Fine del doppio blocco allo Stretto e nucleare escluso dalle trattative: l’ultima offerta dell’Iran a Trump
Araghchi intanto oggi è a Mosca da Putin. E' l'ultima tappa del Ministro degli Esteri iraniano di un giro che da sabato lo ha già portato in Pakistan e Oman
ROMA – C’è un’ultima offerta (in termini di tempo) sul tavolo delle non-trattative tra Iran e Stati Uniti. L’avrebbero presentata gli iraniani alla mediazione pakistana, secondo due funzionari regionali ascoltati dal Guardian. L’Iran si è offerto di porre fine alla sua stretta sullo stretto di Hormuz senza affrontare la questione del suo programma nucleare; e chiede contestualmente anche la fine del blocco statunitense.
La proposta probabilmente sarà rifiutata da Trump, scrive il Guardian.
Intanto prosegue il viaggio in Russia del ministro degli Affari esteri iraniano Abbas Araghchi, atterrato stamani all’aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo per incontrare il presidente Vladimir Putin. La visita è l’ultima tappa di un tour che da sabato ha già portato Araghchi in Pakistan e Oman, i principali alleati di Teheran.
Come confermano le agenzie di stampa dei due Paesi, il ministro iraniano ha ricordato le tre conversazioni telefoniche tenute con Mosca dall’inizio dell’offensiva israelo-statunitense del 28 febbraio, e gli scambi avuti “su una vasta gamma di questioni, in particolare quelle regionali”, con l’obiettivo anche di porre fine alla guerra contro Stati Uniti e Israele. In questo senso, si è detto “fiducioso” che “consultazioni e coordinamento tra i due Paesi avranno un valore altamente significativo”.
Poi, Araghchi ha spiegato che con la controparte pachistana ci sono stati “sviluppi molto produttivi” sui negoziati tra Iran e Stati Uniti per porre fine alla guerra, e che si è lavorato a “condizioni specifiche alle quali i negoziati potrebbero proseguire”, sebbene in questa fase i colloqui siano in stallo. Nessuna delle controparti sembra mostrare la volontà per riavviarli, anche indicando una possibile data. Nel fine settimana il presidente Donald Trump ha annullato le consultazioni indirette di Kushner e Witkoff a Islamabad, scrivendo poi sul suo social Truth che “se gli iraniani vogliono parlare, non devono che chiamare!”.
Così, Araghchi ha colto l’occasione per tornare ad attribuire il fallimento degli incontri precedenti a causa “delle richieste eccessive” e degli approcci sbagliati” della controparte statunitense.
Infine, il ministro degli Esteri Araghchi ha descritto anche la visita in Oman come positiva soprattutto rispetto allo Stretto di Hormuz: “I nostri Paesi devono mantenere strette consultazioni”, e ha spiegato: “È naturale che, in quanto paesi costieri che si affacciano su questo stretto, dovremo rimanere in stretto contatto per salvaguardare i nostri interessi comuni e coordinare qualsiasi azione ad esso correlata, soprattutto perché gli interessi dell’Iran e dell’Oman sono direttamente coinvolti”.

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