UCRAINA, ATTACCO RUSSO SU KHARKIV PROVOCA VITTIME CIVILI. È GIALLO SULLA "TREGUA ENERGETICA" ANNUNCIATA DA TRUMP
Nella tarda serata di ieri, un violento attacco missilistico russo ha colpito una zona residenziale nella comunità di Pisochyn, alla periferia di Kharkiv, nell’est dell’Ucraina. Il bilancio provvisorio confermato dalla Polizia nazionale ucraina è di almeno 3 morti e 25 feriti. Tra le vittime figurano un ragazzo di 16 anni, una ragazza di 19 e una donna di 51 anni. Il raid ha devastato un’area densamente popolata, colpendo diversi edifici civili e un negozio di alimentari, e provocando un vasto incendio domato solo nelle prime ore del mattino.
L’episodio si inserisce in un quadro di pesante escalation militare nella seconda città più grande dell’Ucraina, già colpita l'11 ottobre nel quartiere di Nemyshlyanskyi. Secondo i dati diffusi dal Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, solo nell’ultima settimana le forze russe hanno lanciato contro il Paese circa 1.450 bombe aeree, 75 missili di vario tipo e oltre 1.640 droni d'attacco.
Il mistero dell’accordo diplomatico
Il nuovo bagno di sangue a Kharkiv giunge in concomitanza con un fitto giallo diplomatico internazionale. Nelle scorse ore, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato unilateralmente tramite la piattaforma Truth Social il raggiungimento di un cessate il fuoco immediato mirato alla protezione delle infrastrutture energetiche di entrambi i Paesi.
Tuttavia, l’annuncio della Casa Bianca non trova al momento riscontri sul campo ed è avvolto dall’incertezza:
- La posizione di Kiev: Il Presidente ucraino Zelensky ha dichiarato di non essere stato informato in anticipo della proposta di Trump. Pur ribadendo la disponibilità dell’Ucraina a valutare un’intesa se negoziata direttamente, Kiev denuncia il prosieguo dei bombardamenti russi e i conseguenti nuovi blackout energetici.
- Il silenzio di Mosca: Dal Cremlino non è arrivata alcuna conferma ufficiale dell'intesa. Al contrario, fonti giornalistiche internazionali citate da testate come Axios riferiscono di un netto rifiuto della tregua da parte dei vertici russi.
La situazione sul terreno resta estremamente fluida e l'efficacia della mediazione statunitense appare al momento fortemente compromessa dal prosieguo delle ostilità.

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