Giustizia, Nordio accelera: "Basta veti politici, la riforma è per i cittadini"
Il Guardasigilli presenta la relazione alla Camera: via libera alla risoluzione di maggioranza. Fokus su separazione delle carriere, Alta Corte e il successo delle misure alternative al carcere.
La riforma della Giustizia non è una sfida alla magistratura, ma un atto dovuto ai cittadini. È questo il messaggio centrale lanciato dal Ministro Carlo Nordio durante le comunicazioni alla Camera. In un clima di acceso confronto, l’Aula ha dato il via libera alla risoluzione di maggioranza, blindando il cronoprogramma del Governo per il 2026.
Lo scontro con l’opposizione
Nordio non ha risparmiato critiche alle minoranze, accusandole di pregiudizio ideologico. Secondo il Ministro, molti parlamentari dell'opposizione sarebbero privatamente favorevoli ai contenuti della riforma, ma voterebbero "no" per una mera strategia di contrasto al governo Meloni. "Non è una riforma contro nessuno" – ha puntualizzato il Guardasigilli – "ma il tentativo di attuare una rivoluzione processuale attesa da quarant’anni".
I pilastri del nuovo corso
Con l’approvazione della risoluzione, l’esecutivo si impegna a procedere spedito su tre fronti caldi:
- I due CSM: Creazione di due Consigli Superiori distinti per giudicanti e requirenti.
- Il Sorteggio: Nuove regole per la composizione dei membri dei Consigli per spezzare il sistema delle correnti.
- Alta Corte: Un nuovo tribunale disciplinare per garantire imparzialità e rigore.
Giustizia minorile: l’equilibrio tra "bilancia e spada"
Un ampio spazio della relazione è stato dedicato alla gestione dei minori e alla certezza della pena. Nordio ha citato la simbologia classica: la giustizia deve tenere l’equilibrio (la bilancia), ma non può rinunciare all'efficacia della sanzione (la spada). "Non c'è niente di peggio che minacciare una pena e poi non applicarla", ha dichiarato, sottolineando che l'esecuzione della pena è essenziale anche per la riabilitazione dei più giovani.
Il successo del "Modello Italia"
A supporto della sua linea, il Ministro ha presentato i dati aggiornati al 31 dicembre 2025, che delineano un sistema italiano sempre più orientato alla giustizia di comunità:
- 141.458 persone in carico agli uffici di esecuzione penale esterna.
- 100.666 soggetti inseriti in misure alternative e sanzioni di comunità.
- 63.499 detenuti presenti negli istituti penitenziari.
I numeri confermano che il carcere sta diventando una misura residuale rispetto ai percorsi di reinserimento sociale, un modello che Nordio intende potenziare ulteriormente nel corso dell'anno.

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