Gli hacker russi dietro le proteste in Italia? Putin attacca: “Leader deboli, incapaci di assumersi responsabilità”
Putin commenta con durezza l'ipotesi di un coinvolgimento di hacker russi nel sostegno alle mobilitazioni italiane che hanno portato nelle piazze guerriglia e violenza
ROMA – Un possibile contributo dalla Russia all’organizzazione delle proteste di piazza in Italia? Questa ipotesi viene respinta duramente dal presidente Vladimir Putin, che ha risposto sull’argomento in una intervista alla tv di stato rilanciata dall’agenzia Tass. Per Putin, queste ipotesi “dimostrano la debolezza e l’incapacità di alcuni dei loro leader di assumersi la responsabilità di quanto sta accadendo”.
Il riferimento è ad alcune risultanze di indagini telematiche che avrebbero rilevato un piano coordinato per creare il maggior danno possibile nelle piazze e anche contro obiettivi istituzionali da colpire a livello informatico il 24 ottobre. Ne scrive il Corriere della Sera. Il 23 ottobre, in particolare, secondo la ricostruzione degli investigatori, gli hacker di ‘Noname057(16)’ e del Dark Storm Team, anche loro filorussi, hanno annunciato sui loro profili supporto alle manifestazioni sia in Italia sia in Francia. Telegram, però, aveva bannato i loro canali. Supporto sarebbe arrivato anche dalla crew sud-asiatica-bengalese Bd Anonymous, che appoggia la causa pro Pal (entrata in scena già per le Olimpiadi Milano-Cortina e prima ancora nel 2023 colpendo con sistemi Ddos alcune istituzioni ed enti italiani).
Uno dei timori degli inquirenti è che i gruppi di hacker potrebbero avere l’intenzione, supporto a parte, di mettere in atto azioni concrete, come prendere di mira le infrastrutture telematiche di forze dell’ordine e la Difesa, ma anche ad esempio i sistemi delle telecamere di sorveglianza stradale.
Ieri, a Milano, è stato interrogato Youssef Sehir, identificato come l’amministratore della pagina Instagram Movimento 17 ottobre, nato per rilanciare i raduni in piazza che dovevano tenersi ieri, 24 ottobre. Raduni che poi di fatto non ci sono stati, visto che in mattinata era stato perquisito e portato in Questura il fondatore del profilo. Sula pagina Movimento 17 ottobre, che conta 32mila follower, per le 14.,30 erano attese le comunicazioni sui punti di ritrovo per le manifestazioni del 24 ottobre in otto città (Bologna, Milano, Torino, Genova, Firenze, Roma, Padova e Bari). Le proteste annunciate, secondo gli investigatori, avrebbero avuto come scopo quello di ripetere le violenze e la guerriglia andata in scena la settimana precedente, sabato 17 ottobre (e a Milano anche domenica 18 ottobre).

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