Il frigo “da fuori di testa”, il cuore arrivato “una pietra di ghiaccio” e quello di Domenico già sul tavolo: cosa è successo in sala operatoria

AGENZIA DIRE ULTIMO AGGIORNAMENTO ORE. 15.15 • 26 febbraio 2026

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I racconti choc degli infermieri e le prime parole del papà di Domenico Caliendo, il bimbo di Napoli a cui è stato trapiantato un organo danneggiato. Gli ultimi sviluppi dell'inchiesta

 “Erano fuori di testa quelli che partirono da Napoli per andare a Bolzano a prendere il cuore con quel frigo da…pic-nic”: si limita a dire questo, Antonio Caliendo, 29 anni, ma avrebbe molti altri aggettivi da usare contro l’equipe medica dell‘ospedale Monaldi che ha compromesso il cuore destinato a suo figlio, Domenico.

  IL PADRE DI DOMENICO: “UNA FOTO INCREDIBILE”, IL BOX SEQUESTRATO DAI NAS

Il papà del bimbo morto a due anni per un trapianto fallito, per la prima volta ha parlato con i giornalisti, al Corriere della Sera, l’indomani della pubblicazione della foto choc del mezzo utilizzato per il trasporto dell’organo che avrebbe dovuto dare una nuova vita a suo figlio. Un’immagine “incredibile”, ha aggiunto. E risulta davvero difficile crederci: invece di usare uno dei box hi-tech a disposizione dell’ospedale Monaldi, secondo le ricostruzioni degli inquirenti riportate dalla stampa, i sanitari incaricati a prelevare il cuore dal donatore, a Bolzano, hanno infatti utilizzato un normalissimo contenitore-frigo “da spiaggia”. Ora, quel box azzurro con il manico arancione e una sigla scritta a mano con il pennarello- per indicare la sala operatoria di cardiologia pediatrica- è sotto sequestro dei Nas.

  SETTE INDAGATI PER OMICIDIO COLPOSO IN CONCORSO, CHI SONO

Il suo utilizzo allunga l’elenco dei punti critici di tutta la catena di errori e silenzi incomprensibili che ha portato alla morte di Domenico e su sui è stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo in concorso di cui dovranno rendere conto, per il momento, sette medici e sanitari.
Sotto la lente della Procura di Napoli ci sono il primario del reparto di Cardiochirurgia pediatrica Guido Oppido, colui che ha eseguito il trapianto al piccolo Domenico. Poi tra le figure della sua équipe indagate ci sarebbero l’anestesista Francesca Blasi, le cardiochirurghe Mariangela Addonizio e Emma Bergonzoni. E poi Gabriella Farina, cardiochirurga pediatra responsabile della missione di espianto e recupero del cuore dal corpo del donatore a Bolzano. Nel registro degli indagati anche la dirigente del reparto dei trapianti Marisa De Feo che però non ha avuto alcun ruolo nel doppio intervento.


  “I MEDICI SPARIRONO TUTTI”

Nessuno di loro disse nulla di quanto era accaduto in sala operatoria ai genitori di Domenico, del cuore ‘bruciato’ vennero a conoscenza più di un mese dopo, dalla stampa. Ma “io ho capito che le cose erano andate male perché dopo Capodanno i medici sparirono tutti, nessuno ci venne a dire più niente, era finita ma noi ancora non lo sapevamo”, spiega il papà. “Così, poi quando è venuto fuori tutto, ero molto nervoso e tre giorni prima che Domenico morisse ebbi un brutto litigio con le guardie giurate”, racconta, come a giustificare il suo silenzio precedente.

LE VERIFICHE SU CHAT E VOCALI DEI CELLULARI DEGLI INDAGATI

Di certo ora non c’è più posto per il silenzio e nessuno potrà più provare a sparire: nella mattinata di oggi, giovedì 26 febbraio, è stato conferito l’incarico ai periti che dovranno occuparsi degli accertamenti tecnici sui telefoni cellulari sequestrati ai 7 indagati. Sotto esame le conversazioni in chat, i messaggi vocali e scritti che possono aiutare a ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto il 23 dicembre, giorno del trapianto del cuore deteriorato. Mentre emergono alcune testimonianze raccolte dagli inquirenti.

LE TESTIMONIANZE CHOC DEGLI INFERMIERI

 Come le dichiarazioni dei tre infermieri presenti in sala operatoria, ora agli atti dell’inchiesta. Quando arrivò al Monaldi, l’organo destinato a Domenico era “duro come una pietra di ghiaccio”, così lo ha descritto uno dei sanitari. La tensione è salita alle stelle quando se ne è accorto il primario Oppido che aveva già effettuato l’espianto del cuore malato del piccolo paziente. Gli infermieri parlano infatti una reazione adirata di Oppido nei confronti di Farina, giunta in sala operatoria da Bolzano: “La tensione si tagliava a fette”.
Per ‘scongelare’ il cuore “provammo a far abbassare la temperatura dell’organo, prima con acqua fredda, poi con acqua tiepida, infine con acqua calda- continua il racconto degli infermieri- Ma non servì a nulla. Il cuore era una pietra di ghiaccio”. Da qui la decisione folle di andare avanti: Domenico resta per quasi 2 mesi attaccato a un macchinario in sostituzione di quel cuore nuovo ‘bruciato’ dal ghiaccio che non poteva tornare a battere. E i suoi genitori sono lasciati all’oscuro di tutto.

  LE BUGIE NEL VERBALE OPERATORIO

A monte la scelta di procedere all’espianto del cuoricino di Domenico prima di aver accertato l’idoneità dell’organo del donatore. L’avvocato della famiglia Caliendo, Francesco Petrucci spiega come sia stato possibile che dalla sala operatoria non fosse uscito nulla sull’accaduto, nemmeno dalle ‘carte’: “Una sorta di timore reverenziale ha permesso che il tecnico perfusionista nel verbale operatorio cambiasse l’orario in cui è avvenuto l’espianto del cuore di Domenico”. Gli infermieri infatti hanno raccontato che “quando era arrivato il cuore in sala operatoria, Domenico aveva lo sterno vuoto e il cuore era sul tavolo”. Il legale ai microfoni del TgR ha riferito quanto appreso da una delle testimonianze messe a disposizione delle parti.

L’ESPIANTO DEL CUORE DOMENICO PRECEDENTE ALL’ARRIVO IN SALA DEL NUOVO ORGANO

Infatti, dalle testimonianze rese dagli addetti ai lavori che erano presenti nella sala operatoria dell’ospedale Monaldi di Napoli il 23 dicembre 2025, acquisite nell’inchiesta condotta dalla Procura di Napoli sulla morte di Domenico Caliendo, si evince che l’espianto del cuore del bambino di due anni e mezzo sarebbe precedente rispetto all’arrivo dell’organo del donatore in sala operatoria e, di conseguenza, precedente rispetto alla valutazione sulle condizioni dello stesso.
Una delle testimonianze, da oggi a disposizione degli avvocati della famiglia del paziente e dei sette indagati, indica che il clampaggio sarebbe avvenuto alle 14:18 mentre il contenitore era fuori dall’ospedale, di conseguenza prima che si potesse procedere alle manovre del caso sul cuore donato e alla valutazione delle sue caratteristiche.
L’organo proveniente da Bolzano sarebbe materialmente arrivato in sala poco prima delle 14:30 e successivamente, dopo altri 5-6 minuti, il contenitore sarebbe stato aperto: in quel momento i sanitari presenti si sono accorti che qualcosa non andava nel box quando però il cuore “vecchio” di Domenico era già sul tavolo. La cardiectomia, viene affermato, era in fase di ultimazione mentre il contenitore non era ancora aperto.




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Nella serata di giovedì 9 luglio 2026, la maison Fendi ha celebrato il suo legame indissolubile con la Capitale svelando la nuova collezione Haute Couture Autunno/Inverno 2026-2027. La sfilata-evento, svoltasi nella cornice monumentale della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (GNAM), ha segnato lo storico debutto nell'alta moda di Maria Grazia Chiuri in veste di direttrice creativa della maison. L'arte ha incontrato l'artigianato d'eccellenza trasformando le sale del museo in una passerella viva, dove gli abiti hanno dialogato apertamente con le opere circostanti. La collezione mette al centro la fluidità, l'erotismo raffinato e una profonda celebrazione del corpo, traendo ispirazione dalle geometrie vicine alla Secessione Viennese. In passerella ha trionfato una palette dominata dal bianco e dal nero, alternati a trasparenze leggere in chiffon, lavorazioni ad intarsio, pizzi e ricami preziosi che esaltano il massimo savoir-faire degli artigiani Fendi. L'evento ha richiamato a Roma un parterre di stelle e icone globali del cinema e della moda, tra cui Sarah Jessica Parker, Monica Bellucci, Jessica Alba, Valeria Golino e Chiara Ferragni. A celebrare lo straordinario successo della serata è intervenuto anche Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, che ha definito l'appuntamento come un capitolo fondamentale nella storia della moda cittadina. L'Assessore ha espresso grande orgoglio istituzionale applaudendo Maria Grazia Chiuri, descritta come un'eccellenza romana e un'icona mondiale, e ha sottolineato come il ritorno della grande couture confermi la ritrovata centralità e il magnetismo internazionale di Roma nel fashion system globale. Questo défilé rappresenta il gesto inaugurale dei grandi festeggiamenti per il centenario di Fendi. In concomitanza con lo show, la maison ha infatti inaugurato all'interno della GNAM la mostra co-curata “After un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld 1985”. L'esposizione, che celebra lo storico sodalizio artistico con il designer tedesco, rimarrà aperta al pubblico dal 10 luglio al 25 ottobre 2026.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 11 luglio 2026
Il sole dell’11 luglio 1982 picchiava forte sui tetti, ma l’aria era immobile, sospesa. Per me non era una domenica qualunque: compivo esattamente dieci anni. Quell’età magica in cui il mondo sembra enorme e tutto è ancora possibile. Eppure, in casa mia, il tempo si era fermato. La tavola era apparecchiata a festa, ma c’era un patto silenzioso e solenne che stringeva lo stomaco di tutti: niente torta. La candelina con il numero dieci sarebbe rimasta spenta fino al fischio finale. Prima c’era una missione più grande. C’era l’Italia contro la Germania Ovest. C’era una nazione intera da spingere oltre l’ostacolo. Nelle strade il silenzio era quasi irreale, interrotto solo dal ticchettio delle posate e dalle voci dei radiocronisti che filtravano dalle finestre aperte. Sulle terrazze e nei cortili si mescolavano le generazioni. I nonni, che avevano visto il fango e la ricostruzione, sedevano accanto ai padri in canottiera e ai bambini con le ginocchia sbucciate. Eravamo tutti lì, incollati a quei televisori a tubo catodico che rimandavano immagini calde, quasi sgranate, dal Santiago Bernabéu di Madrid. Non c’erano distinzioni, non c’erano distanze: eravamo una cosa sola, un battito cardiaco unico che accelerava a ogni scatto di Bruno Conti, a ogni chiusura di Scirea. Poi, l’apoteosi. L’urlo di Tardelli che liberava l’anima di un Paese intero, le braccia al cielo del Presidente Pertini in tribuna, la pipa di Bearzot. Al terzo gol, la mia torta di compleanno è finalmente apparsa in tavola, ma il sapore più dolce non era quello del pan di Spagna: era quello della libertà, dell’orgoglio, di una gioia collettiva che travolgeva le piazze mentre i caroselli di auto coloravano la notte di sventolii tricolori. Diventare grandi in quel preciso istante significava credere che l’Italia potesse vincere sempre, contro tutto e tutti. Oggi, guardando lo specchio, quegli anni sono diventati 54. Il mondo è cambiato, corre veloce sui display degli smartphone e la nostalgia morde un po’ il cuore. Fa male vedere i Mondiali scorrere sullo schermo senza la nostra macchia azzurra, fa male un’assenza che pesa come un silenzio troppo lungo. Il nostro calcio ha perso un po' di quella poesia spontanea, smarrito tra troppi calcoli e troppe occasioni perse. Ma la speranza, quella nata nelle piazze dell'82, non si spegne. Oggi guardiamo al futuro con l'augurio e la certezza che la nuova guida FIGC di Giovanni Malagò saprà portare quella ventata di qualità, forza e profondo rinnovamento di cui tutto il movimento ha bisogno. La mia è una certezza incrollabile: quella di far vedere ai miei nipotini e a tanti altri bambini una nuova finale azzurra, per farli sognare ancora, proprio come ho sognato io in quella calda domenica di luglio. Perché quel giorno è rimasto scolpito nel cuore e, se chiudo gli occhi anche adesso, a distanza di anni, io quel trionfo lo rivedo ancora come fosse ieri. Nonostante le cadute recenti, la maglia azzurra porta con sei una storia che nessuno può cancellare. La maglia azzurra è l’unica forza che tiene unita l’Italia tutta, senza differenze politiche o culturali, e rende uniti tutti gli italiani come amici unici. Il calcio italiano è ancora stimato, rispettato e temuto in ogni angolo del pianeta.  Aspettiamo solo il momento di riaccendere quel fuoco, per tornare a sognare uniti, generazioni diverse sotto la stessa bellissima bandiera.
Autore: Redazione 11 luglio 2026
Il Ministro degli Esteri Araghchi: "Teheran mantiene la parola data, Washington viola il Memorandum sul dispiegamento di nuove forze nella regione". Il governo della Repubblica Islamica dell'Iran interviene duramente sul rispetto degli accordi relativi alla tregua nell'area del Medio Oriente. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha rilasciato una dichiarazione ufficiale per chiarire la posizione di Teheran in merito al cessate il fuoco concordato con gli Stati Uniti. "Finora l'Iran ha mantenuto la parola data", ha affermato Araghchi in una nota ufficiale diffusa anche tramite i canali social. Il capo della diplomazia iraniana ha respinto le recenti affermazioni del presidente statunitense Donald Trump – secondo cui la tregua sarebbe ormai conclusa – e ha rilanciato l'accusa direttamente contro l'amministrazione americana. Secondo Teheran, la responsabilità delle tensioni attuali ricade interamente su Washington. Il ministro Araghchi ha esplicitamente puntato il dito contro il Segretario del Tesoro statunitense, accusandolo di violare in modo diretto il paragrafo 9 del Memorandum d'intesa siglato tra le parti. La clausola in questione vincola gli Stati Uniti a non dispiegare ulteriori forze militari e strategiche all'interno della regione. Nonostante lo scontro diplomatico e le reciproche accuse di violazione, restano aperti i canali di comunicazione: la stessa presidenza statunitense ha infatti confermato la disponibilità a procedere con ulteriori negoziati bilaterali per ridiscutere i termini dell'intesa.
Autore: AGENZIA DIRE 11 luglio 2026
Il Boeing 747-8 donato dal Qatar non dispone delle contromisure antimissile. Il Presidente Usa è tornato dal vertice Nato in Turchia su quello vecchio. Ma ha fatto emettere mandati di comparizione per i giornalisti che hanno svelato la falla. "Un atto sfacciato", ha risposto il Nyt Il nuovo Air Force One è arrivato in Turchia col presidente a bordo. Ma per tornare a casa, Trump ha dovuto usare il vecchio. Perché è più sicuro. La scelta, su indicazione dei servizi segreti, riaccende i dubbi sul jet donato dal Qatar e riadattato in tempi record per sostituire la flotta presidenziale ormai datata. Secondo fonti a conoscenza dei lavori di ammodernamento che ne hanno parlato con il New York Times, il Boeing 747-8 non dispone delle stesse contromisure difensive del modello precedente, incluse le capacità antimissile avanzate. Un vuoto che diventa particolarmente delicato quando l’aereo viaggia all’estero, come nel caso del vertice NATO ad Ankara, a ridosso di un Iran già colpito più volte questa settimana dagli attacchi americani. Dalla Casa Bianca, il direttore delle comunicazioni Steven Cheung ha difeso il velivolo parlando di “protocolli di sicurezza di alto livello”, senza però rispondere alle domande del Nyt specifiche sulle sue capacità difensive. L’Aeronautica militare, dal canto suo, ha ammesso in un comunicato del 19 giugno di aver rinunciato ad “alcuni set di missione meno comunemente utilizzati”, pur garantendo che nessun rischio sia stato corso su sicurezza, protezione o comunicazioni, senza mai chiarire cosa si intenda esattamente per quei set “meno comunemente utilizzati”. A gettare più di un’ombra sono le voci di funzionari che hanno lavorato al progetto, raccolte dal New York Times. Frank Kendall, ex segretario dell’Aeronautica che aveva spinto Boeing ad accelerare la consegna dei due nuovi velivoli definitivi dice che “il tempo a disposizione non ha permesso di apportare tutte le modifiche standard, quindi mancano alcuni elementi relativi alla sicurezza, alle comunicazioni e al supporto. Considerata la situazione in Iran, questo potrebbe essere motivo di preoccupazione. Francamente, sono sorpreso di vedere questo aereo utilizzato al di fuori degli Stati Uniti”. Sulla stessa linea Andrew Hunter, che ha guidato il programma Air Force One sotto l’amministrazione Biden: un vero ammodernamento di un 747 richiederebbe più di un anno di lavoro, tempi che il progetto qatariano non ha rispettato. Le immagini, secondo un terzo ex funzionario dell’Aeronautica, raccontano la stessa storia: i componenti dei sistemi difensivi visibili sotto le ali e sulla coda del vecchio Air Force One non compaiono nelle foto del nuovo jet. Si tratta in particolare del sistema pensato per neutralizzare i missili a ricerca di calore, usato raramente nella storia del velivolo presidenziale ma sempre considerato dotazione imprescindibile e previsto anche sui futuri Boeing definitivi. Trump, dal canto suo, ha offerto una spiegazione diversa per il cambio di aereo: il nuovo jet sarebbe partito prima per fare tappa in alcune basi militari americane e mostrarsi alle truppe, essendo – parole sue – “magnifico”. In ogni caso Trump non ha preso bene lo scoop del New York Times, ed è passato all’attacco. L’amministrazione ha emesso mandati di comparizione nei confronti di diversi giornalisti del giornale. Citazioni in giudizio, che mirano a costringere i giornalisti a testimoniare davanti a una giuria federale a Manhattan, “in merito a una presunta violazione della legge penale federale”. In alcuni casi, le citazioni in giudizio sono state consegnate da agenti federali che si sono presentati a casa dei giornalisti. Il Times ha denunciato le azioni dell’amministrazione: “La comparsa di agenti federali delle forze dell’ordine sulla soglia di casa dei giornalisti dovrebbe sconvolgere la coscienza di ogni americano che crede nella Costituzione e nella libertà di stampa che essa tutela”, ha dichiarato David McCraw, responsabile legale della redazione del Times, in un comunicato. “I nostri giornalisti riportano i fatti e promuovono il diritto del pubblico americano di sapere come opera il proprio governo e come vengono utilizzati i soldi dei contribuenti. Questo atto sfacciato non dovrebbe essere considerato altro che un tentativo di impedire al pubblico di sapere cosa sta succedendo nel proprio Paese, intimidendo i giornalisti e impedendo loro di svolgere il proprio lavoro”. Le citazioni sono state emesse da Jay Clayton, procuratore degli Stati Uniti a Manhattan recentemente nominato da Trump a direttore dell’intelligence nazionale.
Autore: AGENZIA DIRE 11 luglio 2026
La Direzione Approfondimento ha ritenuto opportuno sospendere cautelativamente la messa in onda Le repliche estive di Report non andranno in onda. A comunicarlo è la Rai tramite una nota: “In attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda che vede coinvolto il conduttore Sigfrido Ranucci, la Direzione Approfondimento ha ritenuto opportuno sospendere cautelativamente la messa in onda delle repliche estive della trasmissione televisiva Report, a tutela di un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico”. Nessuna modifica invece, per le nuove puntate del programma: “Resta fermo l’appuntamento con la nuova stagione di Report, che tornerà in onda a partire dal prossimo mese di novembre“. M5S: NO A SOSPENSIONE REPLICHE REPORT “La Rai parla di ‘ragioni cautelari’ alla base della sospensione delle repliche di Report. Bene: quali, esattamente? Cosa state tutelando? Qual è il rischio, qual è il pericolo che ci sarebbe trasmettendo le repliche? Perché, finché non lo spiegano con chiarezza, il sospetto è che questa dirigenza stia cogliendo la palla al balzo per attuare un piano targato Fratelli d’Italia. Vale a dire che questo sia l’ennesimo tassello di un progetto che da tempo punta a fare fuori Sigfrido Ranucci dalla guida di Report”. Così gli esponenti M5S in commissione di vigilanza Rai. “Noi siamo fermamente contrari alla sospensione delle repliche– sottolineano-. Che tra l’altro portano in dote ascolti sempre ottimi nella landa desolata in cui vogliono trasformare Rai 3, ancor più desolata durante la stagione estiva. Anche se dimissionari possiamo, anzi abbiamo ancor di più il dovere, di chiedere una risposta alla Rai. Perché al momento Ranucci resta una vittima, e tagliare le repliche ha il gusto acre di una indegna ritorsione“. FLORIDIA: SOLIDARIETÀ A REPORT, SITUAZIONE FUORI DA OGNI LOGICA “Quanto sta accadendo in queste ore con la sospensione delle repliche estive di Report è fuori da ogni logica. Anche sforzandosi non si capisce quale sia la ratio di questa decisione, se non quella di una pressione politica violentissima a cui l’azienda sta dando seguito. Esprimo solidarietà a Sigfrido Ranucci e alla redazione di Report. Davanti ad episodi come questi la mia scelta di rassegnare le dimissioni da presidente della della commissione di vigilanza assume ogni giorno maggiore solidità di quanta già non ne avesse prima. Con una situazione come questa non esistono margini di riapertura“. Così la senatrice M5S Barbara Floridia, già presidente della commissione di vigilanza Rai. LEGA: STOP A REPLICHE REPORT? GIUSTO COSÌ “Giusto così. Dopo gli inquietanti sviluppi dell’inchiesta che riguarda il signor Ranucci, e in attesa che venga fatta piena luce su una vicenda sempre più opaca, è doveroso tutelare la credibilità del servizio pubblico, pagato dai cittadini italiani”. Così sul profilo X della Lega. “Rai: sospese in via cautelativa le repliche estive di Report. Una decisione più che legittima, a tutela del servizio pubblico”, scrive Fdi USIGRAI: INACCETTABILE SOSPENSIONE DELLE REPLICHE DI REPORT “La decisione della Direzione Approfondimento di sospendere le repliche di Report colpisce il lavoro di tutta la redazione. Una scelta che non tutela il lavoro di colleghe e colleghi e anzi alimenta dubbi sul futuro di Report. Non mandare in replica puntate i cui contenuti hanno già avuto ogni controllo editoriale, con la scusa degli sviluppi sull’inchiesta della bomba a Ranucci, è solo un modo per togliere dagli schermi il programma che più di altri ‘infastidisce’ con le sue inchieste. Un danno per la Rai, per chi ci lavora, per un programma che da decenni rappresenta il giornalismo di inchiesta del servizio pubblico”. Così l’Usigrai in una nota. CDR APPROFONDIMENTO: CONTRARI A SOSPENSIONE REPLICHE REPORT Il Cdr Approfondimento “sostiene i colleghi della redazione Report e ne condivide le preoccupazioni sul futuro del programma. Sebbene rassicurati sul punto dal direttore Corsini, il Cdr continua a esprimere contrarietà sull’iniziativa di sospendere le repliche estive. Il messaggio che giunge all’opinione pubblica è infatti ambiguo: da un lato si parla di voler tutelare ‘un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico’ dall’altro si mette di fatto in dubbio la qualità del lavoro svolto dai giornalisti. Ricordiamo che non è in discussione nessuna delle puntate e delle inchieste svolte, quindi il Cdr si interroga su chi dovrebbe essere il beneficiario di tale tutela. La decisione di sospendere le puntate getta un ombra su Sigfrido Ranucci, che ricordiamo essere parte lesa di questa vicenda”.
Autore: AGENZIA DIRE 11 luglio 2026
Il principe aveva visto il padre lo scorso settembre, ma in quell'occasione era da solo ROMA – Prove di disgelo in casa Windsor. Re Carlo III e la regina Camilla hanno ricevuto Harry e Meghan e i loro bambini, Archie e Lilibet. A renderlo noto è la Bbc che cita Buckingham Palace. L’incontro, il primo in quattro anni, è avvenuto nel primo pomeriggio. Il principe Harry e Meghan non si trovavano insieme nel Regno Unito dal 2022, anno in cui avevano partecipato ai funerali della regina Elisabetta II. Lo scorso settembre, il Duca aveva incontrato suo padre, ma in quell’occasione si trovava in viaggio da solo. Il Palazzo scrive la Bbc ha descritto l’incontro nella residenza privata del Re nel Gloucestershire come un “evento privato di famiglia”. Non sono stati rilasciati ulteriori dettagli. Il sito riferisce soltanto che, secondo alcune fonti, padre e figlio tenevano molto ad incontrarsi e il re era desideroso di rivedere i suoi due nipotini di 7 e 5 anni, ormai stabili in California dal trasferimento definitivo dei genitori in seguito alla rinuncia dei loro ruoli di membri attivi della famiglia reale nel 2020. Un momento distensivo in una settimana complicata per Harry, uscito sconfitto nella causa contro l’editore del Daily Mail che lo vedeva coinvolto insieme ad altre celebrità come Elton John o Elizabeth Hurley. Se la distanza tra Harry e il padre si accorcia, sembrerebbe non esserci nulla da fare, invece, con il fratello William. Il principe di Galles oggi era impegnato in una partita di polo di beneficenza a Windsor, accompagnato dalla moglie Kate. Sempre secondo quanto scrive Bbc, non sono previsti incontri tra i due.
Autore: AGENZIA DIRE 11 luglio 2026
Dopo una lunga malattia è morto Peppino di Capri. Il celebre musicista e cantante aveva 86 anni. Ha trascorso le sue ultime giornate proprio a Capri, a villa Castiglione. I funerali si terranno domenica pomeriggio nell’ex cattedrale di Santo Stefano, nella piazzetta dell’isola. I funerali si terranno domenica pomeriggio nell'ex cattedrale di Santo Stefano, nella piazzetta dell'isola
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 11 luglio 2026
La Spagna è la prima semifinalista dei Mondiali 2026. Presso il Los Angeles Stadium, le Furie Rosse hanno superato il Belgio per 2-1 al termine di un quarto di finale intenso e ricco di colpi di scena, conquistando il pass per la semifinale del torneo dove affronteranno la Francia. LA CRONACA DELL'INCONTRO I campioni d'Europa in carica sbloccano il match alla mezz'ora: Lamine Yamal innesca Pedro Porro sulla fascia destra, il cui cross basso trova la girata di Dani Olmo. Sulla respinta corta di Thibaut Courtois si avventa Fabián Ruiz, che firma l'1-0 al 30'. La reazione del Belgio è immediata e si concretizza al 41' alla prima vera azione offensiva: perfetto traversone da destra di Timothy Castagne e straordinario colpo di testa in avvitamento di Charles De Ketelaere, che sigla il momentaneo 1-1. Nella ripresa l'equilibrio si spezza all'88' dopo l'uscita per infortunio di Courtois, sostituito dal giovane Senne Lammens. Una conclusione dalla distanza (25 metri) di Pau Cubarsí mette in crisi l'estremo difensore belga, che non trattiene il pallone; sulla respinta si fionda Mikel Merino – già uomo partita nel turno precedente contro il Portogallo – che insacca il definitivo 2-1. In pieno recupero, al 92', un salvataggio sulla linea di Aymeric Laporte a porta vuota nega a Romelu Lukaku il gol del pareggio, blindando la qualificazione spagnola.  IL PROSSIMO APPUNTAMENTO La Spagna vola in semifinale per la seconda volta nella sua storia calcistica. Il prossimo appuntamento è fissato per martedì 14 luglio 2026 a Dallas, dove andrà in scena la supersfida contro la Francia: un match stellare che vedrà di fronte Lamine Yamal e Kylian Mbappé per un posto nella finalissima mondiale.
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