Yeman Crippa nella storia: trionfa alla Maratona di Parigi 2026

FRV NEWS MAGAZINE • 12 aprile 2026

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L’azzurro vince con il tempo di 2h05:18. È il primo italiano di sempre a conquistare il gradino più alto del podio nella capitale francese.

 

 

Sotto l’Arco di Trionfo si scrive oggi una pagina indelebile per l’atletica leggera italiana. Yeman Crippa ha conquistato una vittoria leggendaria alla Maratona di Parigi 2026, una delle competizioni su strada più prestigiose e partecipate al mondo con quasi 60.000 atleti al via.

L’azzurro ha tagliato il traguardo con il tempo di 2h05:18, siglando il proprio primato personale e dominando una gara caratterizzata da ritmi altissimi. Con questa impresa, Crippa diventa il primo italiano nella storia a vincere la maratona parigina, riportando un successo europeo che mancava da ben 24 anni (l'ultimo fu il francese Benoit Zwierzchiewski nel 2002).

 

"La mia carriera da maratoneta inizia oggi", ha dichiarato un emozionato Crippa subito dopo l’arrivo. Dopo i successi in pista e nel cross, il primatista italiano aggiunge così al suo palmarès un trofeo che lo proietta definitivamente nell'élite mondiale della specialità. 

Questa vittoria non rappresenta solo un record personale, ma un segnale di forza straordinario per tutto il movimento azzurro in vista dei prossimi appuntamenti internazionali.


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Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento: ore 16:20 Tutti gli aggiornamenti di domenica: 12 aprile 2026
Dopo una maratona di 21 ore gli Stati Uniti lasciano il tavolo. Per l'Iran le richieste americane sono "irragionevoli". Nessun accordo sullo Stretto, il nucleare e i fondi iraniani bloccati 14.53 – IRAN, TRUMP ATTACCA: “NON RISPETTANO GLI IMPEGNI SU HORMUZ E NON RINUNCIANO AL NUCLEARE” Nuovo attacco di Donald Trump all’Iran dopo i colloqui di Islamabad. In un lungo messaggio pubblicato su Truth, l’ex presidente degli Stati Uniti accusa Teheran di non aver rispettato gli impegni presi, in particolare sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi strategici per il traffico energetico globale. Secondo Trump, l’Iran avrebbe promesso di garantire la sicurezza della navigazione, ma “non ha mantenuto la parola”, causando “ansia, disagi e danni” a livello internazionale. Nel post si fa riferimento anche alla possibile presenza di mine nelle acque, che renderebbe rischioso il passaggio delle navi. “DEVONO RIAPRIRE SUBITO LO STRETTO” Trump chiede un intervento immediato: “Devono iniziare subito il processo per riaprire questa via d’acqua internazionale”, scrive, sostenendo che Teheran stia violando “tutte le leggi possibili”. Nel messaggio, l’ex presidente riferisce anche di essere stato aggiornato dal vicepresidente JD Vance, dall’inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner sull’esito dell’incontro tenuto in Pakistan, elogiando il ruolo di mediazione del capo di stato maggiore pakistano Asim Munir e del premier Shehbaz Sharif. “IRAN NON VUOLE RINUNCIARE AL NUCLEARE” Trump rivela inoltre alcuni dettagli sui negoziati, durati circa 20 ore tra mattina e notte, sottolineando che il nodo centrale resta irrisolto. “L’Iran non è disposto a rinunciare alle sue ambizioni nucleari”, afferma. Pur riconoscendo che alcuni punti dell’intesa potrebbero essere preferibili I colloqui di pace di Islamabad sono già “falliti”. Così ha detto il vicepresidente americano J.D. Vance nel lasciare il tavolo, e il Pakistan, dopo una mezza maratona di 21 ore. “Hanno scelto di non accettare le nostre condizioni”, ha detto Vance in una breve conferenza stampa da Islamabad. “Ce ne andiamo da qui con una proposta molto semplice: un metodo di intesa che rappresenta la nostra offerta finale e migliore”, ha aggiunto. “Vedremo se gli iraniani l’accetteranno”. Ha lasciato quindi uno spiraglio aperto. I colloqui tra alti funzionari si sono protratti oltre le 6 del mattino di domenica, ora locale, per quello che tutti i media internazionali raccontano come un evento a suo modo “epocale”, “storico”. Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha scritto sui social media che i colloqui in Pakistan “hanno riguardato diverse questioni principali oggetto di negoziazione, tra cui lo Stretto di Hormuz, la questione nucleare, le riparazioni di guerra, la revoca delle sanzioni e la fine definitiva della guerra contro l’Iran e nella regione”. Baqaei, che si trovava in Pakistan come membro della delegazione iraniana, ha aggiunto che il successo dei colloqui dipendeva dall'”accettazione da parte degli Stati Uniti dei legittimi diritti e interessi dell’Iran”. Israele non è stato coinvolto nei colloqui e Benjamin Netanyahu ci ha tenuto a precisare che la guerra “non è finita”. Mentre Vance illustrava la situazione di stallo nei negoziati, il presidente Trump e il segretario di Stato Marco Rubio si trovavano in un palazzetto dello sport a Miami per l’UFC 327, a guardare un montaggio video di incontri passati, racconta il New York Times. 13:00 – HORMUZ E’ TOTALMENTE SOTTO IL CONTROLLO IRANIANO Il vicepresidente del parlamento iraniano, Haji Babaei, ha detto che lo stretto di Hormuz è “completamente” sotto il controllo iraniano, aggiungendo che i pedaggi per far passare le navi devono essere pagati in rial, la valuta iraniana: “250 membri del parlamento hanno appoggiato all’unanimità il piano per lo Stretto di Hormuz e, secondo la formula della leadership, questa via d’acqua strategica non è negoziabile in nessuna circostanza”, avrebbe dichiarato. “Nonostante le sanzioni, le esportazioni di petrolio iraniano hanno superato 1,6 milioni di barili e oggi il petrolio del nostro Paese è diventato praticamente intoccabile. La nazione iraniana non cederà di un millimetro sulle sue richieste”.
Autore: AGENZIA DIRE 12 aprile 2026
Ho accettato la via crucis, gli insulti. Abodi? Ognuno si qualifica per quello che è. Le dimissioni sono l'ultimo atto d'amore verso il calcio" Adesso vivo quasi da recluso tra casa e Federazione”. Gabriele Gravina usa l’immagine della “via crucis” per raccontare al Corriere della Sera la fine della sua lunghissima presidenza della Federcalcio. Si auto-rappresenta come vittima del sistema che ci ha portato al terzo Mondiale senza Nazionale. E non lesina frecciate di qua e di là. “Ho accettato le critiche in silenzio e addirittura gli insulti. Ma non posso tollerare di essere definito indegno. Nessuno può permettersi certe patenti di moralità, sia dentro sia fuori il mondo del calcio”. Il riferimento è al ministro Abodi: “Non voglio fare nomi. Ognuno si qualifica per quello che è e per quello che sente. Toccherà ad altri dare un giudizio”. I risultati della Nazionale determinano le crisi politiche: è giusto? Nell’intervista tutta in difesa Gravina assume un tono passivo-aggressivo: “Forse avrei dovuto essere più bravo come calciatore: ho sbagliato due rigori contro la Svizzera e tre palle gol con la Bosnia e dopo, dal dischetto, ne ho tirati uno alto e un altro sulla traversa. Forse mi sarei dovuto allenare di più…”. “Mi assumo le mie responsabilità. Non ho mantenuto la promessa che avevo fatto ai tifosi italiani. Avevo detto che saremmo dovuti andare al Mondiale anche a nuoto e invece non ci siamo riusciti. Le dimissioni sono un ultimo atto d’amore verso il calcio. E non potevo permettere che gli attacchi al sottoscritto penalizzassero la Federazione. Già prima dei playoff avevo pensato di farmi da parte. E non tanto perché non mi sentivo all’altezza, quanto per i vincoli, i legami e gli impedimenti che frenano la crescita e lo sviluppo del movimento. E tutto ciò, permettetemi di dirlo, è frustrante. Alla fine, ho deciso di rimanere e ho accettato questa via Crucis”. Gravina dice che l’Italia è “un Paese in cui il pensiero si ritrae e lascia spazio agli istinti più bassi e animaleschi. Il calcio è la cartina di tornasole della nostra società e in certi momenti diventa un luogo di frustrazione feroce e giudizi ciechi. Speravo che uscissimo meglio dal Covid e invece certi istinti sono addirittura peggiorati”. Si smarca dai prossimi giochi di potere in Figc: “Non sarò il regista del futuro e non tirerò la volata a nessuno. È folle pensare che possa fare accordi con qualcuno. Sono convinto che alla fine le componenti mostreranno senso di responsabilità e riusciranno ad individuare un candidato in grado di coagulare il maggior numero di consensi possibile. Serve unità d’intenti e anteporre il bene comune alla difesa dei propri orticelli”. E sulla polemica con gli sport “dilettantistici” ribadisce: “Mi spiace per come le mie parole siano state interpretate in Italia. Sicuramente andavano argomentate meglio: volevo sottolineare che il professionismo deve sottostare a regolamentazioni nazionali e internazionali. Di certo non era mia intenzione mettere in dubbio, né svilire, l’impegno e la professionalità degli atleti di altre discipline”.
Autore: Redazione 12 aprile 2026
A dirigere il concerto sarà il maestro americano Kevin Rhodes, che condurrà Orchestra e Coro del Teatro veneziano Sarà con un 'Omaggio a Ennio Morricone' che il Teatro La Fenice tornerà in Piazza San Marco a Venezia, per una serata emozionante all’insegna della musica nella splendida cornice della più grande piazza lagunare. A dirigere il concerto sarà il maestro americano Kevin Rhodes, che condurrà Orchestra e Coro del Teatro La Fenice – con Alfonso Caiani maestro del Coro – in un programma volto a ricordare e celebrare il pluripremiato musicista romano scomparso nel 2020. Il programma musicale vedrà l’esecuzione della Cantata per l’Europa (1988) per soprano, due speaker, orchestra e coro; saranno poi proposte alcune pagine tratte dal catalogo più noto di Morricone, scelte dalle colonne sonore che l’hanno reso uno dei compositori italiani più amati del Novecento: da Il clan dei siciliani (1969) a The Hateful Eight (2015) – Oscar 2016 per la miglior colonna sonora – passando per Mission (1986), Nuovo cinema paradiso (1988), Jona che visse nella balena (1993), La leggenda del pianista sull’oceano (1998), Canone inverso (2000), Nostromo: Conradiana (1996). Il concerto si svolgerà nel cuore dell’estate, domenica 5 luglio, alle ore 21.00. E'organizzato dalla Fondazione Teatro La Fenice in collaborazione con SZ Sugar e CAM Sugar. Le vendite sono già aperte: i biglietti (da € 30,00 a € 220,00; riduzioni per abbonati Teatro La Fenice e residenti nel Comune e nella Città metropolitana di Venezia) saranno acquistabili nella biglietteria del Teatro La Fenice e nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it. La musica di Ennio Morricone (10 novembre 1928 - 6 luglio 2020) ha risuonato spesso a Venezia. Molto raramente accompagnata, solo una volta, per la precisione, dalla presenza attiva del suo autore. L’osservazione è importante, perché è risaputo quanto malvolentieri il maestro romano affidasse ad altri l’esecuzione delle proprie partiture, in special modo quelle orchestrali. Dopo la scomparsa del due volte premio Oscar le occasioni si sono moltiplicate, ma la traiettoria è stata lunga e risale molto indietro nel tempo, a dimostrazione che le composizioni morriconiane – per il cinema e non solo – hanno acquisito nei decenni anche in laguna proprio quello status di musica ‘assoluta’ che il compositore inseguiva, operando un’ostinata quanto imprecisabile distinzione tra il suo lavoro per grande e piccolo schermo e quello di destinazione concertistica. Non a caso qui, nel 1995, Morricone ricevette il Leone alla Carriera della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica; né vanno dimenticate le raffinatissime e ispirate partiture per film ambientati a Venezia, dal Marco Polo televisivo di Giuliano Montaldo al letterario La cosa buffa, dall’erotico La disubbidienza al thriller Chi l’ha vista morire?, gli ultimi tre di Aldo Lado. Impossibile non ricordare, allora, il suo Concerto per orchestra, pagina di audace avanguardia atonale scritta nel 1957 dal compositore nemmeno trentenne, eseguita in prima assoluta alla Fenice il 24 marzo 1960 dall’Orchestra del Teatro sotto la guida di Erminia Romano. Oppure la serata dell’8 settembre 1985, quando le note del maestro risuonarono per la prima volta nel Chiostro di San Nicolò in occasione del festival Lido Musica 1985 Musica e Cinema, con l’Orchestra della Fenice che eseguì, accanto a pagine di Saint-Saëns, Macchi e Sciarrino, i Frammenti di Eros, scritti da Morricone sul testo di cinque poesie firmate da Sergio Miceli. Con sguardo lungimirante e non frequente tra gli enti lirici italiani, la Fenice ha proseguito negli anni nella diffusione dell’universo cinemusicale e quindi dell’opera di Morricone. Tra i tanti eventi, val la pena soffermarsi sulle due indimenticabili serate di Piazza San Marco in presenza eccezionale di Morricone stesso: il 10 e 11 settembre 2007 il quasi ottantenne maestro diresse l’Orchestra Sinfonietta di Roma e il Coro della Fenice in un lungo e impegnativo programma che, accanto alle più celebri sue pagine per il cinema, offrì nella serata dell’11 la sua Voci dal silenzio, un’emozionante suite di mezz’ora per voce recitante, coro e orchestra, scritta dopo l‘attentato alle Twin Towers del 2001, poi dedicata alle vittime di tutte le stragi. Un’altra pregevole prima assoluta morriconiana fu quella dei 4 anacoluti su Antonio Vivaldi, eseguiti dai Solisti Veneti di Claudio Scimone il 17 settembre 2008 alla Fenice in occasione del Premio Una vita nella musica loro assegnato dall’Associazione Arthur Rubinstein di Bruno Tosi.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 12 aprile 2026
L’Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile (ALIS) ha partecipato a Roma, presso la sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), all'evento istituzionale "Made in Italy Day – Le competenze come motore di innovazione e identità". Alla presenza del Ministro Adolfo Urso, il Vicepresidente e Direttore Generale di ALIS, Marcello Di Caterina, ha ribadito il ruolo strategico della logistica e del trasporto intermodale come infrastruttura immateriale e motore di crescita per l'eccellenza produttiva italiana nel mondo. I punti chiave dell'intervento: Capitale Umano e Formazione: ALIS ha sottolineato come le competenze tecniche e digitali siano l'asset fondamentale per garantire la competitività del sistema Paese. Innovazione e Sostenibilità: La logistica moderna, guidata da ALIS, si conferma driver di innovazione tecnologica, capace di coniugare la tutela dell'ambiente con lo sviluppo economico delle imprese del Made in Italy. Sinergia Istituzionale: Il confronto con il Ministro Urso ha evidenziato la necessità di rafforzare il binomio identità-competenze per posizionare le imprese italiane con successo sui mercati internazionali. " Essere presenti in occasione della Giornata del Made in Italy conferma il valore sociale ed economico della nostra filiera," ha dichiarato Marcello Di Caterina. " Le competenze dei nostri professionisti non sono solo strumenti tecnici, ma rappresentano l'anima dell'innovazione che permette ai prodotti italiani di viaggiare e vincere ovunque, mantenendo intatta la propria identità".  Con questa partecipazione, ALIS riafferma il proprio impegno nel promuovere un modello di sviluppo basato sull'eccellenza, la formazione continua e la digitalizzazione dei processi logistici, elementi imprescindibili per la difesa e la valorizzazione del marchio Italia.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE Ultimo aggiornamento Ore: 14.46 12 aprile 2026
Le elezioni parlamentari in corso oggi in Ungheria registrano una partecipazione senza precedenti. Secondo i dati ufficiali diffusi dalla Commissione elettorale nazionale, alle ore 13:00 si è recato alle urne il 54,14% degli aventi diritto, un balzo significativo rispetto al 40,1% registrato alla stessa ora nelle consultazioni del 2022. L’impennata dell’affluenza è particolarmente marcata nelle città di medie dimensioni e tra le fasce più giovani della popolazione, segmenti elettorali che gli analisti indicano come determinanti per le sorti della sfida. Il voto dei leader In mattinata, il Primo Ministro uscente Viktor Orbán e il principale sfidante dell'opposizione, Péter Magyar, hanno votato quasi simultaneamente nei rispettivi seggi di Budapest: Viktor Orbán ha ribadito la sua determinazione: "Sono qui per vincere", dichiarando tuttavia che il verdetto popolare dovrà essere rispettato in ogni caso. Péter Magyar, alla guida del partito di centro-destra Tisza, ha definito la consultazione un bivio storico per il Paese: "Gli ungheresi scelgono oggi tra Est e Ovest". Magyar ha inoltre rivolto un appello ai cittadini affinché monitorino con attenzione la regolarità delle operazioni di voto. Un voto decisivo Queste elezioni sono descritte come le più importanti dalla transizione democratica ungherese. Magyar, ex membro dell’entourage di Orbán, è riuscito a coalizzare il dissenso attorno a una proposta di cambiamento che, stando ai sondaggi della vigilia, lo vede in una posizione di forte competitività rispetto al premier in carica. I seggi rimarranno aperti fino alle ore 19:00, orario in cui sono attesi i primi exit poll.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento ore 12:41 12 aprile 2026
"Faccio appello alle parti in conflitto a cessare il fuoco e a ricercare con urgenza una soluzione pacifica" In un mondo che ha tanto bisogno di pace, questo ci impegna più che mai ad essere assidui e fedeli al nostro incontro eucaristico con il Risorto, per ripartirne come testimoni di carità e portatori di riconciliazione. Ci aiuti a farlo la Vergine Maria, beata perché per prima ha creduto senza vedere”. Lo ha detto Papa Leone XIV, affacciato alla finestra del Palazzo Apostolico Vaticano, per recitare il Regina Caeli con i fedeli e i pellegrini in Piazza San Pietro. “Cari fratelli e sorelle! Oggi molte Chiese orientali celebrano la Pasqua secondo il calendario Giuliano. A tutte quelle comunità rivolgo il mio più cordiale augurio di pace in comunione di fede e del Signore risorto. La accompagno con più intensa preghiera per quanti soffrono a causa della guerra, in modo particolare per il caro popolo ucraino. La luce di Cristo porti conforto ai cuori afflitti e rafforzi la speranza di pace. Non venga meno l’attenzione della comunità internazionale verso il dramma di questa guerra”. “Anche all’amato popolo libanese sono più che mai vicino in questi giorni di dolore, di paura e di invincibile speranza in Dio. Il principio di umanità, inscritto nella coscienza di ogni persona e riconosciuto dalle leggi internazionali, comporta l’obbligo morale di proteggere la popolazione civile dagli atroci effetti della guerra. Faccio appello alle parti in conflitto a cessare il fuoco e a ricercare con urgenza una soluzione pacifica”. Lo ha detto Papa Leone XIV al termine del Regina Caeli in piazza San Pietro.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 12 aprile 2026
Si è aperta ufficialmente oggi a Veronafiere la 58ª edizione di Vinitaly, il salone internazionale di riferimento per il comparto vitivinicolo. Il tradizionale taglio del nastro ha visto la partecipazione del Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, insieme a una nutrita delegazione del Governo composta da cinque Ministri: Antonio Tajani (Affari Esteri e Cooperazione Internazionale) Francesco Lollobrigida (Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste) Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy) Alessandro Giuli (Cultura) Gianmarco Mazzi (Sottosegretario con delega ai Grandi Eventi) Le dichiarazioni istituzionali In apertura, il Presidente della Camera Lorenzo Fontana ha sottolineato il valore simbolico della rassegna: "Vinitaly è molto più di una fiera; è un messaggio positivo di costruzione di relazioni in un mondo segnato dai conflitti. Il vino rappresenta la nostra tradizione, la nostra storia e la nostra identità, confermandosi uno straordinario strumento di diplomazia culturale e di amicizia tra i popoli". Il Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida ha evidenziato il legame indissolubile tra il prodotto e il territorio: "Il vino italiano è qualità e sicurezza, un pilastro fondamentale della nostra cucina che non sarebbe la stessa senza questo prodotto. Oggi Vinitaly è il punto di riferimento mondiale del settore: dobbiamo dare il giusto valore all'intera filiera, da chi coltiva la terra fino a chi esporta le nostre eccellenze, per continuare a creare ricchezza per la Nazione". La manifestazione, che ospita 4.000 aziende da tutte le regioni italiane, proseguirà fino al 15 aprile con un focus strategico sull'internazionalizzazione e l'incoming di buyer da oltre 70 nazioni.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 12 aprile 2026
La missione Artemis II si è conclusa con successo l’11 aprile 2026 alle ore 02:07 italiane. La navetta Orion "Integrity" è ammarata nell'Oceano Pacifico al largo della costa di San Diego, segnando il ritorno trionfale dell'umanità dallo spazio profondo dopo oltre cinquant'anni. Successo delle Operazioni di Rientro Dopo un viaggio di 10 giorni e oltre un milione di chilometri intorno alla Luna, la capsula ha eseguito una manovra di rientro impeccabile. Ha affrontato temperature critiche di 2.700°C e una velocità d'ingresso in atmosfera di 40.000 km/h. Il perfetto dispiegamento del sistema di paracadute ha garantito un ammaraggio dolce, coordinato in tempo reale dalla NASA e dalla Marina degli Stati Uniti. Stato dell'Equipaggio e Condizioni Fisiche I quattro astronauti — Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen — sono stati recuperati in ottime condizioni di salute. I primi esami medici condotti a bordo della nave di recupero confermano parametri vitali stabili e un eccellente spirito di squadra. Nonostante lo stress fisico dovuto alla transizione dalla microgravità alla gravità terrestre e l'esposizione alle radiazioni dello spazio profondo, l'equipaggio ha mostrato una resilienza superiore alle aspettative. I "ragazzi" di Artemis II inizieranno ora un protocollo di riabilitazione e debriefing presso il Johnson Space Center di Houston per analizzare gli effetti biologici della missione. Analisi Tecnica e Prospettive Future La navetta Orion verrà ora trasportata al Kennedy Space Center per un'ispezione dettagliata dello scudo termico e dei sistemi di supporto vitale. I dati raccolti sono fondamentali per validare la sicurezza del veicolo in vista di Artemis III, la missione che riporterà l'uomo (e la prima donna) sulla superficie lunare, attualmente programmata non prima del 2028.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE Francesca Romana Nucci 12 aprile 2026
Arianna Meloni blinda la legislatura: "Niente regalie, governeremo fino al 2027" Il governo guidato da Giorgia Meloni non ha alcuna intenzione di interrompere il proprio mandato in anticipo. A ribadirlo con fermezza è Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia, che in un colloquio con il Corriere della Sera traccia la rotta dell'esecutivo: arrivare alla scadenza naturale della legislatura puntando tutto su "serietà e responsabilità". Nessun populismo dell'ultimo minuto La linea è chiara: non ci saranno manovre elettorali o "regalie" dell'ultimo secondo che possano gravare sulle generazioni future. Arianna Meloni sottolinea la volontà di costruire un progetto solido, lontano dai "palloncini destinati a sgonfiarsi" tipici della vecchia politica. L'obiettivo è essere giudicati dai cittadini sulla base dei risultati concreti, partendo dal presupposto che l'Italia goda oggi di una salute migliore rispetto all'inizio del mandato. Il no a governi tecnici e "pastrocchi" In caso di scenari incerti alle prossime elezioni, la posizione di FdI resta intransigente: non verranno accettate soluzioni ambigue come governi tecnici o larghe intese. Secondo Meloni, i governi possono funzionare solo se basati su programmi condivisi e non su "pastrocchi per tirare a campare". Il consenso e la riforma della giustizia Forte di sondaggi che vedono Fratelli d'Italia al 29% (un dato superiore a quello delle politiche), Arianna Meloni rivendica la tenuta del centrodestra rispetto a un "campo largo" giudicato frammentato e litigioso. Il centrodestra è ancora in vantaggio sul campo largo, che allo stato è più impegnato a lanciarsi strali al proprio interno che a costruire un'alternativa. La riforma della giustizia era nel nostro programma, era doveroso portarla avanti. Dopodiché gli italiani hanno fatto una scelta e ne prendiamo atto. Ma in questa partita sono entrate anche altre variabili: la guerra, le tensioni, le paure, l'instabilità mondiale e la prospettiva di un futuro poco chiaro".
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento : Ore: 07.30 12 aprile 2026
Il Papa ha parlato contro il "delirio di onnipotenza" che arriva a trascinare “persino il nome santo di Dio nei discorsi di morte" Ai governanti gridiamo: Fermatevi“: lo ha detto papa Leone XIV nel corso della veglia di preghiera per la pace che si è tenuta questo pomeriggio nella Basilica di San Pietro. Il Pontefice, nel corso della veglia iniziata alle 18, ha ricordato le “continue violazioni del diritto internazionale” e lanciato per l’ennesima volta un appello per la pace: “Ascoltiamo la voce dei bambini nelle zone di conflitto“, ha detto il Pontefice, esortando alla preghiera come “argine al delirio di onnipotenza che si fa sempre più imprevedibile e aggressivo”. “NON BASTANO I SEPOLCRI, IL NOME DI DIO TRASCINATO NEI DISCORSI DI MORTE” Le parole Leone XIV sono riportate da Vatican News. Il Papa ha esortato ad affrontare “come umanità e con umanità quest’ora drammatica della storia” e ha denunciato le “inderogabili responsabilità dei governanti” e il “delirio di onnipotenza” che trascina “persino nei discorsi di morte” il nome di Dio. Il Suo, al contrario, è un regno senza droni, banalizzazioni del male o ingiusti profitti, ma fondato su dignità e perdono. Il Papa ha esortato i fedeli a mettersi in ginocchio per trovare, nella preghiera, “una briciola di fede” e non arrendersi all’apparente “destino già scritto”, quello di sepolcri che non bastano più a contenere corpi annientati “senza diritto e senza pietà”. Ha poi tuonato contro il “delirio di onnipotenza”, che arriva a trascinare “persino il nome santo di Dio nei discorsi di morte”. “Fratelli e sorelle, chi prega ha coscienza del proprio limite, non uccide e non minaccia la morte. Invece, alla morte è asservito chi ha voltato le spalle al Dio vivente, per fare di sé stesso e del proprio potere l’idolo muto, cieco e sordo cui sacrificare ogni valore e pretendere che il mondo intero pieghi il ginocchio“.
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