GARLASCO, CHIUSE INDAGINI SU SEMPIO. PROCURA ACCUSA: "RIS NASCOSE PROVE SU STASI". L'EX GENERALE GAROFANO: "MI FIDO DEI MIEI UOMINI, ESCLUDO IRREGOLARITÀ"
Svolta radicale e dirompente nelle indagini sul delitto di Garlasco, l'omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007. La Procura della Repubblica di Pavia ha formalmente chiuso le indagini integrative a carico di Andrea Sempio, 38 anni, contestandogli il reato di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi. L'inchiesta bis si avvia ora con decisione verso la richiesta di rinvio a giudizio per l'indagato.
Al centro del provvedimento dei magistrati pavesi vi è una fitta serie di analisi e perizie tecniche che, secondo l'accusa, blindano la responsabilità di Sempio. In particolare, i nuovi accertamenti geometrico-dimensionali stabiliscono che l'impronta della scarpa del killer, impressa nel sangue sulla scena del crimine, è pienamente compatibile con la misura e l'anatomia del piede dell'indagato. Secondo la ricostruzione della Procura, il delitto sarebbe maturato a seguito di un rifiuto sentimentale da parte della vittima, scatenando un'azione mossa "con odio e con crudeltà". Una nuova consulenza medico-legale ha inoltre ridisegnato i tempi del dramma, ipotizzando che Chiara Poggi sia sopravvissuta per circa un'ora dopo la violenta aggressione.
Il documento della Procura solleva tuttavia un secondo e clamoroso scenario destinato a riaprire l'intera vicenda giudiziaria: l'asserito occultamento di elementi probatori decisivi a favore di Alberto Stasi, il fidanzato della vittima condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione. I magistrati rilevano che nel 2007 furono di fatto nascosti i risultati di due contro-analisi eseguite dai Ris di Parma sui pedali della bicicletta di Stasi. Tali accertamenti, che smentivano la presenza del DNA di Chiara Poggi e che avrebbero potuto scagionare l'allora indagato, non furono mai inseriti nel fascicolo processuale. Una rivelazione, questa, che spiana concretamente la strada alla richiesta di revisione del processo per Stasi.
Chiamato in causa in quanto comandante del Ris di Parma all'epoca dei fatti, l'ex generale Luciano Garofano – recentemente ascoltato dai magistrati di Pavia – ha respinto con assoluta fermezza ogni accusa di depistaggio o di dolo nel corso della trasmissione Lo Stato delle Cose su Rai 3. "Mi fido dei miei uomini ed escludo categoricamente qualsiasi irregolarità", ha dichiarato Garofano, difendendo l'operato della sua squadra e l'integrità scientifica dei rilievi effettuati diciannove anni fa.
Dura e prudente la reazione della famiglia Poggi. Attraverso i propri legali, i parenti di Chiara hanno commentato gli ultimi sviluppi con un secco "Nessuna novità", ribadendo l'intenzione di attendere il deposito e l'esame approfondito di tutta la nuova documentazione scientifica prima di esprimere qualunque valutazione formale.

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