Gravina si è dimesso, Buffon pure. Gattuso ancora no

AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamenti Ore 20:51 • 2 aprile 2026

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Gabriele Gravina non è più il Presidente della Federcalcio.

 Ha rassegnato le dimissioni nel vertice con i presidenti delle componenti del consiglio federale, tutte presenti a Roma: il numero uno della Lega Serie A, Paolo Bedin della Serie B, Matteo Marani per la Lega Pro, Giancarlo Abete della LND, Umberto Calcagno dell’AIC e Renzo Ulivieri per l’AIAC. Il nuovo presidente sarà eletto il 22 giugno.

19:00 – RIVERA SI CANDIDA

“Sono pronto a fare il presidente Figc perché ho un programma ben preciso che ho fatto con amici, tra cui il figlio di Angelo Sormani: è un modello che stiamo studiando e preparando e che forse potrebbe essere utile per la Federazione”, ha detto Gianni Rivera a Rai Radio 1 Sport.

18:00 – GRAVINA SOLITARIO Y FINAL

“Il sentimento attuale è di grande amarezza ma anche grande serenità, devo ringraziare le componenti che ancora oggi mi hanno dimostrato grande sostegno, stima, affetto, vicinanza, e anche insistenza nel continuare, ma la mia è stata una scelta convinta e meditata. Il resto lo trovate sul comunicato e poi nei prossimi giorni ci vedremo. Buona Pasqua a tutti”. Così Gabriele Gravina uscendo per ultimo dalla sede della Figc.

17:25 – LO STUPORE DELLA FIGC PER IL NO ALLA CAMERA

La Figc ha appreso con stupore la notizia dell’annullamento dell’audizione di Gabriele Gravina alla Camera, fanno sapere fonti federali alla Gazzetta dello Sport. “Tutto era stato concordato ieri con il presidente della Commissione Sport della Camera, Federico Mollicone: la relazione sui punti di forza e di debolezza del calcio italiano, che si pensava fossero al centro dell’interesse della politica, sarà comunque resa presto pubblica”.


  17:10 – ABETE FA FINTA DI NIENTE

“Io candidato? È un problema che al momento non mi pongo, ci sono 40 giorni di tempo per fare le riflessioni”. Così dice Giancarlo Abete, ex Presidente federale di nuovo in corsa per sostituire Gravina. “Ora bisogna pensare ai problemi e al perché per tre volte l’Italia non sia ai Mondiali. Bisogna valutare varie situazioni e un momento di confronto tra le varie componenti per cercare di arrivare a soluzioni condivise. C’è un percorso da fare molto importante”.

17:00 – SIMONELLI: “PER ORA NON SI E’ PARLATO DI CANDIDATI”

“Come Serie A dovremo rivendicare un ruolo primario, dobbiamo essere una guida per tutte le squadre. Come i tifosi siamo delusi, dovremo lavorare sulle riforme, sui giovani, sul rafforzamento della governance e patrimoniale delle società per tornare ai fasti del passato. Se si è parlato già di un candidato? Assolutamente no”. Questo il commento del presidente della Serie A, Ezio Maria Simonelli.

16:45 – SCONVOCATA L’AUDIZIONE DI GRAVINA

L’audizione di Gabriele Gravina, sulla crisi del calcio italiano, già prevista per mercoledì 8 aprile alle ore 11, presso la Commissione Cultura della Camera, non avrà luogo.

16:20 – LASCIA ANCHE BUFFON

Anche Buffon, come prevedibile, rassegna le demissioni: “Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo. Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi. Mi è stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti. Ora che il Presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità, perché, pur nella sincera convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso e tutti i collaboratori, nel pochissimo tempo a disposizione della Nazionale, l’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti. È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo. Rappresentare la Nazionale è per me un onore ed una passione che mi divora fin da quando ero un ragazzino. Ho cercato di interpretare il mio incarico mettendoci tutte le mie energie, guardando a tutti i settori per essere anello di congiunzione, di dialogo e di sinergia tra le varie giovanili, cercando di strutturare, insieme ai vari responsabili, un progetto che partendo dai giovanissimi arrivi fino alla Nazionale U21. Il tutto per ripensare il modo nel quale si allevano i talenti della futura Nazionale maggiore. Ho chiesto ed ottenuto l’inserimento di poche, importanti figure di forte esperienza, che insieme con le competenze già presenti, stanno dando vita a questi cambiamenti necessari con visione a medio e lungo termine. Questo perché credo nella politica della meritocrazia e della specializzazione delle mansioni. Starà a chi di dovere giudicare la bontà di queste scelte. Porto nel cuore tutto, con gratitudine per il privilegio e l’insegnamento che, anche nell’epilogo doloroso, questa intensa esperienza mi lascia. Forza Azzurri sempre”.



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Come si legge in una nota di Palazzo Chigi, il Consiglio dei ministri è convocato per domattina, venerdì 3 aprile 2026, alle ore 09.00. Sul tavolo del Governo il nuovo decreto carburanti, con il quale è in arrivo la proroga del taglio delle accise che scade il prossimo 7 aprile. Misure urgenti su prezzi petroliferi e sostegno alle imprese L’ordine del giorno prevede l’esame dello schema di decreto legge recante "Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali, nonché in favore delle imprese". Il provvedimento, coordinato dalla Presidenza e dai ministeri di Economia, Imprese, Ambiente e Agricoltura, mira a mitigare l'impatto dei costi energetici su famiglie e sistema produttivo. Adeguamento normativa UE sul ripristino della natura In esame definitivo approderà inoltre lo schema di decreto legislativo per l’adeguamento nazionale al Regolamento (UE) 2024/1991 relativo al ripristino della natura, che modifica il precedente regolamento (UE) 2022/869. Il testo è promosso dai dicasteri degli Affari europei, Pnrr e Politiche di coesione e dell'Ambiente e sicurezza energetica. Vertice di maggioranza sul Def La seduta di domani segue il vertice politico svoltosi a Palazzo Chigi sul Documento di economia e finanza (Def), al quale hanno preso parte la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il leader di Noi moderati Maurizio Lupi.
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Carburanti in forse e voli a rischio quest’estate? Cosa sappiamo Il blocco dei carburanti in arrivo dal Medio Oriente a causa della guerra potrebbe portare conseguenze pesanti sul mercato dei voli, tra tratte cancellate e aumenti di prezzi La difficoltà a reperire carburante per aerei, se continua lo scenario di guerra, potrebbe avere ripercussioni sui voli programmati per l’estate. E questo significa che potrebbero saltarne alcuni, o molti. Oppure che i prezzi dei voli potrebbero aumentare e non di poco. A far scattare l’allarme è stato un articolo di oggi del Corriere della Sera, secondo cui all’incirca dalla fine aprile o dall’inizio maggio, un po’ tutta l’Europa potrebbe ritrovarsi con la metà del carburante aereo normalmente disponibile. A pesare, poi, sono state le parole di Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, che in un’intervista a Sky News non ha nascosto preoccupazioni di fronte all’ipotesi di una guerra che dovesse andare oltre la fine di aprile: “Se la guerra continua e le interruzioni persistono- ha detto il numero uno di Ryanair-, riteniamo che una quota limitata, forse il 10%, 20% o 25% delle nostre forniture, possa essere a rischio tra maggio e giugno”. Insomma, il rischio è che le compagnie tra giugno e settembre possano vedersi costrette a operare tagli, garantendo meno collegamenti, riduzione delle frequenze giornaliere e difficoltà maggiori per aeroporti turistici e isole (le più complicati da rifornire). C’è chi, come la compagnia low cost spagnola Volotea, ha già annunciato un taglio dell’1% dei propri voli. Anche Lufthansa non ha nascosto una prospettiva difficile. Molti si aspettano che l’aumento del costo del carburante finirà inevitabilmente per riflettersi sulle tariffe. Intanto, l’unico dato certo è che la petroliera Rong Lin Wan arriverà a Rotterdam il 9 aprile con l’ultimo rifornimento dal Golfo. Si tratta dell’ultima nave piena di jet fuel partita dal Golfo Persico prima della chiusura dello Stretto di Hormuz. Quello che succederà, con i successivi approvvigionamenti in forse e le scorte che andranno man mano a esaurirsi, non è chiaro. Il problema, dicono gli esperti, sarà più complicato da gestire in particolare per i Paesi europei che dipendono maggiormente dalle importazioni di jet fuel. L’Italia è tra questi, dato che dipende dall’estero per circa metà del fabbisogno. Nel 2025, ad esempio, la produzione giornaliera è stata di 674 mila barili, a fronte di consumi pari a circa 1,3 milioni.
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In merito alle recenti notizie di stampa riguardanti dichiarazioni rese dalla giornalista Claudia Conte, fonti del Viminale precisano che il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, prosegue regolarmente la propria attività istituzionale secondo l'agenda prevista. Il Ministro ribadisce con fermezza la linea della massima trasparenza, escludendo categoricamente qualsiasi forma di favoritismo o condotta impropria legata alla propria funzione. Al fine di tutelare la propria onorabilità e l’immagine dell’Amministrazione che rappresenta, il Ministro Piantedosi ha già conferito mandato ai propri legali per valutare ogni iniziativa necessaria in sede giudiziaria.
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Federica Pellegrini e Matteo Giunta festeggiano l'arrivo della loro seconda figlia, Rachele. L'annuncio è arrivato direttamente dai canali social dell'ex campionessa di nuoto, che ha condiviso uno scatto della neonata con una dedica dolcissima: "Ciao Rachele, la nostra piccola nata con la luna rosa". La piccola Rachele si unisce alla famiglia dopo la primogenita Matilde. La "Divina" aveva svelato la gravidanza e il sesso della nascitura lo scorso dicembre, rendendo i fan partecipi di questo nuovo capitolo della sua vita. Le polemiche pre-parto Gli ultimi giorni di attesa non sono stati privi di frizioni online. Pellegrini è finita nel mirino di alcuni utenti per aver condiviso con ironia il racconto dell'ultima cena fuori prima del ricovero, ma le critiche più aspre hanno riguardato la scelta del parto cesareo programmato. Di fronte ai commenti negativi, la campionessa ha risposto con fermezza: la decisione è stata presa esclusivamente per garantire la massima sicurezza alla bambina, tenendo conto delle complicazioni sorte durante il primo parto. Gli auguri di FRV News Tutta la redazione di FRV News Magazine si stringe attorno a Federica e Matteo in questo momento di immensa felicità. Benvenuta piccola Rachele e i nostri migliori auguri a tutta la famiglia!
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Il Ministero degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese ha espresso oggi profonda preoccupazione per l’aggravarsi delle tensioni in Medio Oriente, lanciando un appello urgente per la fine immediata delle ostilità. La posizione ufficiale arriva in risposta alle recenti dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, relative alla possibilità di massicce azioni militari contro la Repubblica Islamica dell'Iran. La portavoce del Ministero degli Esteri, Mao Ning, ha ribadito durante la conferenza stampa quotidiana che il ricorso alla forza non rappresenta una soluzione percorribile per le complessità regionali. “I mezzi militari non possono risolvere il problema in modo sostanziale e l’escalation dei conflitti non è nell’interesse di nessuna delle parti coinvolte”, ha dichiarato Mao Ning. La portavoce ha esortato formalmente tutte le parti interessate a interrompere senza indugio le operazioni belliche per evitare una spirale di violenza fuori controllo. Pechino sottolinea come la stabilità regionale sia fondamentale non solo per la sicurezza dei popoli interessati, ma anche per l’equilibrio economico e commerciale globale. La Cina conferma la propria disponibilità a sostenere ogni sforzo diplomatico volto a una risoluzione pacifica e negoziata della crisi, invitando alla massima moderazione per prevenire un ulteriore deterioramento della situazione.
Autore: AGENZIA DIRE 2 aprile 2026
e Molise: la strada era chiusa da ieri Dopo tre giorni di pioggia, un ponte è crollato lungo la statale 16 Adriatica tra Abruzzo e Molise È crollato un ponte sul fiume Trigno, tra Abruzzo e Molise, lungo la statale 16 Adriatica: nell’asfalto, dopo il crollo della struttura, si è formata una voragine. Le immagini che stanno facendo il giro della rete sono state scattate da un cittadino e poi pubblicato sulla pagina facebook del Comune di Montenero di Bisaccia, dove si trova il ponte. Il crollo si è verificato questa mattina intorno alle 9 e non ci stava passando nessuno sopra, perchè quel tratto di strada era stato chiuso: il ponte, infatti, era ‘sorvegliato’ speciale dalla giornata di ieri, a causa delle intense piogge che da tre giorni cadono nella zona. La situazione è di emergenza e a Termoli ci sono stati 150 sfollatie hanno creato una situazione di emrengeza. Proprio al momento del crollo, era in corso una valutazione se riaprire o meno la strada, chiusa dopo gli allagamenti provocati dall’esondazione del Trigno, uscito dagli argini in contrada Padula, strada del Consorzio di Bonifica Sud Vasto. LA STRADA ERA STATA CHIUSA IERI “Per fortuna la strada era chiusa e non c’erano mezzi in transito“, ha detto la sindaca Simona Contucci. “Altrimenti sarebbe stata una tragedia”. Sul posto sono intervenuti Vigili del Fuoco, Protezione Civile e forze dell’ordine, che hanno interdetto l’area e ora stanno cercando di capire l’entità del danno. CAOS PER IL TRAFFICO L’interruzione della statale 16 porta ripercussioni su tutta la viabilità nazionale: sono in corso valutazioni sui percorsi alternativi da stabilire per chi si deve spostare dal Molise lungo la direttrice adriatica.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento: ore 12:30 2 aprile 2026
Il Ministro per lo Sport e i Giovani ha parlato della mancata qualificazione dell'Italia alla Coppa del Mondo “Io penso che bisogna necessariamente fare tesoro della sconfitta perché se non lo facciamo sarebbe un’ulteriore sconfitta ancora più grave. Quindi ci auguriamo che in giornata succeda qualcosa e si inizi un periodo nuovo nel quale dobbiamo ripartire dai giovani. Dobbiamo partire da chi allena soprattutto a livello giovanile e aprire nuove opportunità. Io penso che ci siano tutte le condizioni per metterci intorno a un tavolo e ragionare con le componenti, avere un periodo anche di decantazione, perché credo che se pensiamo soltanto alle elezioni federali, nel caso di dimissioni del presidente Gravina, perderemo un’occasione. Dobbiamo ragionare noi per la parte che possiamo mettere a disposizione, poi le decisioni finali deve prenderle il sistema calcio al suo interno”. Lo ha dichiarato il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ospite al programma ‘Non stop news’ di Rtl 102.5, parlando della mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali di calcio. ABODI: MI AUGURO COMMISSARIAMENTO PRESIDENTE FEDERALE Secondo il ministro per lo Sport: “Questa fase ha bisogno di un tempo operoso nel quale si mettano in campo delle soluzioni su problematiche che il sistema non è riuscito ad affrontare, a risolvere in una dimensione ordinaria. Mi auguro ci siano le condizioni, chieste anche dal Consiglio federale, per un commissariamento che consenta di dare sostanza a questo tempo, per consentire poi alla Federazione di andare verso nuove elezioni. Se puntassimo solo alle elezioni non risolveremmo i problemi. Siccome ne parliamo da anni, troviamo soluzioni ai problemi, utilizzando il commissario che è una grande opportunità, un commissario che venga anche dal mondo del calcio, che lo conosca e possibilmente non abbia avuto grandi compromissioni con un sistema che ha chiuso il suo ciclo con questa sconfitta, della quale avremmo veramente fatto a meno. Speravamo tutti di andare in America, in Messico, in Canada, non soltanto noi che abbiamo una certa età, ma soprattutto i più giovani, quelli che non hanno mai visto un Mondiale”. SERIE A, ABODI: ALMENO 4 GIOCATORI ITALIANI IN CAMPO PER OGNI PARTITA Parlando di una possibile soluzione per risollevare il calcio italiano dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali, Abodi ha detto di pensarla “come La Russa. Ogni squadra di Serie A dovrebbe schierare almeno quattro giocatori italiani per tutti i minuti della partita. Penso sia una soluzione che possa essere discussa anche con l’Unione Europea. Non ci possono essere vincoli, ma se la mettiamo sul piano delle opportunità date ai calciatori italiani, soprattutto ai più giovani, magari anche con qualche incentivo economico, io penso che se ne possa parlare e velocemente anche codificarla”. E ancora: “Più che una norma- ha spiegato Abodi- deve essere una regola che deve codificare il sistema calcistico. Non possiamo imporla, noi siamo al tavolo per dare tutti i supporti possibili a una scelta del genere”. ITALIA, ABODI: GATTUSO HA FATTO LA SUA PARTE, RISPETTO E RICONOSCENZA “Penso che Gattuso abbia fatto la sua parte, al meglio. Io anche ieri ho ringraziato sia lui, sia lo staff, sia anche i giocatori in campo che oggettivamente hanno dato tutto quello che avevano. Dopodiché ci si ferma con calma e poi è il sistema calcio che deve valutare come proseguire. Nei suoi confronti c’è rispetto e riconoscenza, per tutta la passione che ha messo in campo”, ha detto Abodi. ABODI: SINNER MODELLO ESEMPLARE DI RISPETTO “Lo sport, anche quello non professionistico, prevede obbligatoriamente serietà, dedizione e il senso del rispetto nei confronti di tutti e del pubblico. Pensate alle dichiarazioni di Sinner, che da questo punto di vista è esemplare, esce dal campo e alla fine riconosce il valore dell’avversario e ringrazia i tifosi che stanno attorno al campo. Questo spirito va recuperato anche nel mondo calcistico. Non ci sono soltanto atleti, ma ci sono anche squadre. Pensiamo a rugby, pensiamo adesso anche al baseball, pensiamo al basket femminile. Allora, questo spirito eccellente dell’Italia che vince nel mondo e si distingue anche per i comportamenti mi auguro che possa essere un riferimento anche per il calcio”, ha detto il ministro. 
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 2 aprile 2026
La Polizia di Stato e ALIS (Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile) hanno siglato un’importante Convenzione strategica finalizzata alla protezione delle infrastrutture digitali a supporto del trasporto e della logistica, pilastri fondamentali dell’economia nazionale. L’accordo è stato firmato dal Direttore Centrale per la Polizia Scientifica e la Sicurezza Cibernetica, Luigi Rinella, e dal Direttore Generale di ALIS, Marcello Di Caterina. L’obiettivo principale è rafforzare la prevenzione e il contrasto ai crimini informatici che potrebbero colpire le attività dell’Associazione e delle sue numerose imprese associate. Collaborazione operativa e formazione La Convenzione stabilisce una sinergia strutturata che vedrà la Polizia Postale, attraverso il CNAIPIC (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche), operare in stretto contatto con le strutture tecniche di ALIS. Tra i punti salienti dell'accordo figurano: Condivisione di informazioni: Scambio di best practice e linee guida per identificare tempestivamente vulnerabilità nei sistemi. Gestione delle crisi: Supporto operativo congiunto in caso di eventi critici di sicurezza cibernetica. Formazione continua: Programmi di aggiornamento professionale per i tecnici e gli associati, volti a elevare la cultura della sicurezza digitale nel settore. Un asset strategico per il Paese L’intesa è stata presentata ufficialmente durante l’evento fieristico LetExpo a Verona. Intervenendo nel panel di apertura, Ivano Gabrielli, Direttore del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, ha dichiarato: “La logistica e l’IT sono fattori abilitanti delle moderne economie. La tutela delle infrastrutture informatiche a supporto dei trasporti è, pertanto, una missione di assoluta valenza strategica per le strutture di sicurezza.” Con questo accordo, ALIS conferma il proprio impegno nel promuovere un ecosistema logistico non solo interconnesso ed efficiente, ma anche resiliente e protetto dalle crescenti minacce del cyber-crimine.
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