I negoziati di Islamabad sono già “falliti”, Trump: “Non rispettano gli impegni su Hormuz. Non rinunceranno al nucleare”. Cosa è andato storto
Dopo una maratona di 21 ore gli Stati Uniti lasciano il tavolo. Per l'Iran le richieste americane sono "irragionevoli". Nessun accordo sullo Stretto, il nucleare e i fondi iraniani bloccati
14.53 – IRAN, TRUMP ATTACCA: “NON RISPETTANO GLI IMPEGNI SU HORMUZ E NON RINUNCIANO AL NUCLEARE”
Nuovo attacco di Donald Trump all’Iran dopo i colloqui di Islamabad. In un lungo messaggio pubblicato su Truth, l’ex presidente degli Stati Uniti accusa Teheran di non aver rispettato gli impegni presi, in particolare sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi strategici per il traffico energetico globale.
Secondo Trump, l’Iran avrebbe promesso di garantire la sicurezza della navigazione, ma “non ha mantenuto la parola”, causando “ansia, disagi e danni” a livello internazionale. Nel post si fa riferimento anche alla possibile presenza di mine nelle acque, che renderebbe rischioso il passaggio delle navi.
“DEVONO RIAPRIRE SUBITO LO STRETTO”
Trump chiede un intervento immediato: “Devono iniziare subito il processo per riaprire questa via d’acqua internazionale”, scrive, sostenendo che Teheran stia violando “tutte le leggi possibili”.
Nel messaggio, l’ex presidente riferisce anche di essere stato aggiornato dal vicepresidente JD Vance, dall’inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner sull’esito dell’incontro tenuto in Pakistan, elogiando il ruolo di mediazione del capo di stato maggiore pakistano Asim Munir e del premier Shehbaz Sharif.
“IRAN NON VUOLE RINUNCIARE AL NUCLEARE”
Trump rivela inoltre alcuni dettagli sui negoziati, durati circa 20 ore tra mattina e notte, sottolineando che il nodo centrale resta irrisolto. “L’Iran non è disposto a rinunciare alle sue ambizioni nucleari”, afferma.
Pur riconoscendo che alcuni punti dell’intesa potrebbero essere preferibili
I colloqui di pace di Islamabad sono già “falliti”. Così ha detto il vicepresidente americano J.D. Vance nel lasciare il tavolo, e il Pakistan, dopo una mezza maratona di 21 ore. “Hanno scelto di non accettare le nostre condizioni”, ha detto Vance in una breve conferenza stampa da Islamabad. “Ce ne andiamo da qui con una proposta molto semplice: un metodo di intesa che rappresenta la nostra offerta finale e migliore”, ha aggiunto. “Vedremo se gli iraniani l’accetteranno”. Ha lasciato quindi uno spiraglio aperto.
I colloqui tra alti funzionari si sono protratti oltre le 6 del mattino di domenica, ora locale, per quello che tutti i media internazionali raccontano come un evento a suo modo “epocale”, “storico”. Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha scritto sui social media che i colloqui in Pakistan “hanno riguardato diverse questioni principali oggetto di negoziazione, tra cui lo Stretto di Hormuz, la questione nucleare, le riparazioni di guerra, la revoca delle sanzioni e la fine definitiva della guerra contro l’Iran e nella regione”. Baqaei, che si trovava in Pakistan come membro della delegazione iraniana, ha aggiunto che il successo dei colloqui dipendeva dall'”accettazione da parte degli Stati Uniti dei legittimi diritti e interessi dell’Iran”.
Israele non è stato coinvolto nei colloqui e Benjamin Netanyahu ci ha tenuto a precisare che la guerra “non è finita”. Mentre Vance illustrava la situazione di stallo nei negoziati, il presidente Trump e il segretario di Stato Marco Rubio si trovavano in un palazzetto dello sport a Miami per l’UFC 327, a guardare un montaggio video di incontri passati, racconta il New York Times.13:00 – HORMUZ E’ TOTALMENTE SOTTO IL CONTROLLO IRANIANO
Il vicepresidente del parlamento iraniano, Haji Babaei, ha detto che lo stretto di Hormuz è “completamente” sotto il controllo iraniano, aggiungendo che i pedaggi per far passare le navi devono essere pagati in rial, la valuta iraniana: “250 membri del parlamento hanno appoggiato all’unanimità il piano per lo Stretto di Hormuz e, secondo la formula della leadership, questa via d’acqua strategica non è negoziabile in nessuna circostanza”, avrebbe dichiarato. “Nonostante le sanzioni, le esportazioni di petrolio iraniano hanno superato 1,6 milioni di barili e oggi il petrolio del nostro Paese è diventato praticamente intoccabile. La nazione iraniana non cederà di un millimetro sulle sue richieste”.
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