Il Gelato Artigianale si conferma Pilastro dell’Agroalimentare: oggi la 14ª Giornata Europea

FRV NEWS MAGAZINE • 24 marzo 2026

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Si celebra oggi la quattordicesima edizione del Gelato Day, la Giornata Europea del Gelato Artigianale. Istituita dal Parlamento Europeo, la ricorrenza sottolinea il ruolo strategico di questo prodotto per l’intera filiera agroalimentare, capace di coniugare tradizione, innovazione e sostenibilità economica.


I Numeri di un Settore Chiave
Con un fatturato che supera i 3 miliardi di euro e oltre 9.200 punti vendita sparsi su tutto il territorio nazionale, il gelato artigianale non è solo un’eccellenza gastronomica, ma un vero e proprio volano per l’economia italiana. La filiera coinvolge migliaia di produttori di latte, zucchero e frutta, confermandosi un asset fondamentale per l’export delle macchine e delle tecnologie di refrigerazione.


Il Gusto dell’Anno: "Melody"
Protagonista assoluto di questa edizione è “Melody”, il Gusto dell’Anno 2026. Ispirato all’Eurovision, si presenta come una base bianca all’albicocca, impreziosita da una nota croccante di mandorle e la dolcezza del miele. Un mix che valorizza le eccellenze locali in un contesto internazionale.


Maestria e Qualità
“Il gelato artigianale è l'emblema del saper fare italiano,” dichiarano le associazioni di categoria. “Nonostante le sfide legate ai costi energetici e delle materie prime, i nostri maestri gelatieri continuano a puntare sulla trasparenza degli ingredienti e sul legame con il territorio.”



Per riconoscere il vero gelato artigianale, gli esperti ricordano di prestare attenzione ai colori naturali (mai eccessivamente brillanti), alla struttura (morbida ma non troppo areata) e alla presenza di un laboratorio a vista che garantisca la freschezza del prodotto giornaliero.



Recent Posts

Autore: FRV NEWS MAGAZINE 24 marzo 2026
Si aprono oggi a Roma le celebrazioni ufficiali per il centenario della nascita di Dario Fo, Premio Nobel per la Letteratura nel 1997 e figura cardine del teatro e dell’impegno civile del Novecento. Nato a Sangiano (Varese) il 24 marzo 1926, il "giullare" della cultura italiana viene ricordato oggi, a dieci anni dalla scomparsa, con una serie di iniziative che ne onorano l’eredità artistica e il legame inscindibile con la moglie Franca Rame. L'EVENTO ISTITUZIONALE E IL COMITATO NAZIONALE La mattinata si apre presso il Ministero della Cultura con la presentazione ufficiale del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario di Dario Fo. Insediato lo scorso 12 marzo con decreto ministeriale, il Comitato avrà il compito di coordinare, promuovere e valorizzare gli eventi che nel corso dell'anno coinvolgeranno l’intero territorio nazionale, mantenendo viva la memoria di un autore che ha saputo rivoluzionare il linguaggio teatrale mondiale. IL FRANCOBOLLO COMMEMORATIVO A suggellare l’importanza della giornata, si terrà la cerimonia del primo annullo filatelico del francobollo dedicato a Dario Fo. Emesso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy in collaborazione con Poste Italiane, il francobollo entra a far parte della prestigiosa serie tematica “Le eccellenze del patrimonio culturale italiano”. Un riconoscimento che consacra definitivamente Fo tra i massimi interpreti e ambasciatori della cultura italiana nel mondo. La giornata di oggi rappresenta solo il primo passo di un ricco programma di mostre, convegni e rappresentazioni che celebreranno, per tutto il 2026, l'arte, la satira e la passione civile di un artista irripetibile.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 24 marzo 2026
Carlo Verdone torna alla regia con "Scuola di seduzione": una commedia corale sulle fragilità contemporanee Il film debutterà in esclusiva su Paramount+ il 1° aprile 2026. Il regista rassicura i fan: "Il mio prossimo progetto sarà pensato per la sala cinematografica". Dopo il successo delle quattro stagioni della serie Vita da Carlo, il maestro della commedia italiana Carlo Verdone torna dietro la macchina da presa con il suo 28° lungometraggio: "Scuola di seduzione". Prodotto da Filmauro, il film sarà disponibile in esclusiva streaming su Paramount+ a partire dal 1° aprile 2026. Il Film: Fragilità e "Malincomicità" nell'Era Moderna Ispirato a un articolo del Guardian, il film segue le vicende di un gruppo di "malcapitati" che si affidano a una love coach per superare le proprie insicurezze affettive. Definita dallo stesso Verdone come una commedia malincomica, l’opera esplora temi attuali come l'inadeguatezza, la paura del futuro e la ricerca dell'amore in un mondo dominato dalla tecnologia. Un Cast Internazionale e Stellare Ad affiancare Carlo Verdone in questa avventura corale troviamo un cast d'eccezione: · Karla Sofía Gascón, reduce dal successo di Emilia Perez. · Lino Guanciale, Vittoria Puccini, Beatrice Arnera, Euridice Axen e Romano Reggiani. Il Futuro: Il Ritorno al Grande Schermo Nonostante la scelta della distribuzione digitale per questo titolo, Verdone ha voluto lanciare un messaggio chiaro agli amanti del cinema tradizionale: "Il mio prossimo film uscirà in sala, ci sto già lavorando". Il regista ha sottolineato come, dopo l'esperienza seriale, sia stato stimolante tornare alla sintesi del formato film, pur ribadendo la sua missione di riportare il pubblico nei cinema con storie di qualità che combattano la "sciatteria" delle sceneggiature moderne.
Autore: a80d0376_user 24 marzo 2026
Due milioni di scarto sul fronte del sì e arriva il rilancio a sopresa delle primarie del centrosinistra. Schlein: "Oltre aspettative, giovani con noi". Da Conte il sì ai gazebo: "Spartiacque per progressiti" Abbiamo vinto". Bastano due parole a Elly Schlein per intestare al centrosinistra l'esito del voto sul referendum per la giustizia. I leader di opposizione chiudono la giornata in piazza, insieme sul palco che Maurizio Landini ha convocato a urne ancora aperte insieme ai Comitati per il No. Poi, alla testa di un corteo improvvisato per le strade del centro di Roma, direzione piazza del Popolo. Tutti a festeggiare un risultato che sempre la segretaria del Pd definisce "oltre le aspettative". I conti li fa subito Goffredo Bettini: "Il no supera in voti quelli ottenuti dalle liste del centrosinistra nelle precedenti elezioni europee e politiche". In numeri, a conteggi terminati, parlano di oltre 14 milioni per il no . Due i milioni di scarto sul fronte del sì. Talmente tanto carburante nel serbatoio delle opposizioni da rilanciare, un po' a sopresa, anche le primarie del centrosinistra. Il più lesto a dare la lettura politica del voto è Matteo Renzi: "Una sconfitta sonora per la Meloni. Io mi sono dimesso, lei da cosa si dimette?", sentenzia l'ex premier, che aveva dato a Iv libertà di voto ma che mostra pochi dubbi su come interpretare il referendum. "Da oggi Meloni è un'anatra zoppa, per lei parte un anno di via crucis", prosegue Renzi. Entusiasmo anche in casa Avs, con Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli che non si sottraggono: "Da qui in avanti cambia il vento, la musica, si comincia a guardare alle elezioni con altro spirito", dice il leader di SI. Bonelli gli fa eco: "Un segnale politico rilevante, una sconfitta per Giorgia Meloni". Conte e l'ok a primarie aperte: "Interpretare insieme nuova primavera" Ma a dare il colpo di gas al campo largo è Giuseppe Conte, che non solo raccoglie l'assist di Renzi sulla primarie ("il centrosinistra vada rapidamente alle primarie, è in condizione di vincere le elezioni politiche", dice il leader di Iv), ma rilancia: "Si apre una nuova stagione, una nuova primavera politica, i cittadini vogliono voltare pagina, segnalano la richiesta di un'altra politica, più attenta ai bisogni delle persone e il M5s ha tutto il diritto, con le altre forze progressiste, di interpretare questa nuova primavera", è la premessa di Conte. Per l'ex premier, il voto è un "avviso di sfratto a questo governo". Secondo Conte "è evidente che oggi c'è uno spartiacque, non solo per quanto riguarda una battuta forte di arresto per il governo ma anche per quanto riguarda i contenuti e il progetto progressista". Quindi, "ci apriamo anche alla prospettiva delle primarie. Non primarie di qualche organizzazione, di qualche apparato partitico, ma veramente aperte" per "individuare il candidato, la candidata che possa essere più competitivo", dice. Schlein: "Vittoria messaggio a Meloni, ma anche a noi" Schlein lascia agli altri leader una prima ribalta, ed è l'ultima a presentarsi alla stampa per una valutazione del voto. "Abbiamo vinto. Abbiamo fermato una riforma sbagliata ed è una vittoria ancora più bella perche partivamo da sconfitta annunciata”, è la premessa della segretaria, che individua subito l'elemento chiave della vittoria referendaria: "I giovani hanno fatto la differenza" e "il Pd ha avuto l'elettorato più compatto, al 90% tra tutti i partiti". Un messaggio, quest'ultimo, che suona anche diretto a quella parte del partito che si è mostrata non completamente sorda alle ragioni del sì e delle riforme. "Anche la giustizia si può migliorare, ma non così", sottolinea la leader dem. Schlein non chiede le dimissioni della Meloni: "Dal voto arriva un messaggio politico chiaro a Giorgia Meloni, ascolti il Paese e le sue priorità”, ma "ribadisco che la batteremo alle prossime politiche". Ma è alle prospettiva del centrosinistra che la leader dem dimostra di guardare: "Il voto è anche un messaggio per noi. Il Paese chiede un'alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla. C'è già una maggioranza alternativa al governo. Questo voto ci consegna una grande responsabilità. Lavoreremo con le forze della coalizione progressista per costruire l'alternativa". Quindi, sottolinea, "sono certa che ci mettera d'accordo sia sul programma che sulle modalità per la guida" della coalizione, "io ho già detto che in caso di primarie ci sono". 
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 24 marzo 2026
La Premier: "Rispettiamo voto degli italiani, governo va avanti". Tajani: "Ci inchiniamo a volontà del popolo". Salvini: "Cittadini hanno sempre ragione" La Premier riconosce l’esito, ma al tempo stesso traccia subito la linea politica: noi tiriamo dritto, il voto referendario non incide sulla tenuta del governo né sul prosieguo della legislatura. Un messaggio, condiviso con gli alleati di Lega e Forza Italia, rivolto anche alle opposizioni con in testa Giuseppe Conte che parlano di "avviso di sfratto". "Gli italiani hanno deciso e noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l'Italia", scandisce Meloni, pronta a non mollare sulla legge elettorale, che va cambiata ora a maggior ragione in vista della madre di tutte le battaglie (le prossime politiche) per poi aprire la strada al premierato. Niente voto anticipato, raccontano, ma da oggi in poi, antenne dritte, per evitare incidenti di percorso. Bisogna portare a casa il record di longevità di questo esecutivo, fanno sapere ambienti vicini a Via della Scrofa. La sconfitta brucia e non lo nasconde, la premier: "Resta chiaramente il rammarico per un'occasione persa di modernizzare l'Italia, ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della Nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato". Concetti che, secondo quanto filtra da fonti di maggioranza, la presidente del Consiglio avrebbe ribadito anche in un colloquio con il leader di Forza Italia Antonio Tajani. Tra i temi affrontati, quello della radicalizzazione dello scontro referendario, ritenuta uno dei fattori che hanno pesato sull’esito finale. Il ministro degli Esteri resta chiuso nel suo ufficio alla Camera e manda avanti a commentare l'affermazione del No i capigruppo Paolo Barelli e Maurizio Gasparri, che sottolineano: "È stato un voto politico, non nel merito, più di questo non potevamo fare, rispettiamo la volontà degli italiani, ora ci auguriamo che l'opposizione inizia a collaborare". In particolare, il coordinatore della campagna azzurra per il Sì, Giorgio Mulè, ci tiene a precisare: "Non è stata una sconfitta di Fi e non muoviamo alcun rimprovero agli amici della maggioranza, non facciamo nessun processo". Tajani preferisce affidare a una nota la sua analisi del voto: "Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà", l’alta partecipazione è stata "una grande prova di democrazia". Il vicepremier rivendica poi l’impegno del suo partito: "Noi abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l’importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l’Italia più libera". Due i punti centrali, sottolineati dal segretario nazionale di Forza Italia: "Per l’attività di governo non cambia nulla", questo non è un giudizio sull'esecutivo Meloni, perché il "voto sul governo ci sarà nel 2017 alla scadenza della legislatura" e "Fi sarà sempre nel centrodestra". Infine, Tajani assicura che "la riforma della giustizia rimane un tema sul tavolo, e non rinunceremo mai ad occuparcene", ringrazia i sostenitori e soprattutto esorta ad evitare polemiche: "Spero che nessuno usi più toni da guerra civile" e che si apra "un dialogo pacifico, sereno, attento alle ragioni della controparte". Un monito di merito nei confronti delle opposizioni. E non solo. Raccontano infatti che qualcuno, in casa Fi, avrebbe storto il naso nei confronti di chi, nella maggioranza, avrebbe contribuito ad estremizzare la campagna. Da Budapest interviene anche il segretario leghista Matteo Salvini: "Quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione. Rimaniamo convinti, come milioni di italiani che meritano rispetto e gratitudine, che sia necessario migliorare il sistema della giustizia. Anche per questo - conclude - il governo deve andare avanti con compattezza e determinazione". Dalla legge elettorale al premierato, ombre sulle riforme La netta affermazione del No getta inevitabilmente ombre sul cantiere delle riforme, dalla legge elettorale al premierato. Ma dalla maggioranza il messaggio resta quello della continuità. "Non credo che" il referendum sulla giustizia "cambi la nostra agenda parlamentare perché, come avevamo detto fin dall'inizio, le vicende attinenti alla consultazione referendaria erano sganciate", osserva a caldo il capogruppo di Fdi alla Camera Galeazzo Bignami.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 24 marzo 2026
REFERENDUM COSTITUZIONALE 2026: L’ITALIA BOCCIA LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. VINCE IL NO CON IL 53,23% I risultati definitivi della consultazione referendaria del 22 e 23 marzo confermano il rifiuto della riforma costituzionale sulla giustizia da parte del corpo elettorale. Con un’affluenza significativa del 58,9%, il fronte del "No" si è imposto con il 53,23% delle preferenze, contro il 46,77% del "Sì". L’Analisi del Voto: Un Paese Diviso L’esito del voto delinea una geografia politica frammentata. La riforma ha trovato sostegno elettorale solo in tre regioni del Nord: Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Al contrario, il "No" ha prevalso in 17 regioni, con picchi di resistenza alla riforma in Toscana (58%), Liguria (57%) ed Emilia-Romagna (55,8%) Il Verdetto delle Città Il ruolo delle grandi aree urbane è stato decisivo per la vittoria del fronte del No. Spiccano i dati di Napoli (75,49%) e Torino (64,7%). Significativo il caso di Milano: nonostante la regione Lombardia si sia espressa per il Sì, il capoluogo ha votato in controtendenza premiando il No. Unica eccezione di rilievo tra i grandi centri è Treviso, dove il consenso alla riforma è rimasto solido. Prossimi Passi Con la vittoria del No, l’assetto costituzionale vigente rimane invariato e la proposta di legge decade ufficialmente. I dati completi e i dettagli per ogni singolo comune sono consultabili sul portale del Ministero dell'Interno, Eligendo.
Autore: Redazione aggiornamenti 24 marzo 2026
Due morti nella città di Bshamoun a sud di Beirut. Colloqui in corso tra Stati Uniti e Teheran Nuova giornata di guerra oggi, martedì 24 marzo, in Iran mentre sarebbero in corso colloqui tra gli Stati Uniti e il regime di Tehran. Un missile balistico lanciato dall'Iran contro Tel Aviv ha causato il ferimento di sei persone. Secondo la polizia, il missile aveva una testata con cento chili di esplosivo e ha causato danni a diversi edfici e auto. Immediata la risposta israeliana. Secondo quanto riferisce il sito di notizie israeliano Ynet, le Idf stanno attaccando siti per il lancio di missili e altre strutture nell'ovest della Repubblica islamica. Continuano intanto anche i bombardamenti di Israele sul Libano. Oggi un nuovo raid a sud di Beirut sulla città di Bshamoun, nel distretto di Aley, ha provocato almeno due morti, come ha reso noto il ministero della Sanità libanese.
Autore: AGENZIA DIRE 24 marzo 2026
Giovedì il primo spareggio Mondiale con l'Irlanda del Nord. Chiesa torna a casa infortunato, al suo posto Cambiaghi quattro titoli mondiali appartengono al passato, così come le due mancate qualificazioni a Russia 2018 e Qatar 2022. Adesso bisogna concentrarsi solo sul presente e preparare al meglio il match di giovedì con l’Irlanda del Nord, primo e decisivo crocevia sulla strada verso il Mondiale. Gennaro Gattuso è pronto, la lunga attesa è finita. Nel pomeriggio potrà finalmente tornare a dirigere un allenamento a quattro mesi di distanza dall’ultima gara delle qualificazioni con la Norvegia. “Dobbiamo pensare solo alla partita di giovedì”, ha dichiarato il Ct in una conferenza stampa preceduta dal ricordo di Michele Haimovici, ex addetto stampa dell’AIAC e dell’Empoli nonché grande tifoso della Nazionale scomparso il mese scorso all’età di 54 anni. “Nessun alibi- ha aggiunto parlando degli infortunati- sarebbe troppo facile. Gli infortuni ce li hanno anche gli altri e, dopo trenta giornate di campionato, ci stanno. Abbiamo lavorato tanto, con lo staff abbiamo fatto tutto quello che si poteva fare. Ora testa solo alla partita di giovedì, non bisogna pensare a nient’altro”. In questi primi sette mesi da Ct ha dato tutto, ricevendo tanto in cambio: “Avevo voglia di affrontare queste due partite con le mie certezze, le mie sicurezze. Spero con tutto il cuore di raggiungere l’obiettivo, questo gruppo se lo merita. Non bisogna stressare i ragazzi, sanno bene cosa ci giochiamo. È innegabile che un po’ di tensione ci sia, però dobbiamo essere bravi a trasmettere grande positività”. In mattinata è arrivato il forfait di Federico Chiesa, che era stato convocato da Gattuso a quasi due anni di distanza dall’ultima presenza negli ottavi di finale di EURO 2024. Verificate le sue condizioni a Coverciano, l’attaccante del Liverpool ha lasciato il ritiro, con il Ct che ha deciso di chiamare al suo posto Nicolò Cambiaghi: “Chiesa ieri ha risposto alla convocazione- ha sottolineato il Ct- a livello fisico aveva dei piccoli problemi e abbiamo deciso insieme che era inutile che rimanesse”. Scamacca, Bastoni, Tonali, Mancini: sono diversi gli Azzurri che si sono infortunati con i rispettivi club e che hanno comunque raggiunto il Centro Tecnico Federale, a conferma di un forte senso di appartenenza: “Da quando sono arrivato a oggi vedo grandissimo attaccamento, lo tocco con mano. Scamacca ha un problema all’adduttore, lo valuteremo giorno dopo giorno così come Bastoni. Tonali oggi farà un lavoro a basso carico, domani speriamo di averlo a disposizione. Per Mancini si tratta di un affaticamento, anche Calafiori ieri ha sentito un piccolo dolorino, ma pensiamo di riaverlo. C’è uno staff medico molto preparato, sicuramente le scelte le faremo in maniera corretta”. Non avendo avuto la possibilità di organizzare uno stage, dopo il match di novembre con la Norvegia Gattuso è andato a incontrare gli Azzurri a domicilio, organizzando delle cene in giro per l’Italia e a Londra per stare vicino anche fisicamente ai suoi ragazzi, che non ha mai perso di vista. Dallo scorso agosto il Ct e il suo staff hanno seguito dal vivo 380 gare: 259 match di Serie A su 300 disputati, 62 tra Champions League, Europa League e Conference, 32 di campionati esteri, 15 di Coppa Italia, 9 di altre nazionali e 3 della Supercoppa Italiana giocata in Arabia Saudita. La Nazionale tornerà a Bergamo, in quello stadio che a settembre aveva ospitato la prima partita di Gattuso da Ct. I biglietti per la sfida con l’Irlanda del Nord sono andati esauriti in poco più di un’ora, con gli Azzurri che giovedì potranno contare sulla spinta di 23.000 tifosi: “Lo stadio l’ho scelto io, devo ringraziare il presidente Gravina e Buffon per aver avallato questa scelta. A settembre (con l’Estonia, ndr) il primo tempo è finito 0-0 e nonostante il risultato all’intervallo ci hanno applaudito. In uno stadio da 50, 60mila posti magari dopo dieci minuti sbagli un passaggio e ti fischiano. Volevo giocare in un catino, speriamo di non aver toppato”. Massimo rispetto per l’Irlanda del Nord e massima concentrazione sulla semifinale di giovedì. Vietato guardare oltre, con la consapevolezza che, pur essendo relegata al 69esimo posto del Ranking FIFA, la nazionale guidata da Michael O’Neill non è un’avversaria da sottovalutare. Squadra molto fisica, l’Irlanda del Nord può far male soprattutto sulle palle inattive e nelle ripartenze: “Corrono tantissimo, riescono a giocare in verticale e sui calci piazzati fanno paura. Dovremo essere lucidi e annusare il pericolo, il nostro difetto da quando alleno i ragazzi è stato che a volte non siamo riusciti ad annusarlo”.
Autore: Redazione 24 marzo 2026
Troverà lo statunitense Michelsen. Bolelli-Vavassori ai quarti nel doppio Jannik Sinner batte 6-1 6-4 il francese Corentin Moutet e accede agli ottavi di finale del torneo Atp Masters 1000 di Miami, dove troverà lo statunitense Alex Michelsen. Nel doppio avanzano Andrea Vavassori e Simone Bolelli, che vanno ai quarti dopo aver superato 6-3 7-6(7/5) la coppia formata dall'argentino Tomás Martín Etcheverry e dal cileno Alejandro Tabilo.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 23 marzo 2026
Dal Veneto arriva comunque una prova forte di partecipazione, responsabilità e maturità democratica», dice il presidente del Consiglio regionale del Veneto " Prendo atto dell'esito nazionale, ma dal Veneto arriva una prova forte di maturità democratica". Così il Presidente della Regione, Luca Zaia, commenta i dati del referendum che vedono il territorio veneto schierarsi per il "Sì", discostandosi dal trend generale del Paese. Secondo il Governatore, il voto regionale testimonia un’elevata "partecipazione e responsabilità" da parte dei cittadini. "In Veneto il fronte del 'Sì ' ha prevalso sottolinea Zaia a dimostrazione di una volontà di riforma che resta viva nel nostro elettorato". Pur riconoscendo la vittoria del "No" a livello nazionale, il Presidente ha lodato il senso civico della comunità veneta: "Oltre il risultato, resta il valore di un popolo che sceglie di esprimersi con serietà sui temi della giustizia, confermando la nostra regione come un modello di coscienza democratica".
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 23 marzo 2026
L’esito della consultazione referendaria sulla giustizia, che ha visto la netta affermazione del “No”, viene oscurato da un caso politico e istituzionale scoppiato all'interno della sezione napoletana dell'Associazione Nazionale Magistrati. Durante i festeggiamenti per il risultato, nella sede dell'Anm sono stati documentati brindisi, canti partigiani e cori rivolti contro il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Dura la reazione di Annalisa Imparato, sostituto procuratore di Santa Maria Capua Vetere e tra le principali esponenti delle toghe a sostegno del “Sì”, che ha definito quanto accaduto un episodio vergognoso. “Questo comportamento dimostra come molti colleghi abbiano agito esattamente come organi politici,” ha dichiarato la magistrata alle agenzie . “Puntare alla delegittimazione personale ed esibirsi in cori simili significa essere fuori dalla grammatica istituzionale: non sono assolutamente comportamenti da Stato.” La Dottoressa Imparato ha poi sollevato un tema centrale sulla percezione della magistratura da parte della società civile: “ Sono state intonate canzoni con una valenza politica molto forte. Da cittadina, prima ancora che da magistrato, mi chiedo se questi siano gli stessi giudici che domani entreranno in tribunale ostentando una presunta imparzialità e terzietà.” Nonostante la denuncia del clima ostile, Imparato ha voluto sottolineare il valore della partecipazione democratica, accogliendo il verdetto delle urne: “ Il popolo italiano ha dimostrato un fortissimo attaccamento allo Stato con un’affluenza altissima. La volontà dei cittadini va sempre accolta, ma l’impegno per rendere la giustizia più giusta ed efficiente non finisce certo oggi; resta una priorità assoluta per il Paese.”
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