Gli Usa e gli amici europei destinati a stare insieme”: per fortuna Rubio non è Trump, né Vance. Per lui standing ovation a Monaco
Le parole del segretario di Stato statunitense ricuciono lo strappo transatlantico e rincuorano i Paesi alleati: "Non vogliamo separarci ma rivitalizzare un'antica amicizia"
Le premesse non lasciavano sperare di certo a una lieto fine. Invece l’intervento di Marc Rubio tenuto nel giorno di San Valentino- e dell’amore in tutto il mondo- alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, ha finito per conquistare applausi e persino una standing ovation. E così i leader europei, dopo le parole e i toni del segretario di Stato Usa, hanno potuto tirare un sospiro di sollievo.
“NON VOGLIAMO SEPARARCI”
Eppure appena il giorno prima, Rubio non aveva iniziato la sua partecipazione nel migliore dei modi, saltando un incontro con i leader sull’Ucraina. E dopo le parole dure di ieri del Cancelliere Tedesco Merz, che potevano lasciare presagire anche ad un divorzio transatlantico, il segretario di Stato Rubio ha voluto fin da subito chiarire la sua ‘venuta’ in pace e, soprattutto, in amicizia. “Gli Usa e gli amici europei sono destinati a stare insieme”, ha infatti esordito. “Non vogliamo separarci, ma rivitalizzare un’antica amicizia e rinnovare la più grande civiltà della storia umana”, ha detto il ‘pacificatore’ d’Oltreoceano, rassicurando una platea inizialmente nervosa e preoccupata. Insomma, “il destino dell’Europa sarà sempre legato a quello dell’America”, ha sentenziato il segretario di Stato Usa, Marc Rubio, nel suo intervento alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco.
“LA FINE DELL’ERA TRANSATLANTICA, NON UN NOSTRO OBIETTIVO”
Non ha nascosto le volontà statunitensi di guidare il mondo, comunque: gli Stati Uniti d’America “si assumeranno ancora una volta il compito della restaurazione e della rinascita- ha proseguito- guidati da una visione del futuro tanto fiera quanto sovrana, e vitale quanto il passato della nostra civiltà”. E poi puntualizzato: “Sebbene siamo pronti, se necessario, a farlo da soli, la nostra preferenza – ed è anche la nostra speranza – è farlo insieme a voi, i nostri amici qui in Europa”.
Insomma, niente paura: la fine dell’era transatlantica “non è né il nostro obiettivo, né il nostro desiderio”, ha voluto mettere in chiaro. “Per noi americani la nostra casa può essere nell’emisfero occidentale, ma saremo sempre figli dell’Europa”, ha ricordato. Insomma gli Stati Uniti stanno “tracciando la strada per un nuovo secolo di prosperità” e non vogliono farlo da soli.
LA RICUCITURA DELLO STRAPPO SULL’AFGANISTAN: ED È SUBITO STANDING OVATION
Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, si è poi guadagnato una standing ovation quando, nel suo discorso alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, ha ricordato i soldati americani ed europei che hanno combattuto insieme in Afghanistan. “Abbiamo sanguinato e siamo morti fianco a fianco”, ha detto, mettendo così una toppa enorme alle parole choc di Donald Trump, pubblicate qualche settimana fa su Truth, in cui ironizzava sugli alleati Nato “un pochino distanti dal fronte”.
MA ANCHE LE COSE CHE NON VANNO: L’ONU E LA DEBOLEZZA DEGLI ALLEATI
Non tutto però è stato rose e fiori: “Non dobbiamo abbandonare il sistema di cooperazione internazionale che abbiamo creato, né smantellare le istituzioni globali del vecchio ordine che insieme abbiamo costruito. Ma queste devono essere riformate, ricostruite”, ha mandato a dire riguardo alle Nazioni Unite. Perché “non si può ignorare che- ha motivato- sulle questioni più urgenti che ci troviamo ad affrontare, non hanno risposte e non hanno svolto praticamente alcun ruolo”. E ha messo in chiaro che gli Stati Uniti non vogliono alleati deboli “perché ci renderebbe ancora più deboli- ha spiegato- Vogliamo alleati che sappiano difendersi, in modo che nessun avversario sia mai tentato di mettere alla prova la nostra forza collettiva”. E se non lo si fosse capito: “Noi in America non abbiamo alcun interesse a essere custodi educati e ordinati del declino controllato dell’Occidente”, ha pungolato i presenti.
“UNITI CONTRO LE FORZE DI DISTRUZIONE CHE MINACCIANO AMERICA ED EUROPA”
“Vogliamo alleati che siano orgogliosi della loro cultura e del loro retaggio, che capiscano che siamo eredi della stessa grande e nobile civiltà e che insieme a noi siano disposti e capaci di difenderla.”, si è avviato così alle conclusioni. “Agendo insieme in questo modo, non solo contribuiremo a recuperare una sana politica estera- ha infine esortato gli alleati europei- Ci restituirà anche una chiara consapevolezza di noi stessi. Ci restituirà un posto nel mondo e, così facendo, respingerà e scoraggerà le forze di distruzione della civiltà che oggi minacciano sia l’America che l’Europa”.
Il segretario di Stato Rubio si è alla fine meritato una promozione a pieni voti dei presenti che non avevano dimenticato il discorso di un anno fa del vicepresidente statunitense J.D. Vance di tutt’altro tenore. Quello di Vance era stato un vero e proprio attacco alle politiche Ue in particolare su immigrazione e libertà di parola. Non solo: Rubio ha parlato a una platea ancora scossa dalla gestione dell’affaire “Groenlandia” da parte di Trump.
Recent Posts















