IA e rischio apocalisse? Trump contro chi ‘gufa’: “Forze molto negative”; per la Cina è solo ‘tattica da Guerra Fredda’
L'allarme dei big dell'IA cade nel vuoto: i leader delle super potenze mondiali rinnegano la tesi apocalittica. Il presidente Usa: "Chi vince nell'IA, vince nel Mondo". Dalla Cina: "Tattica da guerra fredda"
ROMA – Sono passati appena 5 giorni dall’annuncio sui social di un giovane e anonimo ricercatore nel campo delle IA del suo ‘ritiro’ dai laboratori di Anthropic e ora non si fa che parlare del P(doom), ossia della probabilità che l’intelligenza artificiale porti alla rovina dell’umanità. Insomma, il 27enne Jacob Coxon ha messo in guardia tutti che lo sviluppo tecnologico di una super intelligenza in pochi anni ci porti in dote niente meno che l’apocalisse.
Le sue parole potevano cadere nel dimenticatoio o al massimo venire etichettate come un tantino esagerate, se non fosse che il suo ‘ex’ capo, il CEO di Anthropic, Dario Amodei, le ha praticamente confermate sabato scorso, 12 settembre, pubblicando il saggio dal titolo “We Must Pace the Frontier”, tradotto in “Dobbiamo procedere con cautela nella frontiera (Ndr: tecnologica)”. Nel suo testo, Amodei propone in sostanza ai suoi ‘concorrenti’ americani e cinesi di moderare la velocità di miglioramento dei sistemi di IA per guadagnare tempo prezioso (1-2 anni) ed evitare che la tecnologia diventi incontrollabile, e chiede anche esplicitamente una regolamentazione e quindi l’intervento dei governi con leggi e norme vincolanti. Ha sottolineato infatti che l’autoregolamentazione delle aziende non basta più perché il ritmo di crescita tecnologica è troppo veloce. Amodei ha avvertito che, se non controllati, i modelli avanzati potrebbero agire in autonomia, evolvendosi così rapidamente da essere capaci di prendere il controllo dell’intera rete Internet entro 6-12 mesi.
ASSE TRA I LEADER DELLA SILICON VALLEY
Non solo: la presa di posizione del Ceo di Anthropic è stata appoggiata subito pubblicamente da altri leader del settore- e suoi concorrenti- come Sam Altman di OpenAI ed Elon Musk. Insomma: rallentare è la parole d’ordine dei big dell’IA. E regolamentare è la richiesta rivolta, in particolare, ai leader dei paesi che ospitano le aziende leader sviluppatrici dell’intelligenza artificiale, ovvero Usa e Cina. Nel suo piccolo l’Ue ha già preparato un pioneristico ‘AI Act europeo’. Ma quali sono state invece le reazioni dei governi direttamente interessatI?
TRUMP: “SCENARI IMPOSSIBILI” SOLLEVATI DA “FORZE MOLTO NEGATIVE”
Il presidente degli Usa Donald Trump ha spazzato via le parole dei critici dell’IA paragonandoli a “forze molto negative” che propongono “scenari che non si verificheranno”. Si è piuttosto autoproclamato garante affinché gli Stati Uniti rimangano leader del settore. “Siamo all’avanguardia rispetto alla Cina nell’intelligenza artificiale. Siamo il Paese più avanzato al mondo e, francamente, voglio che rimanga tale perché chi vince nel campo dell’IA vince”, ha sentenziato infatti Trump ai giornalisti mentre si trovava nel suo campo da golf in Irlanda, replicando a una domanda sull’opportunità di un rallentamento del settore dell’IA o di una maggiore regolamentazione. “Potremmo mettere dei guardrail. Possiamo fare questo e quello. Ma penso che ci siano molte forze molto negative che stanno sollevando la questione, che non dovrebbero farlo, e che stanno tirando fuori cose che non accadranno”, ha mandato a dire ad Amodei & co. gettando acqua sul fuoco acceso dai timori sull’intelligenza artificiale.
MEDIA CINESI: “VOGLIONO FRENARE LO SVILUPPO DELL’IA NEL NOSTRO PAESE”
Sull’altro fronte, quello cinese, per ora Reuters ha raccolto le reazione pubblicata sul quotidiano statale Global times che ha attaccato le richieste di Anthropic di rallentare l’IA come tattica da “Guerra Fredda” che prende di mira la Cina. In sostanza, il tabloid Global Times ha affermato che il vero obiettivo del saggio di Amodei è piuttosto di “tentare di frenare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in Cina attraverso barriere tecnologiche e monopoli normativi, sostenere l’egemonia monopolistica di Washington nelle tecnologie all’avanguardia ed escludere la Cina dal sistema di governance globale dell’IA”.
LA REAZIONE DEI MERCATI
Gli altri ‘attori’ da non sottovalutare, coinvolti in questo dibattito sull’apocalisse provocata dalla super intelligenza sono infine i mercati: le azioni collegate all’IA sono crollate bruscamente all’inizio delle contrattazioni asiatiche dopo che i Ceo delle aziende che sviluppano i modelli di IA più avanzati hanno avvertito che il ritmo di sviluppo deve rallentare per prevenire minacce all’umanità.

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