionale della Democrazia Cristiana. Tra i fondatori della Democrazia Cristiana e suo rappresentante alla Costituente, ne divenne segretario (1959) e presidente (1976). Fu più volte ministro; cinque volte Presidente del Consiglio dei ministri, guidò governi di centro-sinistra (1963/68), promuovendo nel periodo 1974/76, quella che era la cosiddetta strategia dell’attenzione verso il Partito Comunista. Mario Moretti e Germano Maccari sono i soli a partecipare in via diretta all’esecuzione. Anna Laura Braghetti fa da “palo”, Prospero Gallinari rimane nel covo-prigione “ufficiale”, al primo piano dello stesso condominio di via Camillo Montalcini, 8. Moretti fa fuoco contro il presidente della Dc con, che però si inceppa dopo uno o due colpi. Allora Maccari gli passa lo con cui viene compiuta l’esecuzione. Se la ricostruzione fosse veritiera, a sparare sarebbe stato solo Moretti. Secondo altri “compagni”, Moretti si blocca per ragioni emotive. E Maccari finisce. 9 MAGGIO: GIORNATA DEDICATA ALLE VITTIME DEL TERRORISMO Il 9 maggio è anche la Giornata della Memoria dedicata alle vittime del terrorismo, istituita proprio per mantenere vivo il ricordo di chi perse la vita negli anni della violenza politica. Una data che invita il Paese non solo alla commemorazione, ma anche alla riflessione sul valore delle istituzioni democratiche e sulla necessità di custodire la memoria storica.
Autore: Redazione 9 maggio 2026
In seguito alla chiusura delle indagini da parte della Procura di Pavia, Andrea Sempio, oggi 38enne, interviene pubblicamente per ribadire la propria totale estraneità all’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. La posizione di Andrea Sempio Attraverso dichiarazioni rilasciate a persone vicine e riprese dagli organi di stampa, Sempio ha espresso il proprio sconcerto per il coinvolgimento nell'inchiesta: "Io questo fatto atroce non l’ho commesso", ha dichiarato, sottolineando la speranza che non si arrivi a un provvedimento di arresto. Sempio ha inoltre rivolto un pensiero alla famiglia della vittima: "A tutti i parenti di Chiara va la mia vicinanza; dopo 20 anni non vedono ancora la parola fine a questa vicenda giudiziaria". La linea della difesa I legali di Sempio, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, hanno espresso fiducia nell'operato del Nucleo Investigativo di Milano, ritenendo che l'informativa finale confermi l'innocenza del loro assistito. Secondo la difesa: Alibi dello scontrino: I dettagli emersi confermano che Sempio ha sempre riferito la verità riguardo ai suoi spostamenti quel giorno, nonostante le difficoltà tecniche nel certificare con assoluta certezza chi abbia fisicamente ritirato il tagliando del parcheggio. Analisi dei soliloqui: Le riflessioni captate in auto, in cui Sempio analizzava le dinamiche del delitto e la figura di Alberto Stasi, vengono interpretate non come ammissioni, ma come considerazioni di un cittadino informato sui fatti di cronaca che ha sempre collaborato con le autorità. Contesto giudiziario La nuova inchiesta della Procura di Pavia ipotizza un coinvolgimento di Sempio, all’epoca dei fatti diciannovenne e amico del fratello di Chiara, ribaltando la precedente verità processuale che aveva visto la condanna di Alberto Stasi. La difesa si dice pronta a dimostrare l'estraneità del 38enne in ogni sede opportuna, confidando che gli elementi raccolti chiariscano definitivamente la sua posizione.
Autore: Redazione 9 maggio 2026
La Presidenza degli Stati Uniti ha formalizzato un ultimatum senza precedenti nei confronti della Repubblica Islamica dell'Iran. Il Presidente Donald Trump, in una nota rilasciata nelle prime ore della giornata, ha chiarito che il tempo per la diplomazia è agli sgoccioli: la Casa Bianca esige l'accettazione immediata dell'ultima bozza di accordo, avvertendo che in caso contrario l'azione militare sarà immediata e di intensità superiore. Stallo diplomatico e tensioni a Hormuz Nonostante la scadenza fissata per la notte appena trascorsa, Teheran non ha ancora fornito una risposta ufficiale. Il Ministro degli Esteri Araghchi ha ribattuto definendo le pretese di Washington "eccessive". Nel frattempo, la tensione è sfociata in scontro fisico nello Stretto di Hormuz: due petroliere iraniane sono state colpite nel Golfo di Oman nel tentativo di forzare il blocco navale statunitense. Intelligence: il ruolo di Mojtaba Khamenei I servizi segreti USA hanno identificato in Mojtaba Khamenei la figura centrale dietro l'attuale linea di resistenza iraniana. Secondo il rapporto dell'intelligence, è lui il perno delle nuove strategie difensive e negoziali del Paese, rendendo la sua figura l'interlocutore ombra (e l'ostacolo principale) per le richieste americane. Escalation in Libano Parallelamente, il fronte nord resta incandescente. L'IDF ha intensificato i raid contro Hezbollah nel sud del Libano, colpendo oltre 85 obiettivi in 24 ore e ordinando l'evacuazione di 9 villaggi. Il bilancio attuale riporta almeno 31 vittime. Guerra elettronica e incertezza ONU I sistemi di navigazione nell'area di Hormuz sono nel caos, con un aumento del 600% dei movimenti senza GPS a causa delle interferenze. Sul piano internazionale, gli USA cercano il sostegno dell'ONU per una nuova risoluzione, ma lo scetticismo di Russia e Cina blocca attualmente un'azione globale coordinata.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 9 maggio 2026
Meloni-Rubio, il vertice a Palazzo Chigi: "Non dividiamoci". Rilanciato ieri il rapporto strategico tra Italia e Stati Uniti  Si è svolto nella giornata di ieri a Palazzo Chigi l’atteso incontro tra il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America, Marco Rubio. Il colloquio, durato oltre un’ora e mezza, ha sancito la volontà comune di superare le recenti tensioni diplomatiche e di consolidare l’asse transatlantico all’insegna del messaggio: "Non dividiamoci". Nel corso del lungo faccia a faccia, svoltosi in un clima di estrema franchezza, il Presidente Meloni e il Segretario Rubio hanno affrontato i principali dossier di politica estera, con particolare attenzione alla gestione della crisi iraniana. L’incontro è stato l’occasione per chiarire le recenti divergenze comunicative e riaffermare la solidità di un rapporto che resta prioritario per entrambe le amministrazioni, nonostante le critiche emerse nelle ultime settimane. Il Segretario Rubio, giunto alla Presidenza del Consiglio dopo il colloquio in Vaticano con Papa Leone XIV, è stato accolto dal consigliere diplomatico Fabrizio Saggio e dall’ambasciatore americano Tilman J. Fertitta. Il vertice di ieri ha confermato la centralità dell’Italia come partner strategico di Washington, sottolineando la necessità di mantenere un fronte compatto e un dialogo costante per affrontare le sfide geopolitiche globali e preservare la stabilità internazionale.
Autore: Anna Maria Rengo 8 maggio 2026
Ecco “Le storie senza eroi” di Alessandro Chiometti, quattordici racconti che sorprendono il lettore pagina dopo pagina e i cui protagonisti cercano, spesso a modo loro, una giustizia difficile da ottenere. Quattordici racconti noir che scandagliano l’animo umano con uno stile inconfondibile, brillante e diretto. Riprendendo le parole della prefazione di Roberto Carboni, “bastano poche parole e siamo proiettati tra le spire di un tornado, un luogo in cui la ragione non può dominare il vigore della fantasia. E questo è proprio quel divertimento della lettura che, normalmente, chiamiamo sorpresa”. Sono “Le storie senza eroi” (Isenzatregua edizioni) di Alessandro Chiometti, scrittore, attivista, pensatore e organizzatore di eventi letterari e culturali che in questa antologia si cimenta con la difficile arte del racconto, dando alla raccolta unitarietà ma anche diversità negli accenti, ambientazioni e tematiche narrate. Alessandro, nei ringraziamenti alla tua raccolta di racconti narri alcuni aneddoti su di essi. Ma in quanto tempo sono stati scritti e poi raccolti? “Buona parte in tempi recenti, al massimo due o tre anni prima dell'uscita del libro, qualcuno invece è rimasto nel cassetto un poco di più prima di trovare una casa editoriale. Il più recente è ‘Rane e scorpioni’; il più datato è ‘Conti separati’ che forse ha una decina di anni. Ci ho dovuto lavorare un po' per aggiornarlo ma l'argomento che fa da sfondo ai personaggi mi sembra sempre fin troppo attuale.” Le tue sono davvero “Storie senza eroi”, con finali se non tragici, sorprendenti e che portano il lettore a rileggerli da capo, trovando quegli indizi che gli erano completamente sfuggiti. C’è ancora la possibilità di giustizia, coraggio e redenzione e dove semmai la si può trovare? “La redenzione è per me un concetto totalmente estraneo così come il concetto di peccato. Ho la speranza che prima o poi qualcuno si accorga che la specie umana (scientificamente senza razze) ha bisogno di collaborazione ed empatia per superare i prossimi ‘colli di bottiglia’ evolutivi, anche se per questo c'è bisogno di un coraggio non individuale ma collettivo. Tornando alle mie storie i miei personaggi spesso sono disillusi e cinici come chi li ha creati, però nonostante tutto cercano di fare la scelta migliore nel contesto in cui stanno vivendo, e anche questo è un po' quel che cerco di fare io nella vita. La giustizia, qui da noi, è difficile da ottenere e quindi spesso, per sentirsi in pari con il mondo, i miei personaggi hanno bisogno di forzare un po' la mano. Nella fiction potrebbe essere più facile, ma spesso i miei racconti sono verosimili, quindi difficilmente ottengono ‘giustizia’ in tutte le loro pretese. Bob Dylan diceva ‘Non puoi vincere quando hai una mano perdente’ e aveva ragione, però puoi sempre far saltare il tavolo per aria se ti accorgi che il gioco è truccato.” C’è un racconto tra questi che si sta particolarmente a cuore e perché? “C'è un patto fra me e le mie storie: quello di non rispondere mai a queste domande. Mi dispiace ma, essendo (come continuo a definirmi) uno scribacchino per passione e non uno scrittore per mestiere quando scrivo una storia è perché sono convinto della sua importanza e che sia giusto raccontarla. Preferirne una rispetto all'altra sarebbe l'equivalente di un padre che sceglie fra i suoi figli.” Ti sei mai ispirato a fatti di cronaca nei tuoi racconti e che cosa provi, quando di certi delitti e fatti leggi che sono successi davvero? “Ovviamente la cronaca può essere una fonte di ispirazione ma non mi piace scrivere true crime, se ne parla già troppo... e spesso in modo ridondante e pretestuoso. Tanto per dire, la leggenda vuole che ci siano almeno un migliaio di titoli pubblicati (e auto-pubblicati) da autori che conoscerebbero l'identità del Mostro di Firenze... o per lo meno ci tengono a far sapere a tutti la loro teoria, sempre definitiva, sull'argomento. Per carità, far luce sui fatti eclatanti di cronaca è opera meritoria, penso ad esempio ai bellissimi lavori cinematografici di Mario Tullio Giordana o Stefano Sollima; oppure la bellissima e indimenticabile serie di Blu Notte condotta da Carlo Lucarelli sui misteri d'Italia. Però penso anche che in ambito editoriale se ne stia abusando un po' del true crime, specie su questioni che soffrono inevitabilmente di ‘recentismo’. Su quel che provo leggendo la cronaca invece posso dire che odio il voyeurismo, quindi non mi va per nulla di leggere le descrizioni minuziose dei fatti efferati; descrizioni che pure hanno fatto la fortuna di tante trasmissioni e riviste di nera. Amo l'horror e il thriller ma preferisco chi nella narrativa da spazio alla fantasia piuttosto che fossilizzarsi sulle ricostruzioni più o meno romanzate della cronaca nera.” Da dove nasce la tua passione per la scrittura e come si concilia con il tuo lavoro come perito chimico? “Nasce con me, nel senso che per quanto ricordi appena dopo aver sviluppato la passione per la lettura mi è venuta la voglia di inventare storie mie. Non si concilia nel tempo, nel senso che ovviamente il tempo che posso dedicare alla scrittura è meno di quello che vorrei e lo devo dividere con tutte le altre mie passioni (libri, film, fotografia... avere anche una vita sociale) e quando non basta, ovvero quando c'è da chiudere qualche scadenza per concorsi e pubblicazioni, devo sottrarlo al sonno. Ma comunque ne vale sempre la pena chiudere la storia che avevo in mente. Intellettualmente invece si concilia benissimo, il metodo scientifico è alla base di molte mie storie; penso a ‘Il mastino di Darwin’ (Dalia ed., 2017 - un horror sui vampiri che può vantare la postfazione di un divulgatore importante come Telmo Pievani) oppure, parlando di questi racconti, in ‘Mappe da pochi centesimi’ descrivo il ‘metodo Ponzi’ che è alla base di molte truffe finanziarie e in cui cadono ancora troppe persone. Del resto,Italo Calvino e Primo Levi erano chimici. E se vogliamo dirla tutta è almeno dai tempi di Galileo che gli scienziati hanno dimostrato di essere bravini con la lingua italiana!” In che modo, invece, questi tuoi racconti così disincantati e noir si conciliano, se si conciliano, con il tuo impegno nel riconoscimento dei diritti sociali e civili? “Non mi sembra che le due attività siano in contrasto fra loro, del resto ogni autore a volte mette messaggi per far capire come la pensa su tanti temi. In questa particolare raccolta in ‘A che punto è la notte?’ penso di dir tutto su come la vedo nella questione eutanasia; del resto lo avevo già fatto in precedenza con ‘La scogliera’ (contenuto in ‘Frequenti Improbabilità’ ed. Tempesta, 2018). In ‘Conti separati’ dico tutto quel che penso sulla politica in mano alle pratiche partitiche. In ‘Fuori e dentro la Konka’ (Bertoni ed. 2025) affronto esplicitamente le assurdità del proibizionismo in vigore sulle ‘droghe’ in questo paese... insomma, possiamo dire che le due attività sono in simbiosi e si aiutano a vicenda.” Qual è il ruolo, se ce n’è solo uno, della scrittura nella società contemporanea? “Penso che Pier Paolo Pasolini con il suo celebre articolo ‘Io so’ abbia detto tutto sulla funzione dell'intellettuale (e quindi dello scrittore) nella società. Non c'è molto da aggiungere se non che rispetto ai tempi in cui scriveva (o per meglio dire gli è stato concesso di scrivere prima di essere ammazzato) la società è andata avanti in peggio. Il Paese dalla democrazia formale e non sostanziale che era è uscito finanche dalla democrazia rappresentativa (non eleggiamo neanche più i nostri rappresentanti in parlamento) diventando a tutti gli effetti un'oligarchia partitica. E oggi scandali che un tempo avrebbero fatto cadere qualunque saldissimo governo vengono accettati da un'opinione pubblica sedata e anestetizzata. Lo scrittore quindi, nel senso di intellettuale, quindi non può non mettersi come primo obiettivo quello di lasciare testimonianze in primis e poi di cercare, per quel che può fare, di suonare la sveglia. La scrittura in senso esteso ha il compito di analizzare e definire la società e metterne in evidenza le contraddizioni e poi, cosa non meno importante, cercare condividere il sapere. Ma non solo. Ci sono compiti che sembrano meno importanti e che spesso riteniamo di ‘serie b’ ma non lo sono, come intrattenere i lettori (o gli spettatori dei film che usano sceneggiature) e regalargli momenti di svago e di distrazione dalla realtà attorno. È fondamentale almeno quanto gli altri scopi.” L’AUTORE - Classe 1972, perito chimico, lavora nel campo della protezione ambientale. Impegnato politicamente in varie associazioni nelle lotte per il riconoscimento dei diritti umani e civili, soprattutto con l’Aps Civiltà Laica di Terni, di cui è socio fondatore ed ex presidente. Senza che nessuno glielo chieda si descrive così: “Razionalista, sognatore, pragmatico, utopista, ingenuo, cinico, epicureo e idealista... O forse, più semplicemente, incapace di autodefinirsi senza contraddizioni.” Lascia volentieri agli altri il compito di catalogare e giudicare, attività per cui, del resto, ha ben poco interesse; non rinuncia però a esprimere le sue opinioni su molteplici argomenti. Eterno studente consapevole di non sapere mai abbastanza, è sempre più convinto che il disimpegno politico e civile non rappresenti una soluzione ma uno dei problemi. Amante dei gatti ma simpatizzante dei cani pensa che il senso della vita sia la vita stessa e per questo la riempie di libri, foto, musica, birra e viaggi.
Show More