Famiglia nel bosco chiede di rimpatriare in Australia

FRV NEWS MAGAZINE • 2 marzo 2026

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Lo riporta quotidiano di Sydney. Il padre: 'I miei figli non meritano quanto sta accadendo'



La vicenda della famiglia Birmingham-Trevallion assume una dimensione diplomatica internazionale. Catherine Birmingham e Nathan Trevallion hanno rivolto un appello ufficiale al Primo Ministro australiano Anthony Albanese, sollecitando un intervento governativo immediato per porre fine alla separazione dai propri figli e permettere il ritorno del nucleo familiare in Australia.

 

Dopo oltre quattro mesi dal provvedimento del Tribunale per i minorenni dell'Aquila, che ha disposto l'allontanamento dei tre bambini (di 8 e 6 anni) a causa delle condizioni abitative a Palmoli e della mancata scolarizzazione, i genitori hanno dichiarato conclusa la loro esperienza in Italia. "Il nostro futuro non è più qui", hanno riferito al Sydney Morning Herald, chiedendo a Canberra di facilitare le procedure di rimpatriato.

 

Si richiede che il governo australiano verifichi le condizioni dei minori, attualmente in una struttura protetta abruzzese, e interceda presso le autorità italiane per il loro rilascio a fini di espatrio.

 Rachael Birmingham, giunta appositamente dall'Australia, ha confermato la disponibilità della famiglia d'origine ad accogliere i bambini e a garantire loro il supporto educativo e sanitario richiesto dagli standard internazionali, come riportato da Open.

Nathan Trevallion ha lanciato un monito sulla sofferenza psicologica dei figli: "I miei figli non meritano quanto sta accadendo". La famiglia sostiene che il distacco prolungato stia causando danni superiori alle carenze materiali contestate dal Tribunale.

La strategia legale della coppia punta ora alla negoziazione diplomatica come unica via d'uscita per superare l'impasse giudiziaria italiana. La famiglia si dice disposta a collaborare pienamente con i servizi sociali australiani una volta giunti sul suolo nazionale, pur di riottenere l'affidamento dei minori.

 


Recent Posts

Autore: Anna Maria Rengo 2 marzo 2026
Il nuovo libro di Valentina Rapaccini decostruisce gli stereotipi sul “femminile” e fa emergere un ritratto della donna come di un centro radiale di relazioni. “Ogni donna è uno spiraglio di luce da cui l’universo si rivela.” Questa una delle riflessioni, tanto originali quanto profonde, che Valentina Rapaccini, neuropsichiatra infantile e scrittrice, fa nel suo nuovo libro “Quando il mondo ascolta Lei” (Gambini Editore), un atlante di anime femminili esplorato in trentanove epistole, scritte da latitudini remote e da città senza tempo. Ogni voce è un punto di luce tra costellazioni segrete e narra paesaggi reali e mentali intrecciando scienza e mito, memoria e geologia del sentire. Un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio, quello di Valentina e delle sue donne, che attraversa mari e deserti, orbite celesti e fenditure interiori, per restituire la trama invisibile che ancora il mondo alla coscienza di chi lo abita. Dando centralità all’ascolto, visto come gesto culturale condiviso, e intrecciando un dialogo tra identità, linguaggio, corpo e pensiero. Valentina, nei tuoi libri l’approccio scientifico e quello umanistico si fondono. È proprio in questa fusione che si può trovare il vero senso della realtà? “Non parlerei di fusione, perché la fusione presuppone la perdita delle differenze. Preferisco parlare di contaminazione, o meglio di dialogo tra linguaggi che restano distinti ma si integrano a vicenda. La realtà non è un blocco compatto: è un campo stratificato, attraversato da tensioni e riorganizzazioni continue. La scienza ne misura le forze, individua regolarità, descrive strutture. La scrittura, invece, ne intercetta le risonanze, le vibrazioni sottili, ciò che accade quando un evento diventa esperienza. Nel lavoro clinico osservo soglie, transizioni, assetti che mutano sotto pressione. Nella pagina accade qualcosa di analogo: una parola sposta un equilibrio, un’immagine ridefinisce un paesaggio emotivo. In entrambi i casi cerco configurazioni nel caos, coerenze emergenti dentro la complessità. Il senso non è un oggetto nascosto da scoprire una volta per tutte. È una forma che emerge quando livelli differenti entrano in risonanza. Una legge fisica e un vissuto interiore non sono mondi separati: appartengono alla stessa trama, declinata su scale diverse. La fisica mi ricorda che la materia è struttura di relazioni; la clinica che l’identità è processo dinamico; la scrittura che il dolore quando è conosciuto può essere violata. Non cerco una verità definitiva, immobile come una formula incisa nella pietra. Cerco un punto di coerenza tra leggi e simboli, tra misura e metafora. È in quel punto, precario ma fecondo, che la realtà acquista profondità, smette di essere un enigma e diventa uno spazio abitabile.” Come è nata e si è sviluppata l’idea di una costellazione di trentanove lettere provenienti da diverse parti del mondo? “È nata da un’intuizione cartografica, quasi astronomica: immaginavo un libro non lineare ma orbitale, un atlante di luci distanti che, accostate, generassero figure. Non una narrazione continua, bensì una costellazione: punti autonomi capaci di suggerire traiettorie senza imporre un percorso unico. La forma epistolare mi offriva questa libertà. La lettera è esposizione diretta e, al tempo stesso, filtro consapevole; custodisce intimità ma implica distanza. Ogni voce è radicata in un paesaggio preciso (Pompei, deserti, città sospese,…) che è nello stesso tempo una curvatura interiore. I luoghi non sono sfondi, ma camere di risonanza in cui la materia incide sulla coscienza e la coscienza restituisce forma alla materia. Il numero trentanove non è casuale: è volutamente asimmetrico, lascia una lieve eccedenza, una soglia non chiusa. Non completa il sistema, lo mantiene in tensione. Come nelle mappe celesti, il disegno non è dato una volta per tutte: emerge dallo sguardo che collega i punti. Non ho scritto ‘di donne’, ho cercato di dare voce a coscienze femminili in dialogo con il mondo, a identità che attraversano storia, geografia, memoria. Ogni lettera è un esperimento: cosa accade quando un’eruzione diventa genealogia, quando un territorio si trasforma in destino, quando un evento naturale si iscrive nel corpo e nella lingua? Così il libro si è composto progressivamente come un atlante di fenomeni interiori: lava, acqua, cenere, luce non sono metafore ornamentali, ma dinamiche dell’esperienza. Insieme tracciano un sistema in equilibrio instabile, dove ogni frammento conserva autonomia e tuttavia partecipa a una figura più ampia.” Nel tuo libro racconti un “essere femminile” che trascende il tempo e lo spazio, e certamente i pregiudizi e i luoghi comuni. Cos’è per te essere donna, qui e ora, e quali legami o punti di rottura avverti rispetto a quello che è invece “altro” nel tempo e nello spazio? “Per me essere donna non coincide con un’etichetta identitaria. È piuttosto una funzione di soglia: un punto di attraversamento in cui linguaggi, memorie e possibilità si incontrano. Il femminile appare come un principio di connessione, una capacità di mettere in comunicazione ciò che altrimenti resterebbe separato. Nella mia visione la donna è un nodo di trasmissione: riceve, come eredità, lingua, storia, ferite, e le rielabora, le rimette in circolo, le rende pensabili. Non si limita a custodire il passato, ma lo trasforma in materia attiva, capace di generare futuro. La discontinuità rispetto ad altre epoche sta nella possibilità di abitare lo spazio senza farsi rappresentazione astratta. La continuità, invece, riguarda una responsabilità più profonda: mantenere coesione dove prevale la frammentazione, convertire la frattura in passaggio. L’alterità, nel tempo e nello spazio, non è estraneità radicale. È una variazione di una stessa struttura di interdipendenza. Mutano le forme del legame, cambiano le geometrie sociali e culturali; resta la facoltà di trasformare il vincolo in apertura, di fare della complessità un luogo abitabile. Essere donna significa dunque sostenere più registri simultaneamente: intrecciare biografia e storia, genealogia e progetto, intimità e parola pubblica. È in questa tensione che identità e metamorfosi dialogano, e il femminile si manifesta come lucidità, densità simbolica, capacità di tenere insieme ciò che è plurale senza annullarlo.” Scienziati e filosofi si sono interrogati sull’esistenza dell’anima, anche al di là di un approccio religioso o spirituale alla vita. Quali sono le tue riflessioni e conclusioni al riguardo? “Non penso all’anima come a una sostanza separata, ma come a un possesso emergente della coscienza organizzata. Quando la materia raggiunge un livello di complessità tale da riflettere su sé stessa, si produce uno scarto qualitativo: l’anima non è soltanto percezione, ma è esperienza; non è solo registrazione contabile, ma memoria; non semplice reazione, ma intenzionalità. Nel lavoro clinico osservo plasticità, circuiti che si rimodellano, sinapsi che si rafforzano o si indeboliscono. Ma, accanto a questa architettura biologica, incontro storie, orientamenti, scelte. Vedo che ciò che è neurale diventa narrativo, e che la struttura si traduce in senso. Chiamo ‘anima’ proprio questa soglia: il punto in cui l’organizzazione biologica si apre al significato, in cui il dato non resta informazione ma diventa direzione. Se dovessi sintetizzare, direi che l’anima coincide con la capacità di un essere vivente di interrogare il proprio esistere, di attribuirgli valore, di orientarlo. È la dimensione in cui la vita non accade soltanto, ma si comprende, e nel comprendersi, si trasforma.” In che modo il tuo “essere femminile” si misura con altre identità che prescindono il sesso e qual è, a tuo giudizio, la trama invisibile che tiene assieme il mondo? “Il femminile non è una definizione biologica ma una postura conoscitiva. È una modalità di stare nel mondo che privilegia la capacità di generare legami, di modulare le distanze, di trasformare tensioni in forme condivise. Non appartiene esclusivamente a un sesso: è una competenza umana, una disposizione. Questa postura attraversa identità diverse e si misura con esse in termini di declinazione di complementarità, non di opposizione. Ogni identità porta una propria grammatica del rapporto con l’altro; il femminile introduce un’attenzione particolare alla continuità, alla cura delle transizioni, alla qualità dei passaggi. Dove c’è frattura, tenta una connessione; dove c’è conflitto, cerca una configurazione più inclusiva. La trama invisibile che tiene insieme il mondo non è un’idea astratta: è l’interdipendenza degli opposti. Un ossimoro di risonanze comuni in cui nessuna esperienza è isolata. Ciò che chiamiamo realtà è un sistema di rimandi reciproci, un equilibrio dinamico tra dissonanze. Quando dico ‘ascoltare Lei’, non alludo a una figura mitica, ma a questa infrastruttura silenziosa: una tessitura di senso che attraversa epoche, culture, corpi. È ciò che consente alla complessità di non dissolversi, ma di diventare inestimabile ricchezza che mantiene coeso il vivere pur nella pluralità delle forme.” La prima presentazione del libro sarà sabato 7 marzo alle ore 17 alla Biblioteca comunale di Terni. L’AUTRICE – Valentina Rapaccini è nata a Terni il 25 novembre 1991. Dopo la maturità classica, nel 2015 si è laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università Campus Bio-Medico e il 25 novembre 2020 ha conseguito la specializzazione in Neuropsichiatria infantile presso l’Università Tor Vergata di Roma. Ha pubblicato nel 2019, con Gambini Editore: nel 2019 il saggio “L’alfabeto nascosto: ombre intarsiate di silenzio. Astrazione clinica della diversità”, nel 2021 “Archetipi mitologici di neuroscienze”, nel 2023 “Elogio della consunzione epica”. Attualmente lavora come neuropsichiatra infantile presso i servizi territoriali e ricopre un incarico di docenza universitaria in Fisiologia umana presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma.
Autore: FONTE UFFICIO STAMPA FISE 2 marzo 2026
Si è concluso con successo, il Valcastello Snow Polo Showcase, l’esclusivo Test Match internazionale che ha visto affrontarsi le nazionali di Italia e Francia nella suggestiva cornice innevata del Valcastello Polo Club (San Candido) nel cuore delle Dolomiti. Questa giornata di sport e valori, inserita nel programma “Italia dei Giochi” - iniziativa di Milano Cortina 2026 in collaborazione con CONI e CIP per promuovere lo sport - è collocata strategicamente nel periodo tra le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali che riveste una grande valenza simbolica: rappresenta il passaggio di testimone tra l'Italia e la Francia, che raccoglierà l’eredità dei Giochi invernali ospitando le Olimpiadi delle Alpi Francesi 2030. La manifestazione, nata dalla collaborazione tra FISE (Federazione Italiana Sport Equestri), FIP (Federation of International Polo) e FFP (Fédération Française de Polo), ha offerto un’esperienza unica agli appassionati e al pubblico della disciplina. Il match Italia - Francia, svoltosi in quattro chukker, si è concluso con un pareggio (4-4), in un risultato che racconta lo spirito di amicizia tra i due Paesi. Il Team Italia è sceso in campo con Stefano Giansanti - Capitano, Michele Schettino, Giordano Flavio Magini, mentre il Team Francia ha schierato in campo Jean-Edouard Mazery - Capitano, Benoît Perrier e Lucas Nottin. Tra gli ospiti istituzionali il Presidente FIP Piero Dillier, il Presidente della Fédération Française de Polo Jean-Edouard Mazery (che ha anche preso parte al torneo come giocatore), il Capo Ufficio Diplomazia Sportiva Ministero degli Affari Esteri Silvia Marrara, accolti dal Segretario Generale FISE Simone Perillo, dal Presidente del Comitato Regionale FISE Emilia–Romagna Davide Zanghi Dalle Olle e dal Presidente del Valcastello Polo Club Giovanni Schettino. È una location speciale - ha detto il Presidente della FIP Piero Dillier - sono nato sulle montagne ed è uno scenario che amo molto, così come amo il mondo del polo che non è solo sport, ma un vero e proprio lifestyle. Stiamo lavorando molto per provare a riportare il Polo nel programma dei Giochi Olimpici invernali e questo appuntamento è un importante test di prova. È stata una giornata splendida a Valcastello - ha detto il Presidente della Fédération Française de Polo Jean-Edouard Mazery - e siamo felici di essere in Italia, un Paese che amiamo molto e con cui condividiamo una grande sfida: quella di riportare il Polo tra le discipline Olimpiche del programma dei Giochi Invernali. L’amicizia tra Italia e Francia è forte - ha detto il Segretario Generale FISE Simone Perillo - e continua in un percorso condiviso che speriamo ci porti ai prossimi Giochi Olimpici Alpi Francesi 2030 con la disciplina del Polo: è il nostro obiettivo più importante e proseguiremo in questa entusiasmante avventura verso il sogno il olimpico. Una location meravigliosa e un’organizzazione perfetta - ha detto il Presidente del Comitato Regionale FISE Emilia-Romagna Davide Zanghi dalle Olle - con i riflettori puntati sulla spettacolare disciplina del Polo, un settore in continua crescita che ha offerto una giornata di grande sport. (Nelle foto© FISE dall’alto: il team Italia e il team Francia squadre schierate in campo, il Team Italia)
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 2 marzo 2026
Si accendono i riflettori sul BNP Paribas Open 2026, il primo appuntamento stagionale della categoria ATP Masters 1000. Il "quinto Slam" della stagione entra nel vivo con il sorteggio ufficiale del tabellone, previsto per oggi, lunedì 2 marzo, alle ore 15:00 locali (la mezzanotte tra lunedì e martedì in Italia). Il tabellone vedrà come testa di serie numero 1 Carlos Alcaraz, protagonista di un inizio di stagione perfetto e ancora imbattuto nel 2026 dopo i trionfi all'Australian Open e a Doha. A dargli la caccia sarà Jannik Sinner, accreditato della testa di serie numero 2. Insieme a loro, confermata la presenza di campioni del calibro di Novak Djokovic e Alexander Zverev. La notizia più attesa per i colori azzurri è il ritorno di Lorenzo Musetti, pronto a rientrare nel circuito dopo il ritiro per infortunio patito in Australia. IL PROGRAMMA DEL TORNEO Qualificazioni: Lunedì 2 e martedì 3 marzo. Main Draw: L'inizio ufficiale degli incontri di primo turno è fissato per mercoledì 4 marzo. La Finale: L'appuntamento per il titolo è per domenica 15 marzo, alle ore 23:00 italiane. Tutte le teste di serie usufruiranno di un "bye" al primo turno, debuttando nel deserto californiano tra venerdì e sabato.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 08.33 2 marzo 2026
Ali Larijani smentisce nuovi colloqui nucleari con gli Usa mentre il conflitto si allarga: Hezbollah entra in guerra contro Israele, raid su Beirut e Haifa, esplosioni nel Golfo e tensione fino a Cipro Il segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale dell’Iran, Ali Larijani, ha negato con forza le affermazioni diffuse da alcuni media statunitensi secondo cui avrebbe avviato nuovi sforzi per riaprire i colloqui nucleari con gli Stati Uniti. In un post su X, Larijani ha affermato che non ci saranno negoziati diretti con Washington in questo momento e ha ribadito che l’Iran non intende intraprendere trattative con gli USA in queste condizioni. Intanto il conflitto si estende. “Il movimento di resistenza libanese Hezbollah è entrato ufficialmente in guerra di vendetta contro il regime israeliano in seguito all’assassinio del leader della rivoluzione islamica, l’ayatollah Seyed Ali Khamenei”, riporta l’agenzia Tasnim. Ieri sera, Hezbollah ha preso di mira una base militare a sud di Haifa, nei territori occupati da Israele, lanciando attacchi missilistici e con droni. La risposta di Israele nella periferia sud di Beirut, area sotto il controllo di Hezbollah, e nel sud del Libano ha provocato almeno 31 morti e 149 feriti. Il bilancio è stato diffuso dal Ministero della Salute libanese. “Dobbiamo essere preparati a diversi giorni di combattimenti, molti”, ha detto Eyal Zamir, capo dell’esercito israeliano. L’escalation si è fatta sentire anche in altre città del Golfo. Questa mattina sono state udite esplosioni a Dubai, Doha e Manama, oltre che a Gerusalemme. A Kuwait City è stato visto del fumo levarsi nei pressi dell’ambasciata degli Stati Uniti, che ha invitato i cittadini a evitare la zona e a mettersi al riparo. Colpita anche la base aerea britannica di Akrotiri, a Cipro, da un presunto attacco di droni durante la notte, ma i danni sono stati limitati e non ci sono state vittime, hanno dichiarato le autorità cipriote e il Ministero della Difesa del Regno Unito.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 2 marzo 2026
Si attende tra oggi e domani la decisione del Gip di Napoli sull'istanza di ricusazione presentata dall'avvocato Francesco Petruzzi nei confronti del professor Mauro Rinaldi, uno dei tre esperti nominati per l'incidente probatorio sulla morte del piccolo Domenico Caliendo. Nuove prove di "parzialità" Secondo la difesa della famiglia, l'imparzialità del cardiochirurgo torinese sarebbe compromessa da due elementi chiave emersi nelle ultime ore: Legami professionali: Rinaldi risulterebbe co-autore di una pubblicazione scientifica insieme a una delle dottoresse attualmente indagate nel procedimento. Giudizi preventivi: Il perito si sarebbe già espresso pubblicamente sul caso, definendo il trapianto come una "scelta obbligatoria", una posizione che per i legali della famiglia ne inficerebbe l'oggettività. Lo sconcerto della famiglia La madre di Domenico si è detta "sconcertata" per la linea difensiva adottata dal professor Guido Oppido, uno dei medici coinvolti, che ha rivendicato la correttezza del proprio operato. L'avvocato Petruzzi ha ribadito la necessità di un collegio peritale "al di sopra di ogni sospetto" per fare luce sulla morte del bambino, avvenuta dopo il trapianto di un organo che diverse testimonianze, incluse quelle di alcune infermiere, descrivono come gravemente danneggiato. I prossimi passi L'incidente probatorio, passaggio cruciale per cristallizzare le prove prima del processo, resta fissato per martedì mattina. La decisione del Gip sulla sostituzione di Rinaldi è dunque attesa ad ore, per evitare slittamenti nel cronoprogramma dell'inchiesta che vede attualmente sette indagati.
Autore: AGENZIA DIRE 2 marzo 2026
Lo comunica palazzo Chigi che invita i connazionali residenti e in transito nella regione mediorientale "alla massima prudenza e a osservare le indicazioni che provengono dall’Unità di crisi della Farnesina" Sono proseguiti i contatti del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con i leader della regione mediorientale, a partire dalle conversazioni telefoniche intercorse con il re di Giordania e il sultano dell’Oman, che si aggiungono ai numerosi contatti già avuti nella giornata di ieri con le restanti autorità delle nazioni del Golfo. Il Presidente Meloni ha inoltre avuto colloqui con la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e con il Presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides, in qualità di presidenza di turno dell’Unione Europea. Il Presidente del Consiglio ha quindi relazionato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aggiornandolo compiutamente sugli sviluppi della situazione e sui contatti intercorsi”. Lo comunica palazzo Chigi, che informa: “In parallelo, continua il costante coordinamento con il ministro degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, in merito alla situazione dei connazionali residenti e in transito nella regione, a cui si rinnova l’invito alla massima prudenza e a osservare le indicazioni che provengono dall’Unità di crisi della Farnesina”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 2 marzo 2026
SERIE A: CUORE JUVE ALL’OLIMPICO, GATTI SALVA LA CORSA CHAMPIONS AL 93’ In un finale incandescente che riscrive le gerarchie della 27ª giornata, la Juventus strappa un pareggio per 3-3 contro la Roma, rimontando due gol di svantaggio e mantenendo vive le speranze per un piazzamento nella prossima UEFA Champions League. IL MATCH – Quella dell’Olimpico è stata una sfida vietata ai deboli di cuore. Dopo un primo tempo equilibrato, la Roma di De Rossi sembrava aver archiviato la pratica portandosi sul momentaneo 3-1, trascinata da una prestazione dominante a centrocampo. Tuttavia, l'orgoglio bianconero è emerso nei minuti finali: prima la rete che ha accorciato le distanze e poi, in pieno recupero al 93’, l'incornata decisiva di Federico Gatti. Il difensore, proiettato in avanti come torre d'emergenza, ha gelato l'Olimpico firmando il definitivo 3-3. SITUAZIONE CHAMPIONS Il punto guadagnato permette alla squadra di Spalletti di restare aggrappata al treno europeo, impedendo alla Roma il sorpasso diretto. La lotta per il quarto posto rimane apertissima, con cinque squadre racchiuse in pochi punti a undici giornate dalla fine del campionato.
Autore: AGENZIA DIRE 1 marzo 2026
Intanto, il presidente Trump - intervistato da Fox News - ha dichiarato: "Tutto sta andando molto bene e il successo che stiamo ottenendo è incredibile . L’ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran, è stato ucciso in un raid condotto da Israele e dagli Stati Uniti. Aveva 86 anni. I media statali di Teheran hanno riferito della sua morte questa mattina, confermando dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump diffuse alcune ore dopo un bombardamento sul complesso residenziale che ospitava il dirigente della Repubblica islamica. L’ayatollah aveva assunto la guida dell’Iran nel 1989, dopo la morte di Ruhollah Khomeini, il religioso e politico carismatico che un decennio prima aveva guidato la rivoluzione islamica. Secondo quanto riportano i media israeliani sarebbe rimasto ucciso, insieme alle sue guardie del corpo, anche l’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. Non ci sono, però, conferme ufficiali sulle sue sorti da parte di Israele o Iran. Intanto, il presidente Trump – intervistato da Fox News – ha dichiarato: “Tutto sta andando molto bene e il successo che stiamo ottenendo è incredibile”. E, con soddisfazione, ha aggiunto che “48 comandanti iraniani sono stati uccisi in un colpo solo”. Il presidente si è detto non preoccupato per l’impatto degli attacchi “sui prezzi del petrolio”. LA MORTE DI KHAMENEI “Si annuncia al popolo iraniano che sua eminenza il grande ayatollah Imam Sayyid Ali Khamenei, guida della rivoluzione islamica, è stato martirizzato nell’attacco congiunto lanciato dall’America e dal regime sionista la mattina di sabato 28 febbraio”, ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim. I media statali iraniani hanno aggiunto che anche la figlia, il genero e il nipote di Khamenei sono stati uccisi. Trump aveva dichiarato in precedenza che Khamenei e altri funzionari iraniani “non sono riusciti a sfuggire all’intelligence statunitense e ai sistemi di tracciamento avanzati”. Il presidente Masoud Pezeshkian ha dichiarato in una nota che Teheran considera la vendetta un suo “legittimo diritto e dovere” e che farà tutto il possibile per adempiere a tale dovere. Il massimo funzionario della sicurezza iraniana, Ari Larijani, ha lanciato un avvertimento contro gli Stati Uniti e Israele. “Ieri l’Iran ha lanciato missili contro gli Stati Uniti e Israele, e hanno fatto male”, ha detto su X. “Oggi li colpiremo con una forza che non hanno mai sperimentato prima.” TRUMP: “SE TEHERAN REAGISCE COLPIREMO CON FORZA MAI VISTA” Il presidente Donald Trump ha ammonito l’Iran a non reagire contro gli Stati Uniti e Israele. L’avvertimento è stato pubblicato sulla sua piattaforma Truth Social. “L’Iran ha appena detto che oggi colpirà molto duramente, più duramente di quanto abbia mai fatto prima”, ha scritto Trump. “Faranno meglio a non farlo, perché se lo faranno, li colpiremo con una forza mai vista”. Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, i cosiddetti “pasdaran”, aveva annunciato che avrebbe colpito Israele e le basi statunitensi nella regione del Golfo persico in rappresaglia per la morte dell’ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran uccisa in un bombardamento ieri a Teheran. ISRAELE BOMBARDA, TEHERAN RISPONDE DAL GOLFO ALL’IRAQ Colonne di fumo oggi su Teheran dopo nuovi raid missilistici: le immagini sono state diffuse sia da media dell’Iran che da emittenti e testate internazionali. Le esplosioni si sono verificate dopo che le forze armate di Israele avevano annunciato l’avvio di nuova campagna di bombardamenti. Anche l’Iran ha continuato a colpire, prendendo di mira sia Tel Aviv e altre località di Israele sia basi degli Stati Uniti nella regione del Golfo Persico. L’agenzia di stampa Irna ha anche riferito di raid nella regione del Kurdistan iracheno. Stando a questa ricostruzione, a colpire basi americane, definite “centri militari nemici”, sono stati caccia dell’aviazione. LE CONDOGLIANZE PUTIN: “OMICIDIO CINICO, VIOLATE TUTTE LE NORME” Il presidente russo Vladimir Putin ha espresso le sue “condoglianze” al presidente iraniano Masoud Pezeshkian “per l’assassinio della Guida Suprema della Repubblica Islamica dell’Iran, Seyyed Ali Khamenei”. Lo riferisce il Cremlino come riporta l’agenzia Tass. Il Presidente russo ha descritto la morte dell’Ayatollah Khamenei come “un omicidio cinico che ha violato tutte le norme della moralità umana e del diritto internazionale”. In Russia, ha aggiunto Putin, “Khamenei sarà ricordato come un eminente statista, che ha dato un enorme contributo allo sviluppo delle relazioni tra i due Paesi”. Il leader russo ha espresso “le sue più sentite condoglianze e il suo sostegno ai familiari e agli amici di Khamenei, al governo e a tutto il popolo iraniano”. TEHERAN CONFERMA MORTE IL CAPO DELL’ESERCITO E IL CAPO DEI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE Il capo di Stato maggiore dell’esercito, Abdolrahim Moussavi, il ministro della Difesa, Aziz Nasirzadeh, il capo dei Guardiani della rivoluzione, Mohammad Pakpour, e il consigliere della guida suprema, Ali Shamkhani: sono tutti dirigenti dell’Iran uccisi nei raid di Israele e degli Stati Uniti. A confermare la notizia oggi i media di Stato di Teheran. LA CINA: “RISPETTARE LA SOVRANITÀ, PROTEGGERE I CIVILI” La Cina è “profondamente preoccupata” per l’offensiva militare avviata ieri da Stati Uniti e Israele contro l’Iran: lo ha dichiarato Fu Cong, rappresentante permanente di Pechino presso le Nazioni Unite. Il diplomatico è intervenuto a una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Secondo Fu, la Cina sostiene che tutte le parti debbano attenersi agli scopi e ai principi della Carta delle Nazioni Unite e si oppone all’uso o alla minaccia della forza nelle relazioni internazionali. Il diplomatico ha aggiunto: “La Cina sottolinea che la sovranità, la sicurezza e l’integrità territoriale dell’Iran e degli altri Paesi della regione devono essere rispettate”. Secondo Fu, Pechino è profondamente rattristata per l’elevato numero di vittime civili causato dal conflitto. L’ambasciatore ha aggiunto che, in ogni circostanza, “la linea rossa della protezione dei civili nei conflitti armati non deve essere superata e l’uso indiscriminato della forza è inaccettabile“. Fu ha concluso: “La Cina invita tutte le parti a rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario, a garantire in modo efficace la sicurezza dei civili e a evitare attacchi contro infrastrutture civili”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 1 marzo 2026
Dopo lo straordinario successo della prima stagione, la divina del cinema italiano, SABRINA FERILLI, torna finalmente sul piccolo schermo martedì 3 marzo 2026 in prima serata su Rai 1. L'attrice riprende i panni dell'iconica Gloria Grandi nel film TV "Gloria Il ritorno", l'attesissimo capitolo conclusivo prodotto da Eagle Pictures in collaborazione con Rai Fiction. La prima stagione di Gloria ha segnato un debutto trionfale per la serialità italiana, incollando allo schermo oltre 4 milioni di telespettatori con uno share medio superiore al 22%. Questi numeri hanno confermato il legame indissolubile tra il pubblico e la SABRINA FERILLI, capace di dominare la prima serata battendo regolarmente la concorrenza dei principali reality show.  LA STORIA: CADUTA E RISCATTO DI UNA STAR La STORIA riparte dal caos mediatico scatenato dal finto suicidio della protagonista. Per la divina Gloria è giunto il momento di fare i conti con la realtà: condannata ai servizi socialmente utili, la diva dovrà abbandonare i red carpet per tornare alle sue origini nel quartiere popolare del Tufello. Tra il lavoro in un centro sociale e il tentativo di ricostruire il legame con l'ex marito e la figlia, Gloria Grandi affronterà un viaggio interiore alla ricerca di una verità che vada oltre i flash dei fotografi. UN CAST DI GRANDI STELLE Ad affiancare la magnifica SABRINA FERILLI, ritroviamo il prestigioso CAST originale: Massimo Ghini: l'irresistibile e spregiudicato agente Manlio. Sergio Assisi: Alex, l'uomo che cerca di riportare Gloria alla realtà. Emanuela Grimalda: la fidata e ironica assistente Iole. Le nuove entrate includono Francesco Arca, nel ruolo di un affascinante giudice, e Pino Strabioli.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 1 marzo 2026
IL TRIONFO DI SAL DA VINCI A SANREMO 2026 "Questa è la vittoria di chi non smette mai di crederci, di chi viene dal basso e porta con sé le proprie radici ovunque vada." Con queste parole, un commosso Sal Da Vinci ha sollevato il Leone d'Oro sul palco dell'Ariston, dedicando il successo del brano "Per sempre sì" alla donna che è stata la sua bussola per oltre trent'anni: la moglie Paola, conosciuta quando lui era solo un quindicenne con grandi sogni. Da New York al tetto d'Italia: Un viaggio lungo una vita La storia di Salvatore Michael Sorrentino, in arte Sal Da Vinci, sembra scritta per un film. Nato quasi per destino a New York il 7 aprile 1969 durante una tournée del padre Mario, Sal ha respirato l'odore del palcoscenico prima ancora di imparare a camminare. Il debutto precoce: A soli 7 anni, nel 1976, incideva già il suo primo brano, “Miracolo ’e Natale”, dando inizio a una carriera precocissima nel segno della tradizione napoletana. Il cinema e la fede: Dai set cult con Carlo Verdone e Alberto Sordi in “Troppo forte”, fino all'emozione indescrivibile di cantare davanti a 450.000 persone per Papa Giovanni Paolo II nel 1995. La rinascita pop: Dopo il boom globale di “Rossetto e Caffè” nel 2024, che ha dominato le classifiche digitali (Dati Spotify Italia), il ritorno a Sanremo dopo 17 anni segna la consacrazione definitiva. "Vincere con 'Per sempre sì' significa celebrare l'amore che resiste al tempo," ha dichiarato l'artista. "Lo dedico a Paola, che mi ha preso per mano a 15 anni e non mi ha più lasciato, e alla mia Napoli, che mi ha insegnato la dignità del lavoro e la forza della passione." Sal Da Vinci non ha solo vinto un Festival; ha dimostrato che la coerenza e il talento, se coltivati con umiltà, portano sempre al traguardo più alto.
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