Garlasco: la Procura di Pavia sul delitto Poggi. "Un annientamento furioso nato dal rifiuto di Chiara"
Emerge un quadro di estrema brutalità dalle ultime carte della Procura di Pavia in merito all'omicidio di Chiara Poggi. Secondo gli inquirenti, l'aggressione perpetrata da Andrea Sempio non fu solo un atto violento, ma un vero e proprio "annientamento" della vittima, scatenato dal rifiuto di un approccio sessuale.
Nel documento che sintetizza l'interrogatorio dello scorso 6 maggio durante il quale l'indagato ha scelto di non rispondere i magistrati descrivono un'azione di una ferocia inaudita. La furia dell'omicida si sarebbe concentrata con precisione chirurgica e rabbiosa sul volto e sulla testa della giovane donna.
"Un'aggressione cieca e sproporzionata", scrivono i pm, sottolineando come l'intento dell'assassino sembrasse quello di "cancellare ogni traccia della persona che si era opposta". La ricostruzione degli inquirenti delinea quindi un movente d'impulso: una reazione violenta e narcisistica di fronte a un "no" che Chiara avrebbe pagato con la vita.
Il silenzio di Sempio davanti ai magistrati non ferma l'attività investigativa, che con questa contestazione mette un punto fermo sulla dinamica psicologica e materiale che avrebbe portato alla tragedia di Garlasco.
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