EX ILVA: OGGI SCIOPERO NAZIONALE DI 24 ORE IN TUTTI GLI STABILIMENTI E NELL'INDOTTO. SINDACATI: "DAL GOVERNO NESSUNA PROSPETTIVA DI RILANCIO, SOLO AMMORTIZZATORI SOCIALI"
È in corso da questa mattina lo sciopero nazionale di 24 ore, proclamato unitariamente dalle segreterie generali di Fim, Fiom e Uilm, che sta bloccando tutti i turni di lavoro in tutti gli stabilimenti del gruppo ex Ilva e nelle aziende dell'indotto. La mobilitazione si è resa necessaria a seguito del forte stallo registrato nell'ultimo incontro con il Governo presso Palazzo Chigi.
I sindacati esprimono profonda preoccupazione e fermo dissenso per l'andamento del tavolo istituzionale. Al momento, l'unico asse di discussione proposto dall'esecutivo riguarda il ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali per la totalità dei lavoratori e dei siti produttivi, delineando uno scenario di pura assistenza assistenziale in totale assenza di una reale prospettiva di rientro al lavoro e di continuità produttiva.
Viene di fatto ignorato il "Piano straordinario nazionale di messa in sicurezza e rilancio dell’ex Ilva" che Fim, Fiom e Uilm hanno presentato formalmente al Governo lo scorso luglio. Quel documento indicava una strada chiara e strutturata: impegni concreti per un piano industriale serio e credibile basato sulla decarbonizzazione di tutti i siti, un piano sociale a tutela dei lavoratori diretti, dell’appalto e di Ilva in Amministrazione Straordinaria (anche tramite strumenti speciali e risarcitori), e un intervento diretto dello Stato nel ruolo di garante della transizione ecologica e della tenuta occupazionale.
Ad oggi, non è stata fornita alcuna risposta strategica né sul risanamento ambientale, né sulle urgenti necessità operative a brevissimo termine, come lo stanziamento di risorse per l'acquisto di semilavorati indispensabili per rimettere in marcia le linee di finitura a freddo di Taranto, Genova, Novi Ligure, Racconigi e di tutti gli altri siti della filiera. Restano inoltre del tutto inevase le richieste sindacali relative agli strumenti straordinari di accompagnamento per questa delicata fase transitoria, a partire dai prepensionamenti.
La riuscita dello sciopero odierno dimostra la determinazione dei lavoratori nel difendere non solo il proprio salario e l'occupazione, ma il futuro stesso della siderurgia italiana. Fim, Fiom e Uilm ribadiscono che la transizione industriale non si gestisce svuotando le fabbriche, ma investendo sul lavoro, sulla produzione pulita e sulla dignità del personale diretto e degli appalti. La mobilitazione proseguirà fino a quando il Governo non rimetterà al centro dell'agenda industriale la tutela del reddito, la salvaguardia dei posti di lavoro e il rilancio produttivo.

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