GIALLO DI PIETRACATELLA: IL KOCH INSTITUTE CONFERMA LA PRESENZA DI RICINA. SVOLTA NELLE INDAGINI PER DUPLICE OMICIDIO
Una svolta decisiva segna le indagini sulla tragica scomparsa di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e di sua figlia Sara Di Vita, 15 anni, decedute tra il 27 e il 28 dicembre dello scorso anno nel piccolo comune molisano. Le analisi tossicologiche di secondo livello, affidate agli esperti del prestigioso Koch Institute di Berlino, hanno confermato in modo inequivocabile la presenza di tracce di ricina nei tessuti delle vittime.
I risultati scientifici giunti dalla Germania convalidano definitivamente l'ipotesi del duplice omicidio volontario, pista già sollevata dai primi accertamenti del Centro Antiveleni di Pavia e su cui la Procura di Larino mantiene il massimo riserbo. Cade definitivamente la tesi iniziale di una fatalità legata a un'intossicazione alimentare da funghi o alimenti avariati consumati durante le festività natalizie.
Il quadro investigativo e gli accertamenti biologici
La complessa relazione autoptica, che consta di oltre 900 pagine, mette un punto fermo sulla causa del decesso: avvelenamento da ricina, una delle tossine vegetali più letali al mondo. Nel frattempo, gli accertamenti biologici condotti sugli altri membri del nucleo familiare, il capofamiglia Gianni Di Vita e la figlia maggiore Alice Di Vita (assente al pasto del 23 dicembre, giorno in cui sono comparsi i primi sintomi), hanno dato esito negativo, escludendo qualsiasi forma di contaminazione da ricina nei loro organismi.
Le indagini in corso
Gli investigatori del Comando Provinciale dei Carabinieri e i tecnici del RIS continuano a passare al setaccio la cerchia ristretta dei conoscenti e dei familiari delle vittime. L'attenzione degli inquirenti rimane focalizzata sui contenuti dei dispositivi informatici sequestrati (smartphone e computer) e sulle abitudini domestiche della famiglia, nel tentativo di individuare il veicolo della sostanza tossica e il movente del delitto.
Al momento il fascicolo rimane aperto contro ignoti, ma gli elementi depositati dagli esperti tedeschi imprimono una forte accelerazione all'attività investigativa per dare un nome al responsabile del duplice avvelenamento.
Per ulteriori informazioni e aggiornamenti, si rimanda alle prossime comunicazioni ufficiali della Procura della Repubblica di Larino.

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